Nintendo 64 Mini: da Yoshi's Story a GoldenEye, cinque giochi da riscoprire

Mentre attendiamo novità sulla prossima console in miniatura della grande N, tuffiamoci in un mare di ricordi a 64-bit...

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"Artiglia la potenza!" recitava un martellante spot TV di fine anni Novanta. La poderosità in questione era quella sprigionata dal chip a 64-bit del Nintendo 64, l' "artiglio" il suo singolare controller tricornuto. Oggi potrà suonare certamente un (bel) po' cheesy, ma l'invito era fondato: è infatti esistito un tempo nel quale era Nintendo a impugnare saldamente lo scettro del puro dispiego di brutalità hardware, dettando a gran voce lezioni e tendenze che come un treno in corsa di lì a poco avrebbero investito il mondo del gaming. Promesse in apparenza insostenibili, attese infinite e continui rinvii erano all'ordine del giorno...almeno fin quando l'N64 non divenne una solida realtà, nel lontano 1996, riscrivendo praticamente da zero le regole del medium videoludico: pagina bianca, a capo, si ricomincia.

Una libertà di movimento - grazie al primo stick analogico della storia - fino a quel momento semplicemente inconcepibile, attraverso mondi poligonali enormi ed esplorabili in tempo reale, come la Terra di Hyrule di The Legend of Zelda Ocarina of Time, con tempi di caricamento brevi o perfino nulli. L'euforico entusiasmo delle agguerrite gare multiplayer a Mario Kart 64 in compagnia di altri tre amici sul divano. E tanti, svariati altri momenti topici che definirono una stagione creativa meravigliosa e irripetibile, proprio per l'estremo carico di novità che portava con sé, e che ora diamo per assodate. Persino la vibrazione del controller, che ha introdotto il tatto accanto a vista e udito tra i sensi fondamentali nel rapporto col medium interattivo, debutta con l'ingombrante accessorio Rumble Pak. Ma ciò che veramente conta e fa la differenza - come sempre - è il parco software: realmente rivoluzionario, marchiò a fuoco uno spartiacque tra ciò che accadde prima del salto dal tubo di un certo idraulico italiano e tutto ciò che venne dopo.

Immaginiamo: e se entro la fine del 2018 la storia si ripetesse, stavolta in formato ridotto, mettendo di nuovo in competizione PlayStation Classic e un eventuale Nintendo 64 Classic Mini? Nessuna matematica certezza al momento per quest'ultimo, ma riteniamo molto probabile un suo annuncio in tempi brevi alla luce del successo delle precedenti riedizioni. Abbiamo pertanto stilato una breve lista di cinque titoli che gradiremmo veder inclusi, scartando alcuni dei nomi più blasonati pur di farne risaltare altri comunque meritevoli, ma meno citati. Ipotizzando quale sarà la line-up della mini console, merita un discorso a parte la produzione di Rare (autentico e instancabile braccio destro di Nintendo al tempo) ed è una questione complicata, dal momento che la software house inglese è proprietà di Microsoft, così come i diritti della maggior parte dei loro prodotti per N64, peraltro recentemente radunati nell'antologico Rare Replay per Xbox One.
Come scoprirete più avanti, c'è però un'eccezione che ha un briciolo di speranza in più di comparire all'interno del possibile catalogo di Nintendo 64 Classic Mini. Non indugiamo oltre: ecco la nostra lista, non dimenticate di farci sapere nei commenti quali sono i vostri titoli del desiderio!

Pokémon Snap (1999)

Nella moderna era del gaming tutta all'insegna del photomode selvaggio, è sorprendente che non esista ancora un seguito per Pokémon Snap. Ideato da HAL Laboratory e Pax Softnica, il bizzarro spin-off sarebbe dovuto uscire solo su Nintendo 64DD (periferica mai esportata fuori dal Giappone) e in origine non doveva neppure veder protagonisti Pikachu & Co. Il concept, originale e curioso, prevede un "safari fotografico" in mezzo alla natura di un'isola popolata esclusivamente dai celebri mostriciattoli tascabili: in sostanza, una sorta di shooter su binari, dove "sparare" istantanee anziché proiettili.

Gli scatti vengono poi sottoposti all'attenta valutazione del prof. Oak, che ne decreterà la qualità con un punteggio calcolato in base alle dimensioni, all'originalità delle pose e al numero dei Pokémon catturati per singolo frame. Nonostante l'intrigante possibilità di sfruttare del cibo o strumenti noti come il Pokéflauto per ottenere foto più interessanti, l'esperienza globale non era poi così profonda e l'assenza di più della metà dei Pokémon di prima generazione non aiutava di certo: un successore per Switch, debitamente espanso e potenziato sarebbe decisamente un titolo da tenere nell'obiettivo.

