Prince of Persia: tutta la storia della saga, in attesa del Remake

In attesa di Le Sabbie Del Tempo Remake, viaggiamo nel passato per rievocare l'epopea narrata dalla saga delle sabbie di Prince of Persia.

Prince of Persia Saga delle Sabbie riassunto
Speciale: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Atteso, desiderato e bramato da una moltitudine di videogiocatori, il ritorno del Principe è ormai realtà. Nel corso dell'ultimo appuntamento con Ubisoft Forward, la software house francese ha infatti ufficialmente annunciato Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake. La prima avventura del nobile di Persia si appresta dunque a presentarsi al pubblico in una nuova declinazione, destinata a farsi strada su PlayStation 4, Xbox One e PC. L'appuntamento con le atmosfere à la Mille e una Notte è fissato per il gennaio del prossimo anno: per ingannare l'attesa, vi proponiamo di riavvolgere il tempo in nostra compagnia, per immergervi nella magia della saga delle sabbie di Prince of Persia.

    Le notti d'Oriente: Le Sabbie del Tempo

    La notte che apre Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo porta con sé, oltre a una carica di malia e mistero, anche la promessa di una guerra di conquista: l'esercito persiano marcia senza sosta in direzione di una grande città indiana. Tra le fila dei soldati, anche il giovane figlio del re Shahraman, ansioso di dimostrare il proprio valore. Mosso dall'ambizione, il nostro Principe senza nome sfrutterà il conflitto per farsi strada sino al cuore del dominio avversario, ove raggiunge un misterioso altare: è qui che la nostra avventura ha inizio. Su di esso, il giovane non troverà una lampada magica degna di Aladino, bensì

    un apparentemente comune pugnale: ma che fiaba sarebbe se al centro della vicenda non vi fosse un artefatto magico pronto a sprigionare il proprio potere? E difatti l'arma non è certamente una lama qualunque. Lo scopre presto il Principe, quando un enorme masso si separa dal soffitto minacciando di colpirlo a morte: il pugnale si dimostra infatti in grado di riavvolgere il tempo, consentendo al ragazzo di salvarsi e fare ritorno tra i vittoriosi soldati persiani. L'esercito, guidato dal sultano, si muove ora in direzione del regno alleato di Azad, portando con sé immani tesori, tra cui un'enorme clessidra contente le leggendarie "sabbie del tempo", e moltissimi prigionieri, inclusa Farah, coraggiosa figlia del Maharajah. Nel palazzo cittadino, scopriamo che la caduta dell'impero indiano non è opera dei soli soldati persiani, ma anche dell'oscuro Visir Zervan. Quest'ultimo ha infatti tradito il suo sovrano, in cambio della promessa di poter chiedere in cambio un qualunque cimelio parte del bottino persiano. La scelta, non certo a sorpresa, ricade proprio sul pugnale in possesso del Principe, che l'uomo, gravemente malato, spera di sfruttare per ottenere la vita eterna.

    Il premio, che rappresenta il frutto della prima sortita in battaglia del figlio, gli viene però negato dal re di Persia. Ed ecco allora che la strategia dell'infido Visir muta: con l'inganno, convince infatti il Principe a usare il pugnale per aprire il sigillo della clessidra contente le sabbie del tempo. A nulla valgono gli avvertimenti di una Farah prigioniera, e il potere dell'antico manufatto viene scatenato. Il risultato? Tutti i presenti subiscono un'orrenda mutazione, trasformandosi in aggressive creature di sabbia. Gli unici a salvarsi sono il Principe, Farah e lo stesso Visir, protetti rispettivamente dal potere del pugnale, di un medaglione e di un bastone magico.

    Da queste premesse, prende il via un epico viaggio che porterà il Principe e Farah a cercare di rinchiudere nuovamente le sabbie del tempo all'interno della loro prigione dalla forma di clessidra. Il rapporto tra i due giovani, come nella migliore delle tradizioni fiabesche, si evolve progressivamente in amore. Un sentimento però turbato da una fiducia che, in un mondo di magia e conflitto, fatica ad instaurarsi completamente. Il tutto è inoltre reso più complesso dalle visioni che appaiono fugaci al Principe: una di queste, infatti, gli ha mostrato Farah intenta a sottrargli il pugnale. Quest'immagine, che ha insinuato in lui il seme del dubbio sull'affidabilità della

