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Monster Hunter World: quattro chiacchiere sull'endgame del gioco Capcom

Monster Hunter World si presenta al pubblico con un endgame che, sin da subito, mostra di avere il potenziale per resistere alla prova del tempo.

speciale Monster Hunter World: quattro chiacchiere sull'endgame del gioco Capcom
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Amici cacciatori, fratelli d'arme, il tempo di affrontare i misteri del Nuovo Mondo è finalmente giunto. E menomale, ci viene da aggiungere, visto che l'attesa ha rischiato di stroncarci con attacchi d'hype potenzialmente letali. Con grande sollievo del nostro apparato cardiocircolatorio, ora sappiamo che Monster Hunter World è anche un gioco solidissimo, capace di soddisfare tanto i palati dei veterani, quanto quelli dei novizi, con una formula in grado di coniugare efficacemente tradizione e innovazione. E mentre gli uomini e le donne della Quinta Flotta già stanno affilando le armi e lucidando le corazze, pronti alla prossima spedizione carica di furiose battaglie, a noi dell'avanguardia resta il compito di scrutare verso l'orizzonte, per cercare di capire cosa ci riserva il futuro di uno dei primi "must-buy" di questo 2018. L'occhio è rivolto soprattutto alla robustezza di un'esperienza che, per sua natura, deve dimostrare di saper mantenere la presa anche sul lungo periodo.
    Insomma, facciamo due chiacchiere sull'endgame di Monster Hunter World, va'.

    "Git gud"

    C'è chi direbbe (leggasi un buon 80% della core community di Monster Hunter) che l'endgame di un qualsiasi titolo della serie venatoria di Capcom può essere riassunto con un una manciata di parole. Una formuletta tanto semplice quanto significativa, connaturata nel DNA ludico di una saga che sfida i giocatori ad affrontare colossi zannuti in una danza di morte ed esaltazione. L'endgame di Monster Hunter è "diventare forti". E non è certo roba da poco, specialmente se si considera la complessità della formula che Capcom ha distillato in uno dei gameplay più appaganti e sfaccettati del panorama videoludico.

    Crescere in abilità, migliorare la propria consapevolezza strategica, imparare a riconoscere ogni mossa, ogni punto debole che si nasconde sotto la superfice squamosa del bestiario del gioco, fino a scalare i vertici della catena alimentare e diventare maestri della caccia. Un'impresa che richiede dedizione, pratica, pazienza e - per forza di cose - una valanga di ore spese a venire triturati dalle attenzioni zannute di minacciosi mastodonti. Un proposito sostenuto dai meriti di un gameplay raffinatissimo, che dispensa vagonate di soddisfazione e mette a disposizione dei giocatori tutti gli strumenti per portare a casa la pelle, magari con qualche cicatrice nuova di pacca e una bella storia da condividere con i compagni di caccia. Ad integrare il potere assuefacente del combat system di Monster Hunter, c'è un sistema di crafting legato a doppio filo al "loot biologico" guadagnato con l'abbattimento dei mostri, che stimola il farming come strumento per avvalorare l'abilità crescente dei giocatori con equipaggiamenti offensivi e difensivi sempre più efficienti. Una dinamica che autoalimenta la giocabilità in maniera ciclica: tornare a braccare mostri già abbattuti diventa un modo per riuscire meglio nella caccia di bestie ancora più pericolose. Una routine che, grazie alle caratteristiche ludiche del titolo, non scade mai nel tedio, e diventa praticamente essenziale nella seconda parte dell'avventura. Da questo punto di vista, Monster Hunter World è una creatura strana, dato che l'endgame, nella pratica, inizia prima ancora che sullo schermo scorrano i titoli di coda. Dopo qualche decina d'ore, infatti, alla chiusura del primo arco narrativo del gioco, ci troveremo catapultati in una sorta di "new game plus" atipico, che coincide con lo sblocco delle cacce di "Alto Grado". In questa fase ci si trova a scontrarsi, sia durante le missioni che nel mezzo delle spedizioni libere, con versioni potenziate dei wyvern già affrontati, con varianti cromatiche delle stesse razze e con creature completamente inedite.

    È a questo punto che diventerà veramente importante modellare il nostro armamentario per rispondere a ogni minaccia con una dotazione battagliera forgiata ad-hoc. Lo sblocco degli incarichi di alto grado coincide quindi con quello dei pezzi più rari dell'equipaggiamento producibile nella forgia, che richiederanno l'impiego di componenti con un drop rate più risicato. Questo crea ovviamente una motivazione forte per tornare sul campo a procurarsi, in fil di lama, le risorse necessarie a costruire armi e set di corazze sempre più potenti, caratterizzate da un design via via più articolato e allettante. Il collocamento della "radice" dell'endgame nel cuore della campagna non sconvolge più di tanto, perché coerente con una delle modifiche più significative alla formula classica della saga, ovvero l'unificazione delle componenti online e offline del gioco. Fino allo scorso capitolo, infatti, single player e multiplayer erano sezioni compartimentate, destinate a una fruizione differenziata, che normalmente vedeva gli utenti affrontare per primo il gioco in singolo, per poi passare alle missioni di gilda che, di fatto, erano un contenitore per i contenuti endgame. In Monster Hunter World questa logica di progressione cambia totalmente, senza strappi o storture, in un modo che si adatta perfettamente all'esperienza.

