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Need for Speed Payback: come gira su PC? Analisi del comparto tecnico

Abbiamo provato la versione PC di Need for Speed Payback, come gira il gioco di Electronic Arts su Windows? Scopritelo nella nostra analisi tecnica.

speciale Need for Speed Payback: come gira su PC? Analisi del comparto tecnico
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Ribelle e tamarro. Sono gli aggettivi che meglio inquadrano l'esperienza racing che Need for Speed ha sempre cercato di offrire ai suoi fan in cerca di inebrianti sensazioni di spericolatezza al volante di bolidi dalle livree variopinte e dai neon fluorescenti. Carcasse metalliche fiammeggianti che, però, non hanno mai sottratto valore al piacere del viaggio e dell'esplorazione di ambientazioni che col tempo si sono fatte sempre più ampie e dettagliate. E con l'adozione del Frostbite, avvenuta in occasione dello sviluppo di Need for Speed: The Run (dove venne utilizzata la seconda versione dell'engine), questo concetto non ha fatto altro che assumere un ruolo sempre più centrale. Come a dire che non importa se ti trovi alla guida di una Lamborghini Murcielago o di un catorcio della Ford tutto arrugginito: ciò che conta è che i tuoi occhi e i tuoi sensi godano mentre sfrecci su strade impervie tra foreste verdeggianti, canyon rocciosi e palazzi scintillanti.

Con Need for Speed: Payback, questa opera di raffinamento tecnico ha effettuato un ulteriore step in avanti, incarnato poi alla perfezione da Fortune Valley, la mappa di gioco di questo capitolo, la più vasta e diversificata mai vista nel franchise. Dopo avervi raccontato della versione console nella nostra recensione, oggi cercheremo di analizzare per voi il comparto tecnico della versione PC.

Benvenuti a Fortune Valley

Fortune Valley è un immenso circuito "naturale". Una bolgia asfaltata che si dipana attraverso splendidi paesaggi dal sapore tipicamente statunitense. Abbiamo Mount Providence, immenso coacervo di rampe e tornanti che costeggiano la foresta e si fanno largo tra i picchi montagnosi. Troviamo il Silver Canyon, enorme area rocciosa ricca di profonde spaccature e crepacci che sembrano quasi cicatrici insanabili. C'è spazio poi per il Liberty Desert, sconfinata zona desertica dove praticare del (in)sano racing spericolato a bordo di possenti fuoristrada impolverati. E alla fine di tutto, collocata nella parte sud-est ben distante da questi paesaggi più primitivi, sorge lei: Silver Rock, la scintillante città del vizio e delle corse clandestine. Il campo di battaglia da cui il protagonista del gioco, Tyler Morgan, avvia la sua campagna di smantellamento della temibile Loggia, nemico pubblico numero uno del titolo.

Per realizzare tutto questo, il team di sviluppo non ha fatto altro che sfruttare i numerosi progressi tecnici raggiunti dall'engine.
La prima cosa che si nota fin dalle battute iniziali è senz'altro il colpo d'occhio, indipendentemente dalla zona geografica in cui ci si trova. Questo è dovuto principalmente all'utilizzo di texture di buona qualità e, soprattutto, da una gestione dell'illuminazione che si conferma punto di forza assoluto del Frostbite: di giorno, quando la luce cade morbidamente sulla città e sulla sua periferia, dando vita ad affascinanti giochi di ombre con i diversi elementi architettonici e naturali disseminati per la mappa; di notte, quando l'oscurità avvolge l'abitacolo, e prende vita rapidamente la danza psichedelica mentre si sfreccia tra lampioni e tunnel cittadini; e anche durante il passaggio tra una fase e l'altra, grazie a un ciclo giorno/notte discretamente realizzato e sufficientemente lento per fartelo ammirare in tutte le sue sfumature.
Come da tradizione per la serie, non manca un abbondante uso di effetti speciali, specialmente volumetrici, che incorniciano le prodezze dei giocatori mentre si divorano l'asfalto. Non solo abbiamo modo di osservare scintille e frammenti ogni qual volta finiamo per urtare le macchine avversarie (o della polizia) o le decine e decine di oggetti che compongono lo scenario (come lampioni e staccionate), ma possiamo anche godere di una buona e credibile riproduzione della polvere che si alza e ricopre ogni vettura che finisce fuoristrada, oppure del fumo rilasciato dai pneumatici nelle derapate più brusche e prolungate.