    ragazza, gli impedirà di agire con prontezza proprio quando, finalmente, la clessidra si troverà a portata di mano. Nell'esitare, il Principe spreca la sua occasione: l'intervento del Visir li allontana dall'obiettivo, facendo precipitare il nobile e Farah in una tomba oscura. Qui, i due si riconciliano e la figlia del Maharajah narra di come, da bambina, avesse appreso dalla madre una parola magica con cui contrastare la paura: "Kakolukiyam". Pronunciata quest'ultima, si apre una sequenza onirica, in cui il Principe e la principessa indiana varcano un passaggio segreto per ritrovarsi in delle terme sotterranee. Qui, l'amore costruitosi passo a passo durante l'avventura apre la strada a una dolce e avvolgente passione. Ma si tratta di realtà o finzione? Il giocatore può abbracciare la visione che più lo rincuora, ma un dato resta incontrovertibile: al risveglio, il Principe si troverà solo e privo del pugnale. In compenso, per offrirgli protezione dalla maledizione delle sabbie, l'amata gli ha lasciato in dono il proprio medaglione.

    Determinata a fronteggiare la minaccia, Farah si è appropriata della lama ed è partita nuovamente in cerca della clessidra. Il nobile avventuriero si mette immediatamente sulle sue tracce, ma l'esito dell'inseguimento sarà funesto: quando il Principe raggiunge Farah, le creature delle sabbie aggrediscono i giovani. In un'immagine che vede una Farah sospesa nel vuoto reggersi al solo pugnale retto dal Principe, si consuma la tragedia. La ragazza, pronunciando un'ultima volta la parola "Kakolukiyam" si lascia andare e precipita incontro alla morte.

    Ferito e distrutto, il Principe marcia in direzione del Visir e riesce, finalmente, a rinchiudere le infide sabbie magiche. L'azione produce tuttavia un effetto insperato: il tempo si riavvolge ancora una volta, riportando il Principe alla notte dell'attacco al palazzo del Maharajah. Il giovane si precipita immediatamente da Farah e le racconta l'intera, folle, vicenda nel tentativo di farla diffidare del Visir. Lo stregone, tuttavia, li sorprende e cerca di attaccarli: ma questa volta il protagonista non esita e uccide rapido l'avversario. Dopo aver restituito il pugnale all'amata, che tuttavia, non lo riconosce, il Principe si allontanerà nel magico buio di una notte d'Oriente, non prima di averla invitata a pensare a lui col nome di Kakolukiyam.

    Storie dal deserto: Le Sabbie Dimenticate

    Alle avventure di Le Sabbie del Tempo, seguono cronologicamente gli avvenimenti narrati in Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate, ultimo capitolo della saga delle sabbie per ordine di pubblicazione. Prima di presentare questa produzione è tuttavia necessaria una doverosa premessa. Il gioco è infatti stato pubblicato in molteplici versioni, che presentano trame molto differenti tra loro per premesse e sviluppo. In questa sede, ci concentreremo esclusivamente sulle vicende narrate nell'edizione del titolo apparsa su PlayStation 3, Xbox 360 e PC. L'opera vede il Principe recarsi in visita al fratello maggiore Malik, posto dal

    padre alla guida di un'importante provincia dell'impero persiano. Nelle profondità del suo palazzo, si cela un prezioso e misterioso tesoro, sul quale la famiglia del Principe veglia nel tentativo di evitare che i regni rivali riescano ad impossessarsene. Tuttavia, quando il Principe raggiunge il fratello, la sua patria è nel caos, assediata da un immenso esercito, pronto ormai a rovesciare il sultanato di Malik. Quest'ultimo, disperato, decide di ricorrere proprio all'oscuro tesoro, che le leggende identificano nell'inarrestabile armata guidata da nientemeno che Re Salomone. Il Principe, consapevole ormai dei rischi che derivano dallo scatenare il potere di antichi artefatti, cerca di far mutare idea al fratello, ma senza successo. Come previsto, in effetti, le cose non andranno come immaginato da Malik: spezzato il sigillo, quest'ultimo si divide in due medaglioni, ognuno dei quali raccolto da un fratello. Dalle sabbie invece, si sollevano pericolose creature e gli uomini che si trovano in città prendono progressivamente le sembianze di creature di sabbia.

    I medaglioni proteggono invece i due fratelli, che ben presto si ritrovano però divisi. Il Principe, neanche a dirlo, si imbatte in un portale magico, che lo conduce al cospetto della misteriosa Razia, creatura sovrannaturale nota come "jinn" e fedele servitrice del Re Salomone. È quest'ultima a rivelargli la reale natura della minaccia che dovrà fronteggiare: l'esercito imprigionato dal sigillo non era infatti quello guidato dal saggio sovrano, ma, al contrario, era stato creato allo scopo di distruggerlo.

