Speciale Neocore Games Studio Tour

Due giorni a Budapest per visitare una delle software house più giovani ed energiche degli ultimi anni

speciale Neocore Games Studio Tour
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sebbene universalmente riconosciute come un unico agglomerato urbano, Pest e Buda sono due realtà molto diverse, separate non solo dal Danubio, ma anche, e soprattutto, da una distanza culturale evidente. La prima nuovissima, giovane, movimentata, sveglia anche alle ore più improbabili. E’ l’Ungheria di oggi, che alle contraddizioni e alle difficoltà politico/sociali affianca una gran voglia di fare e di farsi vedere, proponendo una città moderna, divertente, caratterizzata da una grande passione per il cibo di qualità e i locali undergound. E mentre ci si muove tra le vie di Pest, trasportati dalla voglia di scoprire durante le ore del giorno e di tirare tardi appena il sole tramonta, lo sguardo puntato di Buda sembra quasi di sentirlo. Oltre il fiume, sulle colline, gli edifici sono più antichi e decorati, le vie più strette e silenziose, le facce più austere. Qui c’è la città vecchia, quella che ha resistito al passare degli anni e dei regimi, ricca, elegante e forse anche un po’ snob, abbina le inevitabili trappole per turisti all'atmosfera forse più originale di quella che è, a tutti gli effetti, la "vera" Budapest del tempo che fu.

Lo skyline di Pest visto dalle colline di Buda
Abbiamo speso due giorni alla scoperta di questo bizzarro dualismo che caratterizza la capitale dell'Ungheria, e questo ci ha permesso di comprendere con molta più consapevolezza l’energia giovanile e progressista che scorre tra le scrivanie di Neocore Games.

Dall'editoria ai videogiochi

"Erano un gruppo di amici, e volevano fare videogiochi". Così Viktor Juhasz, narrative designer presso Neocore, descrive la nascita della compagnia, nella quale lui ha fatto ingresso poco dopo la fondazione, nel 2005. "Tre ragazzi freschi di università, e molta voglia di fare qualcosa di diverso". Neocore comincia tuttavia dall'editoria, pubblicando narrativa, e solo in un secondo momento i tre fondatori riescono a trovare lo spunto per concentrarsi su ciò che li aveva affascinati sin dall'inizio. Ci troviamo al terzo piano di un nuovissimo palazzo a vetri in una delle piazze più centrali di Pest, e questo ci dice chiaramente quanta strada quei tre ragazzi abbiano fatto. Il nostro viaggio a Budapest, al fine di provare con mano una versione quasi completa di Van Helsing II, si è trasformato in un'occasione ottima per conoscere meglio Neocore, una software house che ci ha incuriosito per la straordinaria energia trasmessa dai suoi dipendenti, la cui età media rimane incredibilmente sotto i trent'anni. Tra le scrivanie troviamo molti ragazzi che ancora studiano all'università. "A volte desideriamo davvero che finiscano in fretta, e si dedichino completamente all'azienda," ci dice Linda Bozoradi, chief communications officer, "ma in effetti Neocore supporta gli universitari, dando loro modo di completare i loro studi". A cavallo dei due giorni che abbiamo speso a Budapest, Viktor rimane comunque la persona con cui abbiamo avuto più modo di parlare di Neocore, grazie alla sua presenza quasi decennale nell'organico aziendale.