    Animali temprati e dove trovarli

    In questa seconda parte dell'avventura, oltre a incarichi, taglie, spedizioni e missioni facoltative di alto grado, il gioco introduce una nuova tipologia di cacce, quelle leggendarie. Si tratta di missioni che si renderanno disponibili di tanto in tanto, con una probabilità determinata dal Grado Cacciatore del personaggio, e che vedranno il giocatore alle prese con le creature più grandi affrontate nel corso della campagna. Manco a dirlo, si tratta di occasioni da cogliere al volo, dato che le ricompense offerte sono eccezionalmente preziose per il crafting. Affrontata questa prima parte dell'endgame, dopo la sequenza conclusiva della storia di Monster Hunter World, il vostro Grado Cacciatore sarà "sbloccato" e potrete farlo salire guadagnando, quasi in stile ruolistico, punti al termine delle cacce.

    Tanto per intenderci, è assolutamente possibile che, arrivati a questo punto, non abbiate ancora affrontato tutte le versioni di alto grado dei wyvern presenti nel gioco, e potreste perfino aver mancato del tutto qualcuno di questi simpatici animaletti. Parlando di cose che potreste tranquillamente perdervi in un endgame che, coerente col resto della produzione, richiede dedizione per essere dominato a dovere, c'è anche il filone dei cosiddetti "Mostri Temprati". Girovagando durante le spedizioni di alto grado, potrebbe capitarvi di incappare nelle tracce lasciate da misteriosi wyvern sconosciuti. Una circostanza bizzarra, considerando la mole probabilmente ciclopica delle ore spese nei dintorni di Astera. Il rinvenimento di queste tracce, la cui distribuzione è apparentemente casuale, attiverà missioni di investigazione che, una volta completate, vi porteranno ad affrontare i campioni di ciascuna specie di wyvern. Mostri eccezionali, che daranno il via a scontri egualmente epici, da affrontare necessariamente con una dotazione di alto livello. Capiamoci, parliamo di bestie che picchiano come fabbri artigliati, quindi... beh, è il caso di andarci preparati. La sfida, quindi, vi fornirà un nuovo stimolo per correre a farmare risorse di alto grado, e vi premierà con parti ancora più preziose, utili a forgiare i pezzi più rari dell'arsenale offerto da Monster Hunter World. Non aspettatevi di riuscire ad ottenere tutto il necessario con una singola battaglia, però, anche perché tale generosità non è mai stata nelle corde della serie di Capcom. C'è inoltre da considerare un fattore il cui peso grava - positivamente - su ogni aspetto dell'esperienza, a maggior ragione nell'endgame. Se affrontato in compagnia, ogni avversario diventa istantaneamente più ostico, dotato quindi di un vigore maggiorato e di capacità offensive nettamente più sviluppate.

    Una dinamica che spinge a cercare compagni di caccia non solo perché il gioco diventa immediatamente più divertente, ma anche per scontrarsi con un grado di sfida potenziato. Se infatti è vero che 4 cacciatori ben armati possono infliggere una mole di danni di tutto rispetto, allo stesso modo le versioni multiplayer dei mostri sono capaci di strapparvi all'esistenza in tempi drammaticamente ridotti. Ecco, mescolate questo concetto con i mostri di alto grado, magari temprati, shakerate ben benino, e potrete infine sorseggiare un distillato di puro dolore... e godimento. Anche perché una delle molle che spingono i giocatori a crogiolarsi nei paradisi poligonali di Monster Hunter è la ricerca di sfide sempre più impegnative. Sfide che questo capitolo, stando a quello che abbiamo visto, non lesina affatto. Vi basti pensare che, come nei precedenti capitoli del franchise, il raggiungimento di specifiche soglie di grado innesca lo sblocco di missioni inedite, di letalità crescente. Sappiamo inoltre che lo sviluppatore pare determinato a soddisfare gli appetiti venatori dell'utenza con un supporto post-lancio (totalmente gratuito) fatto di piccoli e grandi contenuti distribuiti a ritmi regolari, con nuovi set, incarichi e mostri. Il primo di questi, già annunciato, è il famelico Deviljho, che potrebbe esordire in Monster Hunter World già nelle prossime settimane, per rinpinguare l'endgame con un'avvincente sfida. Sempre a cadenza regolare, Capcom provvederà a proporre ai cacciatori eventi speciali utili a fornire al pubblico motivi sempre nuovi per tornare a calcare i terreni di caccia. Una politica che si innesta in un'offerta endgame stratificata e promettente, che poggia su basi solidissime. Per valutare l'effettiva robustezza del gioco sul lungo periodo dovremo attendere ancora qualche tempo, ma le premesse sono sicuramente eccellenti.

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