Speciale Pro Evolution Soccer 2016

Nella seconda parte della nostra recensione analizziamo le varie modalità single player del nuovo gioco di calcio Konami: continuate a seguirci per la terza e ultima parte della review.

speciale Pro Evolution Soccer 2016
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Abbiamo parlato del campo, e abbiamo detto che questo PES 2016 ci ha convinto in pieno, ci ha conquistato con la sua apparente semplicità e quello stile di gioco così realistico, verosimile. Adesso è il momento di parlare di quello che succede fuori dal campo, quando con le nostre avide mani andiamo a spulciare tra le opzioni presenti, per modificare quel 4-3-3 e creare nuovi schemi che pure Guardiola sarebbe orgoglioso di noi; per andare a cercare i nuovi talenti della Master League, oppure per capire esattamente quali squadre ha quest'anno il gioco Konami; o per provare a vincere la Champions League, la Copa Libertadores o uno degli altri trofei qui riprodotti su licenza. Insomma, adesso si parla di modalità, opzioni e licenze. E, come probabilmente avrete già intuito se siete dei fan di vecchia data del titolo Konami, qui la situazione sarà un po' meno rosea rispetto alla prima parte della review.

Forza Sansagiulo!

Non sappiamo esattamente perché, qual è il motivo che si nasconde dietro a questa apparente difficoltà di Konami di avere un parco licenze degno del 2015. O meglio, alcune cose le sappiamo. Sappiamo che EA Sports ha budget nettamente superiori e che ha certi contratti di esclusiva che sono ostacoli insormontabili, vedi l'accordo con la FIFA ma anche quello con la Premier inglese, di cui EA Sports è uno degli sponsor principali. Detto questo, anche se ci sono stati dei miglioramenti ed è evidente l'impegno di Konami per sovvertire questa situazione, è chiaro (lo diciamo subito, anche se la recensione di FIFA arriverà solo la prossima settimana) che il confronto con il rivale è perso nettamente. Facciamo la lista dei presenti. Come al solito, la Premier League inglese ha nomi dei giocatori reali ma squadre con nomi totalmente inventati, ad eccezione del solito Manchester United che tratta i suoi diritti individualmente. Anche la Championship, ovvero la serie B inglese, ha i nomi delle squadre di fantasia così come il campionato portoghese. C'è anche tutta la Serie A, ad eccezione del Sassuolo che qui si chiama Sansagiulo. Se esistesse davvero il Sansagiulo, io mi abbonerei a vita. Ma prima vorrei andare a conoscere il tipo di Konami che decide i nomi delle squadre senza licenza, perché è chiaramente un genio. Ci sono alcune perle che sono troppo incredibili per pensare che siano nomi scelti per caso. Per la serie B italiana, ad esempio, non ci sono licenze per i nomi delle squadre. Quindi la Spremonese è lo Spezia Calcio, il Cratojuvo è il Crotone e il Er Black White deve essere un romano che descrive a dei turisti anglosassoni la maglia del Cesena. I nomi dei giocatori invece sono quelli veri. Completi il campionato spagnolo, sia la Liga che la Liga Adelante (la serie cadetta, per intenderci), quello francese con Ligue 1 e 2 e quello olandese. Manca totalmente la Bundesliga: per la Germania ci sono solo alcune delle squadre che partecipano alla Champions: Bayern Monaco, Borussia Monchengladbach e Wolfsburg. Ci sono anche il campionato argentino e quello cileno, ma qui le licenze sono incomplete (alcuni team sono reali e altri hanno nomi inventati). Non mancano alcuni team europei di spicco presi da Champions ed Europa League e altri sudamericani che arrivano dalla licenza della Copa Libertadores e della Copa Sudamericana. Infine ci sono le squadre della Asia Champions League, con alcuni team che arrivano dal Giappone, dalla Cina, dall'Australia e così via. Chiudiamo la lista delle squadre disponibili con le nazionali: sono 81, la maggior parte senza licenza, a parte Francia, Italia, Olanda, Spagna, Germania e Brasile. Insomma, la varietà non manca, ma siamo lontani dagli standard di FIFA e questo è chiaramente un elemento da prendere in considerazione nella vostra scelta: dipende dai vostri gusti e dall'importanza che date alle licenze in un gioco del genere.Come al solito, inoltre, PES è uscito senza avere le rose aggiornate. Significa che Tevez è alla Juve e Doumbia alla Roma e, nel momento in cui scriviamo, l'aggiornamento non è ancora disponibile. Dovrebbe arrivare la prossima settimana. Il motivo è semplicemente logistico: per uscire all'inizio di settembre il gioco deve andare in stampa molto prima per poter essere poi distribuito in tutto il mondo. Non era quindi possibile inserire i trasferimenti del mercato di agosto: ci aspettavamo una patch al dayone, che effettivamente è arrivata ma non comprende l'aggiornamento delle rose. Arriverà comunque a brevissimo, ma ci sembrava giusto segnalarvelo. Chiudiamo il discorso licenze con gli stadi: sono 22, la metà dei quali su licenza, il resto inventati. Per l'Italia, oltre allo Juventus Stadium già presente lo scorso anno, c'è anche San Siro di Milano, che fa anche da sfondo alla schermata dei titoli del gioco.

