E3 2017

Microsoft: analisi e impressioni sulla conferenza Xbox E3 2017

Microsoft approfitta dell'E3 di Los Angeles per togliere i veli a Xbox One X (ex Xbox Scorpio) e annunciare nuovi giochi...

Microsoft: Analisi Conferenza E3
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Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

"It all leds to this". Il lungo cammino delle console Microsoft, nell'arco di quasi due decenni, sembra aver portato proprio a questo: alla sua Conference dell'E3 2017, quando la famiglia "Xbox" ha raggiunto il suo apice in termini di pura potenza. Quella che inizialmente era conosciuta con l'aggressivo e "pungente" code name di Project Scorpio, si mostra ora agli accoliti plaudenti con la sua denominazione definitiva: Xbox One X, le cui sonorità si affiancano a quelle delle due piattaforme che l'hanno preceduta, e trasmettono in tal modo la chiara idea di nucleo "famigliare", accomunato dalla medesima nomea e dallo stesso DNA ludico. Questo perché One X sarà - ed è palese sin dai primi momenti della presentazione - l'ultimo tassello di un ecosistema totalizzante e completo, un albero genealogico espanso, che affonda le sue radici a ritroso, agli albori della dinastia, per arrivare sino all'antico capostipite di questa fortunata progenie di sistemi da gioco, a quella prima Xbox verso la quale ora si estende la retrocompatibilità di Microsoft.
Basta questo piccolo grande regalo rivolto all'intera community a rimarcare, con lettere di fuoco, gli obiettivi ed i traguardi della casa di Redmond: pensare prima di tutto a soddisfare le aspettative ed i desideri della propria fanbase, e solo dopo provare a rincorrere la concorrenza in termini di esclusive e orizzonti comunicativi. Avvolto da una soffusa luce verde, il palco della conferenza ha assunto così un'atmosfera quasi sacrale: consapevole degli spasmodici desideri degli astanti in trepidante attesa, il buon Phil Spencer non ha perso tempo ed ha subito introdotto l'ultimo, potentissimo gioiello del colosso americano, chiamandolo finalmente con il suo nome di battesimo e mostrando il neonato alla folla entusiasta: Xbox One X recupera i lineamenti della sua sorella maggiore, quella versione Slim elegante e proporzionata, ma ne rielabora lievemente la fisionomia, ora più raffinata e dalle dimensioni ridotte. Un delicato gioiellino di design, tanto simile ai suoi diretti "parenti" eppure così riconoscibile nella sua unicità.

