Monster Hunter World visto da un neofita: newbies a caccia di mostri

Monster Hunter World è sulla bocca di tutti, ma sarà un gioco adatto a chi non si è mai avvicinato alla saga? Tutto quello che un neofita vorrebbe sapere.

speciale Monster Hunter World visto da un neofita: newbies a caccia di mostri
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Inutile negarlo: Monster Hunter World è semplicemente IL gioco di questo inizio 2018. Un titolo che si è dimostrato in grado di calamitare l'attenzione di pubblico e critica, spingendo la serie Capcom verso vette mai raggiunte da un franchise sì popolarissimo in Giappone, ma - almeno fino ad oggi - non altrettanto arrembante in Occidente. Eppure, proprio come si erano prefissi i suoi creatori con questo sequel che sa tanto di nuovo punto di partenza, Monster Hunter World sembra avercela fatta, riuscendo là dove i predecessori avevano almeno in parte fallito: da qualche giorno a questa parte l'hunting game sviluppato a Osaka è davvero sulla bocca di chiunque, al punto da rendere quasi impossibile la navigazione su siti come il nostro senza che ci si imbatta in speciali, approfondimenti e notizie dedicate ai molteplici aspetti di un videogioco tanto affascinante quanto corposo.

    Il fenomeno Monster Hunter World

    Il perché di tanto clamore è presto detto: da un lato c'è una produzione titanica, che dopo anni vissuti comunque alla grande su console portatili sbarca di nuovo sulle piattaforme casalinghe dov'era nata su PS2 nel lontano 2004, sfruttando nel mentre i muscoli extra che Playstation 4 (Pro) e Xbox One (X) possono mettere in campo. Ecco allora che un mondo intrigante come pochi diventa finalmente ancora più irresistibile, più vivo e più vasto che mai, anche per merito di una serie di cambiamenti in termini di design che sono stati descritti in maniera approfondita da Alessandro Bruni nella sua appassionata recensione.

    Un'altra ragione alla base del fenomeno Monster Hunter World sta con tutta probabilità nella natura stessa di Monster Hunter: parliamo di un titolo multiplayer che arriva esattamente al momento giusto, quasi a colmare quel vuoto lasciato in modo insospettabile dal mezzo passo falso di Destiny 2. Ma non solo: attenzione a trascurare il valore del gioco anche nell'ottica di un'esperienza puramente in singolo, perché come vi racconterò a breve troverete tanto, tantissimo di che divertirvi anche da soli. Last but not least, c'è il fattore avventura: Monster Hunter World ha un sapore effettivamente unico, e con i suoi safari al cardiopalma si dimostra perfettamente in grado di solleticare quel gusto per le storie di frontiera che piacciono ad ogni latitudine e ad ogni longitudine. Perché, diciamocelo, è abbastanza difficile rimanere insensibili all'idea di combattere in compagnia per avere la meglio su feroci bestioni preistorici, sviluppando nel frattempo un personaggio da zero e vivendo storie memorabili.
    E qui, per l'appunto, arriva il nocciolo della questione. Chi conosce già la serie non potrà fare a meno di sentirsi sin da subito a casa in quel di Astera, e sarà immediatamente pronto a tuffarsi a capofitto nell'esplorazione e nella battaglia. Così, senza colpo ferire. Che dire invece di tutti gli altri? Che ne sarà dei pivelli alle prime armi, di quelli che magari già da tempo avrebbero voluto approfondire la saga o anche soltanto dei curiosi dell'ultimissima ora, quelli attratti dal can-can mediatico che s'è ormai creato attorno a Rathalos & Company? Vediamo di analizzare insieme la situazione.

    Apprendisti cacciatori, in guardia!

    Per prima cosa, una premessa. Chi vi scrive è sostanzialmente un neofita della serie, fatta eccezione per una dozzina di ore trascorse all'epoca in compagnia di Monster Hunter Tri (Wii, 2010). Confesso di essere sempre stato fortemente attratto dal concept di Monster Hunter - e non potrebbe essere altrimenti per uno cresciuto con una dino-mania quasi al limite dell'ossessione! - ma allo stesso tempo frenato da un gameplay non abbastanza immediato ed in generale da un approccio alquanto farraginoso, ben lontano dalle mie corde orgogliosamente action.

