PlayStation Productions: il futuro dei tie-in tra film, serie e videogiochi

L'annuncio di PlayStation Productions apre la strada a una maggiore vicinanza, anche in termini qualitativi, tra videogiochi, film e serie TV.

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Non ce lo saremmo aspettato, non in questo modo almeno: Sony apre ufficialmente PlayStation Productions, una nuova costola dell'azienda dedicata alla trasposizione in film, serie TV e documentari delle avventure che abbiamo vissuto pad alla mano. Che sia un'iniziativa importante lo si intuisce dalle personalità coinvolte: Shaw Layden, presidente dei Worldwide Studios, nel ruolo di supervisore, e Asad Qizilbash, il vice della sezione marketing dell'azienda, uniti per dar vita a un progetto molto promettente.

Di certo il materiale a disposizione per creare nuove storie non manca, grazie al parco esclusive di PlayStation. L'azienda nipponica sta concludendo questa generazione sul gradino più alto del podio, e la stragrande maggioranza del suo catalogo gode di una scrittura trascinante, vicina (se non superiore, in certi casi) alla qualità di diverse trame viste al cinema.
Allora è lecito sognare una serie TV dedicata a Horizon Zero Dawn e God of War, oppure un lungometraggio sulla diffusione del Cordyceps in The Last of Us. Quest'oggi cercheremo quindi di analizzare l'annuncio di Sony per cercare di comprendere cosa ci riserverà il futuro.

Bussando alla porta della Casa delle Idee

Il primo aspetto fondamentale di PlayStation Productions è legato alla sua stessa natura, quella di una casa di produzione incaricata di sfruttare le opportunità dei diversi media, per dar vita a materiale ispirato ai franchise dell'azienda madre. Una riserva decisamente abbondante, dato che, durante l'intervista di Layden e Qizilbash alla testata Hollywood Reporter, è stata stimata una libreria di oltre cento proprietà originali che spaziano attraverso ogni genere possibile.

Il punto focale della nuova "divisione" risiede nel fatto che si occuperà in prima linea dei tie-in tratti dalle produzioni Sony. La decisione, spiega Layden, è dovuta a una conoscenza diretta del materiale di partenza e di ciò che rende felice la community. È una strategia che ci sentiamo di condividere, ben cosci del rapporto non sempre idilliaco tra cinema e videogame. Ogni trasposizione porta in seno una certa componente di rischio, ed evitare che la responsabilità di una serie tv ricada su terzi (magari limitandosi alla sola consulenza) riduce effettivamente i pericoli di un prodotto che non incontri i desideri dei fan.
Stando alle dichiarazioni di Qizilbash, il modello che ha ispirato la nascita di PlayStation Productions è quello Marvel, che ha caratterizzato il cinema degli ultimi dieci anni con il suo continuo dialogo tra fumetti e lungometraggi.
Unire due o più universi non è un processo semplice, ma La Casa delle Idee è un esempio virtuoso in tal senso, che ha portato a grandi successi al box office. Vale inoltre la pena di precisare che l'annuncio è stato anticipato da una fase di pianificazione durata ben due anni, durante la quale sono stati consultati scrittori, registi e sceneggiatori.

Dream On

Non sarebbe dunque illogico pensare a una reciproca influenza tra le produzioni filmiche e videoludiche legate a uno specifico brand. Shawn Layden, nelle dichiarazioni ufficiali, ha infatti espresso la volontà di creare maggiori punti di contatto tra la community e le loro IP preferite.

Ogni giocatore, secondo la sua opinione, dopo aver passato quaranta ore con un titolo è poi costretto ad attendere tre o quattro anni per un sequel, e l'obiettivo di PlayStation Productions, idealmente, è quello di regalare esperienze che permettano di restare collegati a un dato personaggio, vederne l'evoluzione, per poi tornare a calzarne i panni nel futuro.
Ci viene da pensare, ad esempio, alle vicende di Kratos nel periodo antecedente all'ultimo God of War di Sony Santa Monica. Cory Barlog del resto aveva affermato che la distanza tra la Grecia e la Scandinavia (e il lasso temporale tra la vecchia trilogia e la nuova avventura) sarebbe stata colmate da altre storie, presumibilmente raccontate con media differenti. Ecco quindi che l'idea di un lungometraggio, un serial televisivo o un fumetto originale appare decisamente più concreta dopo l'annuncio di PlayStation Productions.

