No Man's Sky: tutte le novità dell'aggiornamento Atlas Rises

Hello Games festeggia un anno di No Man's Sky con Atlas Rises, l'aggiornamento più corposo pubblicato fino ad oggi per il gioco di Sean Murray.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • In principio furono soltanto colori e matematica.
    Dopo quattro mesi lunghi almeno il doppio arrivò però il Foundation Update, e le cose per No Man's Sky iniziarono a cambiare: una base da chiamare casa da costruire pezzo su pezzo e tante nuove regole, per permetterci di fare altro oltre che limitarci a guardare fuori dal finestrino come androidi che sognano pecore elettriche e copertine degli Yes, misero finalmente "in quadro" il gigantesco sogno cromoterapeutico partorito dalla minuscola Hello Games. Passarono altri quattro mesi, e venne il giorno del Pathfinder Update: l'annuncio traeva forza e click dall'inclusione di tre nuovi mezzi terrestri, proprio come il precedente dalla nuova base componibile, ma ancora una volta le novità più importanti non erano quelle sparate in prima pagina, ma le meno rumorose, quelle con cui Hello Games cercava forsennatamente di dare un senso a questo, ipnotico per alcuni e repellente per altri, pellegrinaggio siderale chiamato No Man's Sky.
    Dopo i primi due update, ovvero duecentoquaranta o poco più giorni dal suo scottante "day one", No Man's Sky poteva finalmente contare su contenuti veri, e non soltanto sottintesi, per un gioco che appariva immediatamente molto più ricco che in precedenza, ma non più coeso.
    Il Foundation e il Pathfinder Update riscaldarono gli animi dei fan della prima ora e incuriosirono tutti gli altri, ma fu subito evidente: non era ancora abbastanza per capovolgere le sorti del gioco. Anticipato da un ARG (Alternative reality game) come non se ne vedevano dai tempi dell'I Love Bees che Bungie utilizzò per spianare la strada ad Halo 2, Atlas Rises è il terzo update che Hello Games riserva a No Man's Sky, quello più importante, e non solo perché il suo arrivo coincide con il primo anno di vita del gioco.

    The Fall of Math

    La differenza tra quest'ultimo e i primi due aggiornamenti di No Man's Sky è enorme. In quanto a novità introdotte, la nuova storyline "The Awakening" è senza dubbio il pezzo forte, ma ancora una volta è tutto il pacchetto a fare la differenza, costituendo finalmente quell'amalgama necessaria a dare un senso concreto e soprattutto costante al viaggio che si è chiamati a intraprendere con questo peculiare videogioco. Atlas Rises è il big bang che le galassia di No Man's Sky e i suoi abitanti avevano oramai anche solo paura di immaginare, una genesi 2.0 che porta con sé nuove equazioni, nuovi personaggi, nuove razze, nuovi scopi, nuove sfide, nuove tecnologie, nuove fonti di guadagno, nuovi materiali, nuove texture, nuovi colori, nuovi effetti sonori, nuove lattiginose venature musicali e che per questo, non solo per questo, spinge, ma non obbliga, gli avventurieri dall'altra parte dello schermo a un nuovo inizio.

