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PlayStation VR: 6 giochi in Realtà Virtuale da recuperare assolutamente

Dinanzi ad una line up in continuo aumento, abbiamo selezionato sei titoli da non perdere per tutti i possessori del PSVR.

speciale PlayStation VR: 6 giochi in Realtà Virtuale da recuperare assolutamente
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Il mercato della realtà virtuale è continuo ed inarrestabile ampliamento, e Sony ne è divenuta una delle più grandi promotrici, merito specialmente della sua capacità di proporre una tecnologia rivoluzionaria ad un prezzo più abbordabile rispetto a quello della concorrenza. L'avvicinamento alla VR da parte del grande pubblico ha dato al settore una spinta creativa poderosa, che ha portato ad uno sviluppo rapido ed inaspettato. Per rendersene conto, e convincere anche i più scettici, basta indirizzare lo sguardo verso l'enorme line up di produzioni che si sono susseguite su PlayStation VR in appena due anni dal suo arrivo nei negozi: opere di ogni risma e caratura qualitativa, sperimentazioni più disparate che hanno contribuito a delineare l'identità del caschetto del colosso giapponese.

Lo abbiamo ripetuto più volte sulle nostre pagine: il processo di maturazione del visore Sony ha compiuto un grande passo nel 2018, con una serie di giochi davvero incredibili come Moss e Firewall: Zero Hour; ciononostante, anche nelle annate precedenti l'azienda ha portato sulla propria periferica titoli di straordinario spessore, alcuni dei quali sono riusciti persino a riscrivere le regole del loro genere di appartenenza grazie ai benefici della realtà virtuale. Ecco perché, guardando un po' a ritroso nel tempo, e senza contare le uscite dell'anno appena trascorso né quelle in arrivo nel 2019, abbiamo pensato di suggerirvi alcuni prodotti (rigorosamente suddivisi per tipologie) che potrebbero essere sfuggiti alla vostra attenzione, e che - a nostro avviso - non dovrebbero mancare per nessun motivo nella libreria di qualunque possessore di PlayStation VR.

Sparatutto: Farpoint

Uno dei primi veri "blockbuster" per la periferica in realtà virtuale di Sony, Farpoint è uno shooter in prima persona che ha avuto principalmente il merito di presentare al pubblico le potenzialità del PlayStation Aim, un peculiare controller a forma di fucile che rende molto più coinvolgenti le sparatorie videoludiche. Un'esperienza di gioco a suo modo originale ed intrigante, che ci catapulta in un ambiente fantascientifico dalle suggestioni più disparate, e che pesca a piene mani da lungometraggi quali The Martian ed Interstellar.

Oltre che su una narrativa sorprendente, però, Farpoint si concentra anche - e soprattutto - sul puro gameplay, nel quale dovremo mirare a tutte le creature che popolano il pianeta alieno in cui muoveremo i nostri passi. Mescolando le dinamiche da FPS con quelle di uno sparatutto on rail, il titolo funziona a dovere, supportato da una notevole varietà di armamentari a disposizione. Non tutto brilla alla perfezione, e nelle battute conclusive Farpoint accelera un po' troppo il ritmo dell'avanzamento, conducendoci verso un finale abbastanza frettoloso: eppure, nell'insieme quest'avventura fantascientifica possiede sufficienti munizioni per mostrarvi le caratteristiche immersive del visore di mamma Sony.

Horror: Resident Evil 7 Biohazard

La paura nel suo stadio primordiale. Già nella sua forma tradizionale, Resident Evil 7 è un attentato alle coronarie dei giocatori, ma nella sua edizione in VR potrebbe condurvi a morte prematura. Terrificante come non mai, il settimo capitolo acquisisce in realtà virtuale una dimensione tutta nuova, massimizzando il carico di terrore che si porta in dote.

Esplorare la magione dei Baker in prima persona, con un'atmosfera claustrofobica e destabilizzante, costantemente soverchiati da sinistri scricchiolii, equivale ad intraprendere un tour interattivo all'interno di una casa stregata, con la sola differenza che, paradossalmente, questa versione "virtuale" è persino più inquietante e destabilizzante della "realtà". Una discesa all'incubo che, nonostante presenti qualche limite tecnico, possiede un impatto di impressionante potenza, francamente sconsigliata ai deboli di cuore o ai neofiti della VR. Eppure, se vi armerete di coraggio, riuscirete a vivere una delle avventure più perturbanti che il medium videoludico abbia mai conosciuto.