Non dimentichiamo, però, che Layden ha fatto riferimento a tutti i media possibili, e certe esclusive come Bloodborne, giusto per citarne una, potrebbero funzionare meglio con produzioni animate e non con attori in carne e ossa. La discrezionalità del medium scelto, spiega Qizilbash, dipenderà dalla natura del titolo e dalla sua storia. Senza dimenticare format come i documentari: d'altronde, il recente Raising Kratos si è dimostrato senza dubbio interessante nel mostrare i retroscena dello sviluppo di God of War.

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Il tutto, immancabilmente, sarà portato avanti sotto il vessillo della "qualità ad ogni costo". Ovviamente si tratta delle classiche promesse fatte da chi ricopre un ruolo importante all'interno di un'azienda, eppure il fatto che uno studio di produzione si trovi "vicino" ai team che creano il materiale di partenza suona decisamente promettente.

In fondo, è dagli inizi degli anni '90 che vediamo pellicole su pellicole pronte a massacrare tutto il buono che abbiamo provato pad alla mano, e in certi casi il botteghino ha perfino premiato ciò che i giocatori hanno vissuto come una beffa (basti pensare agli ultimi episodi dei Resident Evil diretti da Paul W. S. Anderson).

In questo senso, il fatto che in futuro sarà Sony stessa a produrre ogni tie-in risulta - lasciatecelo dire - piuttosto rassicurante. E potrebbe, presumibilmente, coinvolgere con più facilità autori e scrittori che, terminati i lavori preparatori per lo sviluppo di un titolo, andrebbero ad affiancare la divisione satellite. Insomma, si potrebbe generare l'ambiente ideale per non snaturare brand a cui i fan sono estremamente legati.

All star

Non ci resta quindi che provare a immaginare cosa vedremo nel futuro, e in che modo. Ci sentiremmo di scommettere, per ovvie ragioni, sulle serie e i lungometraggi, magari in arrivo sui portali di streaming più celebri e al cinema. Da poche ore, tra l'altro, è stato annunciato uno show TV ispirato a Twisted Metal. L'altra possibile strategia, invece, potrebbe puntare sulla stessa piattaforma Sony come mezzo di fruizione.

Tuttavia, la community teme l'arrivo di un altro abbonamento che si vada ad aggiungere a Now e Plus (aspetto che non è stato ancora chiarito). Le incognite sono diverse, ma ipotizzando un futuro per il piano di Shawn Layden e dei suoi soci, punteremmo più ad una diffusione su larga scala che abbracci tutti i device: dagli smartphone ai tablet, passando per TV e console. Un flusso di giocatori che diventano spettatori, e quest'ultimi che potrebbero appassionarsi ad una serie, abbracciando in seguito il gaming su PlayStation. Qualcosa che in pratica possa diventare un mare di prodotti adatti ad ogni tipologia di utente.
Negli ultimi tempi abbiamo potuto osservare un film in computer grafica dedicato a Ratchet & Clank, accompagnato da un degno reboot della serie su PS4, e il Lombax non ha di certo sfigurato in nessuna apparizione (qui la nostra recensione di Ratchet & Clank). Da diversi mesi, poi, abbiamo ricevuto aggiornamenti altalenanti su un film dedicato ad Uncharted: cambi di regista, la presenza di Tom Holland nei panni del giovane Nathan Drake e riscritture continue della sceneggiatura.
Che il progetto sia passato proprio nelle mani di PlayStation Productions per mettere fine al caos? Allo stesso modo, solo il tempo potrà confermarci l'efficacia della nuova iniziativa e la caratura dei professionisti che verranno coinvolti. Resta quindi la sorpresa dell'annuncio, e la convinzione che, in qualche modo, possa confermarsi come l'inizio di un gran bel viaggio.