TGS 2006

Metal Gear Solid 4 Guns of the Patriots: i primi dettagli sulla giocabilità

Svelati i primi dettagli sul rinnovato profilo giocabile.

speciale Metal Gear Solid 4 Guns of the Patriots: i primi dettagli sulla giocabilità
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  • PS3
  • L’immancabile appuntamento col Serpente

    Come di consueto nelle grandi fiere mondiali del videogame, anche al Tokyo Game Show 2006 non poteva non presenziare l’immortale serie Metal Gear Solid. Nata su MSX nel 1987, la saga si presenta al TGS - quasi vent’anni dopo la sua nascita - sulla NextGen di casa Sony.
    Annunciato all’E 2005, Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, dopo diversi trailer di taglio cinematografico, arriva alla fiera nipponica con un video che vuole farci scoprire la sua innovativa e futuristica giocabilità. Un video privo di dialoghi, insolito rispetto alle solite release Kojimane, ma ricco di dettagli intrinsechi ad un nuovo e spontaneo interrogativo spinto da una sola certezza: il maestro Kojima ama prendersi gioco di noi.

    Un aspetto messo in evidenza: la giocabilità

    La saga MGS si è sempre contraddistinta nel panorama videoludico per le sue varie possibilità di azione: il poter strisciare sotto agli oggetti - ad esempio - ai tempi del primo episodio Solid, fece quasi gridare al miracolo. Le capacità di Snake si sono evolute ed ampliate negli anni, fino ad arrivare al corpo a corpo CQC visto in Snake Eater.
    Con il trailer mostrato al TGS, Kojima dimostra di voler - giustamente - varcare una nuova frontiera nella giocabilità di questo nuovo capitolo, mantenendola fedele ai suoi predecessori ed alle abitudini dei fans, ma allo stesso tempo sorprendente ed innovativa. Un chiaro esempio è costituito dalla possibilità, mai vista prima, di strisciare sulla schiena. Esattamente: col passare degli anni ed il susseguirsi delle generazioni ludiche, Solid Snake ha appreso a strisciare non solo prono, ma anche supino. Come mostra il trailer, questa possibilità permetterà al giocatore di fingersi morto per sorprendere i nemici alle spalle, di mimetizzarsi al meglio o, diversamente, di ripararsi dietro ad un dislivello del suolo per colpire gli avversari lanciandogli delle granate senza doversi necessariamente esporre.
    Tra le altre novità scovate nel trailer, sembra proprio che Old Snake sappia anche strisciare seguendo una sorta di movimento ad onda che lo rende in tutto e per tutto simile ad un rettile: avanzando più lentamente ed in maniera quasi impercettibile, il buon vecchio Serpente può mantenere al meglio la sua mimetizzazione, evitando di essere scoperto dal nemico. Da annotare anche la nuova dinamicità della visuale in prima persona che, anziché spostarsi meccanicamente su un’asse orizzontale retta, si inclina a destra o a sinistra, simulando il movimento della testa del protagonista. Inoltre, è ormai confermato che Snake potrà servirsi del Close Quarter Combat per affrontare corpo a corpo i suoi avversari, interrogarli, disarmarli e via dicendo.
    Stupisce la presenza, ormai certa, del Metal Gear MK II: sembra che questo costituirà una sorta di arma a controllo remoto gestita dal videogiocatore che passa praticamente inosservata sotto agli occhi degli ostili (probabilmente abituati alle presenze robotiche che sbucano da ogni dove), capace di stordire questi ultimi con una scarica elettrica che ricorda l’air taser. Un’ottima via per la ricognizione dell’area e l’atterramento dei nemici eccessivamente zelanti, quindi.
    Inoltre, a sostituire le vecchie scatole di cartone, arrivano i barili vuoti: Snake potrà intrufolarsi dentro a dei barili per eludere le sentinelle e, addirittura, rotolare con essi per travolgere queste ultime. A dire il vero, pare proprio che Snake abbia imparato a rotolare anche su sé stesso: prono al suolo, il nostro baffuto eroe può rotolare a destra o a sinistra, rendendosi quasi invisibile ai nemici e difficilmente bersagliabile da questi ultimi. Nuova è invece l’opportunità di avanzare chinati, con la schiena inarcata in avanti, capacità che rende ulteriormente vasto il numero delle possibilità di mimetizzazione offerto al giocatore, poi elevato all’infinito dall’utilizzo della OctoCam.

