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Portal Knights: sulla scia di Minecraft e Zelda, come imparare dai grandi

Sul PlayStation Plus di gennaio arriva Portal Knights, creative sandbox fra Minecraft e Zelda perfetto per muovere i primi passi all'interno del genere.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Dovessimo calarci nei panni di un ipotetico giocatore novizio, supponiamo che l'atto stesso di avvicinarsi per la prima volta all'universo dei cosiddetti creative sandbox possa in qualche modo spaventare. Identificato come "il genere di Minecraft", si tratta di una serie di prodotti di grande successo ma anche molto "settoriale", insidiosa perché dietro la sua coltre di colori, forme e azioni semplici si celano mondi di gioco vastissimi, studiati su misura per chi prova piacere a passare ore su ore all'insegna dell'estro costruttivo e della routine. Nondimeno, non riteniamo impossibile che la ricetta possa stimolare curiosità anche in chi non avesse mai avuto occasione di riceverne un assaggio.
    A questo proposito, è ragionevole credere che la via migliore per misurare il proprio gradimento verso simili esperienze non debba per forza partire dalla prova del titolo più rappresentativo -giocoforza più formale- della categoria, com'è a conti fatti il capolavoro cubettoso di Markus Persson. Al contrario, tastare il terreno con qualche produzione meno in vista, dalla formula ludica più accogliente, potrebbe rivelarsi una buona strategia per non correre il rischio di soffrire eventuali rimorsi da "soldi buttati". Tanto più che Portal Knights non richiede l'esborso di neppure un centesimo, quantomeno a chi fosse abbonato al PlayStation Plus di gennaio. Fa infatti parte del noto servizio mensile di casa Sony, ed è il gioco che ci sentiamo di suggerire a coloro i quali volessero entrare nelle lande multiformi della creatività interattiva a piccoli passi.

    A Link to the Craft

    Se abbiamo deciso di (ri)dare spazio al lavoro cofirmato da 505 e Keen Games non è, ovviamente, per mera logica del risparmio. Portal Knights è difatti un valido entry level perché sintesi di tanti elementi che hanno fatto la fortuna del Minecraft di Mojang, ma anche in quanto ibrido all'acqua di rose fedele agli stilemi dell'Action-RPG in tre dimensioni. Soffermandoci su quali siano i tratti che accomunano Portal Knights alla filosofia dei sandbox creativi - e all'opera di Notch in particolar modo - vale la pena ricordare che, dopo aver decretato la classe di appartenenza del protagonista, avrà inizio una vera e propria avventura tra pianeti creati proceduralmente, ciascuno contraddistinto da un bioma personale. Benché l'urgenza, all'inizio, sia quella di ricostruire i portali che collegano un mondo con il successivo, così da avere a disposizione più stage per giocare, il titolo concede presto all'utente una discreta libertà d'azione.
    Un'indipendenza che chi fosse più interessato al lato "minecraftiano" della produzione potrà ritrovare nell'opportunità di dedicarsi fin da subito all'esplorazione degli scenari e alle conseguenti meccaniche di crafting. Neanche a dirlo, sono due attività in qualche modo interconnesse.

    Setacciando le ambientazioni in lungo e in largo non solo è possibile apprezzarne la piacevole foggia artistica, ma si è anche liberi di "staccarne" dei pezzi sotto forma di blocchetti - qui molto più smussati rispetto a quelli di Minecraft - conservabili in inventario. Come da manuale di genere, materie prime differenti, se fuse nel modo corretto, danno vita a nuovi oggetti più o meno elaborati, che spaziano dalle armi e armature necessarie a difendersi dai mostri del regno fino a tutto ciò che serve per la costruzione di edifici e strutture.

    Pur non rappresentando il cuore pulsante di Portal Knights, le dinamiche da building game sposano la lezione di Notch con più convinzione di quanto possa sembrare. Edificare il proprio rifugio, sia esso una casupola o una fortezza, è un'operazione tanto rilassante quanto laboriosa in termini di ricerca dei materiali di produzione più adatti al proprio scopo. Serve insomma un po' di costanza, ma la soddisfazione che scaturisce dall'avere infine realizzato le varie roccaforti dopo tanto peregrinare e -soprattutto- seguendo le proprie ispirazioni sa essere francamente impagabile.

    Si diceva di come Portal Knights sia -almeno potenzialmente- un confortevole banco di prova prima dell'accesso definitivo ai sandbox maggiormente focalizzati sull'estro creativo. Questo poiché è dotato di un gameplay più variopinto, persino contagiato dalle regole dei giochi d'azione a sfondo fantasy. Se è infatti vero che uno dei suoi riferimenti è il pluricitato Minecraft, è di uguale importanza evidenziare che il titolo ha anche un secondo mentore irrinunciabile.

    Senza voler affatto paragonare i due per spessore e rilevanza storica, è comunque indubbio che il progetto sviluppato da Keen Games guardi al celebre Ocarina of Time con profonda venerazione, tanto da emularne il sistema di targeting del nemico, l'avanzamento attraverso i dungeon, le gargantuesche boss fight a fasi, fino alle mini-missioni secondarie sparse per tutto l'overworld. Sebbene l'insieme venga diluito in una forma molto addolcita, l'eredità dello Zelda 3D fondativo è esattamente quel tocco che rende Portal Knights a suo modo speciale rispetto a molti suoi simili di più alto lignaggio.

    Allievo e maestro

    Ci piace poi pensare che così come Portal Knights ha "imparato dai grandi", i videogiocatori più giovani possano a loro volta mettere alla prova la propria propensione al genere affidandosi proprio a questa piccola fatica (pseudo)indipendente.

    In fondo c'è tutto quel che serve per appassionare una platea di primo pelo: uno stile grafico fanciullesco, un linguaggio ludico semplice (ma non semplicistico) e una varietà di situazioni piuttosto interessante. Un'altra feature che sembra fatta apposta per i più piccoli riguarda senza dubbio il gioco cooperativo, che si manifesta sotto forma di una modalità online per un massimo di quattro giocatori nonché di una local co-op in split screen fino a due utenti seduti nella stessa stanza. È soprattutto il multiplayer casalingo a rappresentare un plusvalore che bambini e ragazzi non dovrebbero prendere sottogamba. Approcciare Portal Knights con un amico, oppure avventurandosi in una rassicurante collaborazione figlio-genitore, permette senz'altro di affrontare il solito trantran di battaglie e varie fabbricazioni con una marcia in più. Può perlomeno essere un tentativo d'inserirsi fra gli ingranaggi del creative sandbox a prova di noia, giacché esplorare, costruire, combattere spalla a spalla ha un sapore tutto suo - forse migliore - in confronto alla normale fruizione in solitaria. Dubbiosi? Il Plus di PlayStation 4 è dalla vostra parte: provare per credere!

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