MK11

Mortal Kombat 11: le fonti d'ispirazione dei personaggi principali

In vista dell'uscita del violentissimo picchiaduro di NetherRealm, scopriamo insieme quali sono i principali protagonisti della serie!

speciale Mortal Kombat 11: le fonti d'ispirazione dei personaggi principali
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  • A differenza di ciò che si potrebbe pensare, il successo di Mortal Kombat non è dovuto solo alla violenza esplicita o alle Fatality. Forte di un universo sfaccettato e popolato da personaggi iconici, la serie di NetherRealm Studios vanta una personalità invidiabile, che le ha permesso di distinguersi dalla concorrenza sin dal debutto nel '92. Col passare degli anni, Ed Boon e i suoi hanno introdotto nuovi kombattenti, visibilmente condizionati dal reame di provenienza e dalle rispettive fonti d'ispirazione. In altre parole, pur essendo due terrestri, Johnny Cage e Scorpion hanno aspetto e personalità agli antipodi, perché provengono da immaginari ben distinti. Con l'imminente uscita di Mortal Kombat 11, abbiamo intrapreso un viaggio per conoscerne il roster, tra gli eroi del Regno della Terra, i demoni del Regno Occulto e i tiranni del Regno Esterno. Abbiamo volutamente escluso dalla lista i personaggi di natura divina come Raiden, perché troveranno il giusto spazio in un approfondimento dedicato.

    I difensori della Terra

    Per definire la fazione dei lottatori ci siamo basati sul finale di MK X, non conoscendo il nuovo ciclo narrativo e le vicende legate a Kronika. Ad esempio, benché nei trailer siano apparsi "giovani e umani", abbiamo inserito Liu Kang e Kung Lao tra i guerrieri del Regno Occulto, proprio dove li avevamo lasciati. Fatta la doverosa premessa, partiamo subito con la famiglia Cage, i cui membri sono sempre pronti a difendere la Terra.

    Cassie Cage

    Nonostante le gravi perdite subite dal "team Raiden", la giovane Cassie ha sconfitto Shinnok praticamente da sola, lavando i pavimenti della sala Jinsei con il sangue del dio caduto.

    La new entry delle Forze Speciali deve tale prodezza al coraggio della madre, Sonya Blade, e alla forza del padre, Johnny Cage, dal quale ha ereditato un potere tanto temibile quanto misterioso. Neanche a farlo apposta, i suoi genitori sono due leggende di Mortal Kombat, forgiate dal fuoco della battaglia e unite da una bizzarra serie di eventi.

    Johnny Cage

    Il personaggio di Cage doveva chiamarsi Michael Grimm, un attore votato ai film d'azione violenti e particolarmente ignoranti. Tobias sperava di farlo interpretare a Jean Claude Van Damme, che tra l'altro era la principale fonte d'ispirazione per la creazione del kombattente. In un misto di scene tratte dal film Bloodsport e background digitali, la squadra di Chicago mostrò una demo del gioco alla star belga, che però rifiutò l'incarico.

    Non senza un pizzico di delusione, Tobias ribattezzò Grimm in Johnny Cage, trasformandolo in una parodia dello stesso Van Damme: al pari degli inseparabili occhiali da sole, gli attacchi dell'attore divennero parte integrante dei suoi tratti distintivi.

    Descritto da Daniel Pesina come il padre di Mortal Kombat, questi deve molto anche al Daniel Rand di Pugno d'Acciaio, la famosa serie a fumetti dell'universo Marvel. Amati sia dal pubblico, sia dalla critica, il narcisismo e la stupidità del kombattente si contrappongono allo stoicismo di Raiden e Liu Kang, come sottolineano le sue stesse Fatality. Essendo le più esilaranti del catalogo, molte di queste includono riprese da dietro le quinte o premi Oscar incastonati nei crani dei nemici. Complici la paternità e gli orrori vissuti, il personaggio di Cage ha avuto una crescita evidente negli ultimi capitoli, perdendo parte di quella sicurezza che lo caratterizzava in gioventù.

