Pikmin 3 Deluxe: Quattro ragioni per non perdere il ritorno su Switch

Ecco perché Pikmin 3 potrebbe non essere un porting come tanti altri, ma anzi un gioco meritevole di tutta la vostra attenzione.

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  • Switch
  • Si narra che la saga di Pikmin, nata su GameCube nell'anno 2001, derivi dall'improvvisa passione di Shigeru Miyamoto per il giardinaggio. Un'infatuazione che portò il geniale game designer padre di Zelda e Super Mario a immaginarsi un microcosmo nascosto, un universo segreto vissuto rigorosamente dal basso, da un'altezza in cui persino un quadrifoglio può diventare gigantesco. Un mondo insolito e selvaggio fatto di esserini operosi che collaborano per il bene comune, tra minacciose creature a metà strada fra alieni e insetti e oggetti d'uso comune abbandonati dall'uomo, che come per magia si trasformano in esotici tesori leggendari. Una serie che nonostante due seguiti diretti (rispettivamente Pikmin 2, pubblicato sempre su Gamecube nel 2004, e Pikmin 3, pubblicato nel 2013 su Wii U) e uno spin-off portatile (Hey! Pikmin, pubblicato nel 2017 su 3DS) non sembra essere mai riuscita a entrare davvero nel novero dei titoli che fanno parte del sacro pantheon dei primissimi della classe marchiati Grande N. No, neppure a dispetto di una qualità media decisamente elevata e di un'ispirazione assolutamente fuori dal comune. In questo senso, lo sbarco di Pikmin 3 Deluxe su una console incredibilmente popolare come Nintendo Switch potrebbe assicurare al Capitano Olimar e ai suoi fedeli compagni una ribalta tutta nuova, consacrando definitivamente - un po' come avvenuto per Luigi's Mansion 3 - un franchise originalissimo che avrebbe meritato una sorte ben diversa. Eccovi allora quattro ragioni per non sottovalutare in nessun modo un videogioco speciale, che dal prossimo 30 ottobre potrebbe farvi perdutamente innamorare di sé; quattro risposte alla domanda "perché non dovreste perdervi Pikmin 3 Deluxe?".

    Lo hanno giocato in pochissimi

    La verità è che Pikmin 3 è una specie di un brutto anatroccolo che finalmente meriterebbe di diventare uno splendido cigno: uno sfortunato Calimero che, non si capisce per quale bizzarra e crudele ragione, sembra essere stato ignorato anche dai pochi, temerari possessori di Wii U.

    Perché, fateci caso, quando si parla dello sfortunato e discutibilissimo successore di Wii, anche se non soprattutto nei discorsi a posteriori, Pikmin 3 non viene pressoché mai menzionato: si cita giustamente l'esimio Splatoon, ci si ricorda di Bayonetta 2, di Super Mario 3D World, di Super Smash Bros e di Mario Kart 8. Al limite saltano fuori Donkey Kong Country: Tropical Freeze, Super Mario Maker e Xenoblade Chronicles. Pochi saggi intenditori non si dimenticano di The Wonderful 101... eppure Pikmin 3 - che tra l'altro del non certo fenomenale GamePad fece un utilizzo niente male nella gestione della mappa visualizzata sul secondo schermo - sembra essere stato quasi rimosso dalla memoria collettiva, puntualmente ignorato e condannato a una triste invisibilità nonostante il suo innegabile valore. La pubblicazione su Nintendo Switch deve essere insomma il momento del riscatto, il lieto fine che una produzione così stracolma di passione si meriterebbe proprio. Insomma, sapete cosa fare, ci siamo intesi.

    Il capitolo più completo


    OK, come anticipato prima purtroppo nessuno o giù di lì se n'è effettivamente accorto, ma Pikmin 3 non è solo un grandissimo videogame. No, Pikmin 3 rappresenta anche l'apice di una saga che proprio con il suo terzo capitolo aveva dimostrato di essere arrivata alla maturazione, al punto giusto in cui con consapevolezza e padronanza si riescono a mettere a frutto idee brillanti che erano emerse sin dagli albori.

    Perché il terzo capitolo era riuscito a irrobustire la struttura un po' sbrigativa e per certi versi limitata dell'originale, incorporando anche le novità in fatto di Pikmin "alternativi" viste e apprezzate nel seguito. Una summa di meccaniche di gameplay, di abbondanza di contenuti e di ambizione in termini di design dei livelli davvero degna di nota, per quello che di fatto incarna non solo quanto di meglio il franchise sia stato in grado di offrire, ma anche un eccellente punto di partenza per riuscire ad apprezzare uno strategico in tempo reale come nessun altro, con quel peculiare retrogusto di "Nintendo difference". E scusate se è poco.

