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PlayStation VR: 10 migliori giochi da recuperare per il visore Sony

Vi proponiamo un sostanzioso elenco di uscite per Playstation VR che meriterebbero di essere giocate sulla vostra Playstation 4.

speciale PlayStation VR: 10 migliori giochi da recuperare per il visore Sony
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Si dice spesso che fino ad oggi a mancare, in ottica VR, sia stata la cosiddetta "killer application": il titolo in grado di spingere da solo all'acquisto di hardware ancora abbastanza costosi e certamente sperimentali, il capolavoro che proprio è impossibile rinunciare ad avere.
Una tesi forse abbastanza condivisibile, dal momento che a dispetto di qualche uscita di rilievo - basti pensare a pesi massimi come Resident Evil 7 o Skyrim VR, ma anche a titoli più che validi come Farpoint, il platform all'interno di The Playroom VR o RIGS - non si è ancora visto quel clamoroso punto di non ritorno in grado di convincere definitivamente gli scettici, spingendo il grande pubblico a salire con convinzione sul carro della Realtà Virtuale.

Non tutto è però perduto, anzi. Nell'attesa dell'arrivo di un ipotetico messia della VR, gli ultimi dodici mesi hanno comunque visto la pubblicazione di una serie di esperimenti davvero interessanti, con videogiochi più o meno strutturati che meriterebbero una chance. Di seguito una lista di dieci giochi per PlayStation VR che potreste esservi persi per strada, o che magari dotreste recuperare qualora siate appena diventati possessori di un fiammante visore marchiato Sony. Ce n'è un po' per tutti: dai puzzle game all'azione, dal single player al multiplayer, dal rigore harcore al cazzeggio ultracasual. Insomma, mettetevi comodi e preparate la carta di credito!

Thumper

Genere: Rhythm Game
Costo: 19.99€
Ritmo di gioco: alto
Effetto VR: alto

Thumper, titolo d'esordio del duo indipendente Drool (un team composto da Brian Gibson, già bassista della band noise Lightning Bolt, e da Marc Flury, entrambi ex dipendenti Harmonix), viene definito dai suoi stessi creatori come "violenza ritmica".
Un'etichetta che in effetti dovrebbe bastare a rendere l'idea di cosa aspettarsi da questo incredibile rhythm game dalla poderosa colonna sonora industrial: un titolo enigmatico e oscuro, che è anche un sovversivo inno al surrealismo e a certe suggestioni a metà strada tra gli acidi prepotentemente in voga negli anni '70 e l'orrore cosmico di Lovecraft.

C'è un coleottero cromato al centro dello schermo - non fate domande, tanto non avrete risposte - un insettone da guidare con la banale pressione del tasto X accompagnata dall'analogico sinistro in una fuga verso l'impossibile: una cavalcata che parte dalle formula base di Amplitude per sfociare sin da subito in un vero e proprio assalto sensoriale (un po' per la brutalità degli stimoli, visto il ritmo micidiale e la difficoltà ben sopra la norma, un po' per l'estetica inquietante e aliena, con un livido horror vacui squarciato dai neon).

Soprattutto indossando PSVR, Thumper si rivela un'esperienza difficile da dimenticare: un salto col cuore in gola (e il rullante nei timpani) in una dimensione viscerale, per un videogame che dà spesso e volentieri l'impressione di giocare a livello subliminale con l'utente - invece ovviamente del contrario. Shiny and chrome, l'opera prima di Drool è il Mad Max Fury Road dei giochi musicali: sicuri di volervelo perdere?

Statik

Genere: Puzzle
Costo: 19.99€
Ritmo di gioco: basso
Effetto VR: alto

Dai creatori di quella gustosa chicca che risponde al nome di Little Nightmares, gli Svedesi di Tarsier Studios, ecco a voi Statik: un puzzle game alquanto originale, interamente pensato attorno alla realtà virtuale e agli stranianti effetti potenzialmente indotti della stessa.
Si gioca impugnando un banale DualShock 4, mentre PlayStation VR ci catapulta in un sinistro laboratorio segreto (non dissimile dalla Aperture Labs di Portal), nei panni di un soggetto-test con le mani imprigionate all'interno di una serie di assurdi congegni stracolmi di bottoni, lucine e bizzarri indicatori legati a chissà quali misteriosi parametri.

