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MotoGP e l'eSport: presente e futuro del racing secondo Milestone

La prima edizion del MotoGP eSport Championship si è rivelata una novità in grado di calamitare l'attenzione del pubblico. Cosa ci riserverà il futuro?

speciale MotoGP e l'eSport: presente e futuro del racing secondo Milestone
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  • PS4
  • Xbox One
  • In ambito esport il 2017 è stato un anno di svolta per i racing game: diversi esponenti del genere (e non sempre quelli più in vista) hanno mosso importanti passi avanti e definito la struttura dei propri campionati, creando un modello per i propri eventi ben congegnato e piacevole da guardare.
    Ad aprire le danze era stato, inaspettatamente, WRC con il sesto capitolo, dando vita ad un embrionale campionato, migliorato per struttura e forma con il settimo e più recente episodio di WRC, la cui idea vincente è stata quella di coordinare le competizioni digitali con le tappe del World Rally Championship vero e proprio.
    Il circo della Formula 1 ha deciso invece di fare le cose in grande, creando la "Formula 1 Esport Series": una serie di eventi culminati in una serie di tre gare live che si sono disputate ad Abu Dhabi, durante l'ultimo Weekend del campionato mondiale di Formula 1. Sky ha dato il proprio contributo, mettendo a disposizione i propri servizi con tanto di diretta, e telecronaca della voce ufficiale Carlo Vanzini, coadiuvato da Matteo Bobbi, due volte campione del mondo di Gran Turismo ed ex-pilota Minardi.
    E per quanto riguarda la MotoGP? Anche Milestone e Dorna hanno deciso di lanciarsi nell'universo Esport, promuovendo fin dal lancio di MotoGP 17 la componente competitiva.

    MotoGP Championship

    Grazie al supporto di Dorna Sport l'anno appena trascorso ha visto la nascita del primo evento esportivo legato al racing firmato Milestone (software house che rappresenta un vero fiore all'occhiello dell'industria videoludica nostrana).La competizione si è svolta inizialmente attraverso sei gare online, in modalità Time Attack: una corsa contro il tempo in cui l'obiettivo era quello di segnare il giro più veloce. Questa prima fase ha permesso di scovare tra le migliaia di partecipanti i 16 finalisti che si sono poi scontrati sul circuito di Ricardo Tormo, a Valencia, in contemporanea con l'ultimo capitolo dell'avvincente sfida tra Marc Marquez e Andrea Dovizioso. A differenza di quanto successo in pista al buon Dovi, la finale dell'Esport Championship ha sorriso agli azzurri, con la vittoria di Trastevere73 che ha saputo riscattare un weekend avaro per i nostri colori.

    I premi sono stati interessanti, tuttavia a dispetto delle attese non sono stati premi monetari, bensì ricompense "motoristiche" messe a disposizione dai partner di Dorna (una BMW M240i e una KTM RC390). Una manovra, quella della società di Carmelo Ezpeleta, tutto sommato saggia, animata dall'intenzione di assicurarsi sponsor importanti per la manifestazione e di dimostrare la bontà del progetto.
    Il risultato è stato estremamente convincente, considerando la buona risonanza mediata ottenuta anche grazie a Sky, che ha seguito l'appuntamento finale con la diretta sui propri canali. La telecronaca dell'evento è stata affidata all'inimitabile Guido Meda, affiancato dal compagno di mille avventure Mauro Sanchini e da un ospite chiacchierato ma di sicuro impatto mediatico: Favij.
    Questo, però, è stato il 2017 e rappresenta il passato. Cosa c'è nel futuro dell'esport targato MotoGP?

    Test riuscito, ora sotto con il lavoro!

    Il MotoGP Championship 2017 ha rappresentato un buon debutto per il titolo motoristico di Milestone, che ha saputo utilizzare i punti forti del circuito più seguito al mondo plasmando intorno ad esso la competizione esportiva e sfruttando, quindi, una cornice davvero spettacolare.
    Non sono mancati però gli aspetti da migliorare in questa annata, uno su tutti la struttura della competizione.
    Dorna e Milestone hanno optato per relegare a un poco virtuoso attacco al tempo il processo di qualificazione, forse tentando di mascherare le incertezze del netcode, probabilmente non in grado di sostenere standard qualitativi adeguati a un evento così importante. Il risultato è stato la concentrazione di tutto il campionato esport in un singolo evento, quello di Valencia, impedendo una fase del processo fondamentale ai fini della diffusione di qualsiasi fenomeno sportivo e ludico: la fidelizzazione dei fan. Prima di Valencia infatti, nessuno aveva mai visto i protagonisti della fase finale cimentarsi in competizioni e dimostrare il loro talento. Questo è un aspetto da non sottovalutare. Senza un pubblico che conosce e sostiene in maniera sfegatata i propri beniamini, senza una fan base forte e assidua pronta a seguire con continuità il campionato, diventa complesso ingolosire gli sponsor.
    Quello operato da Ezpeleta e soci è stato a tutti gli effetti un test, esattamente come quelli che portano avanti i piloti del motomondiale per lo sviluppo della moto della stagione successiva, con l'intento di sondare il terreno e valutare la portata del movimento. Le sensazione recepite sono tutto sommato positive, salvo qualche problema strutturale. La competitività c'è, insomma. Ora però tocca mettersi al lavoro per vivere un 2018 da protagonisti. Anzi: da campioni del mondo.

    Le opportunità all'orizzonte

    Il futuro per MotoGP appare comunque roseo e denso di aspettative. Se non altro per un motivo ben preciso, una caratteristica che spesso viene sottovalutata da chi analizza gli eventi esportivi: l'accessibilità.
    Non stiamo parlando della fruibilità del prodotto, della facilità con cui si riesce a giocare a MotoGP, bensì della leggibilità delle competizioni: ovvero della facilità con cui le gare si possono seguire.
    Da questo punto di vista, MotoGP (così come gli altri videogiochi squisitamente sportivi) vive in una sorta di mondo parallelo rispetto ai grandi nomi dell'Esport. È chiaro a tutti che gli spettatori di produzioni come Dota, Starcraft, League of Legends non necessariamente giocano ai prodotti citati. Si tratta del resto di titoli complessi, che richiedono ore di dedizione per essere capiti e interiorizzati. Ma per emozionarsi di fronte ad un match di LOL o di Starcraft, è richiesta perlomeno una conoscenza ben specifica di certe dinamiche legate ai generi di riferimento. Titoli come FIFA, Formula 1 e ovviamente MotoGP, di contro, replicano le situazioni di sport apprezzati seguiti ed amati ormai da decenni, i cui interpreti sono conosciuti in tutto il mondo. Chi può dire di non emozionarsi per un sorpasso all'ultima curva, quando una gara sembrava ormai finita? E in quanti possono affermare di non conoscere Valentino Rossi?

    Questa fruibilità rappresenta un potenziale enorme. Se Dorna e Milestone riusciranno a migliorare la struttura della competizione, catalizzando l'attenzione del pubblico durante un percorso di avvicinamento alla finale, ne vedremo sicuramente delle belle. Forte di un rinnovamento tecnico che ormai interessa tutti i prodotti della software house italiana, il prossimo MotoGP potrebbe regalarci una stagione ricca di emozioni, da seguire tutta d'un fiato.

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