PlayStation: dieci curiosità sulla prima console Sony, aspettando PS5

Aspettando la prossima console di Sony, ripercorriamo le origini della leggenda con alcune curiosità imperdibili sulla prima PlayStation.

Dieci curiosità sulla prima PlayStation
Speciale: PlayStation 5
Articolo a cura di

Mancano pochi mesi all'arrivo della next-gen e, complici i numerosi eventi che si terranno nel corso del Summer Game Fest, siamo certi che le succulente novità riguardanti PlayStation 5 e il suo parco titoli non tarderanno ad arrivare. Prima di concentrarci appieno sulla prossima ammiraglia di casa Sony, abbiamo pensato di compiere un viaggio a ritroso nel tempo per scoprire le più interessanti curiosità legate alla prima PlayStation, la console che ha segnato il debutto del colosso nipponico nel mondo videoludico. Sapevate che PS1 fosse un eccellente dispositivo per la riproduzione musicale o che supportasse dei dischi tutti da annusare? Questi non sono che un paio di esempi della nostra lista, che speriamo possa fornirvi qualche dettaglio meno noto sulla piattaforma che ha segnato un'era.

Hi-Fi Station

Il termine "workstation" vuole indicare un computer assemblato allo scopo di gestire operazioni complesse, magari legate al mondo del cinema e degli effetti grafici. Non stupisce quindi che - per sottolineare la nascita della stazione da gioco per eccellenza - Sony abbia chiamato "PlayStation" la sua console. Eppure non tutti sanno che la primogenita del colosso nipponico sia un oggetto di culto anche per gli appassionati della riproduzione fedele del suono.

Sebbene tendessero a surriscaldarsi facilmente, i modelli della serie SCPH-1001 vantavano un'uscita RCA stereo che consentiva agli audiofili di collegare la console a un amplificatore integrato o a un preamplificatore. PlayStation in buona sostanza era un ottimo lettore CD da combinare a un impianto Hi-Fi e, pur non essendo stata costruita per questo specifico motivo, garantiva delle prestazioni sorprendenti. Scoperto l'arcano, in molti hanno cominciato a dare la caccia a questo specifico modello, che peraltro è stato modificato da diversi patiti di Hi-Fi per amalgamarsi al meglio con i loro impianti.

Matrimoni inattesi

Al pari dell'uscita RCA, gli ultimi modelli della prima PlayStation hanno abbandonato anche la Porta Parallela I/O, perché considerata da Sony fondamentalmente inutile. Ma era davvero così? Innovation, una compagnia dedita alla produzione di hardware un po' "particolari", aveva creato il dispositivo definitivo per coloro che amavano i mondi di PlayStation e Nintendo.

Super GB Booster, che andava collegato alla console proprio attraverso la Porta I/O, consentiva a PS1 di leggere le cartucce per Game Boy e Game Boy Color ma non solo: era infatti possibile modificare la palette cromatica dei giochi e adattare l'immagine allo schermo del televisore. Ad oggi Super GB Booster è ancora reperibile sul web ma a onor del vero esistono soluzioni più efficaci per rivivere le emozioni del Game Boy. In realtà infatti sono molti i giochi che non partono o che presentano problematiche varie quando girano sul dispositivo, per non parlare della totale assenza delle musiche in-game. Per sopperire a tale mancanza, è possibile inserire un CD audio all'interno della PS1 per avviare una sorta di colonna sonora personalizzata, in modo da giocare a Link's Awakening con un bell'accompagnamento death metal.

Il leader degli Autobot

Leader degli Autobot di Cybertron ed eroe positivo, Optimus Prime è l'eterno rivale del malvagio Megatron, il capo dei Decepticon. Se i cartoni animati e i film hanno reso famosa la sua trasformazione in un immenso semirimorchio, il mondo videoludico ha reso possibile l'incontro tra il robottone e l'iconica PlayStation.

Una compagnia specializzata nella produzione di giocattoli ed action figures ha infatti realizzato una versione tutta nuova di Optimus Prime, che può diventare una vera e propria PlayStation, almeno dal punto di vista estetico. Dotato del primissimo pad privo di analogici e memory card, l'oggetto non presenta le funzionalità della console ma è a tutt'oggi reperibile sul web, essendo stato realizzato nel 2014 per celebrare i vent'anni di PlayStation e i trent'anni di Transformers.

