Project CARS 2 provato in Realtà Virtuale con il volante Fanatec CSL Elite

Abbiamo provato Project CARS 2 in Realtà Virtuale armati di Oculus Rift e volante CSL Elite di Fanatec: ecco il risultato della nostra prova...

speciale Project CARS 2 provato in Realtà Virtuale con il volante Fanatec CSL Elite
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Sin dai tempi di Indianapolis 500 per Amiga e F1GP2 per PC, l'obiettivo di moltissimi simulatori è riprodurre fedelmente la realtà, in ogni modo possibile.
    Motori grafici evoluti, spinti da hardware anno dopo anno più performante, e periferiche dedicate, tanto costose quanto progressivamente più solide, hanno quindi costellato la storia dei simulatori di guida, permettendo di percepire l'auto in maniera sempre più realistica.
    Per quanto riguarda l'aspetto visivo, le postazioni a tre schermi sembravano un punto di arrivo ma sono state rese obsolete di recente dall'avvento dei visori VR, mentre i volanti continuano la loro rincorsa verso l'accuratezza simulativa, con i pedali della frizione e i cambi a leva che stanno ormai diventando la norma, soprattutto se associati a postazioni dedicate in stile Playseat.
    L'uscita di Project Cars 2 ci ha quindi spinto a testare il nuovo racing di Slightly Mad Studios e Bandai Namco con una configurazione di fascia alta, armati di un visore Oculus Rift e del volante Fanatec CSL Elite già oggetto di una prova approfondita su queste pagine.
    Indossate il casco e salite sul posto del passeggero, allacciando le cinture di sicurezza: ci sarà da divertirsi.

    Un netto passo avanti

    La scelta di Project Cars 2 per una prova di questo tipo è dettata da alcuni fatti molto concreti: si tratta di uno dei titoli racing più avanzati disponibili sul mercato e sta contendendosi il favore degli appassionati contro vere e proprie istituzioni come Forza Motorsport 7 e Gran Turismo Sport.
    In più è l'unico titolo tra quelli usciti quest'anno a supportare in maniera nativa la Realtà Virtuale, con un'attenzione profusa dal team in tale modalità che lo rende particolarmente interessante per i possessori di Oculus Rift e HTC Vive.

    Complice le ore spese al volante del primo episodio, avviare Project Cars 2 è quindi diventato un rito: ci si siete alla propria postazione racing, si avvia il gioco allungando una mano sul mouse e, durante il caricamento iniziale, si indossa il visore, un po' come se fosse il casco che si utilizzerebbe se si stesse davvero scendendo in pista.
    Basta infatti configurare uno dei molti tasti disponibili sul Fanatec per ricentrare rapidamente la visuale, in modo da veder apparire i menu di gioco proprio davanti ai nostri occhi. La distanza alla quale sono poste le schermate è quella corretta per leggere il testo malgrado la risoluzione non altissima del visore prodotto da Oculus, mantenendo nel contempo tutte le varie opzioni nel campo visivo senza dover ruotare la testa.
    Meglio disabilitare la selezione tramite visuale, con la quale è possibile premere un pulsante semplicemente guardandolo per un secondo, poiché è tanto comoda quanto poco immediata rispetto al micro joystick a quattro direzioni presente sulla razza sinistra del volante.
    Prima di scendere in pista controlliamo la configurazione del volante stesso nel menu delle opzioni, verificando il corretto riconoscimento sia per quanto riguarda la marca che il modello, con un setting di default che si dimostrerà già molto solido.
    Scegliamo quindi Monza, pista che conosciamo ormai molto bene in ognuna delle sue molte incarnazioni digitali, e selezioniamo una Clio dell'omonima Cup monomarca, in modo tale da partire con un mezzo non troppo estremo.
    L'apparizione dell'abitacolo viene sovrastata dal menu che segna i tempi sul giro, quindi premiamo furiosamente il tasto di conferma per far iniziare la sessione e gustarci il cruscotto, la strumentazione, il roll-bar e l'effetto della luce sul parabrezza.