Gli uffici di Neocore si trovano in piazza Vorosmarty Ter, in un nuovissimo palazzo a vetri costruito solo qualche anno fa
Proprio da lui scopriamo che il primo gioco, lo strategico King Arthur, fu addirittura sviluppato, perlomeno in parte, in un appartamento che il trio di amici condivideva, e nel tempo libero. Il 2005 fu poi l'anno del cambiamento, quello in cui da una semplice collaborazione si passò alla fondazione di una vera e propria compagnia. Il nome Neocore fu scelto, e cominciarono le assunzioni di personale, sebbene inizialmente l'organico non superasse i venti dipendenti. Viktor aveva già collaborato con i tre fondatori quando ancora l'orientamento era solo editoriale, occupandosi di alcune traduzioni di libri pubblicati dalla casa editrice, dunque il contatto arrivò in maniera spontanea. Neocore era in cerca di qualcuno che fosse in grado di scrivere sceneggiature, creare mondi e personaggi, e soprattutto che fosse in grado di farlo in inglese. Una delle caratteristiche che ha sempre contraddistinto la software house ungherese è infatti la volontà di mantenersi del tutto indipendente dal punto di vista produttivo, una scelta concretizzata non solo nella ricerca di uno sceneggiatore interno, ma anche nella creazione di un engine proprietario, il Coretech, sui cui si sono basati tutti i giochi finora rilasciati. Uno spirito, insomma, molto "indie", molto prima che il termine andasse ad identificare realtà oggi più che diffuse. Dopo i discreti successi raccolti dal primo King Arthur, Neocore continuò sulla strada degli strategici con un seguito e altre produzioni simili, sebbene internamente ci fosse il desiderio di tentare una nuova strada. Proprio a Viktor fu chiesto di proporre una serie di nuove idee per altrettanti possibili progetti, e tra queste c'era una rilettura in chiave action delle avventure del cacciatore di vampiri creato dalla penna di Bram Stoker, Van Helsing. "Credo che una degli aspetti più interessanti del mio lavoro sia quando ti viene chiesto di liberare la tua fantasia, e uscirtene con una manciata di idee interessanti per cominciare un nuovo progetto. Può essere stressante, ma è anche un'esperienza davvero divertente".

The incredible adventures of Neocore

L'idea piacque subito, ma inizialmente il progetto di Viktor presentava confini molto diversi da quelli che oggi tutti conosciamo. Ancora in fase embrionale, il gioco aveva come piattaforma di destinazione il Nintendo DS, ed era orientato a un'audience particolarmente giovane. Quello che gli sviluppatori avevano in mente era un gioco alla Zelda, con la possibilità di lanciare incantesimi tramite l'utilizzo dello stilo e del touch screen, e una forte presenza di puzzle da risolvere. Dato il target molto giovane, l'atmosfera era naturalmente molto alleggerita rispetto al materiale d'origine, con chiare ispirazioni cartoon e anime.

Viktor Juhasz, narrative designer presso Neocore e protagonista della nostra intervista
Man mano che la progettazione procedeva tuttavia, il team si accorse che c'era materiale in abbondanza per qualcosa di più grande. Alcuni dettagli, come la caratterizzazione del protagonista e il sistema di skill, rimasero intatti, ma si decise per un classico action RPG dai toni molto più maturi. La scelta del PC come piattaforma di destinazione dipese non tanto da un disinteresse per le console, che anzi sono una delle mire future di Neocore, ma piuttosto per le notevoli possibilità offerte da Steam agli sviluppatori indipendenti. Già con King Arthur e seguito la software house si era accorta di quanto la piattaforma di Valve potesse dare una forte spinta ai prodotti in grado di far breccia nel cuore del pubblico, e questo non lasciò dubbi sulla piattaforma per la quale sviluppare The Incredible Adventure of Van Helsing. "Come narratore, mi è sempre piaciuto partire dai cliché e ribaltarli, e penso che sia proprio questo fattore ad aver reso quell'idea così potente e apprezzabile. Cosa succederebbe se un giorno un cacciatore di mostri si trovasse ad aiutare proprio quelle creature spaventose alle quali ha sempre dato la caccia? Forse un giorno recupereremo anche le altre mie proposte fatte al tempo, che per ora se ne stanno chiuse in un cassetto, ma di tutte quelle che portai quel giorno, Van Helsing era la mia preferita, e penso che anche questo abbia contribuito a convincere tutti", così Viktor conclude la nostra interessante intervista.

Gli interni degli uffici di Neocore
Il resto, come si dice, è storia. The Incredible Adventures of Van Helsing, solo parzialmente apprezzato dalla critica internazionale, ha conosciuto un successo ben oltre le aspettative degli sviluppatori, ottenendo grandi riscontri negli Stati Uniti e in un gran numero di altri paesi. Questo ha permesso a Neocore di raddoppiare i propri dipendenti, oggi oltre quaranta, e di accaparrarsi dei bellissimi uffici in uno dei palazzi più ambiti e moderni di tutta Budapest.
All'uscita di Van Helsing II, recentemente rimandata di qualche settimana, manca ormai poco, e, dopo aver scoperto in prima persona la curiosa storia di Neocore, l'attesa si è fatta ancora più ricca di fascino. La recensione sarà a breve sulle nostre pagine.

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