La nuova Master League

Il menu principale di PES 2016 ricorda come impostazione grafica quello dello scorso anno. Potrete scegliere quale delle diverse modalità affrontare. Non ci sono particolari novità. Con EA Sports che acquista licenze a più non posso, Konami ha cercato di difendersi investendo dove aveva più senso: la Champions League. L'accordo è stato rinnovato per altri tre anni e Konami è stata abbastanza veloce per prendersi anche i diritti per i prossimi europei, che però qui nel gioco non ci sono (magari arriverà un DLC, o addirittura un gioco a parte, vedremo). Significa che tra i vari tornei che potrete affrontare ci sono Champions League ed Europa League, più la Supercoppa Europea. C'è anche l'Asian Champions League, mentre dal Sud America arrivano le competizioni più importanti come la Copa Libertadores e la Copa Sudamericana. Tutte queste competizioni potrete affrontarle quando vorrete. Non ci sono particolari limiti: se volete provare a vincere la Champions con il Carpi, potrete farlo. Ovvio però che il cuore dell'esperienza single player di PES 2016 è la Master League. La modalità carriera, quella in cui nei panni di un giovane allenatore dovrete portare la vostra squadra alla vittoria. Dovrete gestire ogni aspetto della squadra, dagli allenamenti alla formazione, dal mercato fino agli osservatori, che potrete mandare in giro alla ricerca di giovani promesse. Rispetto agli ultimi PES, questa modalità è stata pesantemente rivista soprattutto nell'impostazione grafica e nell'interfaccia, ora molto più moderna e semplice da gestire. Il ritmo rimane un po' lento, si ha sempre la sensazione che alcuni meccanismi siano un po' contorti (come i filtri per la scelta di un giocatore, oppure la gestione della schermata delle trattative di mercato), ma rispetto all'anno scorso il passo avanti è enorme. Konami ha aggiunto anche diverse scene d'intermezzo che puntano a creare maggiore coinvolgemento, piccoli siparietti che vogliono raccontare la storia della nostra squadra anche fuori dal campo, come ad esempio il ricevimento di un premio importante da parte di un giocatore. Ci sono alcuni miglioramenti però che sono concreti e vanno a influenzare il gioco vero e proprio. I giocatori più forti, ad esempio, adesso avranno una qualità extra che va ad indicare il loro ruolo nello spogliatoio. Il Leader, ad esempio, può spingere gli altri compagni a dare il meglio mentre il Maestro può aiutare i più giovani a migliorare più velocemente. L'interfaccia rivista non è solo più piacevole da leggere, ma anche più funzionale, ricca di informazioni. Adesso, ad esempio, potrete vedere facilmente le notizie del giorno (e ce ne saranno molte di più, e anche più varie), avendo sempre a portata di mano tutte le informazioni più importante. La schermata dedicata alle tattiche e agli allenamenti è abbastanza semplice da gestire e comprende alcuni extra interessanti: i giovani giocatori, ad esempio, hanno un grafico che mostra qual è il loro potenziale, a quale livello di abilità possono arrivare entro tot anni.

La Master League funziona bene, riesce a tenere impegnati a lungo, anche se ci sono ancora alcune cose da rivedere. Il mercato, ad esempio, a volte è un po' schizofrenico, con trattative all'apparenza impossibili che vanno facilmente in porto ed altre che, invece, sulla carta sono un gioco da ragazzi ma per qualche motivo si arenano e diventano impossibili. Da questo punto di vista, un maggiore realismo non guasterebbe. Anche il livello di difficoltà andrebbe rivisto un po' verso l'alto: se siete dei giocatori esperti di PES, non avrete molti problemi nemmeno al livello di difficoltà più alto. Chi invece avrebbe bisogno di una revisione molto più approfondita è la modalità Diventa un Mito. È praticamente identica a quella dello scorso anno, senza particolari novità. Non che non sia divertente per qualche partita, ma ormai a diversi anni dalla sua introduzione è arrivato il momento di una sana ristrutturazione perché così com'è difficilmente la giocherete a lungo.

