Speciale Nintendo Wii

Nintendo Design: una Rivoluzione dalle linee morbide

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Il giorno del lancio della nuova console della “Mario Factory” è ormai imminente. Un evento che verrebbe quasi da definire storico dato che siamo spettatori di un importante cambio di rotta da parte di una corporation che ha scritto la storia del videogioco, e che adesso è pronta a stendere un nuovo capitolo cambiando “carattere”.
Un cambiamento coraggioso, brusco ma forse necessario: per anni la grande “N” è stata leader incontrastata del mercato videoludico -battendo la concorrenza soprattutto nel frangente handheld con l’immortale Game Boy di Gunpei Yokoi- ma con l’avvento della prima console marchiata Sony e alcune scelte di mercato non ottimali da parte di Nintendo, campagne pubblicitarie poco aggressive hanno provocato un sensibile calo di vendite, leggermente recuperato con il Game Cube ma soprattutto con DS, che grazie alle sue peculiarità riesce a reggere il confronto con la strapotente PSP.
Una vera e propria “Revolution”, dunque, e il nome in codice della nuova console non poteva essere più azzeccato: Nintendo intende allargare maggiormente il bacino di utenza (processo già avviato con il DS) coinvolgendo non solo i più giovani, storici utenti Nintendo, ma anche mamma, papà e pure Panariello (testimonial delle campagne pubblicitarie).
Una ventata di freschezza che si ripercuote in modo evidente anche nel design altamente innovativo se paragonato alle precedenti console della casa di Mario, finalmente al passo con i tempi, che sembra voler ricalcare “l’Applestyle” proponendo console come il DS lite e naturalmente il Wii, composte da forme semplici lineari con spigoli e angoli leggermente arrotondati e un uso massiccio del bianco lucido, abbandonando le superfici di plastica grezza e ruvida che avevano caratterizzato le console fino a poco tempo fa.
Come spiega nel sito ufficiale del Wii Ashida-San, del reparto ricerca e sviluppo Nintendo, il cambiamento di rotta era d’obbligo: dato che il pubblico di riferimento è cresciuto, anche le console dovevano abbandonare le forme e i colori da giocattolo (vedi GC) per dar vita al Wii che tutti noi conosciamo oggi con un “design per tutti”, un giusto compromesso tra uno strumento di gioco e un apparecchio video che cambia quasi totalmente faccia a seconda se sia in piedi sulla sua base -con quel suo profilo asimmetrico da pinna di squalo- o coricato in orizzontale somigliando ad un drive esterno di un Computer.
Scendendo nei particolari anche la scelta del lettore utilizzato, di tipo Slide-In, conferisce alla macchina un aria più professionale rispetto al Flip-Top adottato dal Cubo, sistema già a suo tempo obsoleto, antiestetico e poco pratico in quanto impediva di poter collocare la console in alcuni spazi ridotti e di non poterci poggiare nulla sopra. Ciliegina sulla torta del lettore la cornice dell’ingresso dei dischi illuminata da led blu, idea nata poco prima dello scorso E3 per attirare l’attenzione del pubblico, ma così tanto apprezzata da quest’ultimo da essere implementata nella versione definitiva della console. L’idea di illuminare in quel modo la parte frontale della console sembra trarre ispirazione dal Cubo della Panasonic, il “Q”, commercializzato solo in Giappone, che aveva intorno alle porte dei controller lo stesso tipo di illuminazione.
Per non spezzare le superfici piatte e lucide del Wii le porte dei controller del GC e le memory sono state magistralmente nascoste sotto uno sportelletto nella parte superiore passando così inosservate, leggermente più visibile l’alloggiamento delle SD card, anch’esso nascosto da uno sportelletto, ma non altrettanto efficientemente.

Senza dubbio possiamo affermare che l’aspetto più innovativo del Wii risiede nel controller, unico nel suo genere, sorpassando di netto l’eccentricità dell’artiglio del Nintendo 64, non solo tecnicamente, ma anche esteticamente, ed abbandonando l’ormai consolidata forma a banana.
Un telecomando: è questo quello che vede una persona non informata, e grazie alla forma non convenzionale potrebbe convincere almeno ad una prova anche chi non ha mai provato un videogioco, magari per vergogna di avvicinarsi anche solo per un attimo allo stereotipo del player incallito che stringe avidamente il pad con le due mani.
L’essenzialità delle forme è evidente anche nel controller: sono scomparsi i tasti colorati introdotti ai tempi del Snes, lasciando posto (nel Wiiremote) a sette tasti in tinta (contando i tre per la navigazione internet) e nel Nunchaku solamente due nella parte dorsale e un una levetta analogica che ha mantenuto la “guida” ottagonale introdotta dal GC.

Nintendo Wii La Rivoluzione Nintendo, insomma, non è solo "motoria", ma anche e sopratutto stilistica. Il frutto di un attento lavoro a livello di Design porta nelle nostre case un oggetto completo sotto tutti i punti di vista, dal Look fresco, piacevole, dai cromatismi perfetti, in grado di inserirsi in qualsiasi "contesto" ambientale. Linee essenziali che riflettono l'impostazione del Sfotware, la semplicità d'utilizzo, ma sopratutto la voglia di stupire e catturare l'attenzione. Un Design promosso a pieni voti.