    Sonya Blade

    L'incontro tra Johnny e Sonya è avvenuto in occasione del Mortal Kombat, quando il primo era una star di Hollywood e la seconda un'avvenente militare in carriera. Per comprendere al meglio la personalità della donna è utile citare le parole di Kerri Hoskins, che le ha prestato la voce in MK 3: "Sonya è una ragazza caz*uta. Non si lascia intimorire da nessuno e sa badare a se stessa". In altre parole, non stiamo parlando di una donzella in pericolo ma di una delle più forti guerriere in circolazione, capace di mettere in difficoltà anche Raiden.

    Non a caso l'attuale interprete di Sonya è l'ex campionessa di MMA Ronda Rousey, la cui personalità ben si sposa con quella della kombattente. Chiamata come una delle sorelle di Ed Boon, Sonya è un po' la controparte digitale di Cynthia Rothrock - artista marziale e sua principale fonte d'ispirazione - la quale decise di rifiutarne il ruolo proprio come Van Damme fece con Cage. Dapprima snobbata ed eliminata in MK 2, è diventata uno dei personaggi più popolari della serie, arrivando a reggere il confronto con la Chun-Li di Street Fighter. Ora mamma e ritrovata compagna di Johnny, tornerà presto a timbrare i fondoschiena dei nemici coi suoi stivali.

    Jacqui Briggs

    Come i Cage anche i Briggs sono fieri difensori del Regno della Terra, a partire dalla già confermata Jacqueline, orgoglio di papà e membro delle Forze Speciali. Diventata una kickboxer professionista, la giovane ha deciso di servire il proprio paese nella stessa divisione del padre, stringendo ancor di più il legame con Cassie.

    Al contrario di quest'ultima però, Jacqui sa essere "la voce della ragione" e preferisce valutare una solida strategia prima di buttarsi a capofitto in battaglia. Quando arriva il momento di menar le mani però non si fa problemi a indossare un paio di guanti da guerra, utili a massimizzare la forza dei suoi colpi. Dopo aver gonfiato di botte Ermac, colui che ha strappato le braccia a suo padre, ha preso parte all'ultimo scontro con Shinnok, sconfiggendo i suoi subalterni Revenant.

    Jax Briggs

    Interpretato dal bodybuilder John Parrish, Jax ha fatto il suo debutto in MK 2 ma le tradizionali braccia meccaniche sono arrivate solo nel terzo episodio. Nell'idearlo i ragazzi di Midway si sono chiaramente ispirati a Luke Cage, sia per quanto concerne il suo aspetto, sia sul versante delle abilità. Sarebbe parimenti increscioso non notare la somiglianza con Al Dillon, il famoso colonnello visto nel film Predator: per onorare il personaggio, NetherRealm ha inserito il suo costume in MK X, rendendo Jax ancor più simile al valoroso soldato.

    I difensori d'oriente: Scorpion e Sub Zero

    Giungiamo infine al versante orientale della linea di difesa, costituito dai clan giapponesi e cinesi. Capitanati rispettivamente da Hanzo Hasashi e Kuai Liang - che tutti conoscono coi nomi di Scorpion e Sub Zero - i due schieramenti si sono combattuti per lungo tempo, ignorando l'identità del vero nemico. A causa di una perfida macchinazione del generale di Shinnok, il Lin Kuei ha assaltato e annientato lo Shirai Ryu, uccidendo Hasashi assieme alla moglie e al figlio.

    Credendo che la mente dietro al massacro fosse quella di Bi-Han, il ninja in giallo è tornato in vita grazie a Quan Chi, assumendo l'identità del demone Scorpion. Dopo aver ucciso Sub Zero - che poi si trasformerà in Noob Saibot - Scorpion ha iniziato una nuova faida con Kuai Liang, il quale ha vestito i panni del fratello maggiore per vendicarlo.
    Descritti semplicemente come due ninja di colore diverso, Scorpion e Sub Zero sono il cacciatore e la preda per antonomasia, coinvolti in una spirale di vendetta e figli della necessità.

    Il fatto che simboleggiassero fuoco e ghiaccio pur essendo identici fece risparmiare tempo e denaro agli sviluppatori, i quali - senza saperlo - avrebbero dato vita a due icone del genere picchiaduro. In tal senso, le fonti d'ispirazione che li hanno generati sono meno importanti di ciò che rappresentano: il mood artigianale che ha animato lo sviluppo del primo Mortal Kombat. Per dirne una, i costumi indossati da Daniel Pesina per interpretarli provenivano da un negozio di periferia, che di certo non brillava per la qualità dei suoi prodotti.