Un gioco su misura

E veniamo infine alla grande novità di questo Pro Evolution Soccer 2015, ovvero la modalità modifica. Qui potrete modificare praticamente qualsiasi cosa di PES 2016, dai nomi degli stadi senza licenza fino alle squadre, partendo dall'emblema per arrivare a prima e seconda maglia, all'allenatore oppure agli striscioni che compaiono sugli spalti. È un'aggiunta richiesta a gran voce dalla community e che aggira il problema delle licenze mancanti: su internet è già possibile trovare pacchetti con i vari campionati completamente rifatti, dalla Premier League in giù. Attenzione, non è possibile aggiungere squadre da zero, ma solo modificare quelle esistenti. Se ad esempio volete il campionato tedesco, dovrete sacrificare uno di quelli già inseriti nel gioco. Il funzionamento della modalità modifica è un po' complesso, ma nulla di insuperabile. Per gli emblemi e i kit delle maglie bisogna importare delle immagini che vanno create prima al computer, non esiste un editor grafico nel gioco (o meglio, ci sono alcune modifiche di base ma sono davvero minime). Queste immagini devono essere caricate dentro una chiavetta USB in una cartella che dovrete nominare WEPES.

A questo punto bisogna andare nella modalità modifica, selezionare la voce "gestione dati" e quindi "importa immagini". Copiate tutti i file dalla chiavetta USB. Ora andate nella sezione squadre, scegliete il team che volete modificare e quindi selezionate la voce "divisa". Potrete modificare la prima e la seconda maglia, la divisa del portiere e, se vorrete, aggiungere anche una terza maglia. Scegliete quella che volete cambiare e poi selezionate la voce "incolla immagine": a quel punto basta prendere l'immagine giusta e il gioco è fatto. Funziona tutto alla perfezione, peccato che bisogna modificare ogni singolo elemento uno alla volta, dallo stemma alla maglia, dall'allenatore agli striscioni. Ci vuole un po' di tempo, ma ovviamente vale la pena. Sarebbe stato bello poter caricare file singoli per ogni campionato, ma niente da fare. Poco importa, comunque, perché ora potremo davvero avere ogni squadra che vorremo. Già sui forum di appassionati è possibile trovare i primi file con interi campionati e molto presto siamo sicuri che ne vedremo delle belle, con squadre assurde e di fantasia. Non vedo l'ora, ad esempio, di giocare con la New Team e segnare con una spettacolare rovesciata di Mark Lenders su passaggio, ovviamente, di Oliver Hutton. Oppure dribblare tutti con Aristoteles e portare la Longobarda alla vittoria della Champions League, con Oronzo Canà che festeggia spargendo sale a bordo campo. Il limite insomma siamo solo noi e la nostra fantasia.

Pro Evolution Soccer 2016 All’appello manca solo la parte online e in particolare la modalità MyClub, la risposta di Konami al Fifa Ultimate Team di EA Sports, che sta letteralmente spopolando tra gli appassionati. Al momento possiamo dirvi che i server sono appena stati aperti e che, a discapito di qualche tempo di attesa a volte un po’ troppo prolungato, tutto sembra funzionare senza problemi. Ne parleremo lunedì, quando mettere il punto a questa recensione di PES 2016 dopo aver provato tutte le modalità online. Intanto, come detto all’inizio, il gioco Konami, dopo averci convinto pienamente pad alla mano, dal punto di vista di modalità e licenze presenti mostra il fianco a qualche critica di troppo. Non ci sono particolari novità rispetto allo scorso anno, con gli stessi campionati e le stesse gravi lacune, Bundesliga su tutte. La Master League convince: è stata rivista nell’interfaccia, ed era ora, ma è stata anche resa più coinvolgente, più completa. Rimangono alcuni problemini, come un mercato non sempre realistico, ma in generale rispetto allo scorso anno il passo in avanti è evidente e concreto. Promozione a pieni voti, ovviamente, per la modalità modifica. Anche qui, avremmo gradito un sistema di aggiornamento più al passo coi tempi, ma alla fine la cosa più importante è che, finalmente, al posto del North London finalmente potrete giocare con l’Arsenal.

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