    È possibile continuare con il vecchio caro save point, ma altamente sconsigliato, specialmente se si è rimasti fermi alla prima espansione o ancora peggio, all'irriconoscibile gioco base. Solo ricominciando è possibile capire appieno la potenza del nuovo No Man's Sky e affrontare The Awakening nel modo giusto, visto che parte del suo scopo è anche quello di presentarci progressivamente tutte le meccaniche di gioco introdotte dal primo all'ultimo update. La nuova trama è decisamente ben fatta, nello script che ne permea le oltre trenta ore necessarie per portarla a termine ma soprattutto nel suo ruolo di collante. The Awakening è un'avventura lunga ed elaborata, e tanto elastica da riuscire a prendere vita in ogni angolo dell'universo in cui verrà attivata, angolo che ne decreterà, naturalmente in modo del tutto casuale, la violenza scenografica proposta e le sfide ad essa inevitabilmente correlate. The Awakening ci porterà tra le altre cose ad esplorare nuovi sistemi prendendo in considerazione le nuove classificazioni introdotte, a costruire la prima base, ad allacciare rapporti con determinate razze aliene, e così facendo riesce splendidamente a dare quel peso e quell'mportanza che molti degli aspetti di No Man's Sky aspettavano da tempo. Tutto ora ha un senso più o meno logico, niente o quasi è più fine a sé stesso. Fortunatamente, nonostante questo, No Man's Sky rimane pervaso da un'aura di terrificante mistero. Anche sulla grafica è possibile fare un discorso simile, ovvero di porre l'accento su una delle cose che Hello Games è riuscita a fare meglio: cambiare, stravolgere, arricchire, rimanendo comunque fedele all'impenetrabile No Man's Sky originale.
    I primi passi in avanti dal punto di vista tecnico sono stati fatti con il Path Finder Update, dove vennero migliorate molte delle texture del gioco provocando anche una radicale trasformazione degli alieni, e in meglio, ma con Atlas Rises è stato fatto quel passo in più che lascia senza fiato.
    L'aggiunta del depth of field e di un nuovo sistema di illuminazione, oltre all'inclusione degli onirici "god rays" anche su PlayStation 4 liscia, sono solo la punta dell'iceberg di una grafica capace di stupire due volte tanto di quanto già riuscì a fare nell'agosto del 2016. Nascosti nell'universo ci sono anche nuovi biomi, comuni e rari, come nuove strutture, alcune delle quali legate stilisticamente alla nuova razza aliena su cui ruota la sceneggiatura centrale.

    E poi tutto è più bello, più animato, dal sasso al cui interno ruotano fiori di magma, al fungo radioattivo che pulsa nell'oscurità trasformando umide caverne in boschi di lucciole cromate. E decisamente più belle sono le creature che andranno a popolare questi mondi: meglio animate, meglio assemblate e sebbene il grottesco sia sempre dietro l'angolo, lo è anche l'epicità di dinosauri alti otto metri, ora molto più comuni che in precedenza (sì, ne abbiamo trovati di bellissimi anche nel gioco base). Della fauna brilla anche la nuova intelligenza artificiale, capace di mostrare finalmente predatori e predati, tranquilli pascoli e scollinate di mandrie composte da dozzine di bestie in fuga. Spettacoli procedurali in ogni dove, anche a costo del frame rate.

    The Destruction of Small Ideas

    Ad essere cambiato profondamente è anche l'algoritmo che sparge galassie e sistemi e ne stabilisce colori e topografie, con conseguenze pesantissime per le strategie di gioco già rodate. I pianeti sono per lo più ostili, ma molto più vari nelle loro condizione atmosferiche, e anche quelli più amichevoli presentano spesso sorprese alle quali sarà necessario adattarsi per sopravvivere davvero senza problemi. La tipologia di ogni sistema è poi ora classificata in base sua ricchezza, alla razza dominante e anche in base alla sua sicurezza, che decreterà con quanta insistenza e potenza di fuoco si verrà attaccati nello spazio da eventuali pirati.

    Tutti elementi che forniscono ben più di quello che promettono, ovvero direzioni, punti cardinali necessari per cambiare totalmente l'approccio all'esplorazione: di passaggio prima, stanziale ora. Per aiutarci a sceglierci la parte ecco un'ulteriore differenziazione tra navicelle, e nuove armi, nuove tecnologie per rendere l'efficacia in battaglia, nel trasporto merci e nell'esplorazione, più o meno importante a seconda delle necessità. In Atlas Rises vengono introdotte anche nuove mercanzie e un sistema dinamico dei prezzi, rendendo finalmente attuabile e interessante il commercio di beni tra diversi sistemi. Ma come in tutti gli elementi che compongono il gameplay di No Man's Sky, questa nuova trovata ha risvolti più subdoli di quelli ben visibili in superficie: un borsino dinamico significa anche che non si potrà più vendere lo stesso materiale in una stazione all'infinito senza decretarne il crollo nel prezzo. Ci sono poi le missioni, vere e proprie missioni da scegliere e sbloccare aumentando l'amicizia con le diverse razze aliene, ancora molto semplici a dire il vero ma sono un ottimo diversivo e spesso consentono guadagni interessanti, in crediti come anche in nuove tecnologie. E a proposito, ora la progressione per sbloccarne di nuove ha un senso molto più logico e interessante, c'è anche una nuova apposita valuta da spendere per comprarne di nuove, ma potranno comunque essere trovate durante l'esplorazione proprio come ai vecchi tempi. Perché dove non c'è la novità, c'è la rifinitura a fare la differenza, a rendere No Man's Sky un gioco migliore, come la nuova suddivisione dell'inventario, che ora può avere o meno una sezione dedicata esclusivamente alle tecnologie, e i cui slot nei casi di un multi tool o una nave trovata durante l'esplorazione dovranno spesso essere riparati prima di essere utilizzati.

