Pokémon: un Diamante sempre lucente, una Perla ancora splendente

Vi accompagniamo in un viaggio nostalgico alla riscoperta dei giochi della quarta generazione di Pokémon, nell'attesa dell'uscita dei due remake.

Pokémon: un Diamante sempre lucente, una Perla ancora splendente
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  • Il giorno tanto atteso dagli appassionati è vicino: il prossimo 19 novembre potremo tornare nella caleidoscopica regione di Sinnoh. Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente saranno un vero e proprio tuffo nei nostri ricordi, ed è per questo che abbiamo pensato di proporvi un articolo molto personale sull'esperienza vissuta dalla sottoscritta nel lontano 2007, anno in cui questi giochi approdarono in Europa.

    L'attenzione meritata da questi capitoli, riveduti e potenziati nella successiva versione Platino, è tale che Pokémon Legends: Arceus ci porterà a Hisui (la Sinnoh del passato) per un'avventura che avrà certamente un forte focus sulle leggende e i miti che avevamo imparato a conoscere negli originali Diamante e Perla. Nell'attesa del 28 gennaio 2022 - data di uscita di Pokémon Legends: Arceus - diamo uno sguardo a ciò che rese significativi e memorabili i due titoli da cui tutto è partito. Una piccola precisazione prima di iniziare: per ovvie ragioni, l'articolo conterrà spoiler sulla trama di Pokémon Diamante e Perla.

    Una scelta difficile

    Quando esce una doppietta di nuovi giochi Pokémon, non si può non discutere animatamente con amici, fratelli e sorelle sul titolo da scegliere. L'importante è coordinarsi, altrimenti sarà difficile acchiapparli proprio tutti... Ma nell'estate del 2007 stavo per compiere 15 anni e mi resi conto di un fatto allarmante: l'interesse dei miei coetanei per l'universo Pokémon era totalmente scemato.

    Uso il maschile non a caso, parlando di "coetanei": di amiche appassionate di videogiochi ne ho avute davvero poche, nella mia infanzia e adolescenza - e nessuna era interessata agli animaletti fantastici nati dalla fantasia di Satoshi Tajiri.Per fortuna che mio fratello non mi abbandonava mai, e potevo tranquillamente discutere in famiglia del mio desiderio di scoprire la quarta generazione di Pokémon senza essere bollata come una sfigata totale!

    Rimaneva un problema: avevamo un solo Nintendo DS in famiglia. Insomma, per la prima volta avremmo potuto giocare soltanto una delle versioni in commercio, e si aprì un'aspra discussione su questa scelta (un indubbio First World problem, ma sapete quanto certe piccole cose portino contrasti tra fratelli!).

    Alla fine prevalse Pokémon Perla, e ho una sola spiegazione per questo risultato: il mio amore per il design vagamente gigeriano del leggendario Palkia (qui potete trovare il nostro speciale su H. R. Giger e la sua influenza sul mondo dei videogiochi). Sì, probabilmente nessuna persona sana di mente vedrebbe questo collegamento con le opere del grande artista svizzero, ma quel Pokémon mi ha sempre ricordato un po' Alien. Dicevo che è l'unica spiegazione perché in Pokémon Diamante c'erano in esclusiva due dei nostri mostriciattoli preferiti: il tagliente Scizor e il maestoso Tyranitar. Oggi non so se rifarei la stessa scelta, sapete? Ci sono proprio mancati.

    Puntuali come un orologio (svizzero, à la H. R. Giger), il 27 luglio 2007 accendiamo il nostro Nintendo DS e iniziamo un'avventura che - non lo sapevamo ancora - era destinata ad essere memorabile. A partire dalla musica della schermata iniziale, molto più dark e inquietante rispetto al passato, e dal programma televisivo che la nostra protagonista femminile guarda nei primissimi momenti di gioco.

    Si parla del Gyarados Rosso, e partiamo per la tangente con i nostri ricordi vissuti rispettivamente in Pokémon Oro (mio fratello Antonio) e Pokémon Argento (la sottoscritta): la cattura di questo bellissimo esemplare shiny, novello mostro di Loch Ness nel virtuale Lago d'Ira. E qui, subito, senza esitare nemmeno un secondo, gli sviluppatori ci hanno fatto capire che la quarta generazione di giochi Pokémon avrebbe intessuto dei robusti legami con il passato. Sani, forti, coerenti. Ne parleremo più oltre, perché questo è uno dei temi più importanti e significativi nella regione di Sinnoh, almeno a mio modo di vedere.

