Playdate: una nuova console portatile che omaggia il Game Boy

A sorpresa, il publisher Panic Inc presenta sul mercato la sua nuova console portatile, tra innovazione e nostalgia.

speciale Playdate: una nuova console portatile che omaggia il Game Boy
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di

La notizia ha di per sé dell'incredibile, sia per il tempismo - l'E3 2019 avrà luogo tra un paio di settimane - sia perché proprio non ce l'aspettavamo: Panic Inc, publisher del pluripremiato Firewatch, ha svelato al pubblico Playdate, la sua prima console. Basta una fugace occhiata per capire che il concetto di "diversità" permei ogni oncia dell'hardware, che si presenta come un oggettino giallo dotato di un nostalgico schermo in bianco e nero e, per nostra grande sorpresa, di una piccola manovella in stile Resident Evil 2.

Neanche a dirlo, quest'ultima non è solo un riuscitissimo elemento di design - su cui troviamo la firma di Teenage Engineering - ma costituirà il sistema di controllo di alcuni dei titoli proposti. Ancora sbigottiti abbiamo raccolto tutte le informazioni disponibili su Playdate, inclusi il prezzo, il catalogo dei giochi e il periodo di lancio, non mancando di fare qualche doverosa considerazione sulla sua identità commerciale.

Storia di un piccolo grande sogno

Alla base della nascita di Playdate troviamo sia una questione personale, sia la voglia di raggiungere un nuovo traguardo professionale. Secondo Panic, infatti, ad oggi è molto difficile scatenare il brivido della sorpresa, anche nel mondo dei videogiochi. Proprio dal bisogno di sorprendere ha avuto origine la console portatile, pensata per essere un "prodotto complementare", da utilizzare negli intervalli tra una sessione e l'altra di gaming tradizionale.

Non bisogna però farsi ingannare: i giochi offerti da Playdate sono stati pensati e realizzati dai grandi nomi del mondo indie e non rappresentano una semplice mezz'ora di distrazione. Tornando al discorso professionale, la console è una sorta di punto d'arrivo di un percorso durato vent'anni, intrapreso da Steven Frank e Cabel Sasser nell'ormai lontano '99. Al tempo Panic era impegnata nello sviluppo di software per Apple Mac, come Audion, Transmit - un client per il trasferimento di file - e Coda. Non stupisce quindi che la compagnia abbia abbracciato il mondo iOS che, assieme al publishing di videogiochi, è al centro della sua "mission".

Forte del successo di Firewatch, e impaziente di curare l'approdo di Untitled Goose Game su Nintendo Switch e PC, Panic si è impegnata anche su un altro fronte, desiderosa di uscire dalla propria comfort zone e "salire di livello". In un viaggio di gioie e tribolazioni durato ben quattro anni, cinque dipendenti hanno trasformato l'idea su carta in un prodotto finito, conferendo a Playdate un sistema operativo personalizzato e il supporto a diversi linguaggi di programmazione.

In aggiunta, cooperando con i ragazzi di Teenage Engineering, è stato possibile dare il giusto carattere alla console, che si presenta a metà tra un omaggio ai tempi andati e un qualcosa di inedito. Portando avanti il processo creativo coi giusti tempi - in puro stile Panic - è avvenuto anche il contatto con gli sviluppatori, i quali si sono mostrati ben disposti a sfruttarne le caratteristiche per creare delle esperienze fuori dall'ordinario.

Il design, le caratteristiche e i giochi

Playdate è un gioiellino di stile che promette di offrire esperienze familiari ed inusuali al contempo. L'utilizzo del diminutivo è d'obbligo viste le sue misure (74mm?×?76mm?×?9mm) ma come è noto non sempre le dimensioni contano. Lo schermo in bianco e nero - che è stato definito "premium" dagli addetti ai lavori - è un LCD firmato Sharp, forte di una risoluzione di 400x240p e capace di mantenere chiara la visione anche in condizioni di forte luce diurna.

In aggiunta, nonostante siano minuscoli, gli speaker integrati di Playdate sembrano molto potenti, almeno per coloro che l'hanno provata, e non dovrebbero costringere al continuo utilizzo delle cuffie. Non possiamo esimerci inoltre dal menzionare anche il Bluetooth, l'ingresso USB type C e il Wi-Fi. Dopo l'elenco delle caratteristiche tecniche, giunge il momento di concentrarsi sui controlli veri e propri, perché le sorprese in tal senso non mancano.

Al pari dell'iconico Game Boy la nuova arrivata di Panic presenta una croce direzionale e i tasti A e B, ai quali affianca un aggeggino tutto nuovo, che poi è il vero elemento distintivo del prodotto: una manovella estraibile dal fianco destro.
Aggiunta da Teenage Engineering per - testuali parole - "allontanare i giocatori dalla psicosi degli schermi e controlli touch", la manovella è probabilmente la ragione per cui personalità come Keita Takahashi hanno deciso di supportare Playdate, creando dei titoli in esclusiva. Il papà di Katamari Damacy infatti è l'autore di Crankin's Time Travel Adventure, un gioco basato proprio su questa periferica.