Avventura Grafica: The Invisible Hours

"Sperimentalismo" è la parola chiave per descrivere The Invisible Hours: i ragazzi di Tequila Works, che ci hanno già deliziati in passato con RiME), strutturano un'avventura grafica che strizza l'occhio ai racconti di Agatha Christie, e che ci dà l'impressione di assistere ad una pièce teatrale interattiva in realtà virtuale. Osservando la situazione attraverso gli occhi di una sorta di spirito invisibile ed intangibile, il nostro obiettivo consisterà nello scrutare attentamente ogni singolo protagonista che agisce sulla scena, in modo da scovare i responsabili di un omicidio.

The Invisibile Hours gioca con la nostra percezione e le nostre aspettative, regalandoci una narrazione che fa dell'atmosfera il suo perno centrale. Un modo tutto nuovo di veicolare il genere "giallo" in salsa videoludica, dove l'utente diventa spettatore e attore allo stesso tempo. E quale modo migliore per mettere alla prova le vostre doti da Sherlock Holmes se non indossando il PSVR? Elementare, Watson...

Platform: Bound VR

Geometrica, plastica e concettualmente raffinata, Bound è un'opera che estrapola suggestioni artistiche appartenenti all'astrattismo e le declina in formato videoludico. Benché imperfetta, è un'avventura che fa della componente visiva il suo elemento distintivo: un cammino emotivo, sonoro e visivo che si muove a passo di danza, seguendo suoni e simbolismi che in realtà virtuale vengono ammantati di una potenza comunicativa con pochi eguali.

Mentre il giocatore si tramuta nella telecamera di gioco, come se i suoi occhi fossero l'obiettivo dell'inquadratura digitale, il mondo di Bound prende vita con rinnovato vigore, e la bellezza dell'art design esplode in tutta la sua visionarietà. Sembra quasi che il platform adventure di Plastic Studios sia nato per il PlayStation VR: è tramite il visore di Sony che con tra l'utente e la ballerina protagonista si instaura un legame sinestetico ed indissolubile.

Racing Game: Trackmania Turbo VR

Siete tra quegli impavidi eroi che sbadigliano quando salgono sulle montagne russe? Siete capaci di compiere una serie di capriole della morte senza espellere per via orale il pranzo della Pasqua dell'anno prima? E allora siete pronti per Trackmania Turbo VR, un racing game adorabilmente arcade che metterà a dura prova il vostro stomaco.

Questo divertentissimo corsistico in realtà virtuale è un giro a tutta birra sulle giostre, un concentrato di velocità ed acrobazie: esaltante nella sua versione standard ed imperdibile in realtà virtuale, Trackmania Turbo è, al pari di Wipeout VR, la rappresentazione più esemplificativa del grado di coinvolgimento sensoriale che il PSVR è in grado di raggiungere.

Multiplayer: Star Trek Brige Crew

Uno dei più grandi pregi della VR consiste nell'inaspettata abilità di rimodellare i canoni delle esperienze multigiocatore. Attraverso il caschetto, l'interazione con altri giocatori nei meandri della rete assume caratteristiche decisamente più avvolgenti ed immersive. Star Trek: Bridge Crew è uno dei titoli che sfrutta al meglio il potenziale "sociale" del PSVR, chiedendoci di salire a bordo della navicella U.S.S Aegis e viaggiare nello spazio insieme ad altri tre compagni di scorribande intergalattiche.

Ogni utente dovrà replicare un preciso ruolo all'interno della plancia della navicella, e la collaborazione sarà fondamentale per sopravvivere agli ostacoli galattici che ci attendono. Dotato di una dimensione ludica indubbiamente preminente, dove la cooperazione è l'arma più forte in mano ai giocatori, Star Trek: Bridge Crew si tramuta ben presto nella versione interattiva di una puntata televisiva della celebre serie sci-fi: per tanti appassionati è un sogno divenuto realtà (virtuale).