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Overwatch - L'Antro degli Eroi: Alla scoperta di Orisa

La nuova tank di Overwatch è un concentrato di staticità e supporto: come se la caverà Orisa nella modalità competitiva?

speciale Overwatch - L'Antro degli Eroi: Alla scoperta di Orisa
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • L'arrembante corsa di Overwatch sembra davvero non conoscere fine: malgrado infatti le critiche ricevute per i molteplici 'Game of the Year' conquistati (ritenuti da molti sbagliati per il principio secondo cui un titolo 'only multiplayer' non dovrebbe meritarsi il GOTY), l'ultima creatura di Blizzard è riuscita - in appena dieci mesi - a crearsi un bacino d'utenza sconfinato ed eterogeneo, che può già vantare qualcosa come 25 milioni di giocatori sparsi su ben tre piattaforme. Un traguardo tanto ambizioso quanto meritato, garantito dal suo curatissimo mix di gameplay e art design, che gli ha permesso di diventare uno dei principali punti di riferimento nel panorama competitivo globale.
    A tutto questo si aggiunge l'ottimo (seppur talvolta poco puntuale) supporto post-lancio che il team di Jeffrey Kaplan sta garantendo al titolo, sia dal punto di vista ludico che crossmediale: con cortometraggi animati e fumetti da una parte, e continue patch di bilanciamento, modifiche alle modalità (con l'aggiunta di un sistema più profondo per la creazione delle partite personalizzate), nuove mappe e nuovi personaggi dall'altra.
    Proprio a tal proposito, sono 3 gli eroi (anzi: le eroine) che hanno fatto progressivamente il loro debutto nell'affollato roaster del titolo: la support Ana, l'attaccante Sombra e, dulcis in fundo, Orisa, il tank protagonista di questo nuovo capitolo del nostro Antro degli Eroi. Dopo averla provata sul PTR e per circa una settimana in Partita Rapida, abbiamo potuto finalmente testarla anche in modalità Competitiva: vero banco di prova per le sue ambizioni presenti e future.

    La guardiana di Numbani

    Potremmo restare qui diversi giorni a raccontarci delle innumerevoli vicissitudini che hanno portato alla creazione di Orisa. Vi basti sapere, però, che si tratta dell'ultima, sofisticata creazione dell'inventrice Efi Oladele, giovane e brillante mente di Numbani (città africana famosa per la sua pacifica convivenza tra umani e Omnic) e vincitrice, tra le altre cose, di una delle prestigiose borse di studio della Fondazione Adawe.

    La piccola Efi è stata l'unica a non perdersi d'animo di fronte alle scorribande di Doomfist contro la città, reagendo in maniera positiva persino di fronte alla pesante sconfitta subita dalle unità OR15 (il modello successivo alle OR14 impiegate, al fianco delle unità Bastion, durante la celebre "Omnic Crisis") a difesa dell'aeroporto cittadino. È proprio in seguito a questo sanguinoso assalto che la ragazzina si è sentita in dovere di sfruttare il suo genio creativo per realizzare qualcosa di veramente straordinario: un'unità speciale che potesse ergersi impavida a difesa della città e di tutti i suoi abitanti. E così, sui rottami dei vecchi OR15 (Oris, letteralmente), è nata Orisa, nuova guardiana di Numbani.

    La prova sul campo

    Come anticipato, Orisa fa parte della categoria dei 'tank', ovvero quel gruppo di possenti eroi il cui compito è formare una prima linea di difesa o d'attacco capace di dominare i punti cruciali di una mappa, proteggendo al contempo i compagni dai furiosi attacchi dei nemici.Dobbiamo ammettere, però, che, fin dai primi minuti passati in compagnia della nuova eroina, ci siamo accorti di quanto il suo skillset e le sue statistiche siano più rassomiglianti a quelle di un off-tank o, ancora meglio, di un tank con compiti di supporto.

    I suoi 400 punti salute, infatti, la rendono poco ideale per il ruolo di tank principale, relegandola inevitabilmente a scelta secondaria dei sempre più determinanti Reinhardt (che può affidarsi a ben 100hp in più e a un versatile scudo da 2000hp) e Zarya (la quale, nonostante possegga anch'essa appena 400 punti ferita, può contare sul potente deterrente garantito dai suoi scudi), e quindi in ballottaggio con D.VA, Roadhog e Winston (attualmente il tank meno selezionato a livelli medio/alti). Con questo non stiamo dicendo che Orisa non possa dire la sua in termini di resistenza e tanking. Possiede infatti un'abilità che le permette di ridurre per 4 secondi tutti i danni subiti (di circa il 50%), rendendola anche immune agli effetti di limitazione delle abilità e di movimento; davvero utile se alternata alla Barriera Protettiva, un'altra sua abilità di cui vi parleremo poco più avanti.È vero comunque che basta un buon flanker (come può essere una tracer o un reaper) per metterla seriamente in difficoltà, soprattutto se il team non dispone di counter reattivi o di support dall'ottimo output curativo.
    Ecco perché Orisa ci è parsa fin da subito un'eroina decisamente situazionale, cioè capace di esprimersi al 100% solamente in determinate mappe e modalità. Il meglio di sé, infatti, lo dà prevalentemente in difesa delle mappe che presentano delle strozzature in prossimità dei punti di cattura (come, ad esempio, quelle della modalità Assalto: Hanamura, Tempio di Anubi e Industrie Volskaya), le quale permettono al team difensivo di mantenere una posizione statica a guardia di un'area ristretta e con pochi punti d'ingresso.Ciò lo si deve principalmente a due fattori: alla sua mitragliatrice a fusione e alla sua sopracitata Barriera Protettiva.
    La prima, che rappresenta la sua unica fonte di danno, non solo è caricata con proiettili a basso danno (circa 12 per ogni colpo), bassa velocità e ampio spread (che quindi, nonostante il caricatore da ben 150 colpi, la rendono inefficace sulle lunghe distanze), ma ne abbassa notevolmente la velocità di spostamento (un po' come avviene con D.VA quando sfrutta le sue mini-gun), privandola insomma del dinamismo richiesto in fase d'attacco, soprattutto per quanto concerne la modalità Controllo (a eccezione delle mappe in Nepal). La seconda, invece, è un'abilità che le permette di collocare frontalmente un'ampia barriera da 900hp, che rimane attiva per circa 20 secondi o fino alla sua completa distruzione.

