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Overwatch League: al via l'ambizioso campionato eSport targato Blizzard

Tra poche ore, finalmente, il progetto più ambizioso di Blizzard riguardo all'esport prenderà il via. La Overwatch League sarà un successo?

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  • Il 2018 ha appena debuttato e la scommessa più audace di Blizzard sta finalmente per prendere il via, dopo una pre-stagione dominata, manco a dirlo, dal team coreano Seoul Dynasty. In questo momento dunque, l'intera industria videoludica si appresta a osservare con estremo interesse gli sviluppi a cui porterà una competizione già ampiamente annoverata tra le più importanti dell'anno esportivo. Gli organizzatori della Overwatch League e gli stessi proprietari delle frachigie coinvolte chiedono, però, di mantenete la massima cautela, perché le questioni che agitano le acque a qualche ora dall'inizio del campionato di Overwatch non sono da considerarsi di secondo piano. Di alcune di esse ne abbiamo fatto cenno più volte nel corso dei mesi passati, ricordando di come l'idea di un campionato globale, ancorché decisamente attraente, nei fatti è andata incontro a una miriade di stop e rinvii che ne hanno osteggiato la nascita. Almeno sino a questo momento.

    Le problematiche

    Abbiamo già visto quanto sia stato difficile, per Blizzard, riuscire a trovare anzitutto investitori (non americani) interessati all'acquisto degli slot per assicurarsi la partecipazione alla manifestazione. Come sappiamo, l'intera stagione inaugurale si terrà, infatti, alla Blizzard Arena con tutti i problemi burocratici che ne conseguono, legati principalmente alla richiesta dei visti per l'ingresso negli States dei giocatori. Tale problematica, lo scorso dicembre, aveva portato al ritiro dei Philadelphia Fusion dalla preseason a causa di disguidi legati proprio ai visti dello staff (quasi tutto asiatico). Il fatto di giocare l'intera prima stagione in California, stando a quanto dichiarato, deriva da una precisa scelta politica e strategica: ovvero dare ai team extra-americani il tempo di trovare le necessarie sponsorizzazioni nei rispettivi paesi ed erigere le strutture adatte per ospitare squadre ed eventi connessi alla competizione la quale, si spera, potrà un giorno davvero soddisfare i crismi della "globalità".
    Gli sponsor, componente imprescindibile per garantire la solidità della struttura organizzativa, iniziano pian piano ad arrivare. HP e Intel hanno stretto con la stessa Blizzard una partnership commerciale di durata addirittura pluriennale per assicurarsi la sponsorizzazione e l'esclusività nella fornitura delle attrezzature per l'intera durata della Overwatch League. Inoltre, le dodici squadre che si sono assicurate lo slot nella competizione hanno sborsato un mucchio di soldi per poter partecipare (circa venti milioni di dollari). Al momento, però, solamente una di quelle dodici squadre, i Dallas Fuel, ha annunciato la presenza di uno sponsor che campeggerà sulla propria maglia.

    Inoltre, nonostante i biglietti per la giornata inaugurale siano andati letteralmente a ruba, non è stato ancora firmato alcun accordo di distribuzione mediatica per l'intera competizione, cosa che ha complicato non poco gli sforzi per trovare sponsor e racimolare i fondi iniziali che potessero garantire una tranquillità di partenza. Stando alle ultime informazioni le partite, almeno negli Stati Uniti, dovrebbero comunque essere trasmesse in streaming su MLG.tv (di proprietà della stessa Activision Blizzard).

    Un piano a lungo termine?

    "Ci stiamo avvicinando solamente alla linea di partenza, non al traguardo", ha dichiarato Pete Vlastelica, ex presidente esecutivo di FOX Sports e ora presidente e CEO di Major League Gaming (la già citata divisione di Activision Blizzard che si occuperà di gestire la Overwatch League), riferendosi al fatidico debutto.
    La posta in gioco per questa prima stagione appare dunque molto alta e ci sono ancora un bel po' di punti da mettere a posto, almeno per ciò che concerne il futuro. Il modello di business pensato da Activision Blizzard, comunque, al netto delle enormi problematiche a cui è giocoforza andato incontro, non ha precedenti nel mondo del gaming competitivo.