    Le taglie improbabili dei capi diedero non pochi problemi a Boon durante le riprese, eppure questi sono ricordi preziosi per il papà della serie. Il Director ha ricordato più volte di quando venne chiamato a registrare gli scherni di Scorpion, ideati - assieme all'iconica faccia scheletrica - da Richard Divizio, l'attore di Kano. Ispirandosi a un'antica arma asiatica, lo stesso Pesina ha contribuito a rendere ancor più iconico il demone in giallo, sostituendo una mossa poco calzante col famoso kunai incatenato.

    In aggiunta, Sub Zero si sarebbe dovuto chiamare Tundra ma il nome era già stato utilizzato da un assassino del film The Running Man con Schwarzenegger, quindi venne cambiato. Coi suoi tratti a metà tra orientale e occidentale, Kuai Liang è stato definito il "Batman di Mortal Kombat", a causa di una personalità misteriosa e a tinte scure. I suoi peculiari colpi di ghiaccio, "Sliding Kick" su tutti, non possono nulla al cospetto della "Spine Rip", una Fatality che omaggia Predator. Ci sembra giusto sottolineare che Frost potrebbe tornare in MK 11, dando seguito al breve cameo nel decimo capitolo. Allieva di Sub Zero ed esperta nelle arti glaciali, la giovane risponde al profilo del discepolo arrogante, forte, inesperto e impaziente di superare il maestro: speriamo di vederla al fianco del suo sifu tra un mese.

    Il Regno esterno

    Sconvolto per millenni dal suo imperatore Shao Kahn, il Regno Esterno ospita guerrieri provenienti da diversi mondi, che per ammirazione o necessità hanno deciso di servirlo.

    Shao Khan

    Temuto per una forza simile a quella di un dio, il Khan è forse il più abile utilizzatore dell'energia verde, che condivide con Cassie, Jade e Nightwolf. Dapprima protettore del Regno Esterno e consigliere di Onaga, ha eliminato il suo signore e ne ha preso il posto, dando inizio alla "konquista" dei regni. Diventato re di Edenia e altri mondi, viene sconfitto da Raiden, avendo sottovalutato il potere degli dei e le difese della Terra.

    Celebrato come uno dei migliori villain dei videogiochi, Shao Khan ha fatto il suo debutto in MK 2, mostrando di possedere carisma e ferocia in egual misura. I suoi scherni sono secondi solo alla sua stazza, in grado di far impallidire anche il suo primo alter ego: pur essendo un bodybuilder, Brian Glynn non riuscì a rendere al meglio la sua presenza statuaria. Ideato da Mark Runion, Shao Khan avrebbe dovuto essere un Tarkatan, al pari di Baraka, ma l'idea venne successivamente scartata. Il look demoniaco visto in Shaolin Monks è stato in seguito "limato", portandolo ad assomigliare a un gigantesco guerriero asiatico. Implacabile mietitore dal gigantesco martello, è di recente apparso con un braccio mutato, un possibile effetto collaterale degli esperimenti condotti per riportarlo in vita.

    Shang Tsung

    Restando in tema di abili strateghi e stregoni, non ci resta che citare un altro possibile kombattente di MK 11. Fedele servitore di Shao Khan e bevitore d'anime, Shang Tsung è un caposaldo di Mortal Kombat e del torneo stesso, avendolo vinto in prima persona. Di origini cinesi, lo stregone ha debuttato nel primo capitolo della saga come boss finale, sfoggiando delle capacità fuori dal comune. Oltre a eseguire diversi colpi magici, Shang Tsung era in grado di trasformarsi in un qualsivoglia kombattente, ottenendone per giunta i rispettivi attacchi.

    Viscido come una serpe e astuto come una volpe, il fu Shan Lao avrebbe serie possibilità di tornare per volere di Kronika. Più in generale i sudditi di Shao Khan sono eterogenei sia per razza, sia per abilità e formano una sorta di "Suicide Squad andata a male". Di tale schieramento dovrebbero far parte anche Collector, di cui sappiamo poco o nulla, Baraka, Skarlet e D'Vorah, la quale potrebbe aver deciso di allearsi con Shao Khan dopo la (presunta) dipartita di Shinnok.