Senza indicazioni testuali di alcun tipo, dovremo di volta in volta decodificare la logica alla base dei diabolici marchingegni - per inciso, costruiti con una foggia più simile a quella dei primissimi fax che non a quella di ipotetiche macchine di tortura hi-tech - premendo i tasti del controller, inclinandolo e cercando di capire cosa succeda ruotando ad esempio l'analogico sinistro o cliccando in basso sulla croce direzionale.

L'effetto, a prescindere dai puzzle spesso e volentieri geniali (in stile cubo di Rubik impazzito), è semplicemente sbalorditivo, specie per la clamorosa dissonanza che si viene a creare tra la memoria muscolare e la percezione fortemente distorta dalla realtà virtuale: anche se si ha per le mani il solito pad di sempre, quel DualShock che da diversi lustri siamo ormai abituati a conoscere in ogni suo millimetro, sembra effettivamente di trovarsi prigionieri di vetusti macchinari al limite del sadismo, in una cornice resa ancora più memorabile dalla scrittura di livello e dall'impronta fortemente autoriale.
Consigliatissimo, per non dire quasi obbligatorio (considerando pure la modalità multiplayer asimmetrica, che coinvolge un secondo giocatore anche tramite smartphone).

Rez Infinite

Genere: Sparatutto / Rhythm Game
Costo: 29.99€
Ritmo di gioco: medio
Effetto VR: alto

Senza mezzi termini, Rez Infinite è identificabile come la versione definitiva di un capolavoro senza tempo: uno dei migliori videogiochi mai creati (l'originale per Dreamcast è datato 2001), un cult inossidabile che sfida il concetto stesso di videogame (basti dire che l'opera di Tetsuya Mizuguchi è dedicata e ispirata al padre della pittura astratta Vasilij Kandinsky), un estasiante trionfo della sinestesia.
In tutte le sue forme Rez ha saputo presentarsi come un'esperienza onirica, catartica e addirittura allucinogena, eppure è proprio grazie a PlayStation VR che si sono raggiunti orizzonti da vera e propria sindrome di Stendhal: indossando il visore Sony, il supernetwork del futuro in cui è ambientato questo incredibile sparatutto su rotaie assume una dimensione mozzafiato, abbracciando l'utente in un'odissea Posthuman impossibile da dimenticare.

Avanguardia pura, tecno-pornografia, vertigine sensoriale: Rez Infinite è un gioco che, a dispetto dei suoi quindi anni suonati, in realtà dimostra di arrivare a tutti gli effetti dal futuro. Possedere PSVR e non acquistare una copia di Rez Infinite equivale a fare un torto a voi stessi e a tutto ciò che di bello esiste nella vita. E se ancora non dovesse bastarvi, sappiate che per la prima volta in assoluto è stata inserita una zona extra, denominata Area X, al 100% inedita e costruita attorno alle specifiche hardware delle console di oggi. Serve aggiungere altro?

SUPERHOT VR

Genere: Sparatutto / Puzzle
Costo: 24.99€
Ritmo di gioco: basso
Effetto VR: alto

Per certi versi, così come accaduto con Rez Infinite, anche nel caso di SUPERHOT VR si potrebbe parlare della versione definitiva di un piccolo cult (nello specifico un intelligentissimo indie venuto dalla Polonia, capace di aggiudicarsi numerosi premi in giro per il mondo).

La peculiare ed unica commistione tra sparatutto in prima persona e puzzle game che sta alla base del gioco dimostra infatti di funzionare a meraviglia nel passaggio alla realtà virtuale, rendendo l'azione di SUPERHOT più emozionante, più viscerale e più furiosa che mai: il candido limbo low-poly che fa da sfondo alle sparatorie saprà ammaliarvi con la sua strepitosa presenza fisica, e liberarvi in maniera brutalmente creativa della moltitudine di minacciose sagome rosse che cercheranno di farvi la pelle si dimostrerà un piacere tutto da gustare (a patto di avere però un po' di spazio a disposizione, vista la necessità di muoversi di qualche passo mentre si indossa il visore).

Se non avete ancora provato SUPERHOT, tuffatevi a testa bassa nell'edizione VR di questo acuto puzzle sapientemente cammuffato da FPS. Se invece già conoscete il gioco... pensate comunque di dare una chance a SUPERHOT VR, fosse solo per vedere l'effetto che fa affettare qualche decina di avversari con una katana.