Esplorando Plutone

Di quali tecnologie si serve la NASA per studiare ed esplorare lo spazio? Sarebbe facile pensare a delle strumentazioni all'ultimo grido, magari dotate di processori dalla potenza computazionale elevatissima, eppure non è così che funziona. Gli scienziati dell'agenzia spaziale preferiscono le apparecchiature affidabili e testate per lungo tempo, anche se meno potenti, ed è proprio qui che entra in gioco la prima PlayStation.

Nel 2015 la sonda spaziale New Horizons ha esplorato Plutone e le sue lune, portando a compimento una missione cominciata ben nove anni prima. Il processore della sonda, che si occupava di alimentare i propulsori e trasmettere i dati, altro non era che il MIPS R3000... lo stesso che ci ha consentito di giocare a capolavori quali Metal Gear Solid, Gran Turismo e Resident Evil. Sorvolando sulle modifiche che hanno permesso alla CPU di sopravvivere alle radiazioni dello spazio, parliamo esattamente del medesimo componente inserito nelle PS1: chi mai avrebbe potuto immaginare che l'R3000 ci avrebbe fatto avvicinare così tanto all'ex pianeta del Sistema Solare?

Il segreto del primo controller

Prim'ancora del mitico DualShock, l'originale controller PlayStation ha messo in luce la volontà della compagnia di imporsi all'interno della game industry, offrendo all'utenza non solo un grande parco titoli ma anche un pad che fosse in grado di valorizzare ogni sessione di gioco. A tal proposito, i quattro tasti principali non venivano indicati da lettere o numeri, bensì da semplici simboli che in seguito si sono trasformati in icone del mondo PlayStation. Ad esempio il cerchio e la croce rappresentavano il "sì" e il "no" - cosa che veniva puntualmente invertita nelle versioni occidentali dei giochi - mentre il triangolo simboleggiava un "punto di vista" e il quadrato un "foglio di carta" atto a indicare l'accesso ai menù.

Ogni dettaglio del pad insomma è stato il frutto di attenti studi, che hanno tenuto conto perfino delle dimensioni delle mani dei giocatori. Da qui la decisione di rendere la versione americana del controller più grande del 10% rispetto a quella giapponese, poiché i giocatori nipponici avevano (in media) delle mani più piccole. Con le successive iterazioni del pad, in ogni caso, Sony ha cessato di fare tali distinzioni.

L'antenata di Dreams

Il Dreams di Media Molecule non è un semplice videogioco, bensì una piattaforma che offre tutti gli strumenti per realizzarne uno. Sviluppatori in erba e appassionati di tutte le età ne hanno fatto un vero e proprio punto d'accesso per entrare nella game industry e creare esperienze sorprendentemente curate e ricche di trovate interessanti.

Che cosa c'entra tutto questo con PS1? Incoraggiato dagli incredibili risultati commerciali della console, il colosso giapponese ha dato vita a Net Yaroze, una speciale console che forniva all'utente tutti gli strumenti per realizzare piccoli videogiochi. Costando ben 750 dollari, la piattaforma non era destinata al mercato di massa e poteva essere acquistata solo tramite ordine postale. La versione europea di Net Yaroze abbandonava il tradizionale grigio di PS1 in favore di uno stiloso nero e, oltre a essere region free, veniva accompagnata da ben due pad e dall'occorrente per collegarla al PC. Non potevano mancare il software per lo sviluppo di giochi e uno speciale disco d'avvio di colore verde, sebbene fosse impossibile rivolgersi telefonicamente a Sony per un supporto aggiuntivo. Pur non essendo molto potente, Net Yaroze ha permesso ai fan di creare software interessanti, tra cui annoveriamo Time Slip - poi commercializzato su Xbox Live Arcade - e il Terra Incognita di Mitsuru Kamiyama, che in seguito ha intrapreso una carriera di successo in Square Enix.

Il multiplayer in locale definitivo

I videogiocatori più navigati ben ricorderanno i lunghi pomeriggi passati a giocare a schermo condiviso con familiari e amici. Divertirsi in compagnia grazie alla PS1 era impagabile ma imponeva il dover accettare una serie di compromessi. In primis gli schermi - spesso caratterizzati da dimensioni tutt'altro che generose - si dividevano a metà, il che inficiava sulla leggibilità dell'azione e talvolta poteva causare anche qualche intoppo sul fronte prestazionale della console.

