One Piece: i migliori giochi ispirati al manga, aspettando World Seeker

Ripercorriamo i più rinomati videogiochi ispirati al franchise di One Piece, in attesa dell'uscita di World Seeker.

I migliori videogiochi di One Piece
Speciale: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • L'immaginario di ONE PIECE è a dir poco sconfinato: oltre 900 capitoli e più di 800 episodi dell'adattamento anime hanno contribuito, negli ultimi 20 anni, a creare un'opera enciclopedica e antologica, senza dubbio tra le più longeve e remunerative della fucina editoriale di Weekly Shonen Jump. Proprio quest'anno, in occasione del ventennale del franchise di animazione, Bandai Namco porterà sui nostri scaffali ONE PIECE World Seeker, nuovo videogioco ispirato alle gesta dei Pirati di Cappello di Paglia. La natura celebrativa del titolo richiedeva un approccio diverso dal solito, ed ecco perché il team di Ganbarion ha lavorato in questi anni per abbandonare i confortanti lidi del musou e approdare nel genere dell'action-adventure. Nonostante l'anima atipica e intrigante di questa produzione, però, il palmares di videogiochi ispirati al capolavoro di Eiichiro Oda conta un numero sconfinato di prodotti che, bene o male, hanno contribuito a espandere il successo dell'opera anche nell'industria videoludica. In questo speciale vogliamo quindi ripercorrere i più importanti videogame del passato che hanno permesso alla ciurma dei Mugiwara di attraccare anche su console e PC.

    All'arrembaggio!

    Nei primi anni 2000 il brand di ONE PIECE iniziava ad affacciarsi sul panorama dell'intrattenimento: il manga nasceva solo nel 1997, mentre nel '99 fu trasmesso in Giappone il primo episodio dell'anime. Non ci volle molto tempo prima che il brand si espandesse oltreoceano: in Italia, ad esempio, la serie TV sbarcò sui network nazionali nel 2001, mentre in Nord America addirittura nel 2004. Questo preambolo è necessario per capire che persino un colosso come il manga di Oda ci ha messo qualche anno per farsi conoscere dal pubblico a livello globale e, di pari passo con l'edizione cartacea e quella televisiva, anche i videogiochi hanno compiuto un percorso simile.

    Fino al 2001, infatti, nessuno dei primi titoli di ONE PIECE riuscì a sporsi al di fuori del mercato nipponico: tra i primi esperimenti, a differenza di molti altri battle shonen precedenti o contemporanei, figuravano alcuni giochi di ruolo prodotti per Game Boy, WonderSwan e PlayStation One. Estremamente tradizionale, ad esempio, era ONE PIECE: Mezase Kaizoku Ou!, la cui campagna si fermava agli eventi di Rogue Town ma proponeva anche le vicende del film intitolato Per tutto l'oro del mondo. Altre produzioni ben più sperimentali furono invece ONE PIECE: Yume no Rufi Kaizoku Dan Tanjou, che arrivava fino all'arco narrativo di Arlong Park e proponeva qualche leggera variazione di trama, ma soprattutto ONE PIECE: Tobidase Kaizokudan!, nel quale il giocatore impersonava protagonisti inediti e viveva un'avventura originale.

    Solo nel 2002 arrivò il primo gioco di ONE PIECE per il mercato europeo: si trattava di Grand Battle, sviluppato proprio da Ganbarion e distribuito da Bandai Namco per PSX. Parliamo del primo picchiaduro a incontri per il franchise in cui personaggi dal piglio super deformed in 3D combattevano su fondali in due dimensioni. La trama del gioco non andava oltre gli eventi di Little Garden, cioè l'isola in cui Luffy e i suoi amici incontrano i due giganti Dori e Brogi, poco prima dell'arco narrativo delle isole di Drum e del regno di Alabasta. La saga di Grand Battle proseguì con dei capitoli successivi, che ne espansero la linea narrativa e il roster di personaggi; i suddetti giochi, però, ancora una volta non videro mai la luce al di fuori del Giappone.

    La tradizione continuò con prepotenza in patria e, negli anni successivi, alcune opere condizionarono persino la serie animata: ONE PIECE Ocean's Dream, ad esempio, includeva una storia originale che fu d'ispirazione per un arco narrativo filler omonimo, situato immediatamente dopo la saga di Long Ring Long Land - nella quale il protagonista dovette affrontare il pirata Foxy in un rocambolesco duello a suon di guantoni e afro.

