TGS 2006

Speciale Metal Gear Solid: Portable Ops

Il sogno di combattere fianco a fianco con Snake diviene realtà grazie a PSP.

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  • Psp
  • Un uomo distrutto

    Tradito dal suo paese, ferito nei suoi ideali, colmo di rabbia e dolore. Questa è l’ultima immagine che, in Metal Gear Solid 3, abbiamo potuto avere dell’ex Naked Snake, neo-medagliato Big Boss. Un personaggio che, nonostante le sue malefatte ad Outer Heaven e Zanzibar Land - abilmente narrate da Kojima nei primi due episodi, su MSX, della saga Metal Gear - appare positivo, eroico, leggendario. La sua storia struggente ha colpito milioni di videogiocatori che, ora, attendono solo la rivelazione della vera motivazione che portò il padre di Solid Snake a divenire, a quanto sembra, un terrorista.
    Metal Gear Solid: Portable Ops si presenta come anello di congiunzione tra gli avvenimenti di Tselinoyarsk (Metal Gear Solid 3), ambientato nel 1964, e quelli che presero il via ad Outer Heaven (Metal Gear), ambientato - invece - nel 1995.
    Interiormente dilaniato dalla morte di The Boss, Big Boss sceglie di abbandonare la sua squadra, la Fox Unit, che viene poi sciolta dal comandante Major Zero non troppo tempo dopo. Lo scioglimento della Fox Unit è quanto mai motivato: i suoi membri, Zero su tutti, sono considerati i principali colpevoli di una rivolta militare che ha preso il via in Sud America. Le autorità - che hanno già ferito Big Boss una volta, solo sei anni prima - costringono quest’ultimo ad eliminare i suoi ex compagni, sedando la rivolta e distruggendo un probabile Metal Gear, citato come l’ “arma finale”. Qualora si rifiutasse di assolvere il suo compito, Big Boss dovrebbe rispondere della stessa accusa che pende sulle teste dei suoi ex commilitoni, con l’aggravante di essere considerato l’iniziatore della caotica rivolta.

    Portable Ops: la solidità in tasca

    Distaccandosi dagli altri Metal Gear già visti su PSP, che Solid non lo erano affatto, Portable Ops si auto-definisce un episodio autentico della saga per la console portatile di casa Sony. Come facilmente si comprende dalla nostra premessa, differentemente dai due capitoli Ac!d, la trama di Portable Ops è strettamente collegata a quella principale della saga.
    A dire il vero, la trama non è l’unico elemento che rende questo episodio più simile ai cugini su PS2 che non ai fratellini su PSP: Portable Ops, nonostante le limitazioni imposte dal pad di PSP, promette di porre in mano al giocatore tutte le stesse possibilità d’azione che caratterizzano i titoli Solid sulle console domestiche, dall’utilizzo del CQC al sorprendere alle spalle i nemici, dalla visuale in prima persona alla capriola. Per fare ciò, Kojima Productions ha dovuto riadattare i controlli classici secondo le possibilità offerte da PSP, riuscendo a non spiazzare i videogiocatori storici della saga: come avviene su PS2, infatti, Snake protenderà l’arma con il tasto R, zoomerà il mirino con il tasto L, si sposterà mediante lo stick analogico, sparerà con 𾍹, rotolerà e si accovaccerà con X, colpirà nel corpo a corpo con O, si arrampicherà ed aprirà le porte con ∆. Il pad direzionale sarà invece destinato alla gestione della telecamera che, come in Subsistence, sarà rigorosamente in terza persona, completamente mobile e ruotabile. Si può tranquillamente affermare che i controlli di Portable Ops siano appropriati e godibili.

