Overwatch: Cinque su Ventuno

Dopo aver letteralmente spolpato l'Open Beta che si è tenuta dal 5 al 10 maggio, abbiamo tentato l'ardua impresa di eleggere i cinque migliori personaggi attualmente disponibili nell'eccezionale roster di Overwatch.

speciale Overwatch: Cinque su Ventuno
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

"Attenzione: questo videogioco nuoce gravemente al vostro tempo libero": sarebbe il disclaimer ideale da inserire nella schermata introduttiva di Overwatch. Una conclusione a cui sono giunto con fin troppa chiarezza dopo aver investito -senza praticamente accorgermene- ben oltre 30 ore nell'Open Beta che si è tenuta dal 5 al 10 maggio su PC, Playstation 4 e Xbox One. Ma come si può, dopotutto, resistere ad un videogioco dove la maggior parte degli elementi portanti, partendo dal gameplay fino al character design, e passando per gli orpelli estetici e i menù di gioco, mostra un'ispirazione artistica e una cura sostanzialmente introvabili in altri titoli multiplayer only attualmente presenti sul mercato? Blizzard, insomma, sembra essere riuscita a sfornare un altro titolo dei suoi, forse addirittura il più efficace e moderno del suo intero portfolio; persino se confrontato con quei due splendidi esemplari di free-to-play che rispondono al nome di Hearthstone e Heroes of the Storm, ma anche con lo stesso Starcraft II, il più competitivo del lotto. Buona parte della creatività che il team ha riversato nella produzione, oltre che per definire il gameplay calcolatissimo, è servita per tratteggiare l'esuberante campionario di eroi: 21 personaggi, artisticamente uno più bello dell'altro, capaci di offrire un feeling unico e ben diversificato. Un gruppo di campioni che, quasi ci trovassimo in un film supereroistico o in un picchiaduro, mette sul tavolo un'impressionante varietà di stili di combattimento, personalità e cosmesi davvero ragguardevole. È anche per questo che, in attesa del lancio, vogliamo provare a fare il punto della situazione sul roster che vi troverete davanti il 24 maggio, eleggendo quelli che, per noi, sono i cinque eroi più interessanti e versatili al momento disponibili.

Tracer

Non potevamo che inaugurare questa Top 5 se non con lei: Tracer. Ex agente e pilota di Overwatch, Lena Oxton (nome in codice "Tracer") è probabilmente l'eroe che meglio incarna i valori espressi da questa nuova mitologia Blizzard. Scomparsa nel nulla durante il primo volo di prova del caccia sperimentale a teletrasporto integrato, lo Slipstream, Tracer ricomparve molti mesi più tardi affetta da quella che si poteva definire come una grave "dissociazione temporale". Era insomma incapace di rimanere sincronizzata con il flusso del tempo e di mantenere una forma fisica stabile, scomparendo spesso per giorni o addirittura per mesi senza che nessuno sapesse dove fosse finita. Grazie ad un'invenzione del ricercatore Winston, però, Tracer ha imparato a mantenersi in equilibrio con il presente, riuscendo persino a controllare il proprio tempo, accelerandolo o rallentandolo a suo piacimento. Ed è proprio questo suo immenso potere, unito alle sue due pistole a impulsi ad elevato rateo di fuoco, a renderla tanto efficace quanto devastante sui campi di battaglia di Overwatch. Grazie alla sua abilità Traslazione, che le permette di accumulare molto rapidamente fino a tre cariche, può effettuare dei salti spaziotemporali di qualche metro nella direzione in cui si sta muovendo, risultando quindi estremamente abile nel fiancheggiare le linee nemiche per raggiungere rapidamente gli obiettivi di mappa, oppure per attaccare gli eroi di supporto e i cecchini avversari. Vi capiterà spesso, infatti, di ritrovarvene improvvisamente una alle spalle, scoprendo vostro malgrado di avere a che fare con una mosca impazzita che vi ronzerà intorno senza lasciarvi un attimo di tregua. Tuttavia, essendo dotata di appena 150 punti vita, Tracer non può mai permettersi di rimanere statica sul campo di battaglia, ricorrendo spesso alla sua abilità Flashback per scorrere indietro nel tempo e riapparire nella posizione che occupava qualche secondo prima, con la salute e le munizione che aveva in quell'istante. Questa abilità, in congiunzione a Traslazione e alla sua "ultra" Bomba a Impulsi, le dà modo avvicinarsi rapidamente ai gruppi assiepati di nemici, sganciare il suo ordigno letale, e teletrasportarsi immediatamente lontano, ottenendo spesso delle uccisioni multiple determinanti per l'esito della partita. Tuttavia, per quanto il suo potenziale possa sembrare eccessivo, Tracer non è affatto un personaggio semplice da padroneggiare. Per sopravvivere nei suoi panni, infatti, oltre a conoscere minuziosamente ogni scorciatoia presente sulla mappa e il posizionamento delle varie stazioni curative, è necessario possedere una buona mira e degli ottimi riflessi.

