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PlayStation VR: cinque giochi horror in Realtà Virtuale per Halloween

Halloween è l'occasione perfetta per godere dei migliori giochi horror in Realtà Virtuale: ecco cinque esperienze VR da provare assolutamente.

speciale PlayStation VR: cinque giochi horror in Realtà Virtuale per Halloween
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Di tutti gli ambiti in cui l'attuale tecnologia della Realtà Virtuale riesce a smarcarsi dagli inevitabili inciampi di una giovane età, quello delle esperienze horror sembra essere davvero uno dei più riusciti. Per confutare questa teoria, non serve addentrarsi nella giungla inestricabile delle applicazioni e delle tech demo "dal jump scare facile" che proliferano in ambiente PC: a chi si avvicina solo adesso a questo genere di videogiochi, basta infatti guardare all'ecosistema chiuso di PlayStation 4 per attingere alle avventure a tinte oscure presenti nella ludoteca di PS VR.

A dispetto di un catalogo non particolarmente ampio e, soprattutto, di un'oggettiva omologazione concettuale tra i progetti horror fruibili inforcando il caschetto delle meraviglie di PS4 e PS4 Pro, chi desidera approfittare di Halloween per divertirsi con un passatempo alternativo e rigorosamente a tema videoludico può comunque trovare in PS VR un valido alleato per vivere emozioni forti. Con questo approfondimento proveremo così a consigliarvi una rosa di cinque giochi PS4 in realtà virtuale da recuperare per ricavarsi un angolo interattivo di gioioso e spensierato terrore (!!!).

Home Sweet Home

L'avventura dark di Mastiff declina in chiave VR i miti più oscuri della tradizione thailandese. Il titolo ci cala nei panni di Tim, un giovane uomo che, dopo aver trascorso una notte da incubo per la recente scomparsa della sua amata moglie, si risveglierà all'interno di un inquietante edifico disabitato. Confuso per ciò che gli sta accadendo, il nostro alter-ego proverà a fare appello alle ultime energie rimastegli dopo il grave lutto subito per fuggire dalle spaventose creature che gli daranno la caccia per tutta la durata dell'avventura.

Sotto la superficie di un canovaccio narrativo che sembra attingere in maniera banale ai principali cliché delle esperienze horror in soggettiva e, nella fattispecie, al filone dei film paranormali di matrice asiatica, gli autori di Mastiff nascondono però un complesso rompicaco emotivo fatto di lunghe attese in salsa thriller e di estemporanei, angoscianti sussulti action. I numerosi enigmi da risolvere tra un incontro e l'altro con i fantasmi che popolano l'incubo digitale di Home Sweet Home non fanno che alimentare la leggenda di questa piccola grande gemma della produzione videoludica in Realtà Virtuale.

Here They Lie

Il destabilizzante horror psicologico sviluppato da Tangentleman sotto l'egida dei ben più celebri studi di Sony Santa Monica non ha mai goduto della popolarità che avrebbe meritato, forse per via di un comparto grafico dal colpo d'occhio molto sporco o, se vogliamo, del poco spazio mediatico lasciato dal più accreditato Resident Evil 7 Biohazard. A dispetto della linearità della trama e della lenta progressione del gameplay, Here They Lie si smarca dalle produzioni concorrenti per delle ambientazioni che sembrano provenire da una dimensione parallela scaturita dai film di Lynch e per la disturbante esperienza offertaci dal racconto interattivo che si dipana lungo un'avventura piena di colpi di scena.

L'angosciosa visione interattiva partorita dalle menti creative di Tangentleman digitalizza gli incubi per proiettarceli sul visore di PlayStation VR con la falsa ingenuità dei videogiochi horror più ricercati, senza scadere nel "jump scare" fine a se stesso ma provando, con una lentezza tanto disarmante quanto incisiva, a indurci in uno stato di profondo disagio che si riverbera sulle prospettive grafiche di una città dai contorni sfumati. Un progetto grezzo e a tratti superficiale, eppure degno di essere riscoperto dagli amanti del genere come e più di molti altri titoli più blasonati.