    Le emozioni del 1970

    Andando a ricercare la voce “Metal Gear Solid” sul dizionario dei videogiocatori, la sola definizione in cui ci si può imbattere è “susseguirsi di emozioni”. Lo struggente trailer di Portable Ops mostrato al TGS, di chiaro taglio cinematografico, colpisce innanzitutto per lo splendido sonoro, una versione rivisitata del tema principale di cui avevamo già potuto limitatamente godere durante il trailer rilasciato al Game Convention. In secondo luogo, la voce di Akio Otsuka è già stata affiancata da quella di David Hayter, storico doppiatore occidentale dei protagonisti striscianti della serie, chiaro emblema del fatto che gli addetti ai lavori stanno dandosi chiaramente da fare per completare quello che si prospetta a tutti gli effetti come un capolavoro portatile.
    Come Metal Gear comanda, nessuno spettatore può restare impassibile innanzi alla rabbia di Big Boss, ben decifrabile dalle sue affermazioni (“Non vivrò come ha fatto The Boss”, o “I politici sono volubili, cambiano a seconda dei tempi: quindi, finché rimarranno fedeli ai loro paesi, i soldati come noi non hanno bisogno di niente in cui credere”), splendidamente accompagnate dagli FMV fumettistici realizzati dall’artista Ashley Wood, già autore dei comic book di MGS (da cui deriva Digital Graphic Novel).
    Tra i personaggi mostrati nel trailer, colpisce la presenza di un misterioso ninja facente parte della Fox Unit, che Snake sembra conoscere abbastanza bene: “non sapevo ti avessero sottoposto a questo”, gli dice. Mentre lo spettatore ancora si interroga riguardo l’identità di questo ignoto emulo di Rikimaru, fa la sua comparsa sul megaschermo del TGS un uomo barbuto, dall’aria burbera, che sembra sorridere innanzi a Big Boss: “il mio nome è Campbell, Roy Campbell”. L’enorme sorpresa non ha nemmeno il tempo di materializzarsi, strozzata dagli inevitabili interrogativi che, come al solito, il maestro Kojima riesce a suscitare. In chiusura, il trailer ci ricorda che, in versione NTSC USA, Portable Ops fissa la sua data d’uscita al 5 Dicembre, mentre in NTSC JAP è previsto per il 31 Dicembre. Automatico convincersi che lo vedremo PAL soltanto nei primi mesi 2007.

    Multiplayer: ci chiameremo Fox-Hound!

    Come Subsistence, Portable Ops annovera tra le sue caratteristiche più accattivanti la modalità in multiplayer. Non solo, quindi, Kojima ha dato vita alla difficilissima trasposizione su portatile di un titolo come Metal Gear Solid, ma ha voluto anche coronare l’impresa forgiandola del gioco online.
    La prima cosa da dire è che Portable Ops permetterà di collegarsi al multiplayer sia via Wi-Fi, e quindi tramite Internet, che mediante la cosiddetta modalità ad hoc, che permette di creare una sorta di network d’area personale. Contemporaneamente, potranno entrare in azione un massimo di sei giocatori, che si daranno battaglia, alleati o avversari, in quattro differenti tipi di match, alcuni dei quali rimandano chiaramente all’online di Subsistence. Il primo tipo è il classico deathmatch, nel corso del quale due giocatori si affronteranno in una lotta all’ultimo sangue: a perdere sarà il primo a restare ucciso. Avremo poi anche il team deathmatch, che estende la medesima formula a squadre formate ciascuna da tre persone. Curiosa invece la battaglia Kerotan rugby, nella quale bisogna impadronirsi del ranocchio verde e, braccati dai nemici, raggiungere con esso l’area punti dell’ambientazione. In pratica, sarà come giocare a rugby con una rana al posto della palla ovale e dei sanguinosi soldati al posto degli avversari. Per ultimo, abbiamo il Kerotan capture, il cui scopo è impadronirsi del ranocchio verde e portarlo alla propria base.
    Non è ancora noto, invece, quante ambientazioni sarà possibile esplorare nel gioco online. Ad ogni modo, la realizzazione di queste ultime è, come sempre, curatissima, al punto da dare al giocatore una straniante idea di infinità: pur conscio del fatto che l’ambientazione sia forzatamente chiusa da confini obbligati, quest’ultimo, osservandola dall’alto, avrà la splendida impressione che anche lo sfondo sia esplorabile. Dettagli grafici assolutamente eccelsi e convincenti, quindi, proprio come li avevamo lasciati in Snake Eater.

    Metal Gear Solid: Portable Ops Confermando le sue premesse e mantenendo le promesse fatte, Metal Gear Solid: Portable Ops non è certo passato inosservato al TGS, nonostante la pesante presenza del più egocentrico cugino, Metal Gear Solid 4. La modalità online, che i più fortunati hanno potuto provare alla fiera nipponica, convince e diverte come nessuno avrebbe mai potuto immaginare su PSP. Inoltre, tasselli come l’accattivante trama, l’originale taglio scenico e l’emozionante sonoro vanno a completare un puzzle già piacevolmente ammirabile, aggiungendo alle premesse ulteriori promesse che, ne siamo certi, Kojima Productions avrà il coraggio e l’orgoglio di mantenere, concependo un inimmaginabile ed aureo capolavoro portatile.

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