Reinhardt

Reinhardt Wilhelm, sessantunenne originario di Stoccarda, è uno dei più valorosi esponenti della vecchia guardia di Overwatch, nonché uno dei tank più potenti e versatili dell'intero roster. Grazie al suo martello a reazione, Reinhardt è in grado di infliggere un consistente numero di danni in un ampio arco frontale ad ogni colpo sferrato, sfruttandolo anche, attivando l'abilità Dardo di Fuoco, per lanciare una sorta di proiettile infuocato che trapassa e danneggia tutti i nemici sul suo cammino. Con l'abilità Carica è invece in grado di lanciarsi a tutta velocità in linea retta, trascinando con sé il primo personaggio nemico incontrato sulla traiettoria e schiacciandolo in maniera devastante nel caso dovesse terminare la sua corsa contro un muro. Proprio per questo motivo Reinhardt è certamente uno dei tank più abili nell'ingaggiare il team avversario, potendo anche contare sulla sua "ultra" Schianto Sismico per sconquassare il terreno e bloccare a terra per qualche secondo i nemici di fronte a lui. La sua abilità più caratteristica, però, è certamente la Barriera, una sorta di enorme scudo frontale capace di assorbire fino a duemila danni prima di distruggersi, che lo rende, se sfruttato a dovere, una difesa impareggiabile per proteggere i propri compagni di squadra sia in fase d'attacco che di difesa. Sono quindi le tempistiche e il posizionamento a fare la differenza tra un buon Reinhardt e un tank poco utile alla squadra, e solo i giocatori più abili riusciranno ad essere veramente determinanti nei panni del valoroso cavaliere armato di martello. Qualcuno, tuttavia, potrebbe sindacare il suo inserimento in questa Top 5, ritenendolo meno efficace di alcuni suoi colleghi. Ed effettivamente, considerate le unicità dei vari tank presenti in gioco, selezionarne uno migliore è stata per noi un'impresa molto ardua. Alla fine, però, riteniamo che Reinhardt, vista la sua versatilità d'approccio e potenza d'ingaggio, abbia una spanna in più rispetto ai pur sempre ottimi D.VA, Roadhog e Zarya; solo Winston, forse, grazie al suo ipersalto e al suo scudo a cupola, rappresenta un sostituto ideale

Pharah

Abilissima soldatessa guidata da uno spirito combattivo ineguagliabile, Fareeha Amari (nome in codice "Pharah"), pur meritandoselo, non ebbe mai occasione di unirsi ai ranghi di Overwatch (che purtroppo venne sciolta prima del suo inserimento), ripiegando invece sull'incarico di responsabile della sicurezza presso un'agenzia privata di Giza. Tra i 21 eroi disponibili in Overwatch, Pharah è certamente una delle più temibili (e anche una delle più semplici da utilizzare). Vi capiterà di sovente, infatti, di trovarvi ad urlare disperatamente il suo nome nella chat vocale di gioco, mentre una pioggia devastante di proiettili si abbatterà su di voi dall'alto. La bella egiziana, infatti, grazie al suo lanciarazzi e alla potenza dei propulsori integrati nella sua tuta da combattimento Raptora Mark VI, può spiccare un balzo nel cielo per guadagnarsi immediatamente un'ottima visuale sul campo di battaglia, creando anche un valido diversivo per attirare l'attenzione dell'avversario e costringerlo ad un riposizionamento frettoloso. Con la riserva di carburante integrata nella tuta, poi, può permettersi, dopo un balzo, di rimanere per qualche secondo sospesa a mezz'aria e bombardare i nemici posizionati sui tetti o ben protetti dietro a qualche ostacolo. Attivando la sua ultra Pioggia di Fuoco è invece capace di sparare una raffica devastante di minirazzi in grado di eliminare in un sol colpo i team troppo asserragliati (soprattutto quelli che proteggono il carico), mentre con Scarica Esplosiva può lanciare un minirazzo che sbalza indietro tutti i nemici nell'area d'impatto (davvero utile per scaraventarli nei baratri presenti in ogni mappa di gioco). In coppia con Mercy, che è in grado di raggiungerla in volo per curarla e potenziarle il danno dei razzi, rappresenta una delle compagini offensive più pericolose di Overwatch, capace alle volte di tenere sotto scacco un'intera squadra nemica, che può controbattere con efficacia solo se in possesso di ottimi tiratori e difensori.

