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PES League: Porto dolce e amaro per i colori italiani

SIamo volati in Portogallo per assistere alle fasi finali della Season 2 della PES League, ultima tappa prima del mondiale di giugno. Ecco come è andata!

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  • Porto è una città dal fascino antico. Sfida l'immensità dell'oceano Atlantico, appollaiata sulla riva del fiume Duero, via attraverso cui un tempo giungevano le preziose uve da cui si ricava l'omonimo, gustoso vino liquoroso. Tra le sue stradine lastricate e le innumerevoli architetture barocche ricoperte di "azulejos", le celebri maioliche azzurre, non si subisce la fascinazione della sola storia.
    Si percepisce un'altra passione: quella per il pallone.
    Per chi mastica poco il calcio, Porto vanta una delle tradizioni calcistiche più importanti e antiche non solo del Portogallo ma anche d'Europa. La squadra di casa, infatti, si fregia di decine di scudetti vinti, di innumerevoli trofei nazionali, due Champions e due Coppa UEFA in bacheca, oltre alla Coppa Intercontinentale.
    La città guarda con nostalgia all'epoca d'oro dello Special One José Mourinho che, prima del suo approdo all'Inter, seppe portare il Porto in vetta all'Europa, a fronte delle meno esaltanti prestazioni degli ultimi anni. Non si può poi non citare il Boavista, anch'esso celebre club della città portoghese.

    Road to the World Championship 2019

    Non stupisce, dunque, che Konami abbia scelto proprio questa suggestiva "capital do norte" per ospitare la finale regionale europea del campionato dedicato a Pro Evolution Soccer. Noi siamo volati a Porto per goderci la due giorni di torneo e, ovviamente, tifare Italia dopo il grande percorso dei nostri connazionali nel corso della season precedente.
    Questa è, infatti, la seconda finale regionale della PES League. Il campionato si compone di due stagioni che si svolgono all'interno delle tre regioni competitive principali (Asia, Americhe, Europa) e presenta due distinti tornei: per 1vs1 e Co-Op (3vs3).

    La prima, andata in scena a Liverpool il dicembre scorso, ha visto trionfare Ettore Giannuzzi per la modalità 1vs1 e i Broken Silence (composti sempre da Ettore Giannuzzi, Luca Tubelli e Alex Alguacil) per la modalità 3vs3. Anche il secondo gradino del podio si è tinto d'azzurro, grazie all'ottima prestazione di Emiliano Spinelli, player da sempre al top, già campione di Germania e qualificato al mondiale del prossimo giugno come runner up, sconfitto in finale proprio da Ettore. Emiliano era peraltro presente a Porto come "semplice" visitatore tifoso non troppo disinteressato.

    Un po' d'Italia in Portogallo

    A Porto, dicevamo, l'Italia è stata comunque ben rappresentata. Segno che il nostro Paese può vantare grandi talenti nonostante, ahinoi, la scena nazionale sia praticamente arida di eventi ufficiali. Basti pensare che i nostri azzurri vengono raggruppati nella categoria "Resto del Mondo" assieme a giocatori di caratura internazionale come gli iraniani e i sauditi, provenienti sì da scene emergenti ma caratterizzate da una crescita impressionante grazie al foraggiamento di investimenti milionari e, in alcuni casi, dal supporto dei rispettivi governi.
    Un trend, quello del nostro paese, confermato anche dai ragazzi presenti in Portogallo: "purtroppo in Italia la scena competitiva non è molto attiva. Non ci sono eventi ufficiali e il nuovo formato adottato quest'anno per le qualificazioni non aiuta".
    Gli atleti azzurri, comunque, hanno superato ogni avversità e ce l'hanno fatta a essere in terra portoghese.
    Renzo Lodeserto, ormai giocatore tra i più esperti del titolo Konami in forza al Team Mkers, ha partecipato sia nel formato singolo sia nel torneo 3vs3, assieme ai due compagni di squadra serbi KepaPFC1994 e Roksaczv22.

    La formazione dei Pro2be, invece, ha schierato il trio composto da Salvatore Gagliardo, Giuseppe Spagnolello e Umberto Frusciano per il 3vs3. Una realtà tutta italiana, quest'ultima, ancora molto giovane ma in forte crescita come dimostrano i risultati conseguiti non solo su PES ma anche in altri titoli come FIFA e (prossimamente?) su MotoGP.
    I Pro2be, insomma, hanno scelto tutte scene competitive che trovano una corrispondenza reale: "...ci vogliamo concentrare nei titoli sportivi, perché è un ottimo modo anche per far capire alla gente cos'è l'esport attraverso, appunto, lo sport", come ci ha confermato Arcangelo Manfredonia, Co-founder e social media director di Pro2be. La squadra era al loro primo torneo internazionale, giunti forti di un percorso di qualificazione quasi irreprensibile.
    Il livello di questo round portoghese, però, è stato veramente molto alto, data la presenza di giocatori di primo livello che al tentativo precedente non avevano raggiunto la qualificazione. I Pro2be hanno salutato il torneo ma senza grossi rimpianti: "questa esperienza serve per crescere, maturare e fare meglio per le prossime sfide. Per noi è già stato importante essere qui con i ragazzi".

    "Chi non tira in porta non segna" [cit.]