    Si parte!

    Il nostro amico Barry è un tantinello sovraeccitato, e non ci pensa due volte a dirigersi verso il Lago Verità, nella speranza di incontrare un Pokémon straordinario simile a quello di cui si parlava in TV. Barry è vivace, iperattivo, incapace di star fermo un secondo - in una parola che tanto mi piace, è frizzante. Al contrario di altri rivali della serie, spocchiosi e antipatici, per lui ho provato fin dall'inizio una grande simpatia.

    Nella serie, la città di partenza del protagonista è spesso un luogo periferico e secondario, poco o nulla rilevante nell'economia complessiva dell'avventura. Duefoglie, invece, si trova a due passi da un lago in cui torneremo diverse volte, e che ospiterà degli importanti snodi della trama.È quindi piacevole apprezzare il foreshadowing, col senno di poi.

    Attaccati da due Pokémon, la mia protagonista e Barry devono scegliere i propri starter... e qui torna in gioco mio fratello, sempre presente nelle scelte che contano!

    Personalmente ho sempre prediletto i tipi Fuoco, fin dal primissimo Charmander, con un solo strappo nella seconda generazione: in quel di Johto, il tenerissimo Totodile mi rubò istantaneamente il cuore. Antonio, al contrario, è molto affezionato ai tipi Acqua, e anche in questa occasione confermò la sua preferenza. Ecco, qui ho il piccolo rimpianto di non averlo ascoltato. La scelta dello starter Fuoco Chimchar ebbe grandi pregi, facilitandomi parecchio la vita contro i Capopalestra e permettendomi di avere nel roster uno dei pochi Pokémon Fuoco della quarta generazione; a ripensarci, però, Piplup era senz'altro superiore quanto a coccolosità, e l'estetica delle evoluzioni di Chimchar mi lasciò con l'amaro in bocca... Mi ero ritrovata con uno starter che trovavo proprio brutto. Ecco, l'ho detto, anzi, l'ho confessato: il secondo First World problem della Giulia ragazzina è stato lo starter brutto! Nel corso di tutta l'avventura ho ammirato con una punta d'amarezza la dignità dell'Empoleon di Barry nel prendersi tutte le mie mazzate. Che eleganza quel pinguino, signori miei.

    Tornando a noi, i primi passi nella regione di Sinnoh non sembravano confermare il mood di quell'inquietante musica ascoltata nella schermata iniziale. A Giubilopoli trovo dei clown, mentre a Giardinfiorito... beh, lo dice il nome: ci sono un sacco di fiori. E un'informazione interessante, che mi mette la proverbiale pulce nell'orecchio. Stando agli abitanti, Giardinfiorito era un tempo un luogo completamente brullo, sul cui terreno non cresceva neppure un filo d'erba. A nulla valevano i tentativi di piantarvi dei fiori: tutto avvizziva, e la vita non attecchiva.

    A quel punto, uno degli abitanti levò una preghiera di ringraziamento per le meraviglie e le benedizioni della natura, pur apparentemente assenti in quel luogo. Forse qualcuno, o qualcosa, ascoltò quella persona piena di amore e fiducia: una sterminata distesa di fiori popolò la collina, da allora rigogliosa e colorata. Secondo molti fan, il responsabile sarebbe il Pokémon Gratitudine, Shaymin, la cui voce sul Pokédex di Pokémon Perla ci dice che "può dissolvere le tossine nell'aria per mutare all'istante una terra arida in un rigoglioso campo fiorito". Elementare, Watson!

    Connettersi

    Questa piccola storia è indice di un qualcosa di più grande. Gli abitanti di Giardinfiorito cercarono - con successo - di connettersi a forze superiori per esprimere gratitudine verso ciò che la natura ha da offrirci. Spesso Sinnoh riporta alle usanze giapponesi, e in questo caso alla religione shintoista, in cui ogni cosa è divina: ogni animale, filo d'erba, ogni persona. I kami sono fra di noi, e possono garantirci protezione e favori.

    Ecco, Shaymin si comporta proprio come un kami shintoista, e non è l'unico legame del gioco con le tradizioni religiose nipponiche.