Dopo un indispensabile recap di natura tecnica, che ha messo in evidenzia le ormai risapute caratteristiche "interne" del nuovo hardware, tutto è esploso in un fragoroso spettacolo dal ritmo incredibile e martellante, che ha inebriato il pubblico senza concedergli se non pochissimi attimi di tregua. Spencer ha messo in chiaro sin da subito che la conferenza avrebbe lasciato quasi del tutto spazio ai software in uscita, memore delle lente e fallimentari manifestazioni degli anni passati: imparando dai propri errori, quindi, Microsoft ha dato sfoggio di una lineup decisamente vasta, che comprende circa 42 prodotti e ben 22 esclusive (alcune delle quali, però, di natura solo temporale).
Dinanzi a tutta questa abbondanza, l'andamento della conference non avrebbe potuto essere altro che esplosivo, concentrato quasi integralmente sui traguardi grafici che One X permette di raggiungere senza troppi compromessi: e per mettere in evidenzia le proprie ambizioni "muscolari", non c'era forse modo migliore di esordire con Forza Motorsport 7, ultimo capitolo della celebre serie di racing game che, sulla nuova console, sfreccia alla sfavillante risoluzione in 4K nativo, in HDR e a 60 frame al secondo: un prodigio tecnico assoluto che, anche in virtù della qualità degli shader, dell'effettistica climatica e della modellazione poligonale delle auto, a detta di Dan Greenwalt (creative director di Turn 10) si rivelerà il "più avanzato gioco di corse mai realizzato". In base alla forza bruta di One X, è palese che Microsoft abbia deciso di puntare su due aspetti principali: da un lato la potenza visiva e dall'altro l'enorme quantità dei titoli di prossima release, tutti pronti a sfruttare l'"enhanced visual" che il sistema offrirà per l'intero catalogo di giochi disponibili. Eppure, nonostante l'indiscutibile piglio vivace e sostenuto che ha sorretto la conferenza, si nota - a tratti - una certa dissonanza tra la voglia di mostrare i muscoli dell'hardware e l'effettiva resa visiva dei software che dovrebbero beneficiarne.
Opere come il già citato Forza Motorsport 7, il nuovo (e affascinante) Metro Exodus ed il toccante Ori and the Will of the Wisps danno sfoggio di un comparto tecnico ed artistico da capogiro, nobilitato da un uso eccezionale dell'HDR che valorizza ogni singola sfumatura di colore. Accanto a produzioni del genere, però ritroviamo anche titoli sì promettenti e potenzialmente piuttosto solidi, ma di certo poco efficaci per palesare al mondo intero ciò di cui One X è davvero capace.
Parliamo di due esclusive importanti come Sea of Thieves e State of Decay 2: il primo non riesce a scrollarci di dosso una dolorosa sensazione di delusione, a causa di una formula ludica poco sostanziosa ed ancora troppo fumosa; il secondo invece, benché sia supportato da meccaniche di gioco di una certa consistenza, dispone di un reparto visivo eccessivamente arretrato, sporco e grossolano, con animazioni dell'anteguerra, collisioni impalpabili ed espressioni facciali non pervenute: si tratta, insomma, di mancanze che neppure l'alta risoluzione è in grado di mascherare.
Ecco: uno degli errori di Microsoft all'interno di una conference comunque generalmente riuscita e piacevole, riguarda ancora una volta l'incapacità di conciliare (o sarebbe meglio dire: differenziare) gli elementi esclusivamente "tecnici" da quelli prettamente "ludici". Sembra che la casa di Redmond non sia in grado di bilanciare queste due "esigenze", sfruttando come semplice "esca grafica" quei titoli che invece spiccherebbero maggiormente se descritti nelle componenti che contraddistinguono il loro gameplay. Lo stesso si può dire, del resto, per il grande ed inopportuno spazio riservato all'ennesima edizione di Minecraft, che sul palco dell'E3 Conference ha annunciato il Super Duper Graphic Pack (rigorosamente in 4K) per incrementarne l'appeal estetico di un gioco in cui la grafica svolge un ruolo di importanza marginale.

Xbox One X

L'impressione è che spesso Microsoft faccia leva sugli aspetti "errati" dei suoi titoli di punta, non dimostrandosi così in grado di valorizzarli pienamente. Anche l'aver mostrato a sorpresa un trailer di gameplay del nuovo Assassin's Creed: Origins ricade nello stesso errore di cui sopra: ancora troppo grezzo e poco ripulito, a livello visivo l'ultimo capitolo della celeberrima saga Ubisoft non è riuscito ad impressionarci in alcun modo e ci ha anzi lasciati con la voglia di conoscere ulteriori dettagli per quanto riguarda le inedite meccaniche di gioco, sulle quali - ovviamente - non è stato fatto il benché minimo approfondimento. Il problema fondamentale della conferenza Xbox, a nostro avviso, è stato proprio questo: l'assenza di un vero equilibrio tra quello che la società voleva comunicare e ciò che l'utenza voleva sentirsi dire.
Ed è, a conti fatti, un peccato non da poco, che indebolisce parzialmente l'impatto mediatico di una lineup ricca e rispettabile, composta - è vero - da molte opere indipendenti, ma comunque fascinose al punto giusto. Ci riferiamo, in questo caso, a perle artistiche come The Last Night, platform ad ambientazione cyberpunk (in cui l'HDR riesce persino a magnificare una pixel art davvero magnetica, e The Artful Escape of Francis Vendetti, un'avventura musicale folle e lisergica. Ma non mancano anche esclusive che provano a strizzare l'occhio alle mascotte d'un tempo: è il caso di Super Lucky's Tale, un gioco a piattaforme in apparenza un po' troppo derivativo e molto poco appariscente dal punto di vista cromatico, incapace quindi sia di coinvolgere sul fronte estetico sia su quello meramente ludico. Dinanzi a simili software -di loro natura non certo inclini a "bucare lo schermo"- resta il rammarico di non aver assistito alla corretta "promozione" di titoli di spicco come Crackdown 3, esclusiva di gran valore che sembra privata di quelle feature (quale l'enorme distruttibilità ambientale garantita dal cloud computing) che la rendevano un'opera unica ed originale.

