I migliori giochi di Mortal Kombat di sempre, aspettando MK12

Dalle origini fino al più recente Mortal Kombat 11, scopriamo quali sono i migliori giochi della storica serie di picchiaduro NetherRealm.

I migliori giochi di Mortal Kombat di sempre, aspettando MK12
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  • "Get over here!". Una frase iconica, pronunciata da Scorpion al momento di lanciare il suo celebre arpione per attirare a sé il malcapitato avversario e finirlo con un colpo mortale. Un'esclamazione che è un po' il simbolo stesso di Mortal Kombat che, con la sua brutalità, i suoi protagonisti e le sue Fatality, si è trasformato in un fenomeno di culto mai tramontato. Dalle sale giochi degli inizi fino alle più recenti piattaforme di nuova generazione, da Midway a NetherRealm Studios, la creatura di Ed Boon e John Tobias ha vissuto di molti alti e qualche basso ma è arrivata fino ad oggi in forma smagliante e per restare.

    Neanche a dirlo, si fanno sempre più insistenti i rumor che vogliono Mortal Kombat 12 in uscita entro il 2023 ma al momento NetherRealm è intenzionata a mantenere il massimo riserbo sui suoi progetti. In attesa di vederlo prima o poi annunciato, facciamo un tuffo nel passato per riscoprire i cinque migliori esponenti del franchise, dalle origini ad oggi.

    Mortal Kombat II

    Il capostipite del 1992 era già divenuto un fenomeno di culto, per aver scatenato gli entusiasmi di un pubblico pronto a fare la fila in sala giochi per tuffarsi nei violenti scontri proposti da Midway. Mortal Kombat però è entrato definitivamente nell'immaginario collettivo dei giocatori con secondo episodio, risalente al 1993. Mortal Kombat II offre esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un sequel capace di alzare ulteriormente l'asticella: 12 personaggi (cinque in più rispetto al predecessore), un parco mosse più ampio per ogni guerriero, e ancora più sangue.

    Il tutto senza dimenticare Fatality coreografiche e sopra le righe. Il secondo gioco ha dunque tutti gli ingredienti necessari per essere considerato un seguito eccellente e ha raggiunto una popolarità stellare, capace di farne un sinonimo di picchiaduro, al pari dell'altrettanto iconico rivale: lo Street Fighter II di Capcom.

    Mortal Kombat: Deadly Alliance

    Dopo un Mortal Kombat 4 non all'altezza delle aspettative, Midway si rimboccò le maniche per dare una spinta ancora più decisa alla sua serie nel difficile passaggio alle tre dimensioni, accennato graficamente nel predecessore ma non messo effettivamente in pratica sul piano ludico. La lacuna viene colmata nel 2002, anno d'esordio di Mortal Kombat: Deadly Alliance, dimostratosi uno dei giochi migliori del franchise a partire dal fronte contenutistico.

    Il suo ampio roster, composto da lottatori con ben tre stili di combattimento ciascuno, affiancava modalità di gioco corpose - come la Konquista - e una valanga di segreti da sbloccare spendendo gettoni nella sconfinata Kripta. All'epoca della sua uscita, il genere dei Picchiaduro 3D era all'apice della popolarità grazie a giochi come Virtua Fighter 4 e Tekken 4. Nonostante la feroce concorrenza, Deadly Alliance si è proposto ai giocatori senza alcuna incertezza e infatti è riuscito a conquistare sia i fan storici che gli amanti dei picchiaduro.

    Mortal Kombat (2011)

    Gli anni successivi a Deadly Alliance hanno offerto produzioni complessivamente di valore - pensiamo in particolare a Deception - ma forse non capaci di lasciare un segno profondo, a differenza del passato. Per quanto popolare, Mortal Kombat sembrava aver perso parte del suo smalto e della sua presa sul pubblico internazionale, con la bancarotta di Midway che gettò pesanti ombre sul futuro del brand. Quella coltre di incertezza però si è prontamente diradata con un ritorno esplosivo, passato sotto l'etichetta di Warner Bros. Interactive.