    L'unico modo per fermare i soldati di sabbia, che al contatto col deserto sono destinati a moltiplicarsi, è ricostituire il sigillo riunendo i due medaglioni: nel far questo, però, il Principe dovrà evitare di confrontarsi con Ratash, malvagia entità alla guida delle oscure forze di conquista, troppo potente per essere contrastata.

    I due figli del Re di Persia scoprono presto che distruggere le creature di sabbia accresce il loro potere, grazie a una capacità di assorbimento delle stesse da parte dei medaglioni. Tale circostanza, tuttavia, sta gradualmente corrompendo l'animo di Malik, che si rifiuta di collaborare col fratello e decide invece spavaldo di continuare ad accumulare potere tramite una lotta senza quartiere. L'uomo si troverà infine al cospetto dello stesso Ratash: in difficoltà, sarà soccorso dal Principe. Mentre l'avversario sembra ormai sconfitto, è tuttavia Malik a dargli il presunto colpo di grazia per poterne assorbire il potere.

    Ma la situazione precipita: la creatura distrugge il medaglione di Malik e assume il controllo dell'uomo, che si tramuta a sua volta in un pericoloso essere sovrannaturale. Al nostro protagonista non resta altra scelta che imbracciare le armi contro il suo stesso fratello per poter arrestare la minaccia rappresentata dai soldati di sabbia. Aiutato da Razia, il Principe si reca alla tomba di Re Salomone e da lì, raggiunge il regno dei jinn. Qui, finalmente, recupera una spada in grado di contrastare Ratash. Fattosi strada verso il nemico, pone fine alla sua esistenza e, nel far questo, uccide anche il fratello. Prima di spirare, tuttavia, quest'ultimo non solo lo perdona, ma si scusa con lui e ne loda la saggezza, invitandolo a riferire del suo apprezzamento a loro padre, il Re di Persia.

    Artefice del proprio destino: Spirito Guerriero

    In Prince of Persia: Spirito Guerriero, sono trascorsi ormai sette anni dalle vicende narrate in Le Sabbie del Tempo e un destino oscuro è toccato al Principe. Artefice con le sue azioni di molteplici sconvolgimenti delle linea temporale, il giovane è ora braccato dal Dahaka, inquietante e sovrannaturale creatura chiamata a esercitare il ruolo di Guardiano del Tempo. Consumato da anni di fughe, finalmente il Principe vede palesarsi una flebile speranza. Il nobile persiano apprende infatti della leggenda dell'Isola del Tempo, luogo in cui, si narra, si siano generate le stesse sabbie del tempo. Determinato a impedirne la formazione e a spezzare così la maledizione che

    pende sulla sua anima, il protagonista salpa per il mare aperto. Ostacolato dapprima dall'abile combattente Shadee, che si presenta come la servitrice della misteriosa Imperatrice del Tempo, il Principe è infine sconfitto dalla furia delle acque. Seppur naufrago, il ragazzo ha comunque raggiunto la sua destinazione. L'isola è però diversa da come se la immaginava e si riduce sostanzialmente a un enorme palazzo in rovina: esplorandolo, però, scopre che la struttura è costellata di magici portali capaci di collegare passato e presente. Ancora in possesso del medaglione donatogli da Farah sette anni prima, il Principe riesce a sfruttare il manufatto per attivare le misteriose brecce e piegare, ancora una volta, il tempo al suo volere. Una volta immersosi nel passato, il protagonista si trova nuovamente di fronte a Shadee, ora pronta ad aggredire un'affascinante donna di nome Kaileena. Il persiano, istintivamente, accorre in aiuto della sconosciuta, salvandola.

    In maniera similare a quanto visto ne Le Sabbie del Tempo, con l'evolvere della narrazione, il rapporto tra il Principe e Kaileena si rafforza, mutando progressivamente in amore. Anche in questo caso, però, il mondo di Prince of Persia non sembra intenzionato a regalarci un lieto fine. Il Principe continua, anche sull'isola, ad essere braccato dal Dahaka, mentre, superati ostacoli e difficoltà, un ulteriore colpo di scena complica la situazione: Kaileena rivela al Principe di essere lei stessa l'Imperatrice del Tempo e di avere la certezza che morirà per mano del giovane.

