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PES World League: Ettore Giannuzzi scrive la storia, è doppietta mondiale

Ettorito97 conquista il titolo iridato sia nella modalità 1v1 che a squadre con l'italiano Luca “IlDistruttore44” Tubelli e lo spagnolo Alex Alguacil.

speciale PES World League: Ettore Giannuzzi scrive la storia, è doppietta mondiale
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  • Da oggi la storia competitiva di Pro Evolution Soccer, titolo calcistico made by Konami, ha la sua divinità: si chiama Ettore ed è italiano, pugliese di Giovinazzo. Nella scena di PES è probabilmente il giocatore più conosciuto al mondo. Ha iniziato a giocare nel 2009 a 12 anni, diventando l'anno successivo campione italiano e medaglia d'argento al mondiale. Nel 2011 conquista ad appena 14 anni il titolo di campione del mondo della PES League. Si qualifica alla fase finale del torneo per sette volte, partecipando a quattro finali. Cinque, contando l'ultima disputata il 21 luglio 2018 a Barcellona nella splendida location della Cùpula. Ed è proprio nella capitale catalana che Ettore scrive la storia di PES conquistando non solo il suo secondo titolo mondiale ma diventando anche il primo giocatore al mondo a ottenere la doppietta vincendo sia nella modalità 1v1 che a squadre.

    Due volte sul tetto del mondo

    Una nottata che Ettore difficilmente dimenticherà perché non capita tutti i giorni di alzare due volte il trofeo mondiale. Un'impresa riuscita grazie al sostegno della propria famiglia e degli amici che lo hanno seguito fino a Barcellona per sostenerlo. Ma anche grazie ai suoi compagni di squadra e di allenamento, ormai amici di e da una vita: lo spagnolo Alex Alguacil e l'italiano Luca "IlDistruttore44" Tubelli, napoletano e tifoso del Napoli a dispetto della juventinità di Ettore. Insieme i tre hanno conquistato il titolo europeo a Berlino, qualificandosi come testa di serie per le finali mondiali della PES League nella modalità CO-OP. Se come squadra partivano come favoriti del torneo, in pochi pensavano che Ettore avrebbe continuato il proprio percorso anche individualmente. Non per mancanza di fiducia nei suoi confronti ma perché l'anno competitivo non è stato certo dei migliori.

    Ma com'è dura la salita

    Iniziata a novembre, la PES League World Tour ha richiesto enormi sforzi e sacrifici per mesi interi per qualificarsi alle finali. Ettore ha partecipato a tutte e tre le tappe mondiali: Asia, America ed Europa. Nella prima è uscito ai gironi; nella seconda ha raggiunto i quarti di finale, perdendo contro il brasiliano Henrykinho; nel Vecchio Continente ha perso in semifinale contro il giapponese Sofia, poi vincitore del torneo. L'allenamento in vista della competizione non è stato nemmeno preparato a dovere, dovendo giocare nella modalità PES League, disponibile solo offline. "Mi sono allenato con mio padre", ammette candidamente Ettore: "Non c'era altro modo per utilizzare questa modalità se non con amici e parenti."

    Si è così presentato a Barcellona senza nulla da perdere dopo un 2018 avaro di risultati ma con uno storico di tutto rispetto e abbastanza punti circuito da permettergli di partecipare. Così come il suo compagno di squadra nel team Broken Silence, lo spagnolo Alejandro Alguacil Segura: quarti di finale in Asia, semifinale in America e finale, persa, in Europa. Lo stesso non può dire Luca Tubelli, la cui qualificazione è scappata per un soffio. O come il campione del mondo 2017, il brasiliano Guilherme "GuiFera" Fonseca, impossibilitato a difendere il titolo, a dimostrazione di quanto anche la sola qualificazione al mondiale sia stata difficoltosa.