Tiny Trax

Genere: Racing
Costo: 15.99€
Ritmo di gioco: medio
Effetto VR: medio

Volendo semplificare le cose, per dare immediatamente un'idea di Tiny Trax, potremmo affermare che la creatura di FutureLabs sia un po' Micro Machines (per via della visuale e del tipo di veicoli), un po' Mario Kart (per via dell'enfasi sulle derapate col turbo) e un po' le vecchie piste giocattolo della Polistil (per via delle due corsie su cui viaggiano i mezzi).
Insomma, un gioco di guida spiccatamente arcade con un modello di guida piuttosto particolare e coinvolgente, con tanto di supporto al multiplayer online, che sfrutta la realtà virtuale per aggiungere una dimensione extra alle gare.

Come? Catapultando il giocatore nel bel mezzo di dodici piste inquadrate con una visuale "esterna", da spettatore che osserva il circuito svilupparsi non soltanto di fronte a lui, ma anche sopra, sotto e ai lati - perché i tracciati hanno una forte verticalità ed elementi che sfidano gravità e logica, tra pareti verticali, chicane subacquee e salti impossibili. Se vi piacciono i racing game e se volete godervi una videogioco tradizionale in formato PSVR, non pensateci troppo e preparatevi a feroci duelli all'ultima curva: Tiny Trax difficilmente vi deluderà.

Keep Talking and Nobody Explodes

Genere: Azione / Puzzle
Costo: 14.99€
Ritmo di gioco: medio
Effetto VR: basso

Keep Talking and Nobody Explodes è un gustosissimo titolo indie costruito attorno all'idea tipicamente da action movie hollywoodiano della bomba ad orologeria da disinnescare prima dello scadere del tempo. Avete presente no? La classica situazione con il Keanu Reeves di turno logoro e sudato, che alla fine del film si trova a scegliere, negli ultimi 5 secondi di conto alla rovescia, se tagliare il filo rosso o il filo blu. Magari mentre è collegato al telefono con il cervellone di turno, ovviamente indeciso sul da farsi perché "non si è mai visto un ordigno del genere, è impossibile sapere cosa fare...".

Ecco, Keep Talking and Nobody Explodes è esattamente quello: un'esperienza multiplayer asimmetrica pensata per ricalcare le dinamiche di un certo cinema d'azione, facendo collaborare un gruppo di giocatori (da un minimo di due ad un massimo di quattro) all'interno della stessa stanza.

Il come gli utenti vengano fatti interagire è, inutile specificarlo, la nota di merito principale: solo chi indossa il visore può infatti fisicamente vedere la bomba, e toccherà a lui descrivere nel dettaglio i vari componenti. Il tutto mentre gli altri, nel ruolo degli esperti, consultano in tempo reale un manuale (anche scaricabile da internet e stampabile fisicamente) con le istruzioni per neutralizzare il marchingegno esplosivo. Aspettatevi adrenalina, equivoci, momenti assurdi e tanto delizioso caos, per un esperimento in grado di rendere memorabile una serata, specie se la compagnia è affiatata e "giusta". Con una sola, rilevante, complicazione: occorre conoscere - e anche abbastanza bene - l'inglese per potersi destreggiare con agilità fra una sezione e l'altra del manuale, evitando di perdere preziosi secondi nella traduzione rapida di questo o quel comando.

Headmaster

Genere: Azione
Costo: 19.99€
Ritmo di gioco: medio
Effetto VR: medio

Immaginatevi un centro di rieducazione per calciatori falliti - anzi, nello specifico per colpitori di testa... - che più che un campo di allenamento ricordi una specie di assurdo carcere tetramente improvvisato. Una sgangherata Guantanamo del pallone dedicata all'apprendimento coatto del colpo di testa, uno dei fondamentali del gioco del calcio capace di fare la fortuna di bomber come Vieri o Bierhoff.

Imprigionati all'interno della spartana struttura (con soltanto una misteriosa voce a farvi da guida...) vi ritroverete così a destreggiarvi in una serie di sfide sempre più assurde, tra bersagli con moltiplicatori attivi, piñata da sfondare a testate e bombe da far esplodere a colpi di pallone, in un'atmosfera resa spassosa dalla scrittura non banale e dall'invidiabile fisica con cui sono registrati gli impatti delle vostre poderose zuccate.

Un concept semplice e istintivo, piacevolmente alla portata di chiunque, che dimostra di funzionare davvero alla grande a livello tecnologico nell'interpretazione dei movimenti eseguiti dal collo. A rendere l'offerta ancora più gustosa ci pensa però la modalità multiplayer fino a sei giocatori, perfetta per un'entusiasmante serata a base di sfide all'ultimo goal (ovviamente a turno, passandosi di volta in volta il visore e gufando come matti mentre tocca agli avversari).