    Rassegnata al destino, la donna costringe dunque il Principe ad affrontarla e il confronto si risolve, come predetto, nella sua sconfitta. Mentre l'ultimo flebile alito di vita abbandona Kaileena, dal corpo di quest'ultima si sprigionano tuttavia nientemeno che le sabbie del tempo! Il Principe capisce così di essere stato vittima della sua stessa arroganza: pensando di poter cambiare il fato, è stato in verità lui stesso a liberare le sabbie magiche nel mondo.

    Sconvolto da questa rivelazione, il Principe si ritrova a vagare senza meta nel palazzo, sino a che un'ultima speranza gli si para di fronte: la Maschera dello Spettro, un oscuro manufatto che consente al suo portatore di riscrivere il destino. Una volta indossatolo, il protagonista si tramuta nello Spettro delle Sabbie, creatura in grado di ripercorrere gli eventi passati da una nuova prospettiva. Il Principe si rende così conto di aver aiutato se stesso per l'intero viaggio sull'Isola del Tempo! Poco prima dello scontro con Kaileena, decide però di causare la morte del suo

    alter-ego, che diviene così vittima del Dahaka. A questo punto, la maschera magica perde ogni potere e il Principe è nuovamente libero di agire per porre rimedio alle sue azioni. Il primo passo per cambiare le sorti del destino, riflette, è portare l'Imperatrice nel presente. Compiuta quest'azione, l'esito dell'avventura è vincolato alla strada percorsa dal giocatore. Per chiarezza, ci limiteremo a presentare qui l'epilogo ritenuto canonico, secondo il quale, nel corso dell'esplorazione del palazzo dell'Isola del Tempo, il Principe ha potuto recuperare un'ulteriore arma: la potente Spada dell'Acqua. Condotta Kaileena nel presente, il Principe riesce a persuaderla della sua buona fede e del fatto che non vuole in alcun modo ucciderla. Tuttavia, la riconciliazione è turbata dall'intervento del Dahaka, che ora percepisce come una violazione anche la presenza della donna nella linea temporale.

    La creatura dunque la aggredisce, ma grazie alla Spada dell'Acqua il protagonista è ora in grado di ferire il Guardiano del Tempo. Usciti vittoriosi da quest'ultimo scontro, il Principe e Kaileena, perdutamente innamorati, salpano alla volta della città di Babilonia. Lì, le promette il giovane, saranno finalmente al sicuro.

    Il cerchio si chiude: I Due Troni

    L'ultimo capitolo della saga delle sabbie prende il via esattamente da dove si era interrotto Spirito Guerriero, il cui epilogo si ricollega in maniera fluida con l'introduzione di Prince of Persia: I Due Troni. Nei primi secondi di gioco, troviamo infatti il Principe e Kaileena ormai prossimi al raggiungimento di Babilonia, a bordo di una nave dalla quale il giovane getta in mare il medaglione di Farah, del quale è convinto di non avere più bisogno.

    Tuttavia, diventa immediatamente palese che la promessa di sicurezza offerta dal nobile persiano all'Imperatrice del Tempo è purtroppo destinata a infrangersi. La città è infatti divorata dal caos e dalle fiamme di un conflitto, le cui cause

    sono da rintracciarsi nelle azioni compiute dal giovane sull'Isola del Tempo. L'aver mutato ancora una volta il passato ed aver impedito la formazione delle sabbie del tempo ha infatti cancellato tutti gli avvenimenti verificatisi in Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo. Ciò significa che il malvagio Visir non è mai stato ucciso. Al contrario, le sue perfide macchinazioni lo hanno condotto a impossessarsi indisturbato di un gran numero di artefatti magici. L'oscuro stregone ha infatti ora tra le mani il leggendario pugnale, il suo bastone magico e persino l'enorme clessidra del primo capitolo, ora vuota. Per procurarsi anche le sabbie del tempo, Verzan è disposto a tutto ed è proprio il Principe, portando con sé Kaileena, a rendere l'operazione possibile. Non appena sbarcati, i due vengono attaccati dalle forze del Visir, che imprigionano l'Imperatrice del Tempo.

    Condotta al cospetto dell'uomo, quest'ultima sarà uccisa proprio di fronte agli occhi del nostro giovane eroe, il cui cuore si spezzerà ancora una volta. Dal corpo della donna si sprigionano come previsto le sabbie del tempo, che tramutano i soldati al servizio di Verzan in una nuova iterazione delle creature del primo capitolo. Da parte sua, il Visir traditore può finalmente mettere in atto il proprio piano e utilizzare il pugnale per assicurarsi la vita eterna: colpendosi con esso, si tramuta dunque in un'inquietante e invincibile creatura alata.