    Contro ogni pronostico

    L'avventura di Ettore non si presenta bene nemmeno il giorno del sorteggio dei gironi: Alex Alguacil, suo compagno di squadra, Sofia, sua bestia nera, e Henrykinho, contro cui aveva perso lo stesso anno in America. Un gruppo da cui era già complicato uscirne qualificati. Ettore fa di più: il girone lo passa da primo della classe. Vince 2-1 contro il brasiliano per poi perdere contro il giapponese. Sofia sembra realmente il tipico avversario stregato contro cui nulla è possibile: Ettore gioca un grandissimo calcio ma la palla entra solo una volta. Ed è una in meno dell'avversario.

    La classifica si fa complicata e diventa necessario battere l'amico Alex per passare il turno, rischiando al tempo stesso di buttarlo fuori. L'amicizia? Sì, fuori dal campo di gara. Ettore non guarda in faccia nessuno e glaciale come solo lui sa, mette da parte ogni sentimento e colpisce duro: 3-1. Per fortuna di Alex il nipponico Sofia è fermato dal diciassettenne di Belo Horizonte, il più giovane della competizione. Ettore e Alex avanzano così insieme in un gioco del destino che li vedrà nuovamente davanti solo in finale.

    Enjoy the...Broken Silence

    Nel frattempo c'è un'altra competizione da onorare: la CO-OP 3v3. I Broken Silence di Alex, Ettore e Luca partono favoriti, è vero, ma nessuna coppa si conquista da sola. Lo sanno benissimo i loro avversari brasiliani del TopPES Brazil che non si fanno intimorire e partono con una vittoria nel match alla meglio delle tre partite. Il punteggio dice 3-2 per i verdeoro ma la realtà è molto più amara perché fino a metà secondo tempo il punteggio secco era di 3-0. Da un lato Alex ed Ettore sono molto provati dal girone di ferro appena terminato, dall'altra Luca è fresco, troppo. Non tocca PES dal mercoledì, quando è partito alla volta di Barcellona. È dal secondo tempo di quella partita che il trio italo-spagnolo si mette in marcia, blindando la difesa. La camminata prosegue trasformandosi in corsa e travolgendo gli avversari della finale: i Total Football. Un'impresa terminata solo ai rigori che abbiamo già raccontato approfonditamente. Ciò che non abbiamo ancora sottolineato è l'unione delle loro tre menti capaci di agire come una sola.

    La modalità cooperativa non è affatto semplice e costringe i giocatori a uscire totalmente dagli schemi a cui sono solitamente abituati da singoli. Un esempio è la squadra francese dei NEO Esports: individualità di spessore e di altissimo livello, incarnate da Jeremy "TioMiit" Bruniaux, vincitore del Gruppo A. La squadra composta da Lotfi, TerribleTank e Kampfer, invece, non riesce proprio a girare: contro gli olandesi del Total Football, richiamo nemmeno troppo velato al calcio totale olandese degli anni ‘70, le reti segnate nell'arco di due partite si contano sulle dita di un serpente. Zero. In generale la media dei gol nella modalità 3v3 è nettamente inferiore a quella in singolo: segnare è più difficile perché a tessere la tela devono essere tre giocatori che devono pensare contemporaneamente nel modo più similare possibile. La vittoria di Ettore, Luca e Alex sotto questo profilo assume epicità ancora maggiore.

    Dopo la vittoria, si torna sul campo

    Il viaggio dei due, come anticipato, non è finito. Prosegue nelle semifinali dell'1v1 in questo strano destino che prima li accomuna come amici e poi li separa come avversari. "Siamo amici ormai da tempo, abbiamo immenso rispetto l'uno dell'altro. Ci conosciamo a memoria e ci alleniamo sempre insieme ma oggi siamo pronti a darci battaglia vera", ripetono per tutta la sera a chi gli chiede come si comporteranno se dovessero ritrovarsi in finale. E il fato, come spesso accade, li accontenta. Alex supera il francese Tiomiit con una splendida rimonta di cuore e testa. Ettore imbriglia il gioco del brasiliano Felipe "FMestre" Forato Pereira e chiude la partita a reti inviolate: ma non quelle dell'avversario che ne subisce due.

