No Man's Sky Beyond: memorie di un esploratore spaziale

Diario di un viaggiatore interspaziale di No Man's Sky, tra pianeti selvaggi, nemici, e missioni pericolose nella galassia profonda.

speciale No Man's Sky Beyond: memorie di un esploratore spaziale
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Molte albe sono passate dal passaggio di Next, quell'onda di rinnovamento che ha sconvolto l'universo procedurale nel quale mi muovo da più di un anno ormai. Ora sono andato oltre. "Beyond". Chi vi scrive è Francesco, Anomalia, Esploratore pacifico, che dalla data astrale del 19/07/2018 è partito per un viaggio di sola andata verso l'infinito di No Man's Sky. Sono un viaggiatore nuovo ora, ma una cosa è rimasta intatta in me: la voglia di condividere con voi le storie del mio peregrinare. Perciò se hai tempo, ancora una volta, siediti con me, ti racconterò dei cieli di nessuno.

    Data astrale 14/08/2019

    Da qualche parte, in prossimità del centro della Galassia di Euclide, si è liberata un'energia che ha riscritto il codice dell'esistenza ancora una volta. Lo spazio-tempo si è ripiegato su se stesso in infiniti strati e, come una lama affilatissima, l'Anomalia di Nada e Polo li attraversa tutti. L'ho ritrovata su ogni sistema solare in cui ho navigato, ho scoperto di poterla richiamare davanti a me ogni volta. Ora mette in collegamento tutti quegli strati dimensionali diventando un crocevia per altri viaggiatori. Non sono più solo, altre entità simili a me si manifestano, viandanti di altre linee temporali differenti e distinte dalla mia: nuovi amici. Uno di loro condivide con me le meraviglie della scoperta ormai da numerosi salti interstellari.

    Questo squarcio nella continuità dello spazio ha portato con sé anche conseguenze nefaste: l'Anomalia ha aperto le porte anche a figure ostili. Alcuni pirati hanno raggiunto il nostro insediamento sul pianeta sul quale ci siamo stabiliti.
    Ignari delle precipitazioni roventi di cui è investito occasionalmente questo mondo, hanno commesso l'errore di attaccarci frontalmente da terra. Abbiamo sfruttato la conoscenza del territorio a nostro vantaggio per respingerli. Le loro tombe fluttuano ancora a poche miglia dalle nostre basi.

    Data astrale 17/08/2019

    A bordo della mia ammiraglia TURB0FREG-N0 Mk2 ora siamo in tre: io e altri due amici viaggiatori pronti per un salto alla cieca nella mappa intergalattica. Nell'hangar sono alloggiate tutte le mie navicelle, piene di beni di necessità complementari a quelli stoccati all'interno del mercantile. Dato che gli ospiti possono solo unirsi portando con sé la loro navicella principale ho provveduto a raccogliere risorse sufficienti a garantire per tutti e tre ampi margini di esplorazione. Una volta arrivati lì potranno chiamare il resto delle loro flotte.

    Carico una cella di curvatura, scegliamo una stella rossa come destinazione e le nostre persone si disintegrano nella luce mentre viaggiamo a velocità siderali smaterializzati insieme a tutti gli altri elementi che compongono chimicamente i nostri corpi e i nostri averi. Il tempo di trattenere il fiato e abituare nuovamente gli occhi a una luce nella norma e possiamo decollare separatamente ognuno a bordo della propria navicella. Atterriamo su un pianeta dai paesaggi aridi che uno dei compagni ribattezza simpaticamente Rooraleeno per gli scorci rurali che ricordano i film western visti in gioventù sul pianeta Terra.

    È un luogo silenzioso, dalle tonalità grigio pastello. Quando scende la notte le temperature precipitano a -50 gradi riducendo a pochi minuti le possibilità di sopravvivere all'aperto. Non ci siamo comunque arresi e, lasciando le nostre navicelle sulla superficie, ci siamo incamminati attraverso le lande di Rooraleeno, costruendo ripari di fortuna per ripristinare le cariche degli scudi termici delle nostre tute.

