Pikmin: origine ed evoluzione della serie di Shigeru Miyamoto

Nel 2001 Miyamoto stupiva il pubblico col lancio di una nuova IP, destinata a trovare la sua massima espressione in Pikmin 3, pronto a tornare su Switch.

Pikmin 3 Deluxe: cinque cose da sapere
Speciale: Nintendo Switch
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  • Switch
  • "Il prossimo Mario sarà Pikmin": questa è l'espressione che si dice abbia accompagnato lo sviluppo della prima avventura dedicata ai piccoli esserini di casa Nintendo. Non pago della creazione di franchise quali The Legend of Zelda o lo stesso Super Mario, Shigeru Miyamoto mirava a dar vita a una nuova creatura videoludica in grado di conquistare il pubblico con il proprio carisma e un gameplay dinamico e coinvolgente. Dalla tradizionale ambizione e cura per i dettagli che da sempre accompagna l'attività del leggendario game designer, nel 2001 nasceva dunque l'inedita IP Nintendo.

    Pur lontano dal successo commerciale del baffuto idraulico italiano, l'universo di Pikmin non tardava a ritagliarsi un posto speciale nel cuore di moltissimi videogiocatori, tanto che il primo sequel vide la luce già nel 2004. Esordite su GameCube, le due avventure Nintendo furono in seguito protagoniste di un secondo debutto su Wii, mentre per un terzo capitolo sarebbe stato necessario attendere quasi dieci anni. Pubblicato nel 2013 sullo sfortunato Wii U, Pikmin 3 è ora pronto a ritornare sulla ben più popolare Nintendo Switch in un ricco formato Deluxe. Vero e proprio capolavoro racchiuso in un variopinto microcosmo, il terzo capitolo rappresenta la massima espressione del franchise: ma come si è arrivati a questo risultato? In attesa di tornare a esplorare PNF-404 (per saperne di più, ecco la nostra anteprima di Pikmin 3 Deluxe), compiamo un piccolo viaggio nel tempo alla scoperta delle origini dell'opera di Miyamoto!

    Un piccolo esercito di Mario...o di Pikmin?

    Una leggenda molto diffusa vuole che l'ispirazione per la creazione di Pikmin abbia folgorato il suo ideatore durante un quieto osservare della natura all'opera nel rigoglioso giardino della sua abitazione di Kyoto. In verità, Miyamoto ha più volte smentito questa poetica visione, facendo coincidere le origini del titolo con il Nintendo Space World del 2000. Durante l'evento fu presentata una demo tecnica di GameCube, denominata Super Mario 128: quest'ultima, per mostrare le potenzialità del nuovo hardware, ospitava a schermo proprio 128 piccoli idraulici.

    A quella visione, Miyamoto fu colpito dal pensiero che avrebbe potuto essere parecchio divertente dar vita a un piccolo esercito di creaturine pronte a seguire le indicazioni del giocatore. Si originava dunque così, ben lontano dalla pace di un verde giardino, il germoglio creativo che avrebbe condotto alla nascita della serie.

    Accompagnando i primi mesi di vita di GameCube, Pikmin si faceva strada sul mercato nipponico sul finire del 2001, conquistandosi grandi apprezzamenti da parte di pubblico e critica. Con una commistione tra elementi gestionali, strategici, puzzle e action, l'esclusiva Nintendo proponeva una formula di gameplay fresca e coinvolgente. Complessa da inquadrare in un unico genere preciso, la produzione è stata definita da Miyamoto come un esempio di "AI Action", ovvero "Un titolo action in cui i giocatori guidano un certo numero di Pikmin, e in cui i Pikmin si muovono grazie all'Intelligenza Artificiale".

    Adorabile alter-ego del pubblico, il protagonista di Pikmin è il minuto Capitano

    Olimar, veterano esploratore spaziale originario del pianeta Hokotate. In seguito a un incidente, il nostro astronauta si ritrova naufrago sulla superficie di un corpo celeste sconosciuto. La sua fedele navicella, la S.S. Dolphin, si è frantumata in 30 parti, dispersesi in questo ignoto angolo di universo. Alla già infausta circostanza, si somma il fatto che l'atmosfera del pianeta è completamente irrespirabile per il nostro protagonista. Quest'ultima è infatti composta di ossigeno, incredibilmente nocivo per gli abitanti di Hocotate!Al nostro piccolo Capitano Olimar, dall'imponente stazza di pochi centimetri, non resta dunque altro da fare che tenersi stretto il suo prezioso casco spaziale e avventurarsi alla scoperta della superficie del misterioso pianeta PNF-404. Il tempo a disposizione del protagonista per riassemblare la Dolphin, tuttavia, non è molto: l'autonomia offerta dall'attrezzatura all'esploratore, e di conseguenza al giocatore, è infatti di soli 30 giorni. Fortunatamente, strane creaturine sembrano essere più che disposte ad assistere l'astronauta nella sua difficile missione.