    E allora la finale ha il sapore della tristezza. Perché chiunque vinca sarà felice per se stesso ma triste per l'amico. Perché l'amicizia è il più sacro dei sentimenti e non andrebbe violato. Sono le eccezioni a fare la differenza: e loro lo sono perché sanno che comunque vada l'affetto amichevole tra loro non verrà mai meno. E allora giù, a darsele di santa ragione. A prenderle però è Alex Alguacil che subisce tre reti tutte nel secondo tempo. Il primo si era chiuso sullo 0-0 con un palo di Alex e un fuorigioco clamoroso che ha interrotto in modo fortuito un'azione pericolosa per Ettore. Come un pugile che subisce, chiuso in un angolo, ma non demorde, l'azzurro esce fuori nella ripresa con la testa e la freddezza dimostrata lungo tutto il torneo: il punteggio al 74esimo segna 3-0 per il cinque volte finalista del mondiale. E questa volta, come nel 2011, è vittoria. Ma, soprattutto, è storia: perché una doppietta così non era mai riuscita a nessuno. Ettore oltre alla gloria si porta a casa 72.000 $; 36.000 per Luca.

    Dopo lo spettacolo, le riflessioni

    PES ha saputo regalare con l'evento di Barcellona emozioni indescrivibili per noi italiani. La sensazione è che la scena esport azzurra ha piantato un enorme radice nel titolo Konami. Ettore però non nasce oggi: nasce anni fa e per tutti questi anni ha continuato a farci sognare e a lottare per tutto il movimento, spesso senza ricevere il giusto supporto dalla community. E invece Ettorito97 è tra i più conosciuti al mondo su PES ad appena 21 anni. Un giocatore così su altri titoli sarebbe probabilmente conosciuto nell'intera scena esport, anziché essere relegato solo ed esclusivamente nella propria. La colpa? Difficile dirlo. Konami recita indubbiamente un ruolo da protagonista scomodo in tutto questo, apparentemente incapace di fornire a Pro Evolution Soccer l'attenzione mediatica che meriterebbe. Il 2018 di PES si chiude con un evento con i fiocchi, organizzato in una delle location più adatte a ospitare un evento esport. La Cùpula di Barcellona incanta per la sua struttura ma è chiaro che c'è ancora da lavorare se il pubblico non è quello delle grandi occasioni. Altro punto da approfondire è la decisione di non incrementare il montepremi ma anzi di dividerlo tra la modalità singola e di squadra: quest'anno Ettorito97, vincendo in entrambe le categorie ha ottenuto 72.000 $; l'anno scorso, arrivando secondo nel solo 1v1, di verdoni ne aveva portati a casa 100.000 $.

    Le intenzioni, tuttavia, sono chiare: l'esport deve diventare una caratteristica peculiare in casa Konami e non a caso si sono affidati a una delle realtà europee più avveniristiche in tal senso: la Esports Media Rights tra i cui investitori vanta persino Gerard Piquè, calciatore del Barcellona. Non solo EMR è una delle principali aziende impegnate nell'organizzazione e promozione degli eventi esport ma detiene anche la eFootball Pro, il progetto della prima competizione internazionale con i migliori club di calcio al mondo. I primi a entrarvi sono stati lo stesso Barcellona e lo Schalke04, a cui dovrebbero seguire, secondo alcune voci, il Monaco, il Celtic, il Sao Paulo e persino un'italiana: quale? È di Milano e non è rossonera.
    I piani futuri di Konami sono limpidi: per PES potrebbe essere l'affermazione della sua scena esport. Nell'attesa l'Italia si gode i suoi due nuovi campioni del mondo. Nell'anno in cui l'Italia calcistica ha vissuto da spettatore i mondiali di Russia, due giovani ragazzi ci hanno permesso di sognare a occhi aperti. Ed è a loro che va dimostrato tutto il nostro affetto: perché competere nei videogiochi comporta una vita di sacrifici, non sempre ripagati.

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