L'orrore secondo H.R. Giger, aspettando Scorn per Xbox Series X e PC

Il padre dell'arte biomeccanica ha ispirato opere di ogni tipo, e tra queste la prossima è proprio Scorn, il gioco tornato a mostrarsi nell'Inside Xbox.

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  • Xbox Series X
  • Sono passati esattamente quarant'anni da quando un giovane artista svizzero ritirò l'Oscar per i Migliori Effetti Speciali per il film Alien, diretto da Ridley Scott; insieme a lui c'era Carlo Rambaldi, genio italiano degli effetti speciali, ma questa è un'altra storia (parimenti degna di essere raccontata). Il visionario creatore dello Xenomorfo si chiamava Hans Ruedi Giger, e la sua influenza sul mondo del cinema e, più in generale, sull'immaginario collettivo, si è rivelata incalcolabile. Non solo: H.R. Giger ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo dei videogiochi, e a sei anni dalla sua morte il suo spirito non smette di influenzare il nostro medium. Pochi giorni fa abbiamo ammirato un nuovo trailer di Scorn, titolo che uscirà su Xbox Series X, dotato di un fascino cibernetico, alieno, conturbante. In una parola, gigeriano. Scopriamo insieme l'artista che più di tutti ci ha ipnotizzato con le sue visioni capaci di portarci oltre l'umano.

    Il surrealista fantascientifico

    H.R. Giger, nato nel 1940 e originario di Chur, sembrava destinato a proseguire la carriera di farmacista del padre. Non fu così: il giovane desiderava inseguire gli incubi che lo avevano tormentato fin dall'infanzia, e decise di percorrere il difficile cammino dell'arte per trasporli su carta.

    Senza alcun appoggio da parte dei suoi familiari, Giger riuscì a dare corpo alle sue fantasie e a diventare un volto sempre più noto per gli amanti del surrealismo, da lui riletto in una chiave del tutto originale: l'artista riuscì anche a stringere amicizia con Salvador Dalì, una delle sue principali fonti d'ispirazione. Nelle sue opere, Giger lasciava spazio allo sviluppo sempre più vorticoso delle nuove tecnologie, cui si stava assistendo negli anni ‘60 e ‘70, condensando i timori di una civiltà posta davanti all'eventualità di assistere, un giorno forse non molto lontano, all'avvento dell'uomo-macchina.

    Nelle opere di Giger è impossibile dire dove finisca l'uomo (o l'alieno) e dove inizi la macchina: i protagonisti dei suoi quadri sono perfettamente integrati nel loro scenario, in un magnifico fluire privo di soluzione di continuità. L'artista sosteneva convinto che le macchine fossero sexy, ma non nel modo in cui le case produttrici di automobili vogliono farci pensare. Giger si confrontò con successo anche con i classici del passato, come L'isola dei morti del pittore tedesco Arnold Bocklin. Era il quadro preferito di Adolf Hitler: pare che il Fuhrer si sia sparato proprio nella stanza dove custodiva l'amato dipinto, poi portato in Russia dagli occupanti sovietici.

    Sul finire degli anni ‘70, il pittore colse l'opportunità più importante della sua vita: curare il design dello Xenomorfo, protagonista del film Alien di Ridley Scott. Il concept per la creatura era basato sulla litografia Necronom IV, del 1976: l'alieno è già tutto lì, perfettamente riconoscibile, in tutto l'orrore che ci ispira ancora oggi. Il resto è storia, anche grazie allo spaventoso animatronic progettato da Carlo Rambaldi per rappresentare lo Xenomorfo su schermo. Della sua creatura più celebre Giger decantava la bellezza e la grazia, il magnetismo e la sinuosità nei movimenti: perché anche oltre l'uomo, in un essere spaventoso, può brillare un fascino conturbante. Il successo del film segnò nel profondo la sua produzione, e direzionò i suoi sforzi negli anni a venire.

    Nel 1990 l'artista smise di dipingere, desiderando di dedicarsi alla scultura. Eclettico e geniale, Giger si diede al design d'interni con ottimi risultati, anche grazie agli studi di architettura da lui fatti in gioventù: in Svizzera, a Gruyères - dove l'artista aveva acquistato il castello di Saint-Germain, oggi museo a lui dedicato - Giger progettò un bar che sembra direttamente uscito dal mondo di Alien, dove i più coraggiosi possono gustare un indimenticabile shot Facehugger. Amante della musica, collaborò con Jonathan Davis, cantante dei Korn, creando per lui l'iconica asta per microfono che caratterizza le esibizioni live della band nu metal americana.

    Ma Giger era destinato a lasciare il segno anche in un altro medium: il videogioco.