    In contrapposizione con la geografia della regione, che rende difficoltosa la sua percorrenza (Sinnoh è divisa a metà dalla catena montuosa dominata dal Monte Corona), gli abitanti di questo mondo di fantasia cercano con tenacia di collegarsi all'altro e all'oltre.

    È una consapevolezza che ho guadagnato piano piano nel corso dell'avventura, e anche io avevo lo stesso desiderio di connessione. Certo, i miei amici avevano tutti messo nel cassetto il loro amore per i Pokémon, ma le circostanze giocavano a mio favore. Nel 2007, Internet era oramai in quasi tutte le case, e Nintendo era pronta

    per una grande rivoluzione: l'introduzione del Global Trade System (GTS), nato proprio con la quarta generazione. Via il cavetto, che nel mio caso era spesso vittima di misteriosi malfunzionamenti - ma era stato alla base dell'invenzione dei Pokémon: "ho immaginato dei veri e propri esseri viventi che si muovevano avanti e indietro lungo il cavo", dichiarò Satoshi Tajiri - e benvenuto Wi-Fi! Grazie anche ai popolatissimi forum online, potevo scambiare mostriciattoli con gli allenatori di tutto il mondo. E buonanotte a quella spiacevole sensazione che giocare a Pokémon a 15 anni fosse una cosa per sfigate: io continuavo a divertirmi tantissimo (e continuo tutt'ora)!C'è un posto in particolare che associo fortemente al sentimento di gratitudine e al desiderio di connessione che caratterizzano gli abitanti di Sinnoh: la Torre Memoria. Dovete sapere che considero la Torre Pokémon presente a Lavandonia nei giochi di prima generazione come uno dei momenti più potenti nella storia dei videogiochi: quel momento in cui ai bambini venne sbattuta la morte in faccia.

    La Torre sta anche all'origine della macabra creepypasta della Sindrome di Lavandonia, che fece conoscere a molti gli orrori (reali) perpetrati dall'Unità 731 in Manciuria, a cavallo tra la metà degli anni ‘30 e gli anni '40 del secolo scorso. Connessioni potentissime tra pixel e realtà. La Torre Memoria, quindi, è un luogo a cui mi sono avvicinata con rispetto, anche perché amo visitare i cimiteri e, in generale, ho un rapporto intenso con la morte.

    Sinnoh non ha paura di esplorare i propri legami con il passato, nella consapevolezza che ciò che non c'è più rimane, in realtà, in qualche modo presente. Cambia, magari; viene elaborato dalla coscienza individuale e collettiva, digerito, ma resta ad aleggiare nell'aria. Che sia una presenza pesante e gravosa oppure un ricordo gradevole dipende anche da noi. L'importante è non prendere alla leggera ciò che si sembra oramai alle spalle.

    Tra miti e leggende

    Il personaggio emblema di questo atteggiamento è senz'altro Camilla, l'allenatrice che continuiamo ad incontrare nel corso dell'avventura e che ci introduce ai misteri della creazione dell'Universo. Non è un caso che la sua città natale si chiami Memoride: con le sue costruzioni reminiscenti dei templi shintoisti - come il celebre santuario di Ise - la cittadina è uno snodo chiave della trama, e si narra che sia il più antico insediamento umano di tutta Sinnoh.

    Un antico dipinto rappresenta tre Pokémon posti a guardia di una forza capace di distruggere il mondo. Basati sui valori incarnati dai tre tesori imperiali del Giappone (lo specchio, il gioiello e la spada), Uxie è l'essere della conoscenza, Mesprit insegnò agli uomini e provare emozioni e Azelf rappresenta la volontà necessaria per mantenere il cosmo in equilibrio.

    Una trinità - videoludicamente potremmo dire una Triforza - che mi ha molto colpita e che ho approfondito leggendo i libri della biblioteca di Canalipoli: per la prima volta la saga di Pokémon cercava di creare una cosmogonia strutturata, prestando al contempo attenzione alle regioni esplorate nei precedenti capitoli. Essendo una grande appassionata dell'occulto e del mistero, le Rovine d'Alfa erano state il mio luogo preferito nella regione di Johto. Immaginate la sorpresa nello scoprire che gli Unown erano tornati! Non solo: si facevano portatori di quel desiderio di connessione di cui vi ho già parlato.

