Nintendo Switch Online: Splatoon 2 inaugura il servizio

Il coloratissimo sparatutto Nintendo è il banco di prova per l'App dedicata ai servizio online. Purtroppo la partenza dello Splatnet 2 non è entusiasmante.

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Dopo essere rimasta sospesa nell'etere per diversi mesi, in quel luogo dell'iperuranio dove dimorano le idee non particolarmente brillanti, l'app Nintendo Switch Online è finalmente(?) disponibile per il download su App Store e Google Play. Si tratta dello strumento proposto da Nintendo per offrire ai giocatori di Switch un modo per comunicare verbalmente durante le partite online: un'idea che motissimi utenti, già all'annuncio, non avevano certo accorto con esplosioni di pirotecnico entusiasmo. Tutt'altro, in effetti. La scelta della compagnia di "subappaltare" a un'app telefonica la gestione della chat vocale era sembrata quantomeno bislacca, perfino gli standard di Nintendo. I mesi di silenzio aveva o quasi alimentato, nel cuore dei fan, la speranza che la grande N avesse ripreso in considerazione l'idea di un sistema di chat integrato, con le stesse funzioni social della concorrenza.
Ah, poveri illusi.
Con l'avvicinarsi del lancio di Splatoon 2, il primo gioco supportato da Nintendo Switch Online, il colosso di Kyoto è tornato a parlare dell'app che, da poche ore a questa parte, ha iniziato ufficialmente il suo periodo di rodaggio tra le mani della community.
Dopo aver espresso, solo qualche giorno fa, una certa sfiducia per l'esito del peculiare esperimento di Nintendo, ci piacerebbe tanto dirvi qualcosa del tipo "Hey, abbiamo preso una gran cantonata, gente, quest'app è lo strumento di comunicazione definitivo. Meglio della telepatia".
E invece niente, mai una gioia.

Ready, set, splat!

Per cominciare a sfruttare le prodigiose caratteristiche dell'app Nintendo Switch Online, dovrete prima accedere alla Lobby di Splatoon 2, selezionare l'opzione Online Lounge e creare una stanza per ospitare i vostri colleghi "splattatori". Ammesso che abbiate precedentemente sincronizzato il vostro Nintendo Account con l'app, a questo punto dovreste veder apparire una notifica sullo schermo del vostro smartphone, accompagnata da un effetto audio. Una volta entrati nella stanza all'interno dell'applicazione, vedrete le icone fluttuanti di tutti gli amici invitati tramite Switch e potrete aggiungerne altri direttamente via app, utilizzando un'opzione dedicata. Alternativamente, Nintendo Switch Online offre la possibilità di pubblicare sui vostri profili social (in realtà praticamente ovunque, anche via mail o Whatsapp) un invito contenente le "coordinate" della stanza aperta poc'anzi; invito che, ovviamente, potrà essere accettato esclusivamente a patto che gli interessanti abbiano l'app installata sui loro telefoni e rientrino nella vostra cerchia di "Nintendamici". Riassumendo, quindi, le tre opzioni di invito dell'app (Amici sui social network, Amici su Nintendo Switch e Utenti con cui hai giocato) risultano sostanzialmente sovrapponibili, dato che gli invitati devono obbligatoriamente far parte della vostra lista di amici. Fin qui niente di nuovo: a causa della potenziale tossicità delle gaming communities, Nintendo non è mai stata una grande fan delle interazioni online da "una botta e via". Il fattore di "chiamata alle armi" dell'invito social potrebbe rivelarsi utile al procacciamento di nuovi fratelli inkling ma, di fatto, parliamo di una pratica che sareste tranquillamente in grado di sbrigare - e in meno tempo - senza ricorrere all'app, sempre tramite smartphone. A tal proposito, vi sconsigliamo caldamente di mettere in atto qualsiasi forma di invito "alternativo" durante l'utilizzo dell'app, dato che, passando a qualunque altra applicazione, la chat vocale di Nintendo Switch Online verrà bruscamente - e transitoriamente, per fortuna - interrotta. Questo perché l'applicazione, almeno per il momento, non è in grado di svolgere le proprie funzioni in background, e pertanto l'unico modo per evitare sospensioni comunicative durante le battute di verniciatura è quello di tenere costantemente acceso lo schermo del telefono, con le conseguenze che potete immaginare sulla durata della batteria. Durante i nostri test con uno smartphone di fascia media, la durata della carica con l'app attiva ha superato di appena un'ora quella di Nintendo Switch (dopo circa quattro ore alle prese con Splatoon 2). Considerando la connotazione utilitaristica (almeno dal punto di vista della portabilità) data da Nintendo alla decisione di sfruttare il sistema in questione, ci troviamo di fronte a una scelta quantomeno infelice, anche perché rende i giocatori totalmente dipendenti dalla presenza di una rete elettrica nelle vicinanze. Ci sono ottime possibilità che i futuri aggiornamenti dell'app correggano questa pecca madornale ma, al momento, si tratta di un difetto che annulla il concept alla base della soluzione "elegante" annunciata mesi or sono da Reggie Fils-Aime.