    Baraka

    Partendo con ordine, Baraka - che stranamente vuol dire "benedetto" in Arabo - doveva essere un demone guerriero di nome Rokuro ma il concept non oltrepassò mai la forma cartacea. Durante lo sviluppo di MK 2 i designer andarono a visitare un negozio di costumi e vi trovarono una maschera di Nosferatu, ispirata al capolavoro di Murnau.

    A quel punto modificarono il volto del vampiro e quasi senza accorgersene diedero i natali a Baraka. Spregevole e spietato, il kombattente appartiene alla razza dei Tarkatan e ha il potere di rilasciare delle lame dagli avambracci, non dissimile dal Wolverine degli X-Men. La grande resistenza in battaglia e la forza bruta lo rendono un avversario temibile, capace di sopravvivere - grazie al fattore rigenerante - ad attacchi altrimenti fatali. Cosa da non sottovalutare, è in grado di capire le reali intenzioni di un individuo dal suo odore.

    Skarlet

    Creata per volere di Shao Khan assieme a Mileena ed Ermac, Skarlet è al centro di una famosa leggenda di Mortal Kombat. Secondo alcuni fan, infatti, questa avrebbe dovuto essere una versione alternativa di Kitana in MK 2 ma la cosa è stata più volte smentita da Ed Boon. Come è stato fatto anche con Ermac, i ragazzi di NetherRealm hanno trasformato la leggenda in realtà, introducendo Skarlet in Mortal Kombat 2011.

    Nonostante possa modellare il sangue a piacimento, è in realtà molto vicina ai lidi delle "kunoichi", le donne ninja. Difatti sa utilizzare le Spade Kodachi e i Kunai, mentre per il corpo a corpo ricorre al Taijutsu. Inoltre è capace di assumere una forma "sanguigna", facoltà che le consente di schivare i colpi o di attaccare in modo imprevedibile.

    D'Vorah

    D'Vorah - che vuol dire "ape" in ebraico - è una insettoide appartenente alla razza Kytinn. Al pari di molte altre, anche la sua terra è stata conquistata da Shao Khan, che la guerriera ha deciso di servire per evitare un fato peggiore. Dopo l'uccisione del tiranno la Kytinn è diventata il consigliere di Kotal Khan, agendo in segreto per il Regno Occulto. Oltre a poter controllare una vasta gamma di insetti, è in grado di rigenerarsi e di utilizzare dei pungiglioni retrattili, che le permettono di sferrare attacchi veloci e letali.

    Kano

    Al contrario dei sopracitati, il personaggio di Kano appare slegato da qualsiasi ideale o barlume di fedeltà. Prima con Shang Tsung e Shao Khan, poi con Kotal Khan e, infine, Mileena, il membro del Dragone Nero è il classico mercenario senza scrupoli, lontano da qualsivoglia forma di pietà, rozzo fino al midollo e al servizio del miglior offerente.

    Nemico giurato di Sonya sin dal primo capitolo, presenta un occhio bionico con laser incorporato, caratteristica che deve al Terminator di Schwarzenegger. Ispirandosi a Indiana Jones e il Tempio del Destino, Richard Divizio ha ideato l'iconica "Heart Rip" di Kano, che siede alla destra della "Spine Rip" di Sub Zero quando si parla di Fatality violente.

    Erron Black

    Considerato da molti (e dal sottoscritto) come il più interessante tra i nuovi personaggi di Mortal Kombat X, Erron Black è un kombattente ben distante da qualunque altro. Rifuggendo dai tratti orientali, è originario del Texas e con ogni probabilità è nato nell'epoca del selvaggio West. Non troppo lontano dalle sembianze di John Marston, soprattutto se smascherato tramite Mod, ha mostrato di essere un fedelissimo di Kotal Khan, ragion per cui l'abbiamo inserito tra i guerrieri del Regno Esterno. Non sono lo Stetson, gli stivali o le bandoliere a farne un pistolero con tutti i crismi, bensì il poncho, inserito per omaggiare Clint Eastwood nei film di Leone. Tiratore rapidissimo e preciso, Erron Black si avvale anche di una lama Tarkatan - che ne modifica il moveset - e una serie di inusuali gadget, quali triboli e granate di sabbia.

