PlayStation 5: la console Next-Gen di Sony tra novità e conferme

Ray Tracing, DualShock 5, finestra di lancio e tutto quello che sappiamo sulla console PlayStation di nuova generazione.

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Sulle note tonanti di un proverbiale "fulmine a ciel sereno", solo poche ore fa Sony è tornata a cospargere benzina sulle braci dell'hype comunitario con una nuova infornata di dettagli su PlayStation 5, compresa l'ufficializzazione del nome e di una finestra per il lancio di PS5 collocata nei pressi di Natale 2020. E mentre l'etere ancora ribolle di un senso diffuso di trepidante attesa, vale la pena spendere qualche parola sulle ultime informazioni date in pasto al pubblico ludens, sfruttando la risonanza di un portale che, per le sue caratteristiche, dice molto sulla rotta scelta dalla compagnia di Tokyo.

Strategie a confronto

A sei mesi dall'esordio della campagna di comunicazione legata alla prossima generazione di PlayStation, gli alti papaveri di Sony sono tornati ad offrire qualche dettaglio in più sulla nuova ammiraglia del colosso giapponese. Come prevedibile non si è trattato di un "reveal" a tutti gli effetti, ma del secondo passo su un percorso che, replicando la strategia messa in atto con PlayStation 4, potrebbe sfociare in un annuncio ufficiale nei primi mesi del 2020.

Qualora questa scaletta venisse confermata, possiamo tranquillamente aspettarci un evento dedicato intorno a marzo del prossimo anno, durante il quale dovrebbe essere delineata - almeno in parte - la lineup di lancio della nuova console, in attesa di un'occhiata più approfondita durante l'appuntamento estivo con un E3 che si preannuncia straordinariamente "denso".

Tornando all'ultima chiacchierata tra Jim Ryan, Mark Cerny e la redazione di Wired, il ritorno sulle pagine del portale statunitense rafforza i tratti di una strategia piuttosto distante da quella della concorrenza di Redmond.
La scelta di Microsoft di optare per un portale come Digital Foundry, specializzato nell'analisi tecnica di hardware e software, sembra ribadire la volontà di costruire la comunicazione sulla possanza "muscolare" delle piattaforme di gioco della famiglia Xbox, che difficilmente vorrà rinunciare al claim "la console più potente del mondo".

Sony, dal canto suo, preferisce utilizzare uno dei siti più "pop" del panorama tecnologico, probabilmente con l'intenzione di raggiungere un pubblico più ampio possibile. Una piano solo apparentemente in contrasto con le dichiarazioni fatte a luglio dal CEO Kenichiro Yoshida a proposito di un maggiore focus sull'utenza più hardcore, visto che il rapporto con i grandi publisher e la produzione di esclusive di spessore sono da sempre alcuni dei principali punti di forza di Sony, specialmente in un'ottica di supremazia commerciale.

A prescindere dalla direzione scelta per il marketing delle nuove console, e in assenza di maggiori informazioni sulle specifiche di PS5 e Xbox Scarlett, i dettagli resi pubblici dalle due compagnie descrivono macchine da gioco potenzialmente molto simili dal punto di vista della dotazione hardware: processore AMD Zen 2 (a 8 core) e GPU Navi, entrambi custom e capaci di supportare risoluzioni fino a 8K con un frame rate massimo fissato a 120 fps, con l'aggiunta di un SSD presentato - a buon titolo - come uno dei passi avanti più significativi per la fruibilità di titoli e servizi.

Lo stesso Cerny ha confermato come l'utilizzo di un hard disk allo stato solido, oltre ad aumentare la reattività del sistema e a ridurre i tempi di caricamento, permetterà una migliore gestione dei dati di gioco, eliminando la necessità di moltiplicarne la mole per velocizzare l'accesso agli asset e, di conseguenza, riducendo lo spazio richiesto su disco.

Spazio che gli sviluppatori potrebbero impiegare in modi ben più stimolanti, reinvestendo le risorse per migliorare - in accordo con le caratteristiche dei nuovi hardware - la qualità complessiva delle esperienze videoludiche. L'efficienza degli SSD, stando al lead system architect di PS5, garantirà inoltre una maggiore malleabilità del processo di installazione, permettendo di scegliere quali componenti collocare su hard disk (ad esempio tra campagna in singolo e multiplayer).

Ottimizzazioni funzionali che rientrano in un piano più ampio per la costruzione di un'esperienza utente più snella e appagante, con un'interfaccia in grado di offrire un accesso immediato a una vasta gamma di informazioni utili sulle attività offerte da un determinato titolo, e il tutto prima ancora di avviarlo.