    In alcune delle stanze delle Rovine Flemminia si possono trovare soltanto alcune lettere di Unown, che vanno a comporre la parola friend, amico, e nella stanza più recondita un'iscrizione recita: "Amicizia. Tutte le vite toccano le altre vite per creare qualcosa di nuovo e vivo". Ecco, un mondo coerente e brillante si vede nelle piccole cose come questa. E questo è solo uno dei punti di contatto con Johto. Per fare un altro esempio, possiamo incontrare la Capopalestra di Olivinopoli, Jasmine, che si dice felice delle somiglianze tra la regione di Sinnoh e quella da cui proviene... Insomma, Sinnoh ha radici profonde. I suoi abitanti prestano attenzione al passato della loro terra e nel mentre guardano verso il futuro. Allo stesso modo, da ragazzina, riuscivo a mantenere un contatto con le precedenti generazioni di Pokémon, anche grazie alle bellissime nuove evoluzioni di alcuni indimenticabili mostriciattoli (tra cui Electabuzz, Magmar e Lickitung). Alcuni considerano poco riuscito il Pokédex proposto in Pokémon Diamante e Perla, ma in realtà è pieno di bellezza e attenzione, anche verso i mostriciattoli delle generazioni passate.

    Un amore sotterraneo

    Questo è un articolo molto personale, e quindi è giusto dirvi qualcosa di me. Da bambina sognavo di diventare una paleontologa: nel corso degli anni ho cambiato strada, ma quella divorante passione per i dinosauri è rimasta. Sono sicura che, dopo aver ricevuto questa informazione, riuscirete ad indovinare al volo qual è il mio luogo preferito in tutta Sinnoh. Sì, ovviamente sto parlando dei Sotterranei.

    È vero, erano tutti uguali, una immensa Sinnoh che correva sottoterra senza alcun cambiamento....Ma in quei corridoi senza fine ho sperimentato la gioia costante di trovare fossili (i miei Pokémon preferiti sono quelli preistorici, neanche a farlo apposta. Kabutops, scelgo te!), pietre per l'evoluzione, e una roccia molto speciale.

    La Roccianima era davvero rara da scovare, e da lì la strada per ottenere uno dei Pokémon che più amo era ancora piuttosto lunga - ma trovo che il modo di acquisire Spiritomb sia stata una delle più gradevoli trovate di Game Freak. Già mi vedo Junichi Masuda tutto preoccupato: ma come possiamo unire la passione di Giulia per i fossili e per i fantasmi? Come possiamo renderla perfettamente felice? La risposta era Spiritomb!

    Alle decine di ore trascorse sottoterra si accosta un grandissimo amore per il Bosco Evopoli, dove la luce filtra appena dalle alte fronde degli alberi. C'è un'atmosfera davvero unica qui, una malinconica bellezza che rende questo posto speciale nei miei ricordi. E poi c'è l'Antico Chateau, con i suoi due fantasmi e quel Rotom dentro il televisore...

    E infine parliamo dei Superquattro, sì. Perché in questa regione così legata al suo passato e ai suoi miti la scelta del Campione è stata azzeccatissima.Anzi, della Campionessa: Camilla, incontrata più volte nel corso dell'avventura, attenta studiosa dei miti di Sinnoh, è la prima allenatrice a salire sul trono più alto della Lega Pokémon nella storia della saga.

    Non è stata l'ultima, ma di certo è la mia preferita e, per molti, la più memorabile: elegantissima in nero e letale nella scelta del suo team, si avvale di alcuni dei miei mostriciattoli tascabili preferiti. Ci sono l'inquietante Spiritomb, il sinuoso Milotic e il dragone Garchompo, una delle aggiunte più amate della quarta generazione. Spero che molti e molte fra voi ricordino la musica che anima lo scontro, perché è una delle più riuscite dell'intera serie. Come Camilla nessun'altra mai.Chiudo questo articolo quasi a forza, obbligandomi a scrivere delle righe conclusive per non tediarvi eccessivamente con i miei ricordi. Ripensare alle mie partite a Pokémon Perla ha riaperto un vaso di Pandora che mi ha riportato alla mia vita da adolescente felice, ma un po' dispiaciuta nel vedere i suoi coetanei riporre i fedeli videogiochi nel cassetto. È bello, dopo tanti anni, condividere questa passione mai estinta con voi lettori e lettrici! E voi, cosa ricordate con più affetto delle vostre avventure con Pokémon Diamante e Perla? Siete felici per l'arrivo dei remake? Vi aspettiamo per parlare insieme nei commenti!

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