    Stiamo ovviamente parlando dei Pikmin, che in questo primo capitolo appaiono in tre differenti specie, ognuna delle quali dotata di caratteristiche peculiari. Dall'incerta natura in parte animale e in parte vegetale, questi esserini possono essere di colore blu, giallo o rosso. I Pikmin celesti sono gli unici in grado di avventurarsi in acqua, mentre quelli rossi sono particolarmente abili in combattimento, oltre che immuni alle fiamme. Infine, gli esemplari zafferano risultano essere molto agili e totalmente resistenti all'elettricità. Generosi e altruisti, i Pikmin sono genuinamente desiderosi di aiutare Olimar nella sua odissea.

    Il Capitano si ritrova così a poter dirigere un piccolo esercito composto di un massimo di 100 Pikmin, pronti ad assisterlo nell'esplorazione di PNF-404. E la loro presenza è essenziale: il pianeta, che altri non è che una versione della Terra in cui l'umanità è ormai estinta, è infatti decisamente insidioso. Una bizzarra fauna composta di meduse volanti, pericolose coccinelle bipedi, tapiri sputafuoco e insolite varianti d'insetti d'ogni tipo ne popola la superficie. Senza gli esserini a difenderlo, Olimar sarebbe perduto, ma i Pikmin non sono certamente immuni all'ecosistema in cui vivono. Al contrario, sembrano collocarsi proprio alla base della catena alimentare del pianeta, con pressoché ogni creatura aliena in ansiosa attesa di poter divorare i nostri minuscoli alleati.

    Prende così il via un'avventura indimenticabile, in cui la gestione dei propri

    piccoli amici sarà un elemento imprescindibile per garantirsi il successo. Le abilità dei Pikmin sono essenziali per avanzare negli stage del gioco, ambientati in deliziosi scenari naturali che risultano al contempo familiari ed estranei, grazie all'inedita prospettiva dalla quale ci si ritrova a esplorarli. Costellati di residui della civiltà umana, tra laghetti e steli d'erba è possibile avvistare oggetti d'uso comune, ma tra lattine e cocci di ceramica si annidano anche pericolosi predatori. Ed è qui che i Pikmin dimostrano tutto il proprio coraggio, trasformandosi in valorosi combattenti, pronti a lasciarsi scagliare da Olimar in direzione del pericolo, per poi procedere con un assalto inarrestabile. Insomma, creaturine dall'animo candido e genuinamente prezioso, la cui tenerezza ha contribuito a far innamorare moltissimi giocatori del titolo del 2001.

    Pikmin 2: evoluzione perfetta

    Come detto in apertura, la serie di Miyamoto ritornava su GameCube con un secondo capitolo già nel 2004, proponendo al pubblico un sequel che migliorava la formula originale sotto praticamente ogni punto di vista. Le fila del racconto riprendevano esattamente dalla conclusione del predecessore, col ritorno del buon Olimar al pianeta natio. Qui, il Capitano scopre che la Hocotate Trasporti, sua datrice di lavoro, è sull'orlo della bancarotta. Secondo quanto raccontato dal pilota Louie, un bizzarro coniglio spaziale ha assaltato una spedizione di preziose carote, causando alla ditta un'enorme perdita economica. Costretto a indebitarsi, il Presidente della Hocotate Trasporti è ora disperato.

    Prevedibilmente, la soluzione è tuttavia a portata di mano: di rientro dalla sua disavventura, Olimar ha portato con sé degli oggetti abbandonati risalenti all'epoca di prosperità degli esseri umani su PNF-404. Neanche a dirlo, le cianfrusaglie si rivelano essere un bene di lusso per gli abitanti di Hocotate, disposti a spendere discrete somme per aggiudicarsele. Alla luce di questa scoperta, non resta che un'unica strada percorribile: fare ritorno sul pianeta e raccogliere quanti più tesori possibile!

    Accompagnato da Louie, Olimar riparte dunque alla volta della patria dei Pikmin, disposti, ancora una volta, a offrirgli il proprio supporto. Per l'occasione, la famiglia delle creaturine è peraltro stata protagonista di un ampliamento, con l'aggiunta di due nuove specie di Pikmin. Da una parte, troviamo i Pikmin viola, particolarmente massicci e potenti, ma molto lenti; dall'altra gli scattanti Pikmin bianchi, in grado coi loro occhi rossi di individuare tesori sotterranei. Immuni al veleno, questi ultimi sono peraltro parzialmente indigesti alle creature ostili, che divorandoli subiscono dei danni.

    L'introduzione delle nuove tipologie di esserini incrementa la varietà del gameplay, processo a cui contribuiscono ulteriori elementi. Tra questi spicca la presenza dello stesso Louie: il co-pilota di Olimar non è infatti una semplice comparsa, ma, al contrario, un'utilissima aggiunta. I Pikmin rispondono anche ai suoi comandi, consentendo al giocatore di cimentarsi in un'operazione gestionale molto più stratificata che nel primo capitolo.

