Monster Hunter Rise: 5 motivi per iniziare la serie Capcom

Scoprite i cinque motivi per cui dovreste iniziare a giocare con il nuovo capitolo del fortunato franchise di Capcom: Monster Hunter Rise per Switch.

Monster Hunter Rise: 5 motivi per iniziare
Speciale: Nintendo Switch
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  • Pc
  • Switch
  • Che si tratti di un titolo per PS4/Xbox One o addirittura per la sfortunata Nintendo Wii U, ogni singolo episodio di Monster Hunter riesce sempre a scatenare un fermento inarrestabile sia tra i cacciatori veterani che tra i curiosi alle prime armi, divenendo puntualmente il gioco del momento. È quanto è accaduto di recente con Monster Hunter Rise, un fenomenale hunting game al momento disponibile soltanto su Nintendo Switch e in arrivo il prossimo anno anche su PC (a proposito, qui troverete la nostra recensione di Monster Hunter Rise).

    Basti pensare che nella sola settimana di lancio la nuova bestiola messa in libertà da Capcom ha già oltrepassato la soglia dei quattro milioni di copie vendute, catturando l'attenzione persino di coloro che in passato si erano tenuti a distanza di sicurezza da un brand storicamente considerato troppo "hardcore". Per aiutare gli indecisi a compiere quel piccolo ma coraggioso atto di fede che spalancherebbe loro le porte di un mondo aggressivo e trasudante di avventure, abbiamo stilato una breve lista di ragioni per cui proprio Monster Hunter Rise potrebbe essere il perfetto starting point per i principianti.

    È l'arma che sceglie il cacciatore

    Da GOD EATER a Toukiden, passando per Soul Sacrifice e Freedom Wars, sono ormai molti gli hunting game che hanno cercato a più riprese di replicare il successo di Monster Hunter, riuscendovi soltanto in rare occasioni. In parte questo è dovuto alla caratteristica principale del brand di Capcom, che tra le altre cose vanta al proprio arco di frecce una varietà ineguagliabile, sia in fatto di mostri che di equipaggiamenti. Proprio come World e la sua espansione, Monster Hunter Rise propone ad esempio la bellezza di quattordici categorie di armi diverse, le quali includono potenti strumenti votati sia al combattimento in mischia che dalla distanza. Dal momento che la demo gratuita già disponibile su eShop consente di provarle tutte quante, il sincero consiglio che ci sentiamo di dare ai curiosi è quello di completare almeno un paio di missioni con ciascuna di esse e di prendersi quindi il tempo necessario per poterne scoprirne i pregi e i difetti. Occorre infatti precisare che il gameplay cambia radicalmente nel passaggio dall'arma a un'altra, ragion per cui è importante individuare quelle che più si avvicinano al proprio stile. Per esempio, se le armi leggere come le doppie lame o il falcione tendono a far innamorare gli utenti che puntano tutto sulla velocità, un'arma pesante come la lancia è solita conquistare invece i favori dei giocatori più attenti alla posizione del personaggio controllato e alla ricerca di un equilibrio tra offesa e difesa.

    Non gettate la spugna troppo presto

    Se valutato coi criteri che solitamente si utilizzano per giudicare gli action game in terza persona, Monster Hunter può apparire un tantino carente, in quanto non presenta la reattività dei controlli che contraddistingue i prodotti PlatinumGames, né la prontezza che Gears of War dimostra nelle fasi di shooting (vista la nomination, qui troverete la nostra recensione di Gears of War 5). Se è vero che la lentezza delle animazioni e dei tempi di risposta dei comandi, per non parlare del macchinoso lock-on sui mostri grandi, fanno parte dell'esperienza e del fascino intrinseco di Monster Hunter, va comunque sottolineato che ciascuno di questi "ostacoli" può essere aggirato attraverso la pratica o ricorrendo a un paio di trucchetti padroneggiabili col tempo. Per esempio, abilità equipaggiabili come Schivata e Schivata Estesa incrementano non poco la mobilità del proprio cacciatore, consentendo di sottrarlo a situazioni di pericolo con maggior efficacia e senza necessitare di un tempismo impeccabile.