Esclusive o non esclusive, questo è il dilemma

Nel corso della conferenza, la casa di Redmond ha elencato una serie di giochi in arrivo sulla nuova console, come esclusiva sia completa sia solo temporanea. Per evitare di perdere la bussola e confonderci tra le numerosissime uscite, sarà meglio stilare un piccolo elenco riassuntivo.
Le esclusive temporanee comprendono: The Artful Escape of Francis Vendetti; Ashen; Black Desert; The Darwin Project; Deep Rock Galactic; The Last Night; Playerunknown's battlegrounds, Tacoma.
Le esclusive Xbox e Windows 10 comprendono: Crackdown 3; Cuphead; Forza Motorsport 3; Ori and the will of the wisps; Sea of Thieves; State of Decay 2; Super Lucky's Tale.

Fortuna che, tra un reveal e l'altro, tra il trailer del sorprendente picchiaduro bidimensionale Dragon Ball Fighter Z e la lunga lista di prodotti in uscita sul programma ID@Xbox, non sono mancati annunci clamorosi: anzitutto la tanto agognata data d'uscita di Cuphead, in arrivo il 29 settembre, ed in seguito quella del prequel di Life is Strange, "Before the Storm", composto da tre episodi ed ambientato prima degli eventi dell'avventura originale. Insomma, ciò che è mancato, realmente, alla pur corposa conferenza Microsoft è un titolo davvero distintivo: in mezzo ad un marasma incalcolabile di videogames multipiattaforma e di terze parti, si avverte l'assenza di una nuova IP che possa fungere da system seller per One X al momento del suo arrivo sugli scaffali il prossimo 7 novembre, ad un costo non certo competitivo di 499 dollari. La fascia di prezzo cui viene proposta, rende la console poco appetibile per un'utenza meno smaniosa di godere delle meraviglie del 4K nativo. Ma che One X sarebbe stato un sistema "high end" era cosa nota ormai da molto tempo, e le strategie commerciali di Microsoft, oramai, non ci sconvolgono più. D'altronde, per piantare la bandiera con il simbolo della X sulle più alte cime grafiche occorre un hardware "mostruoso" (nel corso della presentazione, non a caso, la console è stata più volte definita ironicamente "a monster!"): ed è per questo che la lunghissima conference è stata conclusa con Anthem, inedita proprietà intellettuale di Bioware che mostra un corredo tecnico semplicemente fuori parametro, il quale, ad oggi, sia per il livello delle texture, sia per la composizione scenica, sia per la draw distance, sia ancora per un turbinio di effetti devastante, non conosce alcun eguale, né su PC né su console.
È questa, insomma, la vera potenza del pungiglione dello scorpione di Microsoft: pur senza pungere vigorosamente con esclusive di assoluto rilievo, riesce ad iniettare nel cuore dei videogiocatori il profondo desiderio di scoprire tutta la magnificenza del 4K nativo, dell'High Dynamic Range e dei 60 frame al secondo. E quindi di conoscere fino in fondo le vere capacità di quella che è, attualmente, "la console più potente mai creata".