    Malgrado il meccanico ci faccia segno che la corsia dei box è libera, spendiamo almeno un paio di minuti a guardarci intorno, poiché il senso di presenza è fortissimo e numerosi elementi attirano la nostra attenzione: oggetti semplici come gli specchietti retrovisori magnetizzano il nostro sguardo e il semplice atto di ruotare la testa per dare un'occhiata a ciò che accade dietro di noi diventa un gesto tanto normale nella realtà quanto rivoluzionario in VR, con i bordi del sedile avvolgente ai lati della nostra visuale e la cintura che ci ingabbia nell'abitacolo a rafforzare la sensazione di essere effettivamente seduti in un'auto da corsa.
    Superato lo stupore iniziale, inseriamo la prima agendo sul cambio del CSL Elite, che ci restituisce un morbidissimo click tattile e un piccolo sobbalzo appena il rapporto entra, segno che possiamo accelerare per percorrere a velocità controllata la pit lane.

    L'ingresso in pista ci permette di prendere velocità, avvicinandoci rapidamente alla prima variante e, grazie alla percezione della terza dimensione fornita dal visore, sappiamo esattamente dove iniziare a frenare. Scalato fino alla prima, ruotiamo la testa verso destra per cercare il bordo del cordolo, impostiamo la curva e facciamo giusto in tempo a sentire la resistenza dello sterzo in entrata di curva che è già ora di impostarne l'uscita verso sinistra. Ruotiamo quindi la testa quel tanto che basta per capire quando riaprire il gas, sfruttando la pista in uscita in modo da riacquistare velocità il prima possibile.
    Il feedback si fa di nuovo sentire con forza sulla Curva Grande, da affrontare in pieno e tenendo ben saldo il volante mentre ci allarghiamo in uscita sulla sinistra, per poi tornare verso il lato destro della pista per prepararci alla Roggia. In staccata compiamo il primo errore: galvanizzati da ciò che i nostri sensi stanno percependo, stacchiamo troppo tardi, quindi premiamo a fondo il freno esercitando progressivamente una fortissima pressione man mano che la curva si avvicina.
    Il pedale è dotato della particolare Loadcell prodotta da Fanatec e fornisce un ottimo feedback per capire quanto è possibile frenare fino al blocco completo dell'avantreno, quindi alleggeriamo parzialmente la pressione e tentiamo il controllo in extremis con lo sterzo.

    La manovra riesce ma siamo costretti a tagliare all'interno, passando sopra la barriera di plastica a copertura del bordo del cordolo, con il risultato che l'auto si alza leggermente sulle due ruote di sinistra, dandoci una sonora frustata alle braccia appena le gomme toccano nuovamente terra. Il colpo ci obbliga ad un'ulteriore correzione, confermandoci la potenza del motore interno del volante che è in grado di erogare impulsi molto netti in maniera fulminea. Tale forza è comunque regolabile tanto dalle opzioni del gioco quanto nel menu integrato nella periferica, attivabile con l'apposito pulsante e navigabile grazie al micro display posto sulla parte alta del volante.
    Il resto del giro scorre più liscio, con la staccata della Parabolica che ci fa sentire tutte le asperità di quella sezione così caratteristica del circuito lombardo, permettendoci di saggiare il realismo con il quale il Fanatec riesce a trasmettere alle nostre braccia la sensazione di aderenza e la sua improvvisa perdita, tanto in sottosterzo quanto in sovrasterzo.
    Qualche altra tornata per scaldarci e siamo pronti ad iniziare la carriera, sce-gliendo tra le specializzazioni disponibili quella che ci porterà alla guida di una Ginetta G40, stradale sportiva con un ottimo rapporto tra peso e potenza, che permette di divertirsi grazie ad un motore esuberante ma non rabbioso.
    Tra i primi, Silverstone si dimostra come un circuito arduo, nel quale sia la curva Brooklands che la Luffield impegnano tanto le braccia quanto il sangue freddo, a causa della staccata in fondo al rettilineo Wellington e alla rapido cambio di direzione, con la seconda curva ad immettere sul rettifilo finale.
    La gara da dieci minuti sul tracciato britannico ci permette anche di avere un primo impatto con la pioggia, dalla resa stupefacente in VR in quanto il parabrezza e i finestrini si coprono progressivamente d'acqua, mentre i tergicristalli, la cui gomma trema con una frequenza proporzionale alla velocità alla quale si sta procedendo quando sono a riposo, si attivano per garantirci una buona visibilità.
    Quando siamo in scia ad un avversario è comunque complicato valutare la nostra posizione sul tracciato, quindi si tende ad uscire dalle traiettorie puntando a sorpassi rapidi ed aggressivi, in modo da guadagnare posizioni dopo una sessione di qualifiche non eccelsa, che ci ha posizionato in partenza a metà schieramento.