    Il destino del Principe, che ha assistito all'intera scena, è peculiare: non più protetto dal medaglione di Farah, quest'ultimo è stato colpito dalle sabbie, che gli hanno provocato una profonda ferita a un braccio, dall'interno della quale lame affilate tormentano il suo corpo. Non si tratta tuttavia dell'unico effetto: la psiche del ragazzo ha infatti subito una scissione, che porta talvolta il suo corpo sotto il controllo del cosiddetto "Principe Oscuro", rappresentazione deforme del suo lato più egoista.

    Nel caos, il persiano riesce, per l'ultima volta, ad appropriarsi del pugnale magico, pronto ad accompagnarlo anche in quest'ennesimo viaggio. Ma ora, il nostro protagonista è pronto a maturare e a cessare di cercare di mutare il passato, accettando invece le conseguenze delle sue ingenue, ma comunque scellerate azioni. Nel tentativo di raggiungere il Visir, il Principe si imbatte fortuitamente nel suo primo amore: Farah.

    La figlia del Maharajah, anche questa volta, non ha alcun ricordo del giovane, che tuttavia riesce a conquistarsi la sua fiducia chiamandola per nome. I due, come ne Le Sabbie del Tempo, si affezionano sempre più l'uno all'altra,

    affrontando innumerevoli pericoli. Ma in aggiunta alla battaglia che si combatte in città, il Principe deve affrontarne anche una interiore: il Principe Oscuro infatti altri non è che una creatura di sabbia che si prepara a prendere il sopravvento sulla sua mente. Tra le forze che riescono ad arginarne l'affermazione, troviamo il sentimento, sempre più forte, che lega il Principe a Farah. Nelle strade di Babilonia, intanto, la popolazione è smarrita e alcuni cittadini si ritrovano imprigionati in un edificio prossimo al crollo. Il protagonista deciderà di offrire loro soccorso: ebbene, dopo essere stati liberati, questi ultimi riconosceranno nel loro salvatore il figlio del sovrano e decideranno di ribellarsi al suo fianco alle creature di sabbia. In un atto eroico, i civili apriranno un varco per il Principe e Farah, che riescono così a penetrare nel palazzo dove si nasconde il Visir.

    Verzan, tuttavia, li attende preparato e, dopo aver catturato Farah, getta il giovane in un oscuro sotterraneo. In questa fase, il Principe Oscuro prende ancora una volta il sopravvento sulla mente del protagonista, ormai smarrita. Vagando nell'oscurità, tuttavia, il ragazzo si imbatterà nel corpo senza vita del padre, il re Shahraman. Distrutto dall'evento, il Principe si ridesterà, riacquistando il controllo del proprio corpo e relegando il Principe Oscuro in un angolo della sua mente.

    Con nuovo vigore, il nobile raggiunge finalmente il Visir e riesce, di nuovo, a porre fine alla vita dell'antico nemico e a salvare Farah. Dal corpo del traditore si leva lo spirito di Kaileena, che, dopo aver guarito il corpo del Principe, porta con sé il pugnale, che abbandona così per sempre il mondo mortale. Ma il nostro eroe deve affrontare un'ultima sfida per sconfiggere definitivamente la sua metà oscura. Ha così il via uno spettacolare scontro combattuto nella mente del Principe Oscuro, determinato a intrappolarvi il suo alter-ego per l'eternità: a guidare il ragazzo in salvo, sarà infine la voce di Farah.

    Ormai maturato, il Principe accetta le conseguenze delle sue azioni, pronto ad assumere su di sé il ruolo di guida di Babilonia. Con Farah al suo fianco, l'ultima inquadratura sul giovane ci regala una perfetta chiusura del percorso narrativo. Curiosa di sapere come il Principe potesse conoscere il suo nome, Farah ottiene ora l'unica risposta possibile al suo interrogativo, ovvero le parole che aprivano Prince of Persia:Le Sabbie del Tempo: "Molti pensano che il tempo sia come un fiume che scorre lento in un'unica direzione. Ma io che l'ho visto da vicino, posso assicurarti che si sbagliano. Il tempo è un mare in tempesta. Forse ti chiederai chi sono e perché io parli così. Siediti, e ti racconterò la storia più incredibile che tu abbia mai sentito".

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