    Unico

    Shigeru Miyamoto è una garanzia leggendaria, di quelle che basta il nome per raddrizzare all'istante le orecchie, ma il bello di Pikmin è che da sempre si tratta una saga capace di far emergere con forza la classe e l'ispirazione di un genio visionario, uscendo un po' dai canoni della tradizionale Nintendo del Regno dei Funghi. La serie con protagonista Olimar ha infatti uno stile adorabile e originalissimo, immediatamente riconoscibile proprio perché diverso da tutto il resto (dentro e fuori dall'universo della Grande N): Pikmin è semplicemente Pikmin, senza ispirarsi o scimmiottare nessun altro né in termini di estetica né di gameplay.

    Forse non lo sapete ancora, ma in realtà siete già fan di questi fragili, combattivi esserini alti appena pochi centimetri: sensazionali soldatini colorati che vi ruberanno il cuore, occhiuti ibridi fra animali e piante disposti a dare tutto per voi - con tanto di flebile animella che abbandona visibilmente il corpo quando qualcuno di loro cade coraggiosamente in battaglia o viene ucciso da un ambiente ostile.

    Il risultato è un'Odissea spaziale a misura di aiuola, scandita dal sorgere del sole: un RTS squisitamente a misura di controller, che richiede un mix inebriante di strategia nella gestione delle improvvisate truppe e di destrezza da gioco d'azione. Il tutto con un costante e impagabile senso di scoperta, di mistero, di avventura da una prospettiva insolita, che può trasformare il ritrovamento di un tappo di bottiglia o di una batteria abbandonata (a proposito, geniale il product placement di Duracell) in una meraviglia fuori dal tempo. Una Nintendo che dà il meglio di sé, come avrete modo di sperimentare di persona il prossimo autunno.

    Una chance di riscatto

    Luglio 2015: per usare un eufemismo Wii U non sta esattamente facendo faville, Nintendo Switch è ancora solo e soltanto un nome in codice (NX) destinato a rimanere tale per un po', e la Casa di The Legend of Zelda non se la sta passando benissimo, reduce da un E3 non propriamente epocale con protagonisti Super Mario Maker, Star Fox Zero e Yoshi's Woolly Word (più Metroid Prime: Federation Force, chi dimentica è complice). Ma ecco che, dal nulla, Shigeru Miyamoto sgancia in un'intervista con Eurogamer la bomba che nessuno si aspetta: Pikmin 4 esiste, è effettivamente in sviluppo ed è addirittura "quasi prossimo al completamento".

    Un'affermazione in seguito confermata anche dalla stessa Nintendo in una dichiarazione ufficiale, segno che no, non si trattava di un errore di traduzione o di chissà che altro. Fast forward a oggi: cinque anni e una generazione di console più tardi, di Pikmin 4 non esiste traccia alcuna. Scomparso nel nulla, svanito dai radar ancor prima di un annuncio canonico, senza neppure vedere un artwork o uno straccio di logo. Nada, niente, ciao.

    E no, Pikmin 4 non poteva prosaicamente essere Hey! Pikmin, perché lo spin-off portatile non è stato sviluppato internamente da Nintendo EAD - bensì da Arzest, i creatori di Yoshi's New Island - e perché a giugno 2017 Miyamoto aveva riconfermato, sempre ai microfoni di Eurogamer, che "lo sviluppo procede, ma il reparto PR mi ha raccomandato di non dire niente di più". Il mistero si infittisce, ma la speranza è che il ritorno di Pikmin 3 possa servire non solo per concedere un'altra meritata chance a un titolo Wii U, quanto piuttosto come ghiotto antipasto in vista di un episodio inedito, magari non troppo in là nel tempo.

    Quindi incrociamo le dita, e nel mentre godiamoci un'edizione Deluxe completa di extra come un prologo e un epilogo nuovi di zecca, alcune migliorie nell'esperienza (dal bilanciamento dei nemici al sistema di mira) e qualche altra chicca da scoprire. L'appuntamento è fissato per il 30 ottobre, come da manuale al sorgere del sole: io personalmente non vedo l'ora di imbarcarmi di nuovo per il pianeta PNF-404, per gustarmi come se fosse la prima volta un'avventura prodigiosa.

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