Mei

Mei-Ling Zhou, trentunenne originaria di Xi'an in Cina, è stata una delle più grandi climatologhe del progetto Overwatch. Scampata per miracolo al disastro meteorologico avvenuto nell'eco-Osservatorio Antartide, dove molti dei suoi amici scienziati hanno perso la vita e anni di ricerca sul clima sono finiti sepolti per sempre sotto la neve, ha deciso di mettersi in proprio per continuare la sua missione di vita, sfruttando un'attrezzatura speciale di manipolazione climatica per scoprire le principali cause degli inspiegabili cambiamenti climatici che avevano colpito la Terra. La sua peculiarità è quella di essere un'eccezionale "counter" per tutti i personaggi che prediligono lo scontro ravvicinato, ma anche un'incredibile spina nel fianco per chiunque si trovi a fronteggiarla nei ristretti punti nevralgici delle varie mappe di gioco. Grazie alla sua pistola endotermica, è infatti in grado di sparare un raggio congelante a breve distanza capace di rallentare a poco a poco i nemici per poi congelarli completamente sul posto, finendoli con gli spuntoni di ghiaccio lanciabili con la seconda modalità di fuoco della suddetta arma. Inoltre è capace di creare dei muri di ghiaccio impenetrabili, utilissimi per bloccare l'accesso ad una zona obiettivo, per ostruire le linee di tiro avversarie o anche per creare delle ingegnose impalcature sospese per sé e per i compagni. La sua ultra consiste in una tormenta di ghiaccio ad ampio raggio che congela sul posto chiunque si trovi al suo interno, risultando davvero devastante quando si tratta di catturare o difendere una zona obiettivo. Nei momenti di grande difficoltà può invece attivare l'abilità Ibernazione, che le permette di racchiudersi per qualche secondo all'interno di uno spesso blocco di ghiaccio per curarsi e rendersi immune agli attacchi nemici, salvo non potersi muovere e risultare "intarghettabile" persino per i compagni di squadra.

Zenyatta

Per la quinta e ultima piazza della nostra classifica abbiamo pensato di concentrarci su un personaggio più interessante dal punto artistico e mitologico piuttosto che da quello del gameplay. Anche in questo caso, però, ci siamo dovuti confrontare con un buon numero di valide alternative (tra cui spiccavano Genji, Widowmaker e Lucio), optando alla fine per uno dei personaggi con il character design più originale e una delle storie più affascinanti dell'intero roster di Overwatch: Zenyatta. Egli è infatti un monaco Omnic, ovvero un'intelligenza artificiale che ha abbandonato la sua vita programmata e ha riconosciuto di possedere l'essenza di un'anima, proprio come se fosse un normalissimo essere umano. Tuttavia, andando contro l'insegnamento dogmatico promulgato dagli altri monaci che si erano ritirati insieme a lui nel tempio Omnic sulle cime dell'Himalaya, è giunto alla conclusione che il modo più giusto per sanare i rapporti tormentati con gli esseri umani non fosse quello di perseguire il riconoscimento dei propri diritti individuali, quanto piuttosto quello di impegnarsi attivamente per aiutarli a raggiungere la pace interiore. È per questo che, dopo aver riflettuto a lungo, Zenyatta ha deciso di abbandonare il monastero per aiutare i bisognosi sparsi per il mondo, facendosi comunque trovare sempre pronto a combattere per proteggere gli innocenti, siano essi Omnic o esseri umani. Per quanto riguarda il suo character design, siamo rimasti particolarmente colpiti dal profondo dualismo che si intravede in ogni sua sfaccettatura estetica e comportamentale: se da una parte, infatti, Zenyatta mostra tutte le caratteristiche cosmetiche tipiche di un robot, con le fredde congiunture del suo esoscheletro metallico bene in vista, dall'altra possiede un atteggiamento e una saggezza di parole che si confà maggiormente ad un essere umano illuminato. Allo stesso modo, tra la sua capacità di fluttuare a mezz'aria e le sue vesti (di chiara ispirazione monastica asiatica) e i globi cibernetici che gli volteggiano intorno, Zenyatta rappresenta un perfetto punto d'incontro tra un design d'ispirazione orientale ed uno più occidentale. Venendo al gameplay, per quanto forse non si dimostri versatile come Lucio, Zenyatta è un personaggio di supporto decisamente potente. Con il suo Globo della Discordia può infatti marcare un avversario per volta affinché subisca un maggior numero di danni da qualsiasi fonte offensiva nemica, mentre con il Globo dell'Armonia può proiettare una sfera di energia su un compagno per curarlo progressivamente. La sua principale fonte di danno, tuttavia, è garantita dai suoi Globi della Rovina, che può lanciare singolarmente oppure caricare lentamente per scagliarne più di uno in un singolo attacco devastante. La sua ultra, chiamata Trascendenza, gli permette invece di diventare immune a tutti i danni e di curare se stesso e gli alleati nell'area d'effetto, impedendogli tuttavia di utilizzare altre abilità o attacchi standard. Complessivamente, insomma, ci siamo trovati di fronte ad un personaggio di supporto con un output di danni superiore rispetto a quello di Lucio e Mercy, ma sicuramente incapace di competere con il loro apporto curativo, fondamentale per affrontare le team fight più convulse e determinanti di una partita.

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