Onimusha Warlords: prima di Sekiro e Nioh, tra demoni e samurai

A sorpresa, Capcom ha annunciato l'edizione rimasterizzata di Onimusha Warlords, titolo uscito su PlayStation 2 nel lontano 2001.

speciale Onimusha Warlords: prima di Sekiro e Nioh, tra demoni e samurai
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Ps2
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Prima di Sekiro, prima di Nioh, c'è già stato un momento nella storia del videogioco in tre dimensioni dove una lama di katana ha squarciato le membra di grotteschi demoni, incorniciato dalle atmosfere del Giappone feudale. Un fendente vigoroso, che ha aperto la strada a una delle saghe più riuscite della sesta generazione di console. Si tratta di Onimusha, che con la sua prima incarnazione, Onimusha Warlords, ha dato vita ad un nuovo immaginario. Il recente annuncio dell'edizione rimasterizzata in arrivo il 15 gennaio su PC, PS4, Xbox One e Switch, ci dà l'opportunità di partire per un breve viaggio a ritroso nei secoli, verso la terra del mito, degli Oni e dei samurai.

    La nascita dei demoni guerrieri

    Nato durante il periodo aureo di Capcom, tra un Dino Crisis e un Devil May Cry, Onimusha: Warlords viene alla luce con l'intento di replicare la formula dell'iconico Resident Evil, mescolata ai sapori del folklore dell'epoca Sengoku. Alle armi da fuoco si sostituiscono lame, frecce e magia, mentre gli zombi cedono il loro ciondolante passo ai demoni della mitologia nipponica. Rimangono le influenze survival, l'esplorazione in ambienti ricchi di elementi nascosti, gli enigmi e, seppur mitigata dal fuoco ardente delle pratiche bushido, la consapevolezza di essere braccati da nemici sempre pronti a chiuderti all'angolo.

    Con queste premesse Capcom lancia il titolo sul mercato, e Onimusha è il primo gioco in assoluto a raggiungere la cifra di un milione di copie vendute su Playstation 2.
    Punto forte del prodotto è la componente action predominante rispetto alla saga ammiraglia di stampo survival horror, una differenza sostanziale che tiene abilmente in piedi un'offerta variegata senza che Onimusha ostacoli le vendite di Resident Evil. Warlords vanta inoltre una colonna sonora degna dei migliori colossal, sulla quale pesa una rivelazione postuma sconcertante: inizialmente attribuita a Mamoru Samuragochi, nel 2014 per sua stessa ammissione la paternità delle musiche passa a Takashi Niigaki, a quel tempo ingaggiato come compositore "fantasma".
    Le note epiche animano l'aria tra una sciabolata e l'altra del prode Samanosuke, protagonista di questa avventura che apparirà in seguito anche nel terzo capitolo della saga, Onimusha 3: Demon Siege, titolo che chiude le vicende legate al samurai del clan Akechi, ma non la produzione del brand, che nel 2006 tornerà sugli scaffali con Dawn of Dreams.

    Dai libri di storia al videogioco

    Warlords affonda le sue radici narrative nella Storia nipponica, incastonato in quel periodo di lotte tra signori feudali che contraddistinguono l'era Sengoku. Siamo infatti nel mezzo della Battaglia di Okehazama, dove il leggendario Oda Nobunaga sconfiggerà Imagawa Yoshimoto, divenendo di fatto signore di gran parte dell'isola di Honshu e riconosciuto dalle generazioni future come uno dei principali unificatori del Giappone. In Onimusha, il trionfante Nobunaga è uno sfortunato vincitore che paga con la vita il suo successo sul nemico.

    Un anno dopo lo scontro, il nostro alter ego, Samanosuke Akeshi, riceve da sua cugina, la principessa Yuki, una richiesta di aiuto, alla quale risponderà troppo tardi. Le forze demoniache tanto temute da Yuki sono arrivate prima di lui. Nel tentativo di salvarla, Samanosuke intraprenderà un incredibile viaggio che lo vedrà contrapporsi agli Oni intenzionati a resuscitare Nobunaga (in questo titolo, la sua figura duale di paladino e conquistatore cede il passo a una connotazione smaccatamente malvagia). Benedetto dal Clan degli Oni, Samanosuke otterrà il potere di confinare gli spiriti maligni e di utilizzarne la forza vitale per scatenare potenti attacchi magici. Forte di questi poteri diverrà il primo Onimusha, il demone guerriero.

    Eredità del samurai

    Onimusha ha giocato un ruolo fondamentale nella creazione della moderna concezione dei titoli Hack 'n' Slash e Beat 'em up, sottogenere della categoria Action identificato principalmente da scontri frontali all'arma bianca, in evidente svantaggio numerico rispetto al nemico. Durante lo sviluppo di Warlords, quando ancora nell'aria aleggiava l'intenzione di trarne quanta più ispirazione dalla saga di Resident Evil, le menti più creative di Capcom vivevano a stretto contatto tra loro: Okamoto, Mikami, Inafune, Kamiya... era un ininterrotto brainstorming, pieno zeppo di influenze reciproche, forse uno degli ambienti lavorativi più stimolanti dell'industria del periodo.

    Nel mezzo di questo vorticare di idee, Kamiya durante una fase di test di Onimusha, nota un bug che vede Samanosuke bloccare in aria con rapidi fendenti alcuni dei nemici più deboli. Da lì l'intuizione di costruire un combat system acrobatico, votato alla forma, all'ostentazione dello stile. Nella mente di Kamiya nasce l'idea che sarà alla base del gameplay di Devil May Cry, capostipite di un genere che da Ninja Gaiden (2004) fino a God of War ha fatto la fortuna di molte software house.

    E adesso, a poco meno di 18 anni dal suo esordio, Onimusha: Warlords tornerà sulle nostre console con una remastered che promette di aggiornarne la resa visiva ma di conservare la, seppur datata, genuina struttura di gioco: è assai probabile, insomma, che questo ritorno su sistemi di attuale generazione venga utilizzato quale metro di valutazione per misurare l'interesse dell'utenza nei confronti di un eventuale remake, come quello di Resident Evil 2. Noi siamo ottimisti, mossi da una passione mai affievolita per una delle storie di samurai e demoni più apprezzata di sempre. Gennaio non è mai stato così lontano.

    Che voto dai a: Onimusha Warlords

    Media Voto Utenti
    Voti: 73
    8.2
    nd