Recensione di Here They Lie

The Persistence

Il roguelike sci-fi di Firesprite pesca a piene mani dal miglior cinema di fantascienza per ricavarsi uno spazio tra le avventure interattive che, scomodando le entità sovradimensionali di 2001 Odissea nello Spazio e gli spietati Xenomorfi di Alien, ci inghiotte nel vuoto pneumatico dello spazio per metterci di fronte alle nostre paure e a una carriolata di creature disposte a tutto pur di banchettare con i nostri tessuti molli.

L'asettico design futuristico della stazione spaziale a generazione procedurale che fa da sfondo all'esperienza survival horror di The Persistence cozza inevitabilmente con la crudezza del racconto ludico che si dipana, pur con qualche incertezza, tra combattimenti a corto raggio e rocambolesche fughe.

Tra tutti i progetti per PS VR che fanno dell'orrore la propria cifra stilistica, questo dei Firesprite rappresenta di certo uno dei più "tradizionali", sia per il modo con cui gestisce le fasi action e i frangenti votati alla sopravvivenza spicciola ma anche, e soprattutto, per come comprime il tutto all'interno di un contesto dettato da parametri riconoscibili come il livello di difficoltà scalare e la varietà di strumenti equipaggiabili dal nostro alter-ego.

Recensione di The Persistence

Resident Evil 7 Biohazard

La versione in realtà virtuale di Resident Evil 7 Biohazard si ricava uno spazio in questa lista con la grazia e la soave pacatezza di un elefante in una cristalleria. La già disturbante avventura in compagnia della famiglia Baker vissuta dagli utenti del RE 7 originario raggiunge nuove vette di terrore una volta indossato il visore di PS VR.

Non importa quanto in alto siate riusciti a fissare l'asticella della sopportazione alle esperienze thrilling più disparate, o quale robustezza possa vantare il muro che avete eretto a difesa della vostra sanità mentale dopo aver assistito a un dato genere di eventi horror, thrilling e spaller per menti e stomaci forti: se giocato su PlayStation VR, Resident Evil 7 è semplicemente implacabile.

I loschi figuri che s'aggirano indisturbati nel girone dantesco in cui verremo trasportati inforcando il visore di PS4 sono l'apostrofo insanguinato tra le parole "ti ammazzo" e la cosa brutta, purtroppo, è che sanno perfettamente di esserlo. Gli sforzi compiuti da Capcom per costruire un sistema di mira a dir poco perfetto e l'impegno profuso dai designer nipponici nella rappresentazione di scenari ingame che rasentano il fotorealismo servono solo a prolungare la nostra agonia. Poi non diteci che non vi avevamo avvisato!

Recensione di Resident Evil 7 Biohazard

Paranormal Activity: L'Anima Perduta

Partendo dal popolare franchise cinematografico di Paranormal Activity gli autori di VRWERX hanno scritto un canovaccio narrativo completamente originale con lo scopo dichiarato di realizzare il miglior videogioco horror in realtà virtuale ambientato in una casa. Magari non avranno raggiunto il loro obiettivo prefissato, ma la fortuna aiuta gli audaci e questo assunto si rivela essere particolarmente indicato per descrivere il loro spregiudicato progetto in salsa VR.

Se dalla vostra esperienza in realtà virtuale chiedete dei sani momenti di terrore fine a se steso, sappiate quindi che Paranormal Activity: L'Anima Perduta è un vero e proprio concentrato di "jump scare" a base di tonfi assordanti, apparizioni fantasmagoriche improvvise, mobili che prendono vita e porte che sbattono al ritmo di un elettrocardiogramma impazzito.

Il controllo dei movimenti del proprio personaggio mediante PlayStation Move, oltretutto, contribuisce ad accentuare il senso di immersione e, quindi, il tasso di tensione avvertibile progredendo nell'esplorazione della casa infestata, una soluzione che riesce in parte a mitigare lo sgradevole motion sickness che emerge inesorabile in questo genere di titoli.