    La Beta di questo nuovo capitolo si è rivelata però la scusa giusta per provare a (ri)avvicinarmi al franchise, con gli esiti confortanti che vi avevo già raccontato in questo speciale visto dalla prospettiva di un n00b (che vi consiglio comunque di rileggere anche oggi, perché tante delle considerazioni fatte in quell'occasione restano ancora più che valide a distanza di un mese e mezzo).
    Ma, alla fine della fiera, com'è Monster Hunter World per un nuovo arrivato? La questione non è semplicissima, perché al di là di tutto anche questo episodio - seppur come detto profondamente ripensato tanto nelle meccaniche quanto nella forma rispetto al recente passato - continua a conservare un'innegabile macchinosità di fondo, un'anima alle volte contorta e quasi addirittura involuta che non si riscontra in nessun altro action RPG (specie in quelli di matrice occidentale). Un'anima però, ovvero uno degli elementi cardine su cui poggia il franchise stesso: una struttura che per l'occasione si è scelto di rivedere, di svecchiare, di rendere più appetibile al grande pubblico, ma certo non di stravolgere con ardite rivoluzioni copernicane. Soprattutto per le prime sessioni, lo scotto da pagare rimane e per onestà intellettuale è doveroso farlo notare, eppure, se sono arrivato a superare le venticinque ore di gioco in poco più di un weekend, l'ostacolo non dev'essere di quelli così insormontabili.
    Al contrario, se la molla "scatta" - ed è altamente probabile che ciò accada - diventa fisicamente impossibile posare il controller o giù di lì, per un videogame capace di creare dipendenza come pochi altri sono in grado di fare. Vuoi per il gameplay nudo e crudo, vuoi per le missioni dalla durata impeccabile (letteralmente una tira l'altra), vuoi per il convincente sistema di crafting che vi spingerà in maniera perversa ad inseguire questa o quell'armatura in un loop senza pause. E perché no, vuoi persino per gli spigoli del gioco stesso, perché esattamente come per i Souls, Monster Hunter diventa prestissimo un'esperienza da vivere e da condividere anche lontano dalla TV, un argomento di discussione, uno spunto per capire, magari a distanza di ore e durante una chiacchierata random su WhatsApp, il senso di un elemento che ti eri inevitabilmente perso per strada.

    Insomma, Signore e Signori, prendere o lasciare: Monster Hunter World è così, e dovrete essere sempre e soltanto voi ad adeguarvi a lui, ad entrare nelle sue logiche ed eventualmente ad accettarlo, e mai il contrario. L'ultima fatica di Capcom è un videogame che richiede impegno e dedizione, perché nonostante la tavola riccamente imbandita non ama servirti la pappa pronta, ma è pure un videogame che nel giro di qualche ora sa premiarti regalandoti soddisfazioni fuori dal comune. Forse a maggior ragione proprio per questo suo modo di essere cocciutamente se stesso, senza mezzi termini: cervellotico, implicito e inutilmente arzigogolato. Molto giapponese, volendo riassumere in maniera un po' tranchant e in un solo aggettivo. Giapponese sia nell'accezione migliore del termine che in quella peggiore.
    Attenzione però a non spaventarvi troppo: anche se continuerete ad imparare cose nuove persino dopo giorni e giorni di caccia, per esperienza personale credo di poter affermare che l'effettiva barriera d'ingresso vari da qualche decina di minuti ad un paio d'ore circa.

    Armati della giusta dose di pazienza, in quel lasso di tempo di tempo - e non certo"superate le prime quaranta ore...", come si sente alle volte dire a proposito di alcuni complicatissimi RPG - riuscirete a destreggiarvi e a muovere i primi passi con un certa consapevolezza, superando la naturale sensazione di spaesamento che le prime fasi dell'avventura possono indurre. Perché i tutorial non mancano ma non accompagnano affatto per mano come si è di solito abituati altrove, perché il gioco tende a dire tutto una volta ma senza mai ripetere nulla, perché l'interfaccia non è certo sinonimo di minimalismo o banalmente perché le informazioni da immagazzinare non sono comunque poche (e la formula non è simile a nient'altro).

    Un'arma per amica

    Una delle caratteristiche più intriganti di Monster Hunter World riguarda il gameplay: avrete modo di selezionare il vostro strumento di morte fra ben quattordici armi diverse, suddivise come è spiegato nella nostra guida dedicata in tre diverse categorie (leggere, pesanti e tecniche). Una scelta assolutamente non vincolante - sarà infatti sempre possibile cambiare equipaggiamento tra una quest e l'altra, ed anzi sarà pure divertente farlo - che tuttavia non potrà non avere ripercussioni clamorose sulla giocabilità, soprattutto all'inizio. Questo perché, fondamentalmente, ciascuna arma in Monster Hunter World fa storia a sé, incidendo tantissimo sul sistema di controllo, sulla tipologia di attacchi a disposizione e sulla condotta da tenere sul campo di battaglia.

