Nintendo Switch: prime impressioni dopo l'evento di presentazione

Nintendo ha presentato ufficialmente Switch, in uscita il 3 marzo al prezzo di 329.99 euro: ecco le nostre impressioni dopo l'evento di Tokyo.

Nintendo Switch: prime impressioni dopo l'evento di presentazione
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L'inglorioso risveglio di questa mattina, in un desolato hotel londinese, è stato discretamente traumatico. A seguito della presentazione ufficiale di Nintendo Switch il web, le pagine di Everyeye.it e ovviamente i social network sono stati invasi da una mole quasi soverchiante di informazioni, immagini, opinioni urlate. Tutto va assimilato, soppesato, catalogato; così da farsi un'idea precisa di quelle che sono le reazioni di giocatori, oltre che le strategie della casa di Kyoto.
Fra qualche ora, per altro, potrò provare in prima persona il nuovo hardware e -spero- una buona parte della line-up di esclusive, così da avere un quadro molto più chiaro della situazione. In attesa di quel momento, tuttavia, le prime considerazioni sul carattere di Switch e su quello della sua proposta software cominciano a concretizzarsi.
Al netto di una presentazione dal passo tutt'altro che eccezionale, a tratti divertita ma sempre molto formale e non troppo partecipata (in pratica una sorta di Direct esteso, nello stile a cui l'azienda ci ha ormai abituati), il reveal ufficiale dell'hardware ha chiarito soprattutto una cosa: Nintendo non ha la minima intenzione di seguire le "regole" del mercato, di inseguire PlayStation 4 e Xbox One, di conformarsi. Da ormai più di quindici anni, va diritta per la sua strada, cercando di proporre un'offerta originale, diversa: alternativa.

Per qualche inspiegabile ragione, dopo il successo stratosferico di Wii, tutti i giocatori sono diventati preoccupatissimi che questo approccio possa non essere "adatto alla massa". La verità è che, eccezion fatta per l'immensa bolla legata all'emergere del motion controller, non lo è mai stato.
E, in fondo, a Nintendo sembra andare benissimo così. Finché continuerà a proporci esclusive del calibro di Zelda: Breath of the Wild, finché tornerà a scombussolare tutte le nostre certezze con titoli come Super Mario Odyssey, e riempirà la sua line-up con nomi che vanno da Splatoon 2 ad un nuovo Xenoblade Chronicles, che senso ha lamentarsi perché manca il supporto delle terze parti?
Nintendo Switch non sarà una macchina che cambierà gli equilibri di mercato. Arriva sostanzialmente "a giochi fatti", e con un prezzo superiore a quello di entrambe le "rivali".
Che, per altro, sembrano tecnicamente più performanti. Arriva con 32 GB di hard disk (una scelta che in tempi di Digital Delivery appare semplicemente suicida) e l'annuncio che il servizio online sarà a pagamento a partire da questo autunno (forse è proprio questa la più grande sfida che Nintendo dovrà affrontare). Arriva, più che altro, marginalizzando quello che dovrebbe essere il suo elemento distintivo, ovvero la sua natura ibrida di console portatile e casalinga allo stesso tempo: una feature che, già abbondantemente presa in giro ai tempi del primo trailer (con la serie di meme dedicati all'allucinata "antisocial Karen"), nessuno sembra considerare un plusvalore davvero consistente (e del resto l'autonomia della batteria scende fino a tre ore se si gioca a Zelda, e le applicazioni pensate per sfruttare i Joy-Con staccabili assomigliano a raccolte di minigiochi adatte semmai ad animare qualche serata fra amici).
Stando così le cose, è chiaro che Nintendo Switch non potrà ripetere il "miracolo" del Wii, scardinare la posizione dominante di PlayStation 4, diventare fenomeno. È chiaro anche che, spalmata com'è su tutto il 2017, la line-up assumerà concretezza soltanto nella seconda parte dell'anno, e che tutti gli Early Adopter acquisteranno l'hardware per un profondo atto di fiducia (ma questo è vero in fondo per ogni console: ci limitiamo qui a ricordare che PlayStation 2 fu lanciata con Fantavision, Xbox 360 aveva Kameo e Perfect Dark, e la "killer app" di PS4 è stata di fatto Resogun).
Ma ecco: lasciando a Nintendo la libertà di scegliere le proprie strategie commerciali, e più che altro smettendo di credere che la casa di Kyoto voglia necessariamente tornare ad inseguire la popolarità di Wii, credo che dovremmo tutti essere contenti per altri motivi. Consapevoli dell'impatto che Breath of the Wild avrà sul franchise di Zelda e sugli entusiasmi dei suoi fan, è davvero difficile restare distaccati di fronte alla qualità ed al numero di esclusive già confermate.

Oltre ai titoli che ho citato poco fa, c'è un No More Heroes finalmente supervisionato da Suda51 (così che si possa dimenticare il mediocre secondo capitolo), Shin Megami Tensei, una nuova IP di Square-Enix. Anche senza contare il recupero di Mario Kart 8, Nintendo ha in pratica confermato quello che speravamo di sentire: Switch sarà una console a suo modo unica.
Una di quelle che, al termine del proprio ciclo vitale, saranno ricordate per quella manciata di titoli indelebili e sconvolgenti che hanno segnato la loro line-up. A pensarci bene, è così dai tempi del Gamecube: Super Mario Sunshine, Eternal Darkness, Luigi's Mansion, Metroid Prime; e nella generazione successiva Little King's Story, Galaxy, Sin & Punishment, Zack & Wiki, Skyward Sword: giochi ben più radicati nella memoria e nel cuore degli utenti di quanto non lo sia mai stato Wii Sport (che invece è servito per vincere le resistenze della massa).
Switch, insomma, è esattamente quello che doveva essere: una nuova console Nintendo. Costruita attorno ad un'idea meravigliosa, magnetica eppure fuori dal tempo; ingiustificabile per alcuni, unica alternativa all'apatia di un mercato ormai standardizzato per altri. Qualsiasi sia il vostro punto di vista, in ogni caso, è innegabile che con l'arrivo di Switch, questo mercato sarà sicuramente un po' più vario, e più ricco. Non sempre si può dire la stessa cosa mentre si fa la conta dei titoli multipiattaforma.