PES 2022 su PS5 e Xbox Series X: la next gen secondo Konami

Per il prossimo capitolo interamente next gen, Konami passa all'Unreal Engine e propone una nuova strategia di commercializzazione per PES 2021.

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  • A seguito della pubblicazione di questo articolo, Konami ha annunciato PES 2021 in uscita a settembre come prodotto stand-alone, pertanto alcune delle considerazioni fatte di seguito potrebbero non essere in linea con l'effettiva strategia adottata dal publisher.

    Konami sembra aver intrapreso un percorso strategico decisamente interessante con PES, la sua serie calcistica che continua a sfidare Electronic Arts colpo su colpo. Lo abbiamo visto dapprima nella recensione di eFootball PES 2020: un titolo in grado di offrire un gameplay particolarmente incentrato sulla simulazione, sulle sensazioni che lo sport nazionale è in grado di regalare, accompagnato inoltre da buoni investimenti a lungo termine (uno su tutti quello che lega la Juventus alla serie per tre anni).

    In queste settimane però si è fatta largo una nuova prospettiva, una di quelle impossibili da immaginare fino a pochi anni fa: Konami decide di non aggredire il mercato con un nuovo capitolo, puntando a guadagnare tempo per offrire un deciso cambio di passo. Come sappiamo, infatti, PES 2021 sarà "solo" un aggiornamento del titolo che conosciamo, mentre PES 2022 arriverà su PS5 e Xbox Series X con un engine differente. Di fronte a una stagione videoludica che sorprendentemente non vedrà la consueta sfida con EA, abbiamo pensato di esaminare più nel dettaglio le scelte della compagnia nipponica.

    Una base solida

    Il primo tassello su cui la strategia di Konami si poggia, per forza di cose, è l'attuale eFootball PES 2020. Impossibile prevedere un "anno di pausa" senza avere sul mercato una buona produzione. Sul piano delle vendite continua a dominare EA Sports, ma è indubbio che l'ultimo capitolo della serie nipponica abbia attuato un notevole contropiede, e grazie alle differenti versioni (PES Mobile ha toccato quota 300 milioni di download) il brand ne è uscito sicuramente rinvigorito.

    Con un titolo valido e una campagna di investimenti più aggressiva, Konami ha quantomeno riaperto la partita, legandosi in special modo al mondo eSports. Tuttavia c'era un'ultima questione da risolvere: il Fox Engine, l'ultimo "lascito" del lavoro di Hideo Kojima.

    Il motore di gioco sviluppato dal creativo legato a Metal Gear Solid ha offerto margini di miglioramento anche alla serie calcistica, ma non ci è dato sapere quali siano i limiti dei tools e quali problematiche possa aver incontrato in ottica next-gen. Con queste incognite possiamo solamente supporre che il cambio di engine sia una mossa necessaria, ma per attuarlo serve un certo quantitativo di tempo e i ritmi del calcio videoludico sono impietosi, se non addirittura stringenti. Arriviamo quindi alla prospettiva di cui abbiamo spesso dibattuto: prendere un "anno di pausa", pubblicando un update e programmando al meglio il delicato passaggio di testimone a un nuovo motore grafico.

    Prima di cercare di comprendere cosa aspettarci dai prossimi due PES, però, è doveroso rimarcare quanto l'operazione di Konami appaia in un certo senso virtuosa e cristallina nei confronti del pubblico: realizzare un semplice "more of the same" sarebbe stata una soluzione probabilmente più remunerativa, anche se avrebbe rischiato di togliere risorse al capitolo next gen. C'è già in rete chi ha visto nella mossa di Konami un esempio da seguire, più elegante e rispettosa rispetto a quella adottata da Electronic Arts, che ha scelto quest'anno di realizzare il suo FIFA 21 in ottica cross-gen.

    Ecco quindi che la scelta commerciale del team nipponico rende palese una debolezza dell'intera categoria di titoli sportivi: la reiterazione annuale che rischia di offrire innovazioni soltanto marginali. Sia chiaro, non è sempre così, ma in generale si ottengono modifiche sostanziali all'esperienza di gioco ogni biennio. A stabilirlo è lo stesso iter di sviluppo del mercato tripla A in cui sono necessari almeno quattro anni di lavoro per offrire una degna esperienza videoludica. Nella speranza che la next-gen snellisca il processo produttivo, appare chiaro come un cambio di engine fatto a dovere richieda il giusto periodo di programmazione.