    Kotal Khan

    Non a caso è l'Imperatore del Regno Esterno Kotal Kahn a chiudere le fila dei guerrieri dell'Outworld. Col ritorno di Shao Khan, egli sarà chiamato a combattere duramente per mantenere il controllo del regno, giacché il suo avversario è molto più potente di Mileena. Figlio di Kotal K'etz e ultimo degli Osh-Tekk, era venerato dalla popolazione dei Maya, che soleva chiamarlo Buluc, il dio della guerra. Non a caso ricorda in tutto e per tutto i "Guerrieri Aquila" aztechi, che erano una sorta di soldati d'élite del glorioso impero.

    Al contempo, il suo copricapo rassomiglia a quello di Huitzilopochtli, il dio del sole della civiltà precolombiana. Disseminato di tatuaggi dallo stile tribale, ha debuttato in MK X assieme ad Erron Black e vanta un doppiatore d'eccezione: Phil LaMarr, il Vamp di Metal Gear Solid. Essendo un Osh-Tekk è in grado di potenziarsi sfruttando la luce solare, un po' come Superman, e non ha problemi a brandire un gigantesco Macuahuitl con una sola mano.

    I non morti del Regno Occulto

    Dopo essere stati uccisi durante lo scontro con Shao Khan, Liu Kang, Kitana e tanti altri sono tornati a esistere sotto forma di Revenant. Sospesi tra la vita e la morte i nuovi discepoli di Quan Chi hanno servito il Regno Occulto, in attesa di qualcuno che potesse salvarli dal triste fato. Ora che lo stregone è morto non vi è più alcuna speranza per loro, quindi l'unica cosa che resta da fare è tentare di eliminarli.

    Kabal

    Sceso in prima linea per sconfiggere i demoni del Khan, Kabal è stato colpito dalle fiamme di Kintaro, che gli hanno sfigurato il volto e danneggiato il sistema respiratorio. "Riparato" dal malvagio Kano, l'uomo ha ancora una volta scelto la via della luce, cadendo per mano di Sindel e tramutandosi in un redivivo. Soprannominato "Sandman" durante la produzione di MK 3, Kabal è stato concepito con delle motoseghe montate sui polsi, che poi sarebbero andate a Cyrax.

    Di contro gli sono state conferite le famose spade a uncino, in origine previste per il personaggio di Baraka. Il design del kombattente deve molto agli iconici Predatori Tusken di Star Wars, come confermato da John Tobias e nasce dall'idea di creare un lottatore con disabilità. A riconferma di ciò, le prime Fatality di Kabal si basavano sui suoi handicap e li trasformavano in letali strumenti di morte: intubando i nemici col suo respiratore, ad esempio, poteva farli saltare in aria come un palloncino di carne umana. Oltre a essere un abile guerriero, è in grado di raggiungere velocità inumane, che gli sono valse il paragone con il Flash dell'universo DC.

    Noob Saibot

    Prima al centro di alcune voci di corridoio e poi confermata da una foto, la presenza di Noob Saibot in MK 11 ha fatto la felicità dei fan. Come abbiamo detto in precedenza egli è la versione rediviva dell'originale Sub Zero ma più di ogni altra cosa è un "joke character", nato dai cognomi "Boon" e "Tobias". I suoi poteri da ectoplasma, primo su tutti il clone d'ombra, appaiono ben lontani dalle prodezze glaciali di Sub Zero ma non per questo sono meno letali o spettacolari.

    Jade

    Fedele spalla di Kitana nella vita e nella morte, Jade è stata un'assassina di Shao Khan, che ha deciso di disertare per difendere il Regno della Terra assieme all'amica. Travolta dalla furia omicida di Sindel è diventata uno strumento di morte al servizio di Shinnok ma, con la sconfitta di quest'ultimo, è tornata a essere il braccio destro della guerriera in blu.

    Caratterizzata da un vestiario arabeggiante, ha fatto il suo debutto in MK 2 come personaggio segreto, voluto da Boon per creare "una versione più cattiva di Kitana". Forse un po' allergica al combattimento corpo a corpo, fa uso di due armi: i letali razorangs - che sono dei boomerang affilatissimi - e un bastone d'acciaio in grado di mutare in lunghezza. Sarcastica e presuntuosa nei confronti degli avversari, sa diventare davvero spietata quando chiamata ad affrontare un traditore.