    Alle prime luci dell'alba il primo incontro ravvicinato con la fauna del posto! Una gigantesca mantide-granchio urlava al cielo probabilmente per comunicare a grande distanza coi suoi simili sparsi per il pianeta. Mentre rimanevo cautamente a distanza dalla creatura, il mio amico ha lanciato un'esca contro la mantide gigante. Con grande sorpresa di tutti e tre, l'animale è diventato immediatamente docile al punto di poterlo domare. Non potendolo portare con noi altrove, ci siamo ripromessi di tornare per costruire un allevamento più avanti.

    Data astrale 19/08/2019

    Sul pianeta gemello di Rooraleeno il bioma è florido e ricco di vita. Addentrandoci nel cuore delle foreste, ci siamo cimentati in una missione suicida per il motivo più impensabile: ingredienti per una ricetta culinaria. Tra una pianta letale e un predatore in agguato abbiamo fatto incetta delle più improbabili componenti. Qualsiasi cosa pur di compiacere Cronus. Ormai è diventata una sfida, vogliamo che riconosca la nostra abilità in cucina. Ma convincerlo sembra impossibile. È esigente, sprezzante, complessivamente un gran bastardo.

    Nel tentativo di giungere alla ricetta perfetta siamo ricorsi addirittura al baratto intergalattico con altri viaggiatori, che hanno gentilmente diviso con noi i frutti dei loro allevamenti e dei loro raccolti. Ma Cronus a ogni assaggio è sempre più critico.

    Ho suggerito agli altri di tenere per noi i viveri e testarli per vedere che succede alle nostre exo-tute. Sono curioso di scoprire se c'è qualcosa che possa tenermi per più tempo sott'acqua, siccome i fondali di Nianny X sono zeppi di creature marine aberranti che voglio vedere da vicino con la stessa calma con cui si muovono placidamente tra le correnti degli specchi d'acqua. Magari dalle loro pinne affusolate posso ricavarne un'ottima zuppa, oppure posso portare qua Cronus e cuocere quel brutto muso sopra i geyser bollenti che scaldano questi laghi. Odio Cronus.

    Data astrale 20/08/2019

    Sull'Anomalia Nada mi ha detto che tutto quello che sto vivendo in realtà è sempre stato qui, in attesa di essere, eppure alcune cose non mi tornano. Ad esempio, come ho fatto finora a vivere nella mia base su Nianny X se non ho mai installato un impianto elettrico?

    Dopo aver attraversato il teletrasporto che dall'Anomalia mi conduce al mio insediamento, il varco di arrivo si è immediatamente chiuso alle mie spalle. Ho passato le successive 5 albe a ripristinare cablaggio e alimentazione, spingendomi oltre fino a rendere autonomi anche processi alienanti come l'estrazione di risorse minerarie. Ora la mia casa è piccolo polo che può accogliere amici e viandanti bisognosi di un riparo. L'atollo sul quale ho edificato ha inoltre una delle migliori viste panoramiche finora scoperte in questo enorme universo.

    Data astrale 22/08/2019

    Per quanto questo universo cambi, alla base del suo DNA rimane una costante: l'ignoto.
    Incredibile le possibilità offerte, potrei passare ore intere a erigere monumenti che possono sfiorare le nuvole, colonizzare un intero sistema con città pronte a ospitare intere civiltà, potrei diventare un signore della distruzione e aggredire le carovane spaziali, braccare a mia volta altri viaggiatori ma nessuna di queste possibilità è sufficiente a spegnere la pulsione di errare, il desiderio di scoperta. Vago da ormai un anno da stella a stella e i mondi che trovo sono una meraviglia continua.

    Pianeti floridi che ricordano la mia terra natia, altri fatti di metallo senziente e cristalli che sembrano artifici ma sono frutto della natura imprevedibile, mondi abbandonati da un tempo imprecisato dove l'unica testimonianza di vita sono messaggi lasciati in mausolei eretti a memoria di catastrofi terribili, paradisi del brodo primordiale dove le creature più impensabili formano catene alimentari improbabili, sassi aridi che galleggiano in un vuoto cosmico abitato solo dai miei pensieri nei quali mi siedo a contemplare l'esistenza mentre anelli di detriti spaziali vorticano intorno a me.

    Ognuno di loro ha una bellezza intrinseca che mi attrae come il centro gravitazionale di un buco nero e non mi permette di restare in un sistema per più di qualche ciclo solare. Devo volare, sfrecciare tra le stelle e sbirciare oltre la coltre di nuvole che avvolge i nuovi pianeti che aspettano là fuori, in attesa del mio arrivo.

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