    Per quest'anno, non cambiare...

    PES 2021 sarà quindi un update a pagamento e offrirà certamente il consueto aggiornamento delle rose dopo le fasi di calciomercato, che quest'anno partiranno leggermente in ritardo per lo slittamento di campionati e coppe europee. Il 2021, tra l'altro, coincide con il venticinquesimo anniversario della serie di Konami, e la compagnia ha anticipato che l'update arriverà a un "prezzo accessibile".

    I giocatori più navigati sanno che PES, però, offre un editor piuttosto libero nelle modifiche, tant'è che spesso la stessa community si prodiga per risolvere l'annoso problema delle licenze mancanti; l'aggiornamento quindi dovrebbe offrire, a nostro avviso, qualcosa in più di un semplice rimpasto delle rose, quantomeno per giustificare un esborso economico ancora da quantificare. In tal senso Konami ha parlato di altre novità, e sebbene sia logico mantenere le aspettative basse, vien da chiedersi quali possano essere le introduzioni promesse dall'azienda: il DLC gratuito UEFA Euro 2020 ha per esempio visto la luce nonostante la cancellazione del torneo calcistico, e per l'occasione i programmatori della compagnia nipponica hanno realizzato in maniera eccellente lo stadio di San Pietroburgo e il Wembley Stadium.

    La coppa europea potrebbe quindi vedere un doveroso "rebranding" all'anno successivo e, volendo chiedere uno sforzo extra a Konami, il roster di palazzetti godrebbe di qualche nuova aggiunta, specialmente considerando alcune future mancanze di PES 2021: ad esempio, è noto che le licenze di squadre come Inter e Milan, centrali nell'immagine del nostro campionato, non sono state rinnovate, quasi a simboleggiare che anche il fronte degli investimenti potrebbe conoscere "un periodo di pausa". Il publisher dovrà fare attenzione a non danneggiare l'immagine della serie. Un rischio che mettiamo in conto, considerando che Konami si sta muovendo in un campo inesplorato con una strategia inedita.

    New look

    Annunciare che PES 2022 sia un prodotto next-gen già in sviluppo chiarisce alcuni potenziali dubbi in seno alla community, che avrebbe potuto perfino interpretare la mossa dell'update (rumoreggiata da tempo) come un'azione rinunciataria. Così non sarà, e sappiamo anche che Konami si appoggerà a una non precisata versione del motore grafico di Epic Games. Date le tempistiche è improbabile che la compagnia nipponica utilizzi il portentoso Unreal Engine 5, dato che i tools saranno sì disponibili in forma anticipata agli inizi del 2021, ma arriveranno in via definitiva verso la fine del prossimo anno (ossia quando arriverà il capitolo next-gen di PES).

    È noto che Epic Games ha previsto una sorta di Unreal Engine "4.5", per accompagnare gli studi di sviluppo nel delicato salto generazionale. A nostro avviso, Konami potrebbe proprio essere una di quelle realtà a cui l'azienda di Tim Sweeney sta pensando, e non ci sentiremmo di escludere un'altra eventualità: i tools di "transizione" potrebbero prevedere tranquillamente degli aggiornamenti utili ad abbracciare la quinta incarnazione dell'engine, e ciò significherebbe che PES, in futuro, sfrutterebbe appieno le tecnologie di Epic. Osservando il tutto da questa prospettiva, il cambio di motore grafico appare come una prospettiva potenzialmente interessante, ma c'è anche un pericoloso rovescio della medaglia.

    Utilizzando il nuovo engine è ovvio che l'esperienza di gioco subirà pesanti modifiche e il delicato equilibrio a cui è giunta Konami, dalla fisica del pallone ai contrasti, potrebbero cambiare considerevolmente. Per ovvie ragioni è impossibile prevedere migliorie o peggioramenti, ma è logico attendersi una produzione dal taglio differente rispetto a eFootball PES 2020. Si tratta certamente di un rischio per il club giapponese, considerando che, ad oggi, il gameplay rappresenta il vero punto di forza di Pro Evolution Soccer.

    Ecco allora che la mossa di Konami, oltre che apparentemente "obbligata", mostra il fianco a un'indeterminatezza che la compagnia dovrà disinnescare al momento giusto. Cionondimeno quella dell'azienda nipponica ci è parsa una strategia rispettabile, onesta e coraggiosamente diversa, nella speranza che un simile approccio possa portare i suoi frutti e permettere al team di affrontare al meglio il campionato calcistico della next gen.

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