Al fine di eliminare gli inconvenienti dello schermo condiviso, Sony ha ben pensato di commercializzare il PlayStation Link Cable, una periferica che consentiva di collegare tra di loro due console distinte e separate. Pian piano il catalogo di titoli che supportavano il multiplayer senza compromessi è andato a espandersi, anche oltre il genere corsistico, come ben dimostrano DOOM, Cool Boarders 2 e diversi titoli della serie Armored Core. Con l'avvento dei modelli di PlayStation privi della Porta I/O, il Link Cable è stato definitivamente accantonato da Sony e per un motivo tanto semplice quanto condivisibile: erano davvero in pochissimi a possedere due PlayStation e altrettanti televisori destinati al gaming.

"Sfrega e annusa"

Chi si ricorda dei mitici Demo Disc di PS1? Tra colori sgargianti e neri opachi, gli stilosi CD si sono ritagliati un posticino nel cuore degli appassionati del mondo PlayStation, che invece - complice l'insuccesso della trovata - potrebbero aver dimenticato un altro tipo di "personalizzazione". I dischi di Fifa 2001 e Gran Turismo 2 per PS1 infatti erano degli "scratch and sniff", un termine che non lascia spazio all'immaginazione.

Sfregandone la superfice, in pratica, si potevano sentire alcuni odori tipici dei mondi contenuti nei due giochi. Il titolo di Polyphony ad esempio liberava l'odore di pneumatico, mentre il disco del calcistico di EA sapeva di... erba. Se una simile trovata fosse stata prevista per dei giochi dedicati alla cucina l'avremmo anche accettata ma viste le produzioni in questione non possiamo che domandarci: perché?

L'arte delle tech demo

Sin dal suo debutto nel mondo videoludico, Sony non ha mai smesso di sorprendere l'utenza con delle tech demo ad hoc, atte a sottolineare le sorprendenti capacità computazionali delle console PlayStation. In molti ricorderanno il The Dark Sorcerer di Quantic Dream - la demo realizzata per mostrare i muscoli di PlayStation 4 - per non parlare del memorabile prologo di Final Fantasy VII ricreato su PS3. Questa "tradizione" di casa Sony, neanche a dirlo, ha avuto inizio proprio con PS1 sul finire del 1993.

Durante la presentazione della console al quartier generale del colosso giapponese, Ken Kutaragi e i suoi hanno attirato l'attenzione dei visitatori mostrando loro degli oggetti 3D renderizzati in tempo reale da PS1 ma non era questo il piatto forte dell'evento. Quando il pubblico ha visto comparire sullo schermo un T-Rex finemente modellato e per giunta capace di muoversi e di ruggire in modo credibile, ha semplicemente smesso di chiacchierare ed è rimasto in silenzio a osservare la scena. Sulle prime Kutaragi temeva di aver fatto un buco nell'acqua ma poi ha scoperto la verità: gli astanti erano rimasti talmente colpiti da non poter descrivere a parole la scena.

Una leggenda senza tempo

La prima PlayStation ha cambiato il volto stesso del videogioco e sarebbe impossibile citare tutte le curiosità legate alla console, di cui si è continuato a parlare ben oltre la fine del suo ciclo vitale.

Nel 2005 la piattaforma ha vinto un Emmy Award per aver permesso la diffusione dei giochi 3D; nel 2008 un'azienda cinese ha acquistato da Sony le unità invendute del monitor LCD di PS1 per realizzare il suo lettore DVD portatile: bastava rimuovere il nuovo logo per scovare l'iconico simbolo di PlayStation; nel 2009 invece il fortunato possessore di un modello autografato da Michael Jackson - che aveva vinto a un contest diversi anni prima - è riuscito a rivenderlo alla modica cifra di 1,5 milioni di dollari, per la gioia dei suoi familiari. L'elenco potrebbe continuare praticamente all'infinito e, nella speranza di avervi fatto conoscere qualche aneddoto che vi era sfuggito, vi invitiamo a parlarci dei vostri preferiti nei commenti.