    Dividere le truppe Pikmin tra i due protagonisti sarà essenziale per ottimizzare le giornate trascorse su PNF-404, con un multitasking stimolante e ingegnoso. Ciliegina sulla torta, in Pikmin 2 risultava assente il vincolo al completamento dell'avventura entro 30 giorni virtuali, con i giocatori che potevano dunque dedicarsi liberamente all'esplorazione degli affascinanti stage.

    Pikmin 3: il capolavoro definitivo

    Nonostante l'ottima ricezione di Pikmin 2, i team Nintendo aspettarono quasi dieci anni prima di consentire ai giocatori di cimentarsi nuovamente con la saga. L'attesa fu tuttavia ben ripagata: nell'estate 2013, Pikmin 3 andava ad arricchire la libreria dello sfortunato Wii U con un vero e proprio capolavoro di game design. Tra innovazione e tradizione, il terzo capitolo della serie si qualificava istantaneamente come massima espressione dell'IP ideata da Shigeru Miyamoto.

    Conservando la formula a più protagonisti, il titolo pone al centro della vicenda un equipaggio composto da tre esploratori originari del pianeta Koppai: Alph, Charlie e Brittany.

    Con la propria patria in profonda crisi a causa di un eccessivo consumo di risorse naturali, il trio è in cerca di nuove fonti di sostentamento per scongiurare una carestia. Ovviamente, l'esplorazione dello spazio non poteva che condurli proprio su PNF-404, dove intrecceranno il proprio destino a quello del Capitano Olimar. La presenza di più astronauti consente a Pikmin 3 di conservare una delle meccaniche più apprezzate del secondo capitolo, ovvero la possibilità di suddividere le creaturine in diverse squadre operative. Con un multitasking ancora più stimolante grazie all'eccellente costruzione di livelli e ambientazioni, il titolo rende l'esplorazione di PNF-404 un'attività assuefacente.

    Tra cocci abbandonati pronti a dar forma a un ponte, placidi corsi d'acqua popolati di strane creature e scenari dai colori sgargianti, l'universo di Pikmin 3 invita senza remore il giocatore a scoprirne ogni angolo. Di conseguenza, risultava ancora una volta estremamente gradita la scelta dinon riproporre un vincolo temporale entro il quale completare la missione. Il trascorrere dei giorni non è tuttavia irrilevante in Pikmin 3: ogni sera, il nostro equipaggio deve infatti nutrirsi facendo affidamento esclusivamente sulle scorte alimentari reperite sul pianeta. Fortunatamente, PNF-404 è ricco di risorse familiari: brillanti limoni, mandarini, mele e molto altro attendono Charlie, Alph e Brittany. E i Pikmin, neanche a dirlo, saranno ben lieti di aiutarli a ricondurre le succulente vettovaglie all'astronave.

    Con il terzo capitolo, la famiglia delle creaturine accoglie due preziose aggiunte. Mettendo temporaneamente in disparte i Pikmin viola e bianchi, presenti esclusivamente in modalità secondarie, i Pikmin blu, rossi e gialli vengono affiancati da due nuove specie. I Pikmin rocciosi, simili a sassolini, sono pronti a scagliarsi contro le superfici più resistenti, per abbatterle fragorosamente. Altrettanto utili i Pikmin alati, in grado di sollevare ostacoli, raggiungere aree sopraelevate, sorvolare specchi d'acqua o ingaggiare battaglia con ostili creature volanti. Un vero e proprio arcobaleno di alleati pronti a fronteggiare la bizzarra e pericolosa fauna di Pikmin 3, arricchita rispetto a Pikmin e Pikmin 2 di predatori inediti e stravaganti.

    La maggior potenza offerta da Wii U rispetto all'era GameCube si traduceva

    evidentemente in una qualità grafica mai vista per la serie Pikmin. I dettagli delle suggestive ambientazioni naturali raggiungeva così un livello di dettaglio affascinante, mentre le adorabili animazioni dei nostri alleati ne accrescevano, se possibile, ancora di più la simpatia. Degna di nota peraltro la capacità di Pikmin 3 di sfruttare in maniera incredibilmente efficace il pad di Wii U. Lo schermo del tablet si trasformava infatti in una pratica mappa dei livelli, con i controlli touch che rendevano intuitiva e rapida la gestione contestuale di più gruppi di esplorazione.

    Pikmin 3 Deluxe Massima espressione della saga Nintendo, Pikmin 3 è ancora oggi un'opera più che meritevole dell'attenzione del pubblico. Capolavoro la cui diffusione è stata limitata dalle sorti dello sfortunato Wii U, il titolo si appresta a fare ritorno su Nintendo Switch nella sua versione definitiva. Pikmin 3: Deluxe propone intriganti contenuti aggiuntivi, che includono un prologo e un epilogo completamente inediti, oltre alla possibilità di affrontare l'intera campagna principale in modalità cooperativa a 2 giocatori. Un'occasione preziosa per recuperare una grande avventura, nella speranza che presto si profili all'orizzonte anche il tanto atteso Pikmin 4.

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