Nintendo regina della creatività: da Labo a Laboratorio di Videogiochi

La grande N ha sempre dato grande valore all'inventiva dei giocatori: diamo uno sguardo ai suoi progetti più importanti, passati e futuri.

Nintendo regina della creatività
Speciale: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Nintendo è un nome che non ha bisogno di presentazioni. Da più di cento anni la casa di Kyoto si dedica all'intrattenimento: dalle carte hanafuda, passando per i giocattoli, fino ad arrivare ai moderni videogame, la compagnia si è sempre distinta per la sua filosofia incentrata sul divertimento e sul sorriso. Come ben detto da Shinya Takahashi, General Manager della Entertainment Planning & Development Division, l'obiettivo di Nintendo è rendere le persone felici... anche sorprendendole.

    E che la storia tessuta da Nintendo sia un'epopea di idee eccentriche e fuori dagli schemi è un fatto incontrovertibile: per questo vorremmo ripercorrere alcuni degli step più interessanti e coraggiosi intrapresi dalla grande N, fino ad arrivare al recentissimo Laboratorio Videogiochi (potete recuperare qui la nostra recensione di Laboratorio Videogiochi). Perché le migliaia di professionisti che dal 1889 puntano a portare il loro brillante lavoro nelle nostre case, plasmando nel frattempo la sensibilità e i gusti di milioni di persone, ci hanno anche fornito degli strumenti per metterci in gioco e scatenare la creatività che contraddistingue ogni essere umano.

    Make, Play, Discover

    Personalmente ricordo molto bene il trailer di annuncio di Nintendo Labo: da felice proprietaria di una Switch nuova fiammante ero rimasta letteralmente incantata dall'accostamento tra l'umile cartone e la tecnologia della console. È stata una di quelle visioni rare che riescono a portare insieme mondi solo apparentemente distanti. In fondo, le grandi idee sono spesso quelle più semplici, e questa frase si è rivelata molto vera nel caso di Labo, capace di coinvolgere tanto i bimbi quanto i grandi.

    Ho parlato di accostamento, ma forse la parola non è quella più giusta. Nintendo Switch è stata integrata nei sistemi di Labo con una naturalezza che ha dell'impressionante. E allo stesso modo la compagnia ha fatto centro con il suo pubblico: se il prodotto in sé è indiscutibilmente indirizzato soprattutto all'audience dei più piccoli, il fascino del montaggio e del DIY riesce a catturare anche genitori e parenti non più in età scolare.

    Il motto "Make, Play, Discover" ha descritto benissimo la fenomenologia di Labo, articolato in tre momenti fondanti - creazione, gioco, scoperta. Il tutto a partire dalla carta, vero punto d'origine di Nintendo. È incredibile scoprire la coerenza nella storia della grande N, partita a fine ‘800 come produttrice di carte da gioco e oggi paladina dell'intrattenimento digitale che non ha dimenticato la sua storia passata. In questo senso, Labo è quindi carica di un valore simbolico da non sottovalutare, e il semplice cartone di cui sono composti i vari kit rappresenta la base di qualcosa di grande. Si tratta dunque di uno dei simboli più forti della Nintendo capace di osare e sorprendere volando basso: dove altri inseguono il conteggio dei pixel, lei passa anni a progettare robot e canne da pesca di cartone. Lasciandoci puntualmente a bocca aperta.

    Super Mario Maker

    Se c'è un protagonista indiscusso e universalmente amato della scena videoludica in generale e del patrimonio Nintendo in particolare quello è certamente Super Mario. Che ha spento le sue prime trenta candeline in grande stile: nel 2015 è stato distribuito Super Mario Maker (trovate qui la recensione di Super Mario Maker), tool creativo di grande spessore che con le sue vendite stratosferiche (si parla di quattro milioni di copie, secondo i dati aggiornati a settembre 2019) è riuscito a dare uno scossone positivo a WiiU.

    Alla creazione si accosta la condivisione, e così l'esperienza diventa magica anche grazie alla scoperta dei livelli sviluppati da altri utenti in giro per il mondo. Il patrimonio di riconoscibilissimi asset Nintendo viene quindi messo alla portata di tutti, come una valigetta degli attrezzi che farebbe comodo a qualsiasi idraulico - anche a quello più famoso del mondo.

    Per questa ragione Super Mario Maker è anche un museo della nostra memoria, sempre pronto a strapparci un sorriso, ma senza fastidiosi cordoni a separarci dall'opera d'arte. Nel 2019, Super Mario Maker 2 (la recensione di Super Mario Maker 2 è a portata di click) è riuscito a migliorare il cocktail già sfizioso e appagante del primo capitolo, aggiungendo una modalità Storia che fornisce ai giocatori un robusto trampolino di lancio per partire con il piede giusto. La fantasia messa in campo dalla grande N non conosce confini, ed è capace di ispirare anche l'utente più timido o poco incline alla nobile arte della creazione: una scelta intelligente, finalizzata innanzitutto a mostrare le potenzialità di un editor efficace e magico in sé e per sé. In effetti non è presente cesura tra il momento dello sviluppo e quello della visione e fruizione del livello; tutto appare integrato per rendere divertente ogni istante speso nell'universo di Mario.