A questa cornice, che riesce in più di un'occasione a regalare dei momenti sinceramente ammalianti (immortalabili grazie a un photo mode funzionale e ben integrato -anche a livello social- con le diverse attività di gioco), si contrappongono naturalmente i numerosi modelli dei veicoli che il giocatore guadagnerà mano a mano che progredirà nell'avventura, curati sia dal punto di vista della qualità e della fedeltà sia per quanto concerne il conteggio poligonale. Il meglio, tuttavia, va senz'altro ricercato nelle molteplici modalità con cui è possibile personalizzarli, grazie a un editor tecnicamente superbo e ricchissimo di opzioni estetiche (con centinaia di livree, verniciature, spoiler, minigonne, cofani, cerchioni e chi più ne ha più ne metta).

Ma Need for Speed: Payback è anche un gioco che non disdegna per nulla un afflato tipicamente hollywoodiano, recuperando temi e stilemi sia dalla saga cinematografica di Fast & Furious sia dallo stesso film omonimo del 2014 diretto da Scott Waugh. Non manca dunque una buona successione di cutscene, qui prerenderizzate a 60 fps, che fanno sfoggio di tecnologie di motion e facial capture a tratti davvero sensazionali (come nel caso della riproduzione in-game dell'attrice britannica Dominique Tipper).
Nel complesso, insomma, dal punto di vista grafico la versione PC di Need for Speed: Payback si è fatta trovare piuttosto in forma, confermando il già ottimo lavoro svolto sul reboot di qualche anno fa, che però non poteva contare sulla beltà delle sessioni diurne.

E le performance?

Venendo alle performance, quest'ultima iterazione del franchise si è dimostrata in linea con tutte le produzioni EA che adottano il Frostbite come motore grafico, mettendo nuovamente in risalto un'ottima scalabilità.

Sulla nostra macchina di prova, montante un processore Intel i5-3570K e una scheda grafica NVIDIA GTX 1070, in full HD siamo riusciti a far registrare al titolo delle ottime prestazioni indipendentemente dal preset grafico adottato. Per il nostro test, abbiamo deciso di ripetere più volte una gara "Sprint" della categoria Fuoristrada (evviva la polvere!), così da poter riprodurre le medesime circostanze di "stress" per ognuno dei nostri benchmark. Con impostazioni su "Basso", il framerate medio registrato è stato di ben 115, toccando picchi massimi di 175 fps. A "Medio", invece, i frame per secondo medi si sono aggirati intorno ai 110, sfiorando punte di 168 fps. Anche ad "Alto" le cose sono andate piuttosto bene, con un framerate medio di ben 101. Chiude il cerchio il preset "Ultra", dove i fotogrammi medi, massimi e minimi si sono fermati rispettivamente a 96, 120 e 58.

In linea generale, dunque, Need for Speed: Payback si è dimostrato un titolo graficamente solido e discretamente ottimizzato. L'unica critica che ci sentiamo di muovere riguarda la velocità di caricamento di alcune texture, specialmente appena dopo aver avviato una nuova sessione di gioco. Per mitigare la problematica, come consuetudine, è consigliato installare il titolo su un SSD piuttosto che su un HDD.
Per il resto, Need for Speed: Payback fa anche un buon uso del comparto sonoro, anche se siamo decisamente distanti dal range dinamico audio riscontrabile in titoli come Battlefield o Need for Speed: Shift.

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