    Siamo davvero dalle parti di un unicum senza termini di paragone, al punto da arrivare addirittura a far cambiare genere al gioco scegliendo un'arma piuttosto che un'altra. Senza esagerare, la distanza tra la pesantezza pachidermica del Martello e la brutale rapidità delle Doppie Lame sarebbe di per sé già enorme, ma è solo impugnando un Arco o una Balestra Leggera che ci si rende conto di quanto lo spettro di opzioni possa essere sbalorditivo, sconfinando letteralmente a piene mani negli sparatutto in terza persona.
    Diventa allora essenziale muoversi con cautela e a piccoli passi, perché senza dubbio esistono soluzioni assai più agevoli di altre. Partire col piede sbagliato potrebbe in questo senso incrinare subito il vostro rapporto col gioco, specie alla luce del carattere un po' bizzoso descritto qualche paragrafo fa.

    Il mio consiglio è allora quello di volare bassi, partendo da mezzi di scontro più familiari e per così dire più ortodossi: certo, si perde qualcosa in folklore - stiamo pur sempre parlando di un universo in cui esistono colossali lance munite di tamburo, che oltre ad infilzare possono sparare proiettili in stile revolver automatico - ma si guadagna moltissimo in accessibilità. Anche perché, come avrete modo di vedere, nemmeno in fatto di combat system la via è dritta e rigorosamente in discesa, anzi.
    Vi anticipo, tanto per darvi un'idea di quel che vi aspetta: durante i primi duelli, preparatevi a dover litigare almeno un briciolo con la telecamera. Concedetevi del tempo per imparare a gestire il lock-on, che qui non è da interpretare (sul modello di qualsiasi gioco apparso da Zelda Ocarina of Time in poi) come un roccioso vincolo attraverso cui direzionare gli attacchi senza pensarci troppo, quanto piuttosto come un modo di orientare rapidamente la telecamera in momenti particolarmente concitati. Mettete in conto di dover metabolizzare sia i controlli pesanti e quasi un po' goffi, enfatizzati dalle teatrali animazioni che sono un marchio di fabbrica della saga, sia soprattutto i comandi inizialmente macchinosi (perché certe azioni si possono eseguire solo e soltanto con l'arma sguainata, mentre altre invece esclusivamente a mani libere). Di nuovo, servono pazienza e spirito di sacrificio, ma la ricompensa è dannatamente appagante e tutto sommato nemmeno troppo lontana, col primo Gran Jagras destinato a soccombere in fretta facendovi sentire un'inarrestabile schiacciasassi.

    Il mio consiglio è alla fine quello di partire da una tra queste quattro possibili alternative: Spada & Scudo, ottime perché vi permettono di difendervi e di curarvi senza riporre nel fodero l'arma, Doppie Lame, notevoli se venite dagli action e se volete assalire il nemico sì a testa bassa ma pur senza rinunciare all'agilità, oppure una a scelta fra Arco o Balestra Leggera, da preferire se volete studiare i pattern dei mostri dalla distanza o se in generale vi aggrada il pensiero di affrontare l'esperienza Monster Hunter come uno shooter. Aggiungo anche due ulteriori extra, un po' per dare ulteriori alternative e un po' perché sono le mie armi preferite in assoluto: il Falcione Insetto, una bizzarria all'insegna delle combo aeree che o si ama o si odia, e la Spada Lunga, una katana che si potenzia con una forma di energia demoniaca in grado di fare danni rilevanti rimanendo comunque piuttosto mobili.
    Compiuta la vostra scelta, anche se il gioco non vi obbliga a farlo rinunciate alla gloria della caccia grossa e trascorrete almeno qualche minuto nell'apposita area di allenamento, per comprendere come si deve i tempi di reazioni dell'arma e le relative combo (anzi, utilizzate l'apposito training per capire quale potrebbe essere la vostra compagna ideale controller alla mano). Si tratta di un passaggio a mio avviso imprescindibile, perché schiacciando tasti a caso o accontentandosi di concatenare gli attacchi base non si è destinati ad andare lontani. E il bello è che non finisce qui: spesso Internet o i giocatori più esperti si riveleranno infatti le fonti più preziose da cui attingere, ancora più della stessa sezione training inclusa nel villaggio di Astera. Ancora una volta impegno, argomenti di conversazione vari ed eventuali, approfondimento al di là del gioco... questo Monster Hunter World non sarà una filosofia di vita, ma poco ci manca.