    Giocare con le voci poste nel menu Visuale, invece, permette di modificare i comandi di mira, il tipo o addirittura l'altezza dell'aggancio, andando dunque incontro alle necessità di chi preferirebbe tenere la telecamera fissa sull'obiettivo o sulla parte del corpo da frantumare durante la battuta di caccia. Espedienti, insomma, che se sfruttati a dovere possono realmente limare le asperità che a primo acchito spaventano e allontanano i novizi già sommersi da centinaia di confusionarie finestre di tutorial.

    Il valore del single player e la lezione di un veterano

    Sebbene Monster Hunter dia il meglio di sé e risulti particolarmente divertente durante le sessioni di gioco in multiplayer, specie se coi propri amici o compagni abituali, un elemento da non sottovalutare è la campagna in giocatore singolo, che troppo spesso viene invece snobbata in toto.

    Quantomeno per i principianti, questa si rivela nelle prime ore un prezioso strumento per sperimentare le varie categorie di armi, acquisire con calma le nozioni principali del gameplay, del crafting o anche solo per cimentarsi nella vitale raccolta di materiali. Non solo Monster Hunter Rise offre una ricca componente offline con cui far pratica ed evitare qualche figuraccia una volta passati all'online, ma addirittura include una modalità addestramento accessibile persino in multiplayer: il luogo ideale per giocare sotto l'attenta guida di un cacciatore veterano e farsi trasmettere tra una chiacchiera e l'altra le conoscenze acquisite nel corso degli anni. Un'operazione che nel caos della battaglia e in presenza di ben quattro giocatori risulterebbe ben più difficoltosa. Trovare un giusto mentore però può essere davvero determinante per trasformarsi in un nuovo fan della serie, a sua volta destinato a diventare il maestro di qualcun altro nel tempo.

    Un bestiario notevole e differenziato

    Chiunque abbia un minimo di familiarità con gli hunting game saprà che questi includono solitamente una cinquantina di mostri almeno, incluse dozzine di varianti che differiscono dalle bestie originali per colore, attributi e resistenze elementali, o comunque per la presenza di qualche pattern di attacco extra.

    Un escamotage che consente agli sviluppatori di realizzare dei bestiari piuttosto ampi, ma che talvolta finisce per annoiare gli utenti a causa dell'eccessivo riciclo. Se lo stesso Monster Hunter: World includeva al lancio 50 mostri esatti, inclusi una manciata di "recolor" (le cosiddette sottospecie), in questo momento Rise presenta invece la bellezza di 60 creature diverse in tutto e per tutto, più tre Apex - varianti potenziate ed esteticamente diverse di belve già conteggiate - con cui dover fare i conti (per fare un confronto vi rimandiamo alla nostra recensione di Monster Hunter World).

    Un numero di bestie uniche magari non esaltante quanto quello di Monster Hunter Generations Ultimate, ma pur sempre notevole se si considera che ciascun mostro va studiato singolarmente e che almeno un terzo di questi è stato realizzato apposta per Rise. Un quantitativo, in definitiva, che al termine della campagna lascia abbondantemente sazi e soddisfatti, in attesa di poter puntare le spade contro i nuovi mostri che verranno introdotti mediante il corposo sopporto post-lancio già annunciato dal publisher.

    Un punto di incontro tra vecchio e nuovo

    Come spiegato nella nostra recensione, Monster Hunter Rise si propone come ideale punto di incontro tra MH:W e i vecchi episodi della serie, e come tale cerca di andare incontro sia alle esigenze dei cacciatori provenienti dal Nuovo Mondo che di coloro che alle spalle vantano quasi due decenni di esperienza. Pertanto, la nuova creatura di Capcom ripesca soltanto gli elementi migliori di ambedue i filoni, come le semplificazioni introdotte con World, la varietà in termini di bestiario ed equipaggiamenti che contraddistingueva i titoli di terza e quarta generazione della serie, e reintroduce tra le altre cose la già menzionata campagna single player. Allo stesso tempo, con Monster Hunter Rise gli sviluppatori hanno accantonato sia molte meccaniche obsolete (come la necessità di bere degli intrugli miracolosi per resistere alle temperature più estreme) che qualche trovata più recente, come la tediosa ricerca delle tracce introdotta in MH:W. Un'ingegnosa ed essenziale operazione che quindi ha posto nelle mani dei fan storici e dei neofiti l'episodio più immediato, ma non per questo più facile, di tutto il franchise.

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