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PlayStation VR: 5 giochi perfetti per approcciarsi alla realtà virtuale

Temete di avvicinarvi al mondo della VR a causa degli effetti del motion sickness? Vi presentiamo 5 giochi brillanti a prova di chinetosi!

PS VR: 5 giochi perfetti per avvicinarsi alla realtà virtuale
Speciale: Playstation 4 Pro
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Per molti, la realtà virtuale è ancora un reame sconosciuto: i primi vagiti di una tecnologia che, nonostante alcune limitazioni dovute alla sua giovinezza, ha davanti a sé la prospettiva di un futuro decisamente roseo. Allo stato attuale, i vincoli più significativi che rallentano l'avvicinamento degli utenti alla VR sono legati a due fattori specifici. Da una parte troviamo un costo che, sebbene alleggeritosi nel corso degli anni, resta ancora in parte proibitivo per le tasche di una buona fetta d'utenza: i visori di livello più alto, come quelli di Oculus e di HTC, necessitano infatti di un PC di fascia medio-alta, a cui si affianca l'esborso monetario, non certo bassissimo, per acquistare i caschetti Rift e Vive. Sotto questo punto di vista, il PlayStation VR ha ridotto moltissimo le distanze, grazie ad una virtuosa politica da parte di Sony che ha permesso alla massa di introdursi in punta di piedi verso la realtà virtuale senza dar fondo a tutti i suoi risparmi, garantendo al contempo un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Il secondo ostacolo, di tipo puramente soggettivo, riguarda invece l'insorgere di fenomeni di motion sickness, come nausea e giramenti di testa. Effetti di chinetosi che impediscono ad alcuni giocatori di prendere familiarità con i prodotti tecnologicamente più avanzati. È bene però specificare che non tutti i giochi in VR hanno assoluto bisogno di uno stomaco di ferro per essere fruiti, ed anzi - nella nutrita line up del visore Sony - non mancano software in grado di offrire un alto tasso di immersività pur con un ritmo di gioco maggiormente pacato e meno aggressivo. Per tutti gli utenti più sensibili ed affascinati dal mondo della VR, abbiamo scelto di elencare cinque produzioni che, oltre ad essere imperdibili per le loro virtù ludiche, rappresentano anche un ottimo "entry level" per approcciarsi gradualmente, senza troppi contraccolpi fisici e sensoriali, alle bellezze della realtà virtuale.

Moss

Una fiaba squisita, delicata e dolce come i racconti della buona notte: questo è Moss, uno dei migliori platform in realtà virtuale che siano mai stati realizzati. L'intera avventura è vissuta in terza persona, un fattore che riduce notevolmente i fastidi della motion sickness senza però diminuire neppure per un singolo frangente tutta la sua potenza immersiva: dinanzi a noi, infatti, si spalancherà un mondo da favola costruito come una sorta di diorama virtuale, del quale potremo osservare ogni anfratto ed ogni infinitesimo dettaglio muovendo la testa ed "avvicinandoci" fisicamente all'oggetto desiderato.

Nei panni di un'entità superiore, che veglia sulla coraggiosa topolina Quill, dovremo guidare la nostra eroina lungo panorami da sogno, fino a creare con lei una profondissima empatia. La protagonista è infatti animata alla perfezione e si esprime nel linguaggio dei segni, suggerendoci costantemente la via da seguire e reagendo con enorme tenerezza alle nostre sollecitazioni. Un titolo "universale" come pochi, capace di parlare sia ai grandi che ai piccini, ed allo stesso tempo esemplificativo di tutto il coinvolgimento emotivo e sinestetico che la VR si porta in dote.

Batman Arkham VR

Mentre aspettiamo l'avvento della nuova avventura dell'Uomo Pipistrello, i cui riflettori - a quanto si vocifera - saranno puntati sulla Corte dei Gufi, non c'è modo migliore provare l'emozione di impersonare Batman se non quello di indossare il visore e vivere sulla propria pelle la brevissima esperienza Arkham VR. Si tratta di una piccola avventura dalla fortissima carica emotiva, nella quale rivivremo in prima persona la scomparsa dei genitori di Bruce e poi ci proietteremo sia nella Bat-Caverna sia nei cieli di Gotham.

