Project CARS 2: come gira su PC? Analisi tecnica e impressioni

Abbiamo provato la versione PC di Project CARS 2, nuovo simulatore di corse targato Slightly Mad Studios in arrivo il 21 settembre.

Project CARS 2: come gira su PC? Analisi tecnica e impressioni
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Il primo Project CARS era tutt'altro che perfetto. Ci sono volute un po' di settimane, prima che il team di sviluppo riuscisse a rispondere in maniera efficace ad alcune imperdonabili imperfezioni che minavano l'esperienza di gioco. Ad oggi, però, il simulatore di Slighly Mad Studios è diventato dei più completi, divertenti e accessibili tra tutti quelli in circolazione. Dopo avervi parlato con inevitabile entusiasmo di ogni singolo aspetto del gioco nella recensione della versione PlayStation 4, è finalmente giunto il momento di puntare i riflettori anche sull'edizione PC del sequel del corsistico di Sightly Mad Studio. Ormai lo abbiamo capito: Project CARS 2 è un gioco imperdibile per ogni appassionato delle quattro ruote. Ma un titolo come questo, che fa della verosimiglianza il proprio cavallo di battaglia, la componente estetica, la resa grafica e la scalabilità non possono certamente passare in secondo piano. Abbiamo dunque testato il simulatore con due configurazioni hardware diverse, giocando ovviamente sia con il nostro fidato pad che con un volante. I risultati, in ogni caso, sono stati estremamente positivi.

    Bigger and better

    La versione riveduta e corretta del Madness Engine che muove il nuovo titolo di Slightly Mad Studios è praticamente impeccabile, anche - e soprattutto - su PC. Ogni singolo effetto appare calcolato al millimetro: osservare il tempo che passa e il clima che cambia all'improvviso lascia letteralmente a bocca aperta. E a incantarci ci pensa poi la naturalezza con cui il suddetto motore grafico riesce a gestire senza particolari problemi anche le situazioni più complesse.

    Questo non significa, chiaramente, che il titolo sia incredibilmente leggero o poco esoso in termini di risorse. Per farlo girare al meglio abbiamo dovuto rivolgere il nostro sguardo a una configurazione mediamente recente e performante. Soprattutto in VR, il gioco ha bisogno di una "forza bruta" non indifferente per farsi apprezzare in tutto il suo splendore. Però vi garantiamo che dopo averlo provato in quella configurazione, non tornerete più indietro. I visori rendono tutto più immediato, più vivo. Le distanze nei confronti degli avversari sono più facili da leggere, ed anche gestire l'entrata in curva è meno difficoltoso e più naturale. Un motore grafico, in fondo, non deve necessariamente essere leggero in ogni occasione. Non impostando tutti i dettagli al massimo. La parola d'ordine in tal senso è "scalabilità", la capacità di adattarsi a tutti i tipi di macchine senza colpo ferire, rinunciando magari a qualche orpello grafico in favore di una maggiore stabilità. E in questo ambito la creazione di Slightly Mad Studios non ha veramente rivali. Un'area in cui la produzione ha fatto un balzo qualitativo esorbitante rispetto al predecessore è la gestione degli specchietti: per quanto banale e superfluo possa sembrare sulla carta, in un simulatore di guida rappresenta un passo avanti abissale. L'estetica piatta e poco realistica del primo capitolo si è finalmente trasformata in un sistema dinamico e reattivo che, tornando a parlare di VR, ad esempio, consente al titolo di sfruttare un semplice effetto di parallasse per replicare in maniera inaspettatamente credibile i cambi di prospettiva.
    E come se non bastasse, lo stesso tipo di evoluzione ha interessato anche il notevolissimo comparto sonoro, adesso in grado di riconoscere il posizionamento della nostra testa e restituirci uno stupefacente audio posizionale. A coloro che non sono intenzionati a cedere al fascino della realtà virtuale, comunque, resta la possibilità di giocare il titolo su triplo schermo con una risoluzione massima complessiva di 12K.

    La classica impostazione surround, indispensabile per gareggiare a certi livelli in una simulazione e ricreare le sensazioni riscontrabili normalmente soltanto all'interno di un vero abitacolo. Insomma, è inutile girarci intorno: Project CARS 2 su PC è scalabile, bello da vedere e da giocare. Per chiunque, dai neofiti fino agli appassionati di giochi di corse di lunga data.