    Multi per uno, uno per multi!

    Essendo un racconto di avventure grandiose, di passaggi di emerging gameplay spesso e volentieri inattesi - vedasi quando dal nulla sbuca un gigantesco predatore a rendere ancora più acceso lo scontro, ovviamente mentre se ne sta già affrontando un altro! - Monster Hunter World non può che essere un titolo che dà il massimo di sé in compagnia. Perché, da che mondo è mondo, condividere un'emozione con qualcun altro (magari con altri tre amici fidati e possibilmente equipaggiati con armi diverse dalle vostre) aggiunge un che di speciale all'emozione stessa. E così non a caso è: che ci si interfacci con dei perfetti sconosciuti chiamati in soccorso per riuscire ad avere la meglio su chissà quale creatura, o che piuttosto si decida di procedere passo dopo passo nella campagna insieme ad altri cacciatori (non senza invero qualche fastidio oggettivamente di troppo, a causa di scelte di design rivedibili...), il supporto online è il cuore pulsante dell'esperienza.
    Attenzione però: a sorpresa Monster Hunter World mi ha dimostrato di funzionare divinamente anche in solitaria, tanto in Rete quanto addirittura offline - grazie PSN che viaggi a singhiozzo. Da soli si rinuncia all'interazione con gli altri, manca la poesia di vedere un gruppo eterogeneo che circonda il bestione e lo demolisce in sinergia e si perdono alcune tattiche di affiancamento del nemico, eppure si guadagna anche qualcosa.

    L'esplorazione ad esempio è a mio avviso ancora più ricca di fascino: vieni catapultato all'interno di esotiche ambientazioni che non conosci - magari sulle prime perdendo pure l'orientamento - e non puoi non goderti ogni millimetro di suolo scoperto, ogni anfratto visitato. Pure i duelli assumono un sapore particolare: ti ritrovi completamente solo contro montagne inferocite dai denti aguzzi, con giusto giusto il tuo fidato Palico (un adorabile gattone antropomorfo customizzabile che ti assiste durante la caccia, come fosse uno scudiero) a dare una mano. La caccia diventa allora un uno contro uno senza sotterfugi, un braccio di ferro fra Davide e Golia, un testa a testa in cui solo il migliore rimane in piedi. E la cosa ha il suo maledetto perché, ohhh se ce l'ha.
    Insomma, se siete giocatori incalliti da single player, gente totalmente disinteressata al multiplayer online... fateci comunque come minimo una pensata: la storia c'è, è ricca e sostanziosa, e pur lasciando qualcosa per strada Monster Hunter World potrebbe lo stesso essere capace di regalarvi ricordi non comuni. Mica male per un titolo concepito in primis per essere affrontato in compagnia, no?

    Monster Hunter World A dispetto di innegabili passi avanti in termini di accessibilità, di una formula finalmente adattata al presente e di un respiro da blockbuster AAA di razza, Monster Hunter World non può (ancora?) essere considerato un videogame "universale". Certo, il fascino delle sue strepitose ambientazioni, la bellezza da mozzare il fiato delle selvagge creature che lo popolano e il gusto sopraffino per l'avventura a 360° sono elementi che potrebbero fare davvero gola a chiunque, eppure a fare da contraltare restano alcune scelte di game design non proprio alla portata di tutti. Scelte alle volte un po' impopolari e alle volte semplicemente ingarbugliate, che ad ogni modo rendono Monster Hunter esattamente ciò che è: un titolo diverso da qualsiasi altro, da approcciare solo a patto di voler spendere del tempo per entrare nei suoi meccanismi (diciamo all'incirca un paio d'ore, tanto è sufficiente per capire se la caccia al Rathalos possa essere cosa vostra...). Prendere o lasciare, la posta è non banale: ad attendervi potrebbe esserci nientemeno che la vostra prossima droga digitale. Io, da nuovissimo arrivato, sono felice di non essere rimasto affatto insensibile al preistorico richiamo del Nergigante: ho scoperto un mondo nuovo, forse alle volte ancora leggermente "storto", ma stracolmo di magia. E ora scusate, ho una nottata di safari che mi aspetta... che la stella di Zaffiro sia con voi!

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