    Abbiamo voluto prendere a prestito una frase di un pilastro del calcio di tutti i tempi, Vujadin Boskov, perché riassume perfettamente l'andamento del torneo, almeno per i nostri portacolori. Come dicevamo, l'evento ha visto confluire verso il Portogallo le migliori formazioni europee per il torneo riservato alla modalità co-op. Spiccavano le divise del Monaco, dello Schalke 04, del Barcellona di Alex Alguacil, quest'ultimo presente per tentare di agguantare il pass mondiale per il singolo sfuggitogli in precedenza.
    I Mkers, rispettando aspettative e pronostici, hanno tenuto a bada gli avversari conquistando una meritatissima finale. Questo grazie a ottime prestazioni e a una costanza invidiabile. A far loro da contraltare c'erano due ragazzini terribili: i QueDesShlags, francesi veraci dalla fame di vittoria incontenibile.
    Due, avete letto bene. Il terzo componente si è sentito male e non ha potuto prendere parte al torneo. L'inusuale 3vs2 non è vietato dal regolamento, come ci conferma Spinelli, "ma può essere più facile coordinarsi, visto che c'è un componente in meno con cui dover discutere". "Varia a seconda delle situazioni e dell'affiatamento del team" secondo Renzo Lodeserto.
    Ad ogni modo, dato il ruolino di marcia tenuto dalle due squadre, queste erano destinate a scontrarsi proprio nella finalissima.
    I cinque giocatori, giunti stremati dopo ore di serrata competizione, hanno dato il via a una delle partite più belle che abbiamo visto negli ultimi tempi.

    Gioco, ritmo e intensità hanno caratterizzato un match tiratissimo da ambo le parti. Occasioni sprecate, sfortuna e tatticismo hanno fatto volare i primi novanta minuti, finiti con un rocambolesco pareggio a pochi secondi dalla fine.
    Ma, dicevamo, chi non tira in porta non segna, un assunto divenuto drammaticamente vero poco prima della fine dei supplementari. Centodiannovesimo minuto, occasione della vita per il Team Mkers: portiere battuto, porta sguarnita. Platea tutta in piedi, l'atmosfera carica di tensione nell'attesa di esplodere in un unico grido. Invece, il pallone viene gentilmente accompagnato oltre la linea di fondo a un centimetro dal palo. Il giocatore dei Mkers, semplicemente, non ha tirato. L'occasione gettata al vento ha sicuramente innervosito i giocatori che, subito dopo, hanno dovuto affrontare la roulette russa più temuta del calcio. I sogni dei Mkers si sono infranti proprio ai rigori. Come da tradizione, potremmo dire. Sembra una maledizione che, evidentemente, colpisce anche nell'esport oltre che nel calcio reale.

    Calcio champagne

    Il torneo 1vs1 è stato caratterizzato da un agonismo altrettanto alto. Alla fine di giorni estremamente combattuti, tra cui si è distinto per difficoltà quello in cui è finito Renzo Lodeserto, i migliori otto sono confluiti nel bracket a eliminazione diretta. E proprio nei quarti il cammino del player dei Mkers, sino a quel momento molto efficace, ha subito il colpo ferale ad opera di un giovanissimo ma talentuoso britannico. Lodeserto, pur sotto di due lunghezze, non si è dato per vinto ed è riuscito a pareggiare. Ostrybuch, però, non ha lasciato scampo al barese.
    Stessa sorte è toccata anche al compagno di Ettore e Luca nei Broken Silence, lo spagnolo Alex Alguacil. Ha dovuto capitolare allo strapotere del giocatore del Monaco, Usmakabyle. Quest'ultimo, peraltro, è l'unico giocatore assieme a ETTORITO ad aver vinto due campionati del mondo e che punterebbe ora a insidiare il trono dell'italiano, stando alla sfida urlata a squarciagola alle telecamere e lanciata proprio a Ettore.

    La finalissima del secondo giorno si è protratta ai rigori e si è tenuta tra l'idolo di casa Christoper_pw (portoghese all'anagrafe ma francese d'adozione) e proprio il "monegasco" Usmakabyle. Il match è stato un continuo ribaltamento di fronte e i due contendenti si sono trascinati sino alla fine dei supplementari sul punteggio di 4 a 4. Esattamente come accaduto per gli italiani il giorno prima, lo spettro dei rigori ha iniziato a metter pressione ai giocatori. Ad avere la peggio è stato il portoghese, che ne ha sbagliati ben due spianando così la strada alla vittoria di Usmakabyle. La Francia, dunque, porta sia un team sia un singolo (uno tra i più forti al mondo, tra l'altro) al prossimo World Championship.

    L'arbitro manda tutti a bere un tè caldo!

    Ora, spazzati via i coriandoli piovuti sul vincitore e spenti i riflettori, ci sentiamo di fare un paio di considerazioni di carattere generale. La volontà di Konami di puntare sull'esport è chiara ed evidente. La strada, però, appare in salita. Nonostante l'evento sia stato organizzato con tutti i crismi, la divisione competitiva, per il futuro, dovrà concentrarsi su diversi aspetti di non poco conto. Anzitutto, a nostro avviso, bisognerebbe rivedere il formato del campionato e dare la giusta visibilità a tutti i giocatori che partecipano agli eventi live.
    In secondo luogo è necessario creare un maggiore coinvolgimento, che non si limiti solamente agli eventi più importanti. Questo soprattutto sotto il profilo dello spettacolo, sui social e in streaming con caster e analyst in grado di coinvolgere di più il pubblico. Infine promuovere e favorire la nascita di singole scene nazionali, così da dare la possibilità ai giocatori di confrontarsi e partecipare allo stesso livello degli avversari di altri paesi.

    Ad ogni modo, se Konami riuscirà a bissare il successo della scorsa edizione del World Championship, potrebbe essere un altro piccolo passo verso l'affermazione dell'esport a tema calcistico. Non ci resta che attendere maggiori informazioni su data e location che, se tutto va bene, dovrebbero giungere già nel corso di questa settimana. Noi, ovviamente, non vediamo l'ora di tifare per gli italiani che, siamo sicuri, riusciranno a regalare ancora forti emozioni e, magari, un altro titolo mondiale.

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