Job Simulator

Genere: Azione
Costo: 19.99€
Ritmo di gioco: medio
Effetto VR: alto

Un delirante "simulatore di lavoro" costruito al 100% attorno all'idea di pasticciare con la realtà virtuale e con il motion control, divertendosi a combinare casini in un cubettoso futuro low-poly popolato da intelligenze artificiali che provano - con risultati demenziali - a ricreare in qualche maniera l'obsoleto concetto stesso di lavoro (attività di un passato tanto distante quanto tipicamente umano).

Job Simulator è intrattenimento senza particolari pretese a (non troppo) basso costo, è cazzeggio elevato a regola d'arte, è follia inconcludente e gioiosamente sopra le righe. Più di tutto, però, è un'esperienza capace, specialmente sulle prime e specialmente per un certo tipo di pubblico, di stampare in faccia il classico sorriso ebete che è proprio di certe adorabili idiozie.

Per capirci, si parla di preparare un frullato a un tubo catodico svolazzante usando un pomodoro, qualche mela, una bistecca surgelata, dei funghi e un fiore. O magari di mandare una serissima mail di lavoro a base di gattini. O, perché no, di destreggiarsi come cassiere in un drugstore del 2050. Il tutto rovesciando possibilmente qualsiasi cosa, lanciando oggetti e interagendo - tramite i controller Move - come farebbe un elefante nella proverbiale cristalleria.
Se avete voglia di passare una serata a fare gli scemi, magari per mostrare a qualche amico il potenziale della VR nell'accezione più sopra le righe della stessa, difficilmente troverete di meglio (anche per merito della brillante scrittura, apprezzabile appieno però solo da chi conosce bene la lingua inglese).

Fantastic Contraption

Genere: Puzzle / Azione
Costo: 21.99€
Ritmo di gioco: basso
Effetto VR: medio

Da una parte c'è l'appena citato Job Simulator, dall'altra c'è Fantastic Contraption: due facce di una stessa medaglia fatta di motion control (sono strettamente obbligatori i Move in entrambi i casi), improvvisazione ed accessibilità pressoché universale, in grado di trascendere i limiti ordinari del videogioco.

Esiste però una significativa differenza di fondo tra i due titoli: laddove Owlchemy Labs va infatti a spingere con convinzione l'acceleratore sull'intrattenimento più puramente non-sense, sul delirio e sulla devastazione, Fantastic Contraption punta invece - letteralmente - sul concetto di costruire. Via libera allora ad un rilassato e rilassante LEGO fra le nuvole, con un'atmosfera da cartone animato un po' lisergico davvero niente male, con l'obiettivo di dar vita ad astrusi macchinari pensati per spostare una sfera di energia all'interno di un campo di forza (posizionato in punti sempre diversi dello spazio 3D).
Non esiste mai un'unica soluzione corretta agli enigmi di Fantastic Contraption, ed anzi la creatività, il pensiero laterale e un tocco di sana incoscienza ingegneristica sono più che incentivati dalla struttura stessa del gioco, in una sfida a base di cilindri semoventi e bastoncini allungabili a piacere.
C'è un briciolo del genio di Leonardo da Vinci in voi? Dimostratelo sfidando la fisica e indossando PlayStation VR.

GNOG

Genere: Puzzle
Costo: 14.99€
Ritmo di gioco: basso
Effetto VR: alto

Con GNOG siamo dalla parte della pura sperimentazione indie-artistoide. Vi ricordate dei Mighty Max, i vecchi giocattoli anni '90? Quei playset a tema horror che stavano nel palmo di una mano, sostanzialmente la versione maschile dei ben più celebri Polly Pocket? Bene, il minuscolo team canadese KO_OP è partito proprio da quella nostalgica ispirazione per proporre questo strambo puzzle game composto solo e soltanto da... teste di mostri.

Vi troverete così ad interagire, rigorosamente senza la benché minima indicazione testuale, con assurdi robot, bizzarri ranocchioni ed altre creature di ogni tipo. Esseri che nascondono al loro interno dei veri e propri diorami fatti di colori vivissimi, bottoni da premere e leve da tirare, in un prodigioso caleidoscopio di forme e suoni che sa effettivamente di giocattolone digitale.
Esperienza coinvolgente e surreale, perfetta per i non giocatori, per i più piccoli e per chi in genere non ha abbandonato certe suggestioni infantili, GNOG è un affascinante esperimento che grazie alla VR assume un'innegabile marcia in più: pubblica pure Double Fine, che volete di più?