    OctoCam: l’evoluzione dello stealth camouflage

    Uno dei bonus più amati inclusi nei vecchi episodi della saga era costituito dalla possibilità di ottenere, mediante il raggiungimento di obiettivi sempre differenti, un oggetto speciale chiamato “stealth camouflage”, capace, se equipaggiato, di rendere il nostro protagonista invisibile sia ai nemici che ai sistemi di sorveglianza a circuito chiuso. Funzionante mediante la deviazione della luce attorno all’oggetto, lo stealth sembra essere stato, a tutti gli effetti, il precursore della OctoCam, la tecnologica uniforme di Snake in MGS4. Sebbene non se ne conoscano ancora i precisi controlli, la OctoCam permetterà al videogiocatore di mimetizzarsi perfettamente con l’ambiente circostante, mutando la sua colorazione in base ad esso: sarà davvero difficile per i nemici individuare Snake, immobile, prono sulla sabbia con la OctoCam mutata con il suo stesso motivo. Il sistema delle uniformi di Snake Eater, dunque, sembra essere stato ripreso ed aggiornato secondo mezzi necessariamente più tecnologici (Guns of the Patriots si svolge oltre quarant’anni dopo): la filosofia di funzionamento e le finalità dell’utilizzo rimangono le stesse, con la sola differenza che sarà come se avessimo fin dall’inizio tutte le uniformi per qualsiasi ambientazione. E, diciamocelo, appiattirci contro un muro attivando la OctoCam mentre i nemici ci sgattaiolano attorno senza riuscire ad individuarci è quanto meno stimolante, oltre che estremamente appagante. Da mettere in evidenza anche la presenza di un passamontagna che completa la tenuta OctoCam: quest’ultimo copre interamente il viso di Snake, permettendogli di vedere all’esterno solamente attraverso il SolidEye, il visore elettronico che indossa sull’occhio sinistro.

    Sorpresa nel finale

    Il trailer si chiude con gli immancabili e divertenti tocchi di classe Kojimani che, questa volta, ci riservano una sorpresa, che va ben oltre all’Old Snake con i reumatismi: mentre fugge, inseguito da alcuni nemici, Snake giunge in un’area al cui centro si trova un piedistallo con due sculture. Il suo volto, integralmente coperto dal passamontagna della sua OctoCam, sembra piegarsi in un sorriso. Sfruttando le potenzialità della sua incredibile uniforme, Snake si mimetizza, ponendosi al fianco delle due statue ed eludendo la sorveglianza, che lo ignora e prosegue altrove la sua ricerca. Snake si tira su in piedi, mentre la OctoCam riassume il suo colore naturale. La telecamera ci mostra il viso del nostro eroe mentre si accende una sigaretta: i capelli lunghi, castani, la lieve barba, nessuna traccia dei baffoni bianchi. Il Solid Snake che conosciamo da sempre, totalmente differente - se non per l’uniforme e la fede fumatrice - dall’Old Snake che abbiamo assimilato nelle varie presentazioni di Guns of the Patriots. Cosa può voler significare tutto ciò? Ai posteri l’ardua sentenza.

    Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots Metal Gear Solid traccia le prime pennellate della sua rinnovata identità giocabile scoprendo nuovi ed interessanti profili. L’approccio all’innovazione studiato dal maestro Hideo Kojima, che tende ad aggiornare il vecchio sistema di gioco piuttosto che a sradicarlo e rivoluzionarlo completamente, costituisce una solida base su cui erigere quello che si prospetta come uno dei titoli di maggior rilievo, se non il maggiore, che traineranno PS3. Se a queste buone idee, comunque da affinare e migliorare nell’ampio lasso di tempo che ci divide dall’uscita del gioco, sommiamo lo stile cinematografico, spettacolare e mozzafiato che il direttore di Kojima Productions riesce ad imprimere alle sue opere, non è assolutamente azzardato affermare che Guns of the Patriots - presentandosi anche come l’ultimo episodio curato personalmente dallo stesso Kojima - ha puntati su di sé i riflettori di tutti i veri amanti delle emozioni che il videogame sa e può regalare.

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