Excitebike 64 (2000)

Seguito del cult Excitebike per NES, con Excitebike 64 il team di Left Field Productions fece letteralmente guadagnare una nuova dimensione all'elaborato dirt racing di Nintendo. Esattamente come nel cult 8-bit (incluso nella cartuccia stessa, originale e perfino in sua variante 3D!), il focus della competizione è incentrato non esclusivamente sull'abilità nella guida delle moto da cross, ma soprattutto sul controllo dell'accelerazione e sull'equilibrio del veicolo a due ruote durante i salti parabolici più estremi, resi con un realismo mai visto grazie a un motore fisico a dir poco clamoroso per l'epoca.

La ciliegina sulla torta (di fango) era il ritorno del ricchissimo track editor, vero e proprio marchio di fabbrica della serie, in cui perdersi per ore e ore nello sperimentare il proprio tracciato dei desideri. Complice anche l'appartenenza a un genere piuttosto di nicchia, di Excitebike 64 non si parla abbastanza: uno dei titoli più sottovalutati dell'intera ludoteca Nintendo 64.

Paper Mario (2000)

Proprio negli ultimissimi anni del suo ciclo vitale, la terza console da salotto Nintendo sfoderò alcune delle sue perle più brillanti, tra cui l'indimenticabile Paper Mario. Ereditando da Super Mario RPG The Legend of Seven Stars per SNES sia il gusto per uno sguardo alternativo al Regno dei Funghi che l'impostazione ludica da classico JRPG a turni, l'opera di Intelligent Systems si impresse da subito nel cuore degli appassionati per ottimi motivi.

Anzitutto, vi era la sublime direzione artistica (che ancora oggi lo rende molto meno di altri vittima dello scorrere del tempo), senza contare gli svariati tocchi creativi a base di puzzle e trasformazioni cartacee, che conferivano originalità e colore a un impianto tutto sommato classico. Un gioco di ruolo accessibile ma non banale, ideale per i neofiti del genere; un origami da sogno dal tratto malinconico: l'originale Paper Mario merita assolutamente il vostro amore.

Yoshi's Story (1997)

Nintendo 64 era il regno delle rivoluzioni concettuali, una su tutte quella platform. Ma mentre Mario e Donkey Kong spiccavano un balzo nell'inesplorata terza dimensione, un sauro verde decise di percorrere un'altra strada, prendendosi anche dei grossi rischi. Sarebbe infatti poco obbiettivo affermare che l'unico difetto di Yoshi's Story - oggi come allora - è semplicemente essere il seguito di quel capolavoro del platform bidimensionale che risponde al nome di Yoshi's Island.

Il debutto, sempre firmato da Hideki Konno e Takashi Tezuka, infatti venne praticamente stroncato dalla critica di allora, che puntò il dito principalmente contro la longevità estremamente ridotta dell'avventura principale (il gioco era completabile nel giro di un pomeriggio scarso) e alla semplciità dell'esperienza in generale. Al netto della qualità di uno stile visivo sopraffino e indiscutibile, ispirato ai libri pop-up, senza il carico delle aspettative oggi bisognerebbe esser meno severi verso il pur godibile Yoshi's Story: trattasi di un esperimento rivolto principalmente ai più giovani (senza la stratificazione che può esser tipica di Kirby), ideato con una forte enfasi sulla rigiocabilità per stimolare risultati migliori.

GoldenEye 007 (1997)

Dodici anni prima di Batman: Arkham Asylum, quando ancora i giochi su licenza non facevano necessariamente rima con scarsa qualità, fu un certo agente segreto inglese a settare un nuovo livello per gli sparatutto in prima persona su console, ponendo le basi per i futuri Halo e Call of Duty. Creato da una Rare all'epoca sempre più inarrestabile, in GoldenEye 007 si possono rintracciare tutti gli elementi che hanno contribuito a codificare il DNA del moderno FPS, e che rileviamo tutt'oggi perfino nei più recenti esponenti del genere.

La cura per il realismo, l'azione stealth, l'ampio arsenale e la versatilità d'uso dei gadget più disparati in dotazione alla spia britannica, per non parlare dell'eccezionale multiplayer: sono solo alcuni dei motivi per cui il tie-in dell'omonimo film del 1995 venne così acclamato, finendo per diventare il terzo gioco più venduto di sempre per N64. Purtroppo i numerosi contenziosi legati ai diritti di sfruttamento (posseduti in parte da Microsoft per il titolo, in parte da Activision per le incarnazioni videoludiche di 007) hanno reso problematica una sua riedizione finora, ma speriamo che un N64 Classic Mini possa essere l'occasione giusta per permettere ai giocatori di rispolverare un'autentica pietra miliare della storia del medium.