    Kitana

    Memore di un amore nato sul campo di battaglia, Kitana governa il Regno Occulto al fianco di Liu Kang. Tra i personaggi più apprezzati dell'intera serie, ha esordito in MK 2 in luogo di Sonya Blade, scartata perché (all'epoca) poco popolare. In origine avrebbe dovuto chiamarsi Kitsune ed essere la figlia di Shang Lao, lo stregone che poi sarebbe diventato Shang Tsung. Fortemente ispirata alla principessa Mariko di Karateka, un videogioco del 1984, avrebbe dovuto utilizzare un singolo ventaglio ornamentale e fare da spalla al padre.

    Entrambi i personaggi, come ben sappiamo, hanno avuto una sorta di "promozione", diventando rispettivamente la figlia di Shao Khan e uno dei più temibili kombattenti di Mortal Kombat. Più dei suoi ventagli d'acciaio e delle mosse di kung fu, Kitana è passata alla storia per la sua letale Fatality, "Kiss of Death", ispirata alla morte del Dr. Kananga in Vivi e Lascia Morire, il famoso film di James Bond. Ancora oggi, questo è uno dei migliori esempi di come Mortal Kombat riesca a combinare violenza e umorismo con estrema naturalezza.

    Liu Kang

    Discepolo di Bo' Rai Cho e campione dell'accademia Wu Shi, Liu Kang è un discendente del "Grande" Kung Lao, nonché uno dei kombattenti più forti di Mortal Kombat. Originariamente chiamato Minamoto Yoshitsune, in riferimento a un condottiero del Giappone medievale, è stato concepito come un monaco Shaolin, calvo e con un grande senso dell'onore. Sebbene quest'ultima caratteristica sia stata mantenuta - era l'unico personaggio di MK 1 la cui Fatality non uccideva - l'eroe ha esordito con fattezze chiaramente ispirate a Bruce Lee, anche perché il suo alter ego si rifiutò di tagliare i capelli.

    Pensato per essere accessibile a tutti i tipi di giocatore, è un maestro d'arti marziali con pochi eguali e riesce a utilizzare diverse magie legate al fuoco. La natura del suo allenamento, che non disdegna la meditazione, esce allo scoperto quando sferra i suoi colpi, facendo largo uso del "kiai": questa tecnica d'urlo intimorisce l'avversario e massimizza la forza di chi se ne serve. Nel parlare di Liu Kang, Ed Boon non ha avuto problemi a definirlo "il Luke Skywalker di Mortal Kombat", in relazione alla sua popolarità e importanza per la serie.

    Kung Lao

    Non si può parlare di Liu Kang senza tirare in ballo Kung Lao, suo parente ed ex monaco Shaolin. Al contrario di suo cugino, quest'ultimo è un pacifista dichiarato e non ama menar le mani, benché le sue Fatality dicano il contrario. Chiamata come un famoso album degli AC/DC, la sua "Razor Edge" è una delle esecuzioni più crudeli della serie e si basa sull'utilizzo del suo cappello/sega circolare. A tal proposito, il copricapo è la sua arma principale ed è ispirato a quello di Oddjob, brutale assassino e guardia del corpo di Goldfinger nell'omonimo film di 007. Interpretato dall'artista marziale Anthony Marquez, uno dei migliori performer con cui Boon abbia mai lavorato, Kung Lao non ha mai smesso di guadagnare popolarità, arrivando a essere il co-protagonista di Mortal Kombat: Shaolin Monks.

    Mortal Kombat 11 Come abbiamo tentato di dimostrare con l’odierna disamina, il roster di Mortal Kombat è forse il più vario del genere picchiaduro e pesca a piene mani da culture e forme d’arte differenti. Dalla tradizione orientale, passando per i film di Hollywood, fino a musica e videogiochi, i suoi kombattenti si confermano tra i più carismatici di sempre, non importa sé scesi in campo ai primordi della serie o in tempi recenti. Desiderosi di poter vestire i panni di Liu Kang, Erron Black, Skarlet e compagni, non vediamo l’ora di mettere le mani sul prossimo capitolo, per gustarci tutta la brutalità e l’irriverenza che solo Netherrealm Studios sa offrire.

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