Tutt'altro che un gioco frenetico, Batman Arkham VR fa leva perlopiù sulle doti investigative del protagonista, e nell'arco di circa un'ora riesce a coinvolgerci come pochi altri superhero game sono stati in grado di fare: merito anzitutto di una costruzione scenica poderosa, con un comparto grafico davvero incredibile, e poi di una sceneggiatura che, soprattutto sul finale, ci lascerà senza fiato. Gli si può forse imputare una certa brevità ed una scarsa interattività, ma anche al netto di simili mancanze, Arkham VR resta un titolo capace di mettere in mostra, dinanzi agli occhi dei neofiti, i muscoli del PlayStation VR.

Tetris Effect

Uno dei grandi meriti della realtà virtuale consiste nella sua capacità di riscrivere le fondamenta ludiche di un genere assai inflazionato dandogli nuova linfa, e restituendo quel senso di meraviglia che solo le grandissime rivoluzioni tecnologici possono trasmettere. Ed è proprio grazie al PlayStation VR che un gioco come Tetris, con decenni di rivisitazioni sulle spalle, riesce ad essere ancora fresco, moderno e - soprattutto - travolgente. L'opera di Tetsuya Mizuguchi, benché perfettamente fruibile anche in versione televisiva, trova nella dimensione VR la sua massima forma espressiva, complice un level design che è pensato palesemente per trarre beneficio dal visore di casa Sony.

Ogni stage di Tetris Effect è un tripudio di suoni, luci e particellari: un trionfo sinestetico che inebria e sconvolge, e dà forma ad una delle migliori versioni di Tetris mai concepite. Con questo bombardamento audiovisivo, giocare al capolavoro di Mizuguchi equivale ad assistere ad un trip interattivo indimenticabile ed esaltante, il tutto senza sottoporre il giocatore alle sferzate della chinetosi. Un ottimo biglietto di ingresso per uno spettacolo dal quale non vorrete uscire mai più.

Werewolves Within

Trasposizione videoludica di un gioco che risale a quarant'anni fa, Werewolves Within è uno degli esempi più brillanti di come il concetto di multiplayer possa essere reinventato dalla realtà virtuale. L'obiettivo è semplicissimo: ci ritroveremo dinanzi ad un falò, insieme ad altri partecipanti, per scoprire chi tra di noi è un lupo mannaro. Ne nascerà un continuo scambio dialettico, in un flusso ininterrotto di menzogne, sotterfugi e depistaggi, per un'esperienza che mescola il gioco "tradizionale" con le nuove tecnologie.

Divertentissimo ed assuefacente, Werewolves Within mostra il meglio di sé quando ci interfacceremo con un gruppo affiatato e ben calato nel proprio ruolo. Il senso di presenza e l'avvolgente immersività sono sorretti poi da un comparto visivo delizioso, caricaturale ma talmente dettagliato sul piano delle animazioni da risultare straordinariamente credibile.

I expect you to die

Se avete sempre sognato di diventare un agente segreto, ma vi manca il fisico, il savoir-faire e l'eleganza di James Bond, potrete ovviare al problema con I expect you to die, un'intelligentissima avventura che vi farà sentire la star di un film di spionaggio degli anni 50. Senza ricorrere a sparatorie al cardiopalma o ad inseguimenti spericolati, il gioco riesce a mantenere comunque un altissimo livello di tensione, mettendovi al centro di situazioni in cui l'unica arma in dotazione sarà il puro intelletto.

I expect you to die è un brillante puzzle game mascherato da spy-movie, nel quale saremo chiamati a risolvere alcune missioni facendo largo uso degli oggetti circostanti. Forte di un'estetica ricercata e di un'atmosfera amabilmente british, l'opera - nonostante sia uscita agli albori del PlayStation VR - conserva ancora oggi un fascino accattivante ed irresistibile, merito di un'eleganza raffinata che inebria come un buon bicchiere di scotch.