Bandendo i controlli tradizionali, questa particolare avventura chi chiede di ruotare la manovella per muovere il protagonista, il quale inizia a spostarsi goffamente accompagnato da strambe sonorità. Non è detto che Bennett Foddy, Zach Cage e Shaun Inman - tutti e tre al lavoro su dei misteriosi giochi Playdate - faranno uso della manovella ma Panic ci ha tenuto a sottolineare una cosa: che siano più corti, lunghi, tradizionali o sperimentali, le opere della "stagione" saranno esilaranti, divertenti e votate al single player.

A tal proposito, è stato proprio il peculiare metodo di distribuzione del software a ispirare il nome della console, che punterà su un intrattenimento progressivo e a scatola chiusa.
Non appena il giocatore avvierà Playdate, infatti, darà inizio a una stagione di 12 settimane. Ogni lunedì, quando l'indicatore delle notifiche comincerà a lampeggiare, sarà possibile scaricare un nuovo gioco tramite Wi-Fi, aggiungendolo in via definitiva alla propria collezione.

In altre parole, dell'offerta ludica prevista sapremo poco o nulla anche nei mesi a venire, perché gli sviluppatori vogliono massimizzare l'effetto sorpresa e piantare il seme della curiosità nei cuori dell'utenza. Definita come "viva" e ricca di possibilità, la console potrebbe vedere l'uscita di ulteriori stagioni ma al momento Panic è interamente concentrata ad approntarne il lancio, che dovrebbe avvenire nei primi mesi del 2020 a un prezzo di 149 dollari.

Tanto coraggio, tante promesse... e perplessità annesse

Playdate sembra essere una celebrazione del videogioco nella sua forma più pura, un prodotto che non vuole concorrere con le grandi major ma ritagliarsi una nicchia tutta sua, attraendo chi è in cerca di esperienze fresche e divertenti. È impossibile non promuovere un'iniziativa del genere, almeno nelle intenzioni, ma non nascondiamo che abbia destato in noi una serie di perplessità.

Sebbene i ragazzi di Panic abbiano definito molto solide la CPU e la RAM della console, fatichiamo onestamente a trovare congruo il prezzo di lancio. La qualità e la varietà dei 12 giochi inclusi nel "biglietto d'entrata" potrebbe fare la differenza ma la scelta di proporli a scatola chiusa finirà per scoraggiare una parte dei curiosi. Pertanto, gli early adopter si troveranno a fare da cavie, dovendo testare in prima persona la bontà dell'offerta.

Un ruolo cardine in tal senso potrebbe giocarlo la stampa ma resta da capire in che modo Panic voglia rapportarsi coi media. Playdate non vuole far concorrenza a nessuno ma, a meno di eventuali contrordini, dovrebbe giungere sul mercato entro la prima metà del prossimo anno.

Non sappiamo quali sono i paesi che ospiteranno il suo debutto, e per ovvi motivi diamo per scontata la commercializzazione negli Stati Uniti. Senza neanche dover ricordare che probabilmente il 2020 sarà l'anno di PS5 e Xbox Scarlett, andiamo a concentrarci sul formato portatile, il cui pubblico potrebbe includere dei potenziali acquirenti di Playdate.

Citando le dichiarazioni di Jack Tretton sullo stato attuale della game industry, "la concorrenza oggi è ben più grande rispetto al 2013" e la cosa non vale soltanto per PlayStation. Tra il successo crescente di Nintendo Switch, il prossimo arrivo di Apple Arcade - che mira a far esplodere il gaming d'autore sui "meladispositivi" - e l'avvento di Google Stadia, ecco che i 150 dollari della console potrebbero costituire un serio freno alle vendite. Seppur con titoli firmati da creativi di comprovata esperienza e un design accattivante, non sappiamo quale potrebbe essere il reale appeal del prodotto di Panic. Ottenendo i consensi (e i riscontri economici) necessari, gli addetti ai lavori potrebbero pianificare nuove stagioni di giochi e prolungarne il ciclo vitale ma questo roseo futuro è ancora avvolto da un denso alone di incertezza.

PlayDate A metà tra un omaggio al Game Boy e una console portatile decisamente atipica, Playdate ci ha seriamente colpito nelle intenzioni. Il reclutamento di alcuni autori desiderosi di creare esperienze differenti - anche grazie alla già celebre manovella - è un fattore da non sottovalutare, ed ci risulta francamente difficile criticare il concept alla base della nuova piattaforma. Detto questo, conoscendo davvero poco dei titoli in questione è difficile esprimerci sulla validità del prezzo di lancio. Tra l’altro il 2020 sarà un anno di grandi cambiamenti per l’industria, ospitando l’arrivo di servizi assai promettenti e probabilmente delle nuove ammiraglie di Sony e Microsoft. Se a ciò aggiungiamo il successo crescente di Switch e l’ottimo stato di salute del mercato mobile, non ci resta che sperare - come auspicato dai ragazzi di Panic - che i giocatori si lascino travolgere dalla filosofia e dalla positività del progetto.