    In effetti, la battuta d'arresto che ha bloccato il progetto per oltre un anno, ci pare del tutto "normale" se ci soffermiamo a considerare un aspetto di fondamentale importanza: la Overwatch League, attualmente, appare come un unicum nell'intero panorama mondiale esport. La Lega rappresenta infatti il primo tentativo di creare una competizione esportiva ricalcando una struttura sportiva tradizionale che caratterizza, da sempre, il mondo sportivo a Stelle e Strisce. Il (probabile? Possibile?) successo della Overwatch League potrebbe avere ricadute estremamente positive sull'intero movimento. Activision-Blizzard, ad esempio, potrebbe pensare a una completa ristrutturazione della Call of Duty World League, da organizzarsi sulla falsariga della Overwatch League. Inoltre, ciò potrebbe influenzare altri sviluppatori molto importanti (come Riot per League of Legends), publisher e organizzatori di tornei, portandoli a razionalizzare la congerie di eventi che attualmente riempiono i calendari esportivi.La Overwatch League, insomma, prima di essere un grande appuntamento per gli appassionati di esport, rappresenta un grande esperimento che per la prima volta permetterà di sviluppare un ecosistema tutto nuovo e, si spera, sostenibile. Se avrà successo, quindi, la formula verrà sicuramente copiata da altri, portando a un nuovo corso per l'intero movimento.

    Activision Blizzard, in sostanza, si è mossa con molto ottimismo verso una direttiva chiara e precisa: ha chiesto agli investitori di avere "fiducia". In un mondo che nasce e cresce dal mantra "tutto e subito", questo chiaramente ha fatto nascere non pochi problemi. Il colosso californiano, infatti, ha esplicitamente puntato su un piano di investimento pluriennale i cui primi frutti potrebbero essere colti solamente tra qualche anno, sperando che tutto possa andare come previsto dai piani iniziali.L'obiettivo è, ovviamente, quello di raccogliere attorno al marchio "Overwatch League" non solo organizzazioni professionistiche interessate a partecipare, ma anche molteplici sponsor (endemici e non endemici) sempre più forti e importanti, in grado di iniettare nel circuito una grande quantità di denaro e investimenti.
    Sotto questo profilo (e considerando le previsioni espresse da molti analisti) il ritorno economico proveniente dagli accordi di partnership stretti con HP e Intel, dovrebbe già garantire un buon introito iniziale con cui muovere i primi passi, ma ciò non basta. Addirittura, si vocifera che il prezzo richiesto per raggiungere a tali accordi sia stato più alto del previsto, ma siamo sicuri che Activision Blizzard non abbia fatto altro che "osare" sino a dove poteva permetterselo.

    Il favore del pubblico, il metro del successo

    Come abbiamo già detto in altre occasioni, il vero metro del successo di un titolo esport è sempre rappresentato dal pubblico. Andy Miller, proprietario dei San Fransisco Shock (nonché co-proprietario dei Sacramento Kings) ha dichiarato che potrà dirsi estremamente soddisfatto se la Overwatch League fosse in grado di eguagliare il record di pubblico della ELeague, manifestazione che nella sua prima stagione (2016) andava da 20.000 a 55.000 spettatori connessi su Twitch e oltre 247.000 spettatori su TBS.

    I responsabili della Lega non si sono ancora espressi sull'obiettivo riguardante il numero di spettatori coinvolti. La loro attenzione, secondo quanto espresso da Vlastelica, è principalmente rivolta all'obiettivo di "trasformare" una quota sempre più ampia dei 35 milioni di giocatori di Overwatch in spettatori attivi e appassionati. "Pensiamo che nel corso della stagione riusciremo ad attrarre un pubblico più ampio rispetto ai soli giocatori e, entro la fine del campionato, avremo anche un evento molto rilevante" ha ribadito Vlastelica. In questo momento, comunque, la macchina del merchandise è già a pieno regime e sta già tentando di coinvolgere gli appassionati creando una sorta di "brand identity" con cui i fan si possano riconoscere. Ciò si è tradotto nella vendita di abbigliamento brandizzato e della possibilità di acquistare oggetti cosmetici in game.
    Inoltre, per far avvicinare ancora di più i fan alla competizione creando al contempo un senso d'appartenenza, ha recentemente reso disponibile l'applicazione mobile dedicata (gratuita sia su Google Play che su iOS). Utilizzando l'applicazione, gli appassionati saranno in grado di tenersi aggiornati, grazie alle notifiche push, con gli orari e le classifiche della Overwatch League in tempo reale. I fan, poi, potranno godersi le interviste, profili e analisi di gioco.

    In questo momento, comunque, non importa quali saranno i numeri relativi all'audience o ai dati di vendita del merchandise; la stagione inaugurale non sarà comunque all'altezza dei proclami che hanno decretato la nascita dell'iniziativa oltre un anno fa. Inizialmente, sembrava che la stagione 2019 potesse rappresentare il vero e proprio inizio per lanciare un programma completo in grado di abbracciare le maggiori città nordamericane (e successivamente le metropoli estere), ma tale prospettiva potrebbe essere una chimera ancora per qualche anno. Questa stagione inaugurale rappresenta la prima, grande occasione per molti stakeholder e possibili spettatori di percepire l'esport in modo serio e "sdoganato" dai soliti cliché, e le prime difficoltà che abbiamo ampiamente evidenziato in apertupotrebbero comunque produrre dei danni che in questo momento è ancora impossibile quantificare.

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