    Con Atlas Rises si accendono poi i portali che un tempo si stagliavano spettrali tra le lande desolate dei pianeti, portali che tramite un astuto sistema di glifi potranno essere utilizzati per incontrare gli altri giocatori, rappresentati come sfere di luce colorata ma che se incontrati per caso trasmettono brividi decisamente inaspettati, esattamente come accadeva negli ultimi due Fable di Lionhead Studios, su cui era presente un sistema davvero molto simile. E poi... e poi... le altre centinaia di novità, tutte le viti strette, le sbavature corrette: Hello Games ha fatto un lavoro encomiabile, da lasciare a bocca aperta. La conseguenza di tutte queste novità è che No Man's Sky si è trasformato in un gioco molto più difficile, fortunatamente è una difficoltà interessante, che ammalia, incuriosisce... tiene all'amo sia che scegliate la modalità normale che quella survival, anche se è quest'ultima la migliore se si vuole donare alla propria personalissima avventura l'epicità necessaria per raggiungere l'estasi finale. La modalità survival (per non dire quella con Permadeath) sa essere tediosa, non è certo per tutti i palati, ma più si gioca e più si impara, più si impara e più le cose diventeranno più gestibili e interessanti. Non sentitevi però obbligati, No Man's Sky, come ci insegna la sua forma iniziale, è un gioco perfetto anche per chi preferisce rilassarsi nella sinestesia offerta dal suo continuo sfoggio audiovisivo. Ecco, un'altra grande differenza tra il No Man's Sky di allora e quello di oggi è che il primo era come voleva lui, il nuovo è come vogliamo noi.

    We Were Exploding Anyway

    Le colonne del gameplay sono le stesse di sempre, ma ora sono finemente intrecciate tra di loro. No Man's Sky rimane in ogni caso un gioco in cui si cerca di sopravvivere in un universo procedurale, e di conseguenza a volte è anche ingiusto, non troverete insomma la risorsa necessaria a due chilometri solo perché il designer ha deciso che quella è una sfida fattibile e interessante, ma sarà sempre tutto costantemente in mano al caso, anche se è un caso imbrigliato da regole che si sono fatte sempre più ferree e bilanciate proprio per limitare situazioni impossibili. Un'altra parte imprescindibile di No Man's Sky è la trinità rappresentata dalla raccolta risorse, il crafting e la gestione dell'inventario: se non sopportate una di queste cose non sopporterete il gioco, nemmeno nella sua più recente versione.

    Ad essere cambiato è tutto il resto, ma il salto in avanti più concreto rispetto al passato è che prima non c'era nulla da fare se non godersi il viaggio (e per molti già questo valeva il prezzo del biglietto), mentre adesso spesso si passano dieci minuti guardando fuori dalla finestra della nostra base solo per scegliere cosa fare dopo, e il risultato, considerando anche la longevità della nuova storyline, sono almeno cinquanta/sessanta ore di indimenticabili avventure spaziali, valide anche per chi il gioco pensa di averlo già sviscerato a dovere.

    No Man's Sky No Man's Sky è oggi. No Man's Sky è emozionante, complesso ma con stile, stratificato senza mal di testa, enigmatico, bollente, glaciale, scioccante e drogato e contorto e ripetitivo e maledetto e benedetto e unico e come nessun altro. Nel ritmo ricorda il diavolo, o la preghiera. No Man's Sky è omaggio, saggio, vibrante arte moderna interattiva e poi gioco, avventura, sopravvivenza. No Man's Sky è cilicio e silicio, strumento di purificazione videoludica, Via Crucis del suo stesso scalzo e barbuto e devoto autore. No Man's Sky è oggi, probabilmente un capolavoro che qualcuno avrebbe voluto uccidere ancora in fasce. (Ri)Provatelo, non ve ne pentirete nonostante i bug (che Hello Games sta comunque risolvendo in tempi record: in dieci giorni sono uscite già due patch e la terza, sostanziale, è già stata annunciata con tanto di lista).

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