    Piuttosto celebre in suolo nipponico, invece, fu Treasure Battle, una raccolta di minigiochi in cui l'utente poteva selezionare il personaggio con cui svolgere le varie attività.
    I videogiochi di ONE PIECE tornarono in Europa solo nel 2004 con Round the Land, un GDR a scorrimento laterale con personaggi 3D, in cui bisognava sconfiggere orde di nemici per poi arrivare a boss finali come Ener, Crocodile, Buggy il Clown e così via. Anche in questo caso si trattava di una storia originale in cui i Pirati di Cappello di Paglia incontrano un gigante di nome Blyue, che rapì la principessa Bibi e costrinse i protagonisti ad addentrarsi nella sua magione abbandonata. L'anno dopo, nel 2005, la saga Grand Battle riprendeva vita con ONE PIECE Grand Battle Rush, un picchiaduro a incontri che per la prima volta portava il brand anche sugli scaffali del Nord America.

    Il sodalizio americano, ormai sbocciato, proseguì nel 2006 con il fighting game Grand Adventure e il picchiaduro a scorrimento Unlimited Adventure: il primo sbarcò su PS2 e GameCube, mentre il secondo segnò l'inizio di una partnership duratura con Nintendo, raggiungendo i lidi del Wii.

    Proprio la console della Grande N, tra l'altro, ha ospitato negli anni una delle saghe più apprezzate dai fan: Unlimited Cruise. Il primo capitolo vide la luce nel 2008 in terra nipponica e nel 2009 in Italia: un picchiaduro a scorrimento nel quale i protagonisti potevano esplorare svariate isole per arrivare ad affrontare pirati nemici e boss fight contro alcuni degli antagonisti più iconici.

    Ogni atollo presentava poi delle peculiarità geografiche, con foreste sconfinate, deserti rocciosi, lande ghiacciate e ambientazioni a sfondo vulcanico. Unlimited Cruise ha conosciuto poi un secondo capitolo, che ne continuava la trama originale e che fece addirittura esordire alcuni personaggi prima dell'adattamento anime, permettendo ai fan nipponici di ascoltarne le voci in anteprima.

    I pirati in questione erano Eustass Kidd e l'ammiraglio Kizaru, comparsi entrambi per la prima volta durante il drammatico arco narrativo delle Isole Sabaody, quando i Pirati di Cappello di Paglia furono rovinosamente sconfitti da Orso Bartholomew e dalla Marina, venendo separati e spediti in angoli diversi del globo. Quegli eventi innescarono poi le saghe di Impel Down e Marineford, in seguito alle quali il manga e l'anime operarono un salto temporale di due anni. Unlimited Cruise vide anche la luce su Nintendo 3DS in una versione intitolata Unlimited Cruise SP: l'edizione europea fu a sua volta divisa in due parti, poiché il gioco era un remake di entrambi gli episodi principali sviluppati da Ganbarion per Nintendo Wii. La variante SP, inoltre, includeva alcune sezioni di gioco aggiuntive, tra cui proprio la saga di Marineford.

    Battaglie titaniche

    Nel 2010 si tornò al genere dei picchiaduro con ONE PIECE: Gigant Battle, che proponeva un nutrito roster di personaggi giocabili: tra i lottatori erano presenti i Mugiwara, la Flotta dei Sette, i Pirati di Barbabianca e alcuni dei Marine più celebri. L'ultimo decennio, però, ha permesso ai team di sviluppo di sperimentare maggiormente e di tornare a esplorare generi diversi dal fighting game, proprio come alle origini del brand. Ecco che nacque nel 2012 quello che rimane ancora oggi una delle opere più celebri ispirate ai bucanieri disegnati da Eiichiro Oda: ONE PIECE Pirate Warriors. Il titolo, ancora una volta realizzato dai ragazzi di Ganbarion, proiettava il franchise nel genere dei musou. Una formula di gioco che, ancora oggi, incarna una declinazione estremamente valida dei combattimenti proposti nel manga e nell'anime, in cui molto spesso abbiamo assistito a feroci battaglie tra un singolo eroe e orde di nemici.