Eleganza a pacchi

Prima che la partita venga avviata, tutti i coloratori seriali presenti nella stanza possono chiacchierare liberamente tra di loro, mentre, una volta che gli inkling saranno scesi in campo, la chat vocale risulterà - comprensibilmente - limitata ai membri di ciascun team. Vale la pena notare che, almeno per il momento, l'unica modalità supportata dall'app è "Partita privata" (Bazookarp, Zona Splat, Torre Mobile, Mischia Mollusca, con mappe a scelta), ma Nintendo ha già confermato che sarà possibile utilizzare il servizio anche per Partite di lega e Splatfest. Anche la modalità Salmon Run supporterà la chat vocale, ma solo durante gli eventi online dedicati alla modalità in questione, gli unici momenti nei quali vi sarà permesso di coinvolgere giocatori in remoto (una scelta già di per sé piuttosto discutibile). Sebbene Nintendo Switch Online non permetta di controllare il volume dei singoli partecipanti, una volta entrati in partita l'applicazione fa comunque il proprio sporco lavoro, sempre che riusciate a trovare un buon modo per far arrivare alle vostre orecchie sia l'audio della chat che quello del gioco. In questo senso, l'headset a tema Splatoon 2 prodotto da Hori offre una soluzione relativamente comoda al problema del mixing audio, ma si tratta comunque di uno strano accrocco multicavo di cui avremmo tanto voluto poter fare a meno, e che siamo certi si trasformerà in un groviglio inestricabilmente blindato alla prima trasferta fuori porta. L'alternativa low cost - e stranamente più ragionevole - è quella di utilizzare due auricolari collegati alle diverse fonti audio, per sfruttare il mixage "biologico" garantito dalle nostre appendici uditive.
Anche qui nessuna traccia dell'eleganza promessa dal buon Reggie.
A maggior ragione visto che, dovendo comunque contare su un altro pezzo d'hardware per chattare, si possono facilmente trovare alternative decisamente più performanti, Discord in primis. Certo, dovreste rinunciare alla - gradita - possibilità di controllare le statistiche battagliere del vostro personaggio, di rifargli il look in mobilità e di vedere lo stato delle sfide ma... beh, no, in realtà non siete costretti a rinunciare proprio a nulla, dato che le opzioni da "companion app" di Nintendo Switch Online possono essere sfruttate comunque, e anzi ne rappresentano il vero punto forte. Il problema è che l'app rappresenta l'unica opzione "first party" per interagire durante le partite online su Nintendo Switch.
Pur trattandosi di uno strumento ancora giovane, in fase di sviluppo attivo, risulta impossibile non notare le magagne concettuali di un ensemble raffazzonato e inutilmente macchinoso che, ci spiace dirlo, rispecchia appieno l'amore di Nintendo per le soluzioni anti-intuitive, anacronistiche, specialmente sul fronte online. Se la compagnia di Kyoto avesse optato per la realizzazione di un'app "di accompagnamento" da sfruttare assieme, oppure - occasionalmente - in alternativa, a un sistema di chat vocale integrato, Switch avrebbe potuto contare su una pluralità di servizi tutto sommato in linea con la natura ibrida della console di Nintendo.

Cosa ancor più importante, ai giocatori sarebbe stata concessa una scelta, ovvero quella di optare per lo strumento più adatto - secondo gusto e necessità - alle proprie esigenze comunicative situazionali. Ragionamenti su "risparmio di risorse" o "limiti hardware" hanno poco senso in questo caso, dato che parliamo di una dotazione che le console avevano già una buona quindicina di anni fa. Si tratta in realtà di una strategia dissennata, il cui prodotto è un'app che sembra creata apposta per ostacolare l'accesso dei più giovani alla chat vocale, in linea con una politica pericolosamente in bilico sul confine tra il "family-friendly" e lo "user-unfriendly". Visto che l'app in questione rappresenta una parte del pacchetto di servizi che andranno a comporre l'offerta online di Switch, la prima a pagamento nella storia di Nintendo, non possiamo fare a meno si sperare che il feedback ricevuto dall'utenza convinca gli alti papaveri della grande N a rivedere alcune delle sue scelte.
Nintendo Switch è una console eccellente, e merita pertanto un servizio all'altezza delle sue potenzialità.