    La sua staticità e l'impossibilità di essere ricollocata, tuttavia, la rendono unicamente determinante in quelle situazioni ove le fonti del danno nemico sono tutte concentrate in un'unica direzione (pensate al primo gate di Eichenwalde oppure in determinate mappe della modalità Scorta), risultando perciò meno incisiva in spazi ampi e che favoriscono il fiancheggiamento, terreno dove il dinamismo dello scudo orientabile di Reinhardt sa essere certamente più convincente. Come se non bastasse, al contrario degli altri tank (fatta eccezione per Zarya, che però non subisce alcun rallentamento quando apre il fuoco), la guardiana non possiede alcuna utility di movimento che le possa permettere di accorciare le distanze con il nemico o tirarsi fuori dalle situazioni più spinose.
    Laddove però Orisa pecca dal punto di vista della resistenza e della mobilità, riesce a mettersi in mostra nel ruolo di tank di supporto, con una serie di abilità in grado di moltiplicare l'efficacia dell'intera squadra.
    Partiamo dal suo fuoco alternativo: la Mina Traente.

    Stiamo parlando di una versione un po' più spartana della Bomba Gravitonica di Zarya: e cioè una carica che attira tutti i nemici al centro dell'esplosione e li rallenta. Può anche essere fatta esplodere a mezz'aria, premendo nuovamente il fuoco secondario prima che il proiettile impatti contro qualche superficie o nemico. I punti forti di questa abilità sono piuttosto evidenti: raggruppare i nemici in un unico punto (strappandoli magari alle loro coperture o impedendogli la fuga) per poi concentrare il fuoco su di essi, oppure attirarli verso uno dei tanti precipizi presenti in determinate mappe (come Ilio e i Giardini della Torre di Lijiang).L'ultima abilità - la più determinante in assoluto - è invece la sua Ultra Sovralimentatore, ovvero un dispositivo collocabile su qualsiasi superficie e in grado di potenziare del 50% tutti i danni causati dagli alleati in vista.
    Considerata la sua incredibile durata - ben 15 secondi - e la straordinaria potenza del suo effetto, ci sentiamo tranquilli nell'inserirla nell'olimpo delle abilità più determinanti per gli esiti di una team fight. Una volta attivata, infatti, l'intera squadra è in grado di generare un output di danni davvero clamoroso, nuclearizzando anche le più inossidabili resistenze (ogni riferimento allo scudo di Reinhardt e alla Matrice Difensiva di D.VA sono puramente casuali). Gli unici nei sono la frangibilità del dispositivo (possiede appena 200hp) e il suo tempo di ricarica, che obbligano inevitabilmente il suo utilizzatore a scegliere lo spot perfetto per posizionarla e ad aspettare il momento più propizio per poterla sfruttare appieno; pena lo spreco di una delle abilità più potenti attualmente presenti nel parco eroi del titolo.

    Overwatch Se Orisa possa effettivamente entrare a far parte del meta competitivo di Overwatch, è ancora presto per dirlo. Quel che è certo è che siamo al cospetto di un'eroina dalle indubbie potenzialità ma anche dalle evidenti criticità. Pur trattandosi di un tank a tutti gli effetti, infatti, i suoi ridotti punti salute e la sua scarsa mobilità la rendono poco incisiva come tank principale, specialmente in attacco, relegandola al ruolo di difensore secondario, dove comunque rischia spesso di soffrire la presenza di flanker abili. Di contro, grazie alla sua Barriera Protettiva, riesce a trasformarsi in un ottimo baluardo difensivo nelle mappe che presentano imboccature strette nei pressi dei punti nevralgici, concedendole il lusso di rimanere statica a fornire un buon fuoco di sbarramento, e obbligando gli avversari a esporsi per mandare a segno i colpi. Grazie alla barriera, insomma, Orisa può certamente prestarsi bene all'interno di un team estremamente difensivo, come può essere quello composto da diversi eroi in grado di alternare le barriere per aumentare le chance di sopravvivenza dell'intera squadra (basti pensare a Reinhardt, Winston e Symmetra). Le sue abilità Mina Traente e Sovralimentatore, poi, sanno essere davvero risolutive, pur richiedendo sempre un ottimo tempismo d'utilizzo e un perfetto posizionamento in campo. Orisa è insomma un tank molto particolare, abbastanza accessibile ma difficile da padroneggiare, e con abilità capaci di creare delle interessantissime sinergie con gli altri eroi presenti in squadra.

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