    Un cospicuo numero di boss fight finali, però, permetteva a Pirate Warriors di rendere ugualmente giustizia al cuore pulsante di ogni arco narrativo di ONE PIECE, e cioè il momento in cui i protagonisti si ritrovavano ad affrontare l'antagonista di turno. Ogni personaggio veniva inoltre caratterizzato come mai prima d'ora, con movenze e tecniche estremamente fedeli alle mosse che i pirati compivano nelle versioni originali.

    Pirate Warriors, che culminava con la saga di Marineford, ebbe un secondo episodio per PS3 e PS Vita l'anno dopo, nel 2013. Dal momento che la storia di Oda non era proseguita molto in avanti, Bandai Namco propose un ibrido tra scrittura originale e adattamento, visto che la campagna del gioco riuniva alcuni dei personaggi più celebri e li catapultava in una trama piena di fan-service e decisamente poco efficace.

    Pirate Warriors 3, il capitolo conclusivo della saga, vide infine la luce nel 2015 per console Sony (tra cui PS4) e PC. Il gioco proponeva la trama dell'opera madre dall'inizio fino all'arco narrativo di Dressrosa. Quest'ultimo, tuttavia, dal momento che in Giappone era ancora in corso, si svolgeva in maniera del tutto diversa rispetto al fumetto e alla serie TV.

    Altro importante esponente fu ONE PIECE: Unlimited World Red, un'avventura a metà strada tra il musou e l'action adventure con una grafica particolare: il cel shading, infatti, si univa a cromatismi molto accesi che regalavano un piacevole ed inedito effetto pittura. Il risultato fu un titolo con un comparto visivo non molto dettagliato, eppure sufficientemente affascinante, come se fosse stato realizzato con acquerelli.

    Anche in questo caso la trama non era altro che un mix tra originalità e derivazione: un cattivo totalmente inedito, il misterioso Red , catapultava costantemente i Mugiwara in location già note, nelle quali si ritrovavano ad affrontare vecchi nemici e persino a ritrovare antichi alleati - come Portuguese D. Ace, fratello di Luffy deceduto due anni prima a Marineford.

    Dopo tanti anni di onorata gestione, Ganbarion lasciò il testimone nel 2016 ai ragazzi di Spike Chunsoft (gli autori di Jump Force) per ONE PIECE: Burning Blood: un picchiaduro tridimensionale classico, apprezzabile per il suo comparto visivo incredibilmente dettagliato e in grado di restituire una forte familiarità con il tratto di Eiichiro Oda, ma che non seppe esprimere tutto il suo potenziale a causa di una mole di contenuti davvero troppo scarna.

    Il combat system, poi, soffriva di un bilanciamento a tratti pessimo, dal momento che certi lottatori risultavano estremamente più vantaggiosi da usare rispetto ad altri. Ciononostante, ciascun personaggio appariva ben caratterizzato e in possesso di un moveset unico e particolare.
    Un paio di esperimenti si sono fatti vedere, negli ultimi anni, anche in campo mobile, sebbene i prodotti in questione non siano mai sbarcati al di fuori del Giappone: ci riferiamo nello specifico a Thousand Storm e Bounty Rush, rispettivamente un action con visuale isometrica e un rudimentale picchiaduro a incontri in tre dimensioni.

    ONE PIECE è poi sbarcato anche in realtà virtuale con Grand Cruise, distribuito per PlayStation VR: si tratta di un'avventura interattiva composta da due soli livelli, "Scontro Navale con la Marina" e "Scontro con il kraken", nei quali il giocatore può interagire con i membri della ciurma di Cappello di Paglia e completare alcuni minigiochi, per un'esperienza della durata complessiva di un paio d'ore.

    Il prossimo 15 marzo il brand di ONE PIECE accoglierà finalmente World Seeker: un gioco che, stando alle prove che abbiamo effettuato in questi mesi, promette di portare il pittoresco immaginario dipinto da Eiichiro Oda su nuove vette narrative e tecniche. L'avventura videoludica di Monkey D. Luffy sarà calata in un mondo totalmente aperto, mentre la sua progressione sembra voler prendere a modello i crismi del genere ruolistico.

    L'obiettivo è di regalare a tutti i fan del brand un'esperienza del tutto nuova rispetto al passato: se i ragazzi di Ganbarion, tornati alle redini produttive, ci sono riusciti, lo scopriremo davvero molto presto. Intanto spieghiamo le vele e teniamoci pronti a levare l'ancora: la Thousand Sunny sta per salpare di nuovo verso l'orizzonte...

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