    Livetrack 3.0 e molto altro

    Per quanto la componente tecnico-artistica sia fondamentale, il vero giudice di gara, in questo caso, è l'asfalto. Un asfalto virtuale quasi indistinguibile da quello reale, su cui sfrecciare con i propri bolidi risulta davvero piacevole. Un piacere che potrebbe trasformarsi in agonia in pochissimi istanti, quando un imprevisto nubifragio deciderà di abbattersi sul tracciato, lasciando in balia di una pista scivolosa e priva di grip tutti i piloti in gara. Alla base c'è il famoso Livetrack 3.0, un sistema avanzatissimo di gestione della superficie della pista che tiene conto dell'attrito, delle variazioni di temperatura e delle condizioni climatiche.

    Non è traguardo da poco, per un gioco di corse, riuscire a gestire così bene le variazioni di grip durante un acquazzone improvviso o il riscaldamento ed il consumo delle gomme. Il Madness Engine fa questo ed altro: è uno dei pochi a simulare perfettamente gli avvallamenti della pista anche in condizioni di bagnato, facendo sì che si formino pericolosissime pozze, e che parte della loro acqua possa poi schizzare in altre parti del manto stradale in seguito al passaggio continuo della vetture. Project CARS 2 non è dunque soltanto apparenza: presenta un modello fisico estremamente avanzato, uno dei più imponenti e importanti in circolazione. I tracciati sono vivi, ben definiti, ricreati fin nei minimi particolari. Bastano pochi minuti per far sì che i raggi di sole che tanto ci disturbavano all'ingresso del rettilineo finale si nascondano dietro a un nuvolone minaccioso. Oppure, perché no, che dopo un breve tramonto. E il tutto, lo ricordiamo, senza essere particolarmente esoso in termini di risorse hardware.
    Non è stato facile imparare a guidare alcune delle auto presenti in Project CARS 2. Una cosa, però, ci è stata chiara fin da subito: il gioco di Slightly Mad Studios è uno dei pochi simulatori ad aver compreso a pieno un concetto tanto basilare quanto importantissimo: le macchine da corsa non sono necessariamente dei frullatori impazziti, e possono essere domate abbastanza facilmente anche dopo un leggero sovrasterzo. Il concetto è molto banale: più difficile non significa necessariamente più realistico.

    Grazie ad un force feeedback corposo e ben definito, la sensazioni restituite dal volante sono sempre chiare e precise. E, contrariamente a quanto riscontrato con il primo capitolo, in questo caso non abbiamo avuto nessun tipo di problema nel configurare il volante. Anzi: non abbiamo avuto necessità di farlo, perché la periferica è stata riconosciuta e configurata automaticamente all'istante. Siamo stati noi, invece, ad andare a smanettare un po' nelle impostazioni, cercando i settaggi più adatti alle nostre esigenze. Abbiamo optato per ridurre leggermente il "volume" e la forza del Force feedback, anche in questo caso (esattamente come accadeva nel primo capitolo) un po' troppo scorbutico e deciso. Ottima infine anche la gestione dell'IA, ennesimo grande achievement tecnico del team di sviluppo. Non ci sono trenini, e oltre un certo livello di difficoltà i nostri rivali inizieranno a gestire le gomme con maggiore disinvoltura. A livelli più bassi, però, il tutto tende a farsi un po' troppo semplice, facendo venir meno il senso di sfida che permea l'intero gioco.

    Project CARS 2 Bello, ben ottimizzato e piacevole da giocare. Se siete appassionati dei racing game e avete un PC all’altezza della situazione, non possiamo che consigliarvi di unirvi a noi sui tracciati dell’ultimo simulatore di Slightly Mad Studios. Non ve ne pentirete, questo è certo. Nel corso dell'articolo abbiamo spesso parlato di Project CARS 2 usando il termine “simulatore”, appellativo che sicuramente non avremmo mai usato a cuor leggero parlando del predecessore, decisamente meno incline ad appagare gli amanti della simulazione. Questo seguito riesce infatti a perfezionare tutto quello che c’era da migliorare nel capitolo precedente, anche dal punto di vista tecnico.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i7 4790K @4.6 GHZ
    • RAM: 16 GB DDR3
    • GPU: Asus Strix GTX 980

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