    Il prossimo futuro: Laboratorio di Videogiochi

    Insomma: la storia di Nintendo è un lungo racconto di creatività e coerenza, e per questo appare del tutto naturale che si prosegua sulla strada di promuovere il coinvolgimento diretto e la libertà espressiva degli utenti. A tal proposito, Laboratorio di Videogiochi si pone come ambizioso obiettivo quello di proiettarci ancora più addentro nello sviluppo videoludico rispetto a quanto sia avvenuto finora.

    L'opera porta il giocatore dietro le quinte del videogioco, accompagnandolo nella sua produzione dall'inizio alla fine. La particolarità risiede nel focus sulle basi logiche della programmazione, senza però cadere nel trabocchetto di una difficoltà che può risultare eccessiva per l'utenza non avvezza al linguaggio informatico.

    Niente linee di codice, quindi: al loro posto troviamo i coloratissimi Nodon, personaggi dotati di personalità e funzioni distinte e ben disposti ad aiutarci a realizzare la nostra visione creativa. L'idea alla base del titolo è di proporre lo sviluppo videoludico sotto la chiave dell'avventura - ed effettivamente si può dire che una simile visione corrisponde a verità. La fantasia ci mette del suo, visto che Nintendo popola le nostre Switch di piccoli esserini che ce la metteranno tutta per aiutarci a dare vita alla nostra esperienza, che si tratti di uno shooter bidimensionale, di una competizione automobilistica o di un puzzle game.

    Si va dal Nodon con aspirazioni da regista, che ci permette di regolare la telecamera e la visuale di gioco, fino ad arrivare al Nodon Riprova, pieno di rimpianti per il suo passato pieno di possibili strade alternative. Il tutto sotto la sapiente guida di Bob, un puntino blu tutto pepe che saprà farci strada nel corso dell'avventura. Laboratorio di Videogiochi si presenta come un prodotto accessibile a tutti e appetibile anche per i più piccoli, che potrebbero scoprire una nuova passione...magari da condividere con i loro genitori!

    Il processo creativo si propone al giocatore sotto il segno della rapidità: il passaggio tra schermata dedicata alle impostazioni e collocazione dei Nodon e prova concreta del livello è fulmineo, praticamente istantaneo. L'esperienza è articolata con intelligenza in tre diverse fasi: concept, sua esecuzione e successivo test con i quiz, che sembrano essere dotati di un taglio fortemente pratico. Alla fine di ogni livello, dunque, il gioco testerà le conoscenze acquisite dai giocatori mettendole alla prova in maniera concreta e non meramente teorica. Interagendo con i vari Nodon, i loro collegamenti e le relative impostazioni che caratterizzano ciascuno di loro, si potrà dimostrare la propria capacità di muoversi in autonomia all'interno dello sviluppo, riuscendo a risolvere problemi che, prima dell'inizio del livello/lezione, sarebbero risultati insormontabili.

    L'avanzamento nei livelli sarà graduale e finalizzato a fornire al giocatore gli strumenti per muoversi con la maggiore autonomia possibile nella sezione di Programmazione libera, coronamento ideale del percorso e traguardo di divertimento per chiunque voglia mettersi in gioco...in tutti i sensi. Avvalendosi di una estetica coloratissima e immediatamente riconoscibile come Nintendo-made, la schermata di sviluppo riesce a mantenere una sua coerenza e linearità, non rinunciando ad una deliziosa caratterizzazione dei tantissimi Nodon a nostra disposizione.

    Si percepisce un forte collegamento con il progetto Labo: anche in questo caso il leitmotiv è "crea, gioca, scopri" - ma l'accento è posto soprattutto sull'ultimo dei tre elementi, essendo visibile la volontà di Nintendo di "formare" giocatori/sviluppatori consapevoli della natura magica della produzione videoludica. Una triade - Triforza, potremmo dire - incarnata alla perfezione da Satoru Iwata, Presidente di Nintendo prematuramente scomparso nel 2015, al contempo appassionato giocatore, sviluppatore brillante e dirigente a capo di una delle più importanti compagnie al mondo.

    Anche in Laboratorio di Videogiochi è possibile condividere le proprie creazioni con una platea di utenti provenienti da tutto il mondo, oppure in locale con i proprio amici: questa dimensione sociale fa comprendere come il giocatore non sia un'isola, e lo sguardo curioso di un altro utente potrebbe rivelarsi la chiave per migliorare la propria creazione. D'altronde il bello dello User Generated Content è proprio la sua diffusione senza limiti geografici, con il pensiero sognante rivolto a chi terrà in mano il frutto dei nostri sforzi. Nella speranza di riuscire a strappare un sorriso da qualche parte nel mondo, impresa in cui Nintendo è riuscita innumerevoli volte.

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