    La squadra di Ed Boon è rinata col nome di NetherRealm Studios e nel 2011 ha lanciato il reboot di Mortal Kombat, che sin da subito ha raccolto gli elogi di critica e pubblico. Il nono episodio della serie racconta gli eventi dei primi tre giochi da un nuovo punto di vista, elevando al massimo il gameplay con un nuovo sistema di combo, un roster ben variegato, numerose modalità di gioco e le Fatality più spettacolari ed elaborate mai offerte dal franchise fino a quel momento. Per questi e altri motivi si è rivelato un prodotto di grande caratura, il miglior rilancio possibile per il brand dopo alcuni anni complicati.

    Mortal Kombat 11

    Il ritorno di Mortal Kombat nel 2011 ha segnato l'inizio di un nuovo periodo d'oro per il franchise, che ha ritrovato vette di popolarità che non toccava da tempo. I due episodi successivi hanno ulteriormente cementificato il rinnovato successo: sia Mortal Kombat X che Mortal Kombat 11, si sono infatti dimostrati picchiaduro di elevata qualità, capaci di perfezionare ulteriormente il sistema di combattimento e mantenersi sostanziosi in termini contenutistici. Tra i due, però, l'undicesimo capitolo merita di essere menzionato per ciò che ha ottenuto sul fronte audiovisivo e una storia ottimamente sceneggiata e messa in scena.

    Il regolare supporto fornito da NetherRealm Studios, tra nuovi personaggi DLC e l'espansione Aftermath, ha permesso a MK11 di ottenere risultati commerciali ragguardevoli: al 2021 infatti ha venduto oltre 12 milioni di copie. E se non lo avete mai giocato, la nostra recensione di Mortal Kombat 11 vi spiega perché si tratta di un titolo imperdibile.

    Mortal Kombat: Shaolin Monks

    Il rapporto tra Mortal Kombat e i suoi spin-off è sempre stato un po' turbolento. Dalla seconda metà degli anni '90, Midway provò ad espandere il suo franchise di punta verso altri generi, avvicinandosi maggiormente a produzioni di stampo action adventure. Tuttavia questi esperimenti, pensiamo a Mythologies: Sub-Zero e a Special Forces, sono stati sostanzialmente bocciati da fan e stampa internazionale. Prima di gettare del tutto la spugna con le operazioni di questo tipo, Midway ci ha riprovato con un terzo gioco nel 2005, che al contrario dei predecessori ha dato i risultati sperati.

    Mortal Kombat: Shaolin Monks si è imposto come un coinvolgente fighting game a scorrimento dotato non solo di un gran ritmo ma anche ricco di contenuti e segreti da scoprire. Lo spin-off esprimeva appieno il suo potenziale nel multiplayer cooperativo, con due giocatori che potevano scatenarsi a suon di combo, attacchi di squadra e truculente Fatality, in linea col filone principale. Proprio per questo è un peccato che un sequel di Shaolin Monks o quantomeno un prodotto di questo tipo non abbia mai più visto la luce.

    Cosa aspettarsi da Mortal Kombat 12

    Di fronte a questi cinque titoli - che hanno reso ancor più splendente il marchio di Mortal Kombat - viene spontaneo immaginare come potrebbe rivelarsi il dodicesimo capitolo. Le voci parlano di un reboot incentrato sui guerrieri che hanno preceduto la generazione da sempre al centro degli eventi narrati, a partire dal padre di Sonya Blade e dal Grande Kung Lao. Si parla inoltre del ritorno di Reiko, il kombattente apparso per la prima volta in MK4, e di una Krypta in forma rinnovata, con nuove aree da esplorare.

    A chiudere il cerchio di quelli che comunque restano rumor, ci pensano i presunti dettagli sul motore alla base della produzione, che dovrebbe sfruttare una versione modificata ad hoc di Unreal Engine 4. A prescindere da questo, la nuova iterazione dovrebbe vantare una storia cinematografica e un combat system che speriamo possa tornare al dinamismo di Mortal Kombat X, nonché una componente visiva degna della nuova generazione di console. Una cosa però è certa: quando gli intramontabili lottatori faranno ritorno, sarà di nuovo Fatality!

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