Passi avanti che non possiamo fare a meno di considerare essenziali per il buon esito dell'avvicendamento generazionale, che deve necessariamente mettere in campo migliorie consistenti per quel che riguarda la "qualità della vita" degli utenti e, più in generale, i servizi che andranno a comporre l'offerta di PS5. D'altronde, anche considerando il concetto di transizione morbida spesso associato alle di macchine da gioco, è impossibile escludere la componente "servizi" dall'equazione del successo per la generazione entrante.

Ray tracing, feedback aptico e assistenti virtuali

Tra le note più interessanti di questa nuova tornata di informazioni c'è anche una conferma che il pubblico aspettava da tempo: il ray tracing su PS5 non sarà il frutto di qualche sortilegio emulativo, ma sarà gestito direttamente dall'hardware della GPU.

Una scelta prevedibile, che però contribuisce a rassicurare la platea sulla possibilità, da parte degli sviluppatori, di sfruttare al meglio una tra le tecnologie più interessanti per il futuro del medium, almeno dal punto di vista grafico. Il ricorso a sistemi di emulazione software avrebbero infatti potuto creare non pochi problemi durante la produzione di titoli multipiattaforma, e perfino segnare uno stacco qualitativo netto con le versioni Xbox Scarlett. Un altro nodo di primaria importanza è quello che riguarda le peculiarità del prossimo controller di casa PlayStation, con il quale Sony punta a proporre una manciata di novità piuttosto promettenti. Gli ingegneri di Sony hanno infatti messo a punto un sistema di feedback aptico che, col supporto di un altoparlante migliorato, è progettato per garantire agli utenti un'esperienza multisensoriale ancor più immersiva. Un proposito cui potrebbe contribuire efficacemente anche la tecnologia alla base dei grilletti adattivi del DualShock 5 (il nome non è stato confermato), apparentemente in grado di alterare dinamicamente la resistenza di ciascun tasto in base, ad esempio, alle caratteristiche dell'arma impugnata dall'avatar del giocatore.

Nel complesso, dopo aver testato una manciata di tech demo preparate per l'occasione, il giornalista di Wired ha confermato come il nuovo rumble aptico sia in grado di amplificare in maniera netta il coinvolgimento innescato dal gameplay, trasmettendo una gamma di sensazioni tattili ben più sfaccettata rispetto a quella proposta dal DualShock 4.

Sulla superficie del prototipo era anche presente un piccolo foro, che potrebbe ospitare un microfono da utilizzare sia in ambito ludico che per interagire con un sistema di supporto automatizzato. Proprio di recente, infatti, Sony ha depositato il brevetto di una feature chiamata "PlayStation Assist": una sorta di assistente personale che, sfruttando l'intelligenza artificiale, sarebbe in grado di offrire consigli e indicazioni in tempo reale, modellati in base al contesto, alle preferenze e alla condotta di gioco di ciascun utente.

Si tratta di un'aggiunta molto meno reboante rispetto alla prospettiva, rumoreggiata qualche mese fa, di stringere tra le mani un controller dotato di un proiettore olografico o di uno schermo aggiuntivo, ma che al contempo appare molto più concreta, priva del retrogusto da "gimmick" delle precedenti ipotesi.

Parliamo inoltre di un'integrazione assolutamente coerente col miglioramento dell'esperienza utente cui Sony sembra ambire (e per ottime ragioni), e peraltro molto più sensata in un'ottica di bilanciamento costi-benefici. In generale, ognuna delle novità presentate dalla compagnia nel corso dell'ultimo appuntamento con la stampa sembra allinearsi con la strategia alla base di una transizione sì morbida, ma tutt'altro che rinunciataria. Restano ovviamente grandi incognite come prezzo al dettaglio e lineup di lancio, due elementi essenziali per valutare l'effettiva validità delle strategie commerciali di Sony e Microsoft, e abbozzare previsioni sul prossimo confronto generazionale.

Le ultime mosse della società di Tokyo (calo dei prezzi e miglioramento dell'offerta di PS Now, apertura al cross-play) offrono comunque indicazioni positive sulla rotta stabilita dalle alte sfere dell'azienda, complice una ritrovata vitalità sul piano della comunicazione.

A tal proposito, è difficile ignorare la possibilità che il precedente impasse fosse in qualche modo legato a conflitti interni tra le file della dirigenza, specialmente considerando il silenzio assordante che ha accompagnato l'abbandono di Shawn Layden. Quale che siano le circostanze dietro i recenti cambiamenti in casa Sony, siamo piuttosto convinti che il prossimo sarà un semestre decisamente interessante per i fan di PlayStation.