    Un uovo alieno nella testa di Mike

    Una casa di sviluppo californiana, la Cyberdreams, approcciò Giger per collaborare su un titolo punta e clicca pesantemente influenzato dall'immaginario e dalla trama di Alien. Esigente e pieno di richieste per migliorare la grafica del gioco - per il quale disegnò la "Dark world art", come riportato nei crediti - Giger rese la vita letteralmente impossibile al designer Mike Dawson, che era anche rappresentato come sfortunato protagonista nel titolo, uscito nel 1992.

    Un alieno ha impiantato un uovo nel cranio del povero Mike, che inizia ad avere visioni terrificanti: una bambola si trasforma in un orripilante essere extraterrestre, mentre gli occhi di un inquietante dipinto sembrano seguirlo nel soggiorno della sinistra magione da lui appena acquistata. Il quadro è lo splendido "Li I" di Giger, e lo sguardo di Li accompagnerà a lungo anche voi. La trama è molto simile a quella del capolavoro di Ridley Scott, e non brilla certo per originalità; il gioco, però, si rivelò un ottimo successo, e ancora oggi la musica della villa di Mike è più perturbante che mai...

    L'ottima accoglienza che il pubblico riservò a Darkseed spinse l'artista a prestare il suo talento anche per Darkseed II, in cui Mike lotta nuovamente contro le forze extraterrestri... Fortunatamente senza alcun uovo nel cervello, stavolta!

    Questa fu l'ultima incursione di Giger nel mondo dei videogiochi, ma la sua influenza sul medium non si fermò qui. Già qualche anno prima dell'uscita di Darkseed, il celebre Contra aveva attinto a piene mani dal genio dell'artista. Il livello finale è un canto d'amore verso Alien, con due giganteschi Xenomorfi come boss finali e uno stormo di Facehugger usciti dai nostri peggiori incubi per impedirci di raggiungere i titoli di coda. Nello stesso anno in cui Darkseed fece il suo debutto, il picchiaduro a scorrimento Streets of Rage 2 seguì le orme di Contra, dedicando un livello all'immaginario gigeriano. Anche in questo caso il boss finale non poteva che essere uno Xenomorfo!

    La lista può continuare a lungo, e i nomi sono illustri: uno spicca su tutti, ed è Metroid, gioiello della ricca corona di casa Nintendo. Più di recente, l'ottimo indie Axiom Verge ci ha nuovamente trasportati in un mondo alieno pieno di citazioni dell'artista svizzero, senza però scadere nella banalità, e anzi proponendo una lettura originale e interessante della sua primaria fonte d'ispirazione. Oggi un titolo annunciato in esclusiva per Xbox Series X aspira a farci vivere il fascino e l'orrore di un mondo alieno, mettendoci nei panni di un essere umanoide, ma profondamente disturbante. Sembra che il mondo dei videogiochi non riesca a fare a meno di H.R. Giger. E come potrebbe?

    Orrore in prima persona

    Scorn è stato uno dei titoli più interessanti mostrati durante l'Inside XboX dello scorso 7 maggio, ed è riuscito a risvegliare l'interesse di un vasto pubblico. La sua apparizione ha rassicurato non poco chi temeva che il titolo si fosse perso per strada nel corso dello sviluppo, visto che da tre anni non si avevano sue notizie. Sviluppato da Ebb Software e annunciato nel 2014, i trailer con cui si è finora mostrato al pubblico hanno attirato l'attenzione sugli ambienti pulsanti, sanguinolenti, organici, purtroppo con uno scarso focus sul gameplay.

    La sua natura di horror in prima persona è già di per sé sufficiente a distinguerlo dagli altri titoli di ispirazione gigeriana di cui vi abbiamo parlato. A questo punto non possiamo che sperare che il risultato finale sia capace di soddisfare il palato fine degli appassionati di H.R. Giger, che sicuramente sarebbe stato entusiasta di un simile progetto. Per sapere di più potete leggere l'approfondita analisi dell'ultimo trailer di Scorn, direttamente dalla sapiente penna del nostro Alessandro Bruni.

    H.R. Giger è stato un uomo colto e trasversale, che ha ottenuto ampio riconoscimento in numerosi campi dell'arte, dando voce alle pulsioni e alle paure più nascoste dell'uomo. Scorn promette di raccogliere la sua eredità, e attendiamo con impazienza il risultato finale. Nella speranza che il lavoro di Ebb Software dia un risultato all'altezza delle nostre più alte aspettative, non possiamo che fuggire più in fretta che possiamo dagli Xenomorfi che popolano i nostri incubi.

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