    Proprio i sorpassi sono un altro elemento che in VR cambia radicalmente: la perfetta percezione degli spazi ci permette di accodarci ad un avversario, uscire da una curva ad una velocità più alta e sfruttare un rettilineo per superarlo. Durante la manovra è utile dare un'occhiata al rivale mentre siamo affiancati, in modo da assicurarci il vantaggio all'ingresso della curva successiva, grazie ad una rapida verifica nello specchietto laterale, montato di sbieco sul montante della Ginetta.
    L'ultima gara del campionato non ci vede al comando, quindi scendiamo sull'asfalto di Snetterton più agguerriti che mai, infilando la pole position al terzo giro cronometrato e rimanendo poi per il restante tempo delle qualifiche ad osservare i camera car degli avversari per capire dove doversi difendere da eventuali tentativi di sorpasso.
    La curva Coram si dimostra uno spettacolo, da percorrere verso destra tutta in appoggio e capendo dove lasciare il gas, per poi passare leggermente al freno quel tanto che basta per perdere velocità senza compromettere l'ingresso nella Murrays, controcurva a sinistra netta ed insidiosa.
    Portiamo a casa il gradino più alto del podio necessario a vincere il campionato e tale successo ci apre le porte ad un evento speciale che si svolge a Caldwell Park, nuovamente a bordo di una Ginetta ma questa volta di categoria GT3.

    La stretta pista del circuito britannico sembra ancora meno ampia una volta affrontata in VR ad alta velocità, con i saliscendi nella parte centrale della pista che mettono a dura prova la nostra abilità di guida e confermano la bontà della fisica implementata da Slightly Mad Studios, non solo sui mezzi a quattro ruote: affrontato un dosso ad un ritmo troppo sostenuto, l'auto si stacca per un istante da terra e il nostro corpo virtuale ne segue il moto, dandoci per un istante l'impressione di infrangere le leggi della gravità.
    Vedere la visuale che si sposta verso l'alto e notare che il cruscotto sta facendo altrettanto, riesce a trasmettere in maniera molto efficace tale sensazione, confermata dal temporaneo alleggerimento dello sterzo reso in maniera perfetta dal Fanatec.
    L'impatto con la pista avviene pochi istanti dopo e dubbiamo correggere nervosamente due sbandate in direzioni opposte per non perdere il controllo del bolide, mantenendo quindi un'ottima terza posizione fino al traguardo.

    Project CARS 2 Project Cars 2 si dimostra come un ottimo simulatore su PC se si possiede un visore VR. È evidente sin dai primi istanti che lo sviluppo di tale modalità è stato tenuto in grande considerazione dal team e non è un’aggiunta dell’ultimo minuto, giusto per soddisfare un’utenza di nicchia ma che mese dopo mese sta crescendo, di pari passo con la discesa dei prezzi dei visori. L’accoppiata con un volante di altissima qualità come il Fanatec CSL Elite riesce quindi a formare un mix in grado di elevare il realismo e la sensazione di presenza ben oltre il previsto, come confermato dalle sessioni di guida da oltre due ore filate che stiamo continuando a sostenere a distanza di alcune settimane dal lancio del gioco. La ciliegina sulla torta sarebbe rappresentata da una delle postazioni racing in stile Playseat dotate di supporti idraulici, in modo da far sentire ancor di più la strada, probabilmente elevando l’esperienza ancora più in alto. Purtroppo il budget che abbiamo a disposizione non ce lo consente, quindi ci facciamo bastare una gara di Formula Renault sul circuito COTA di Austin, nel quale anche i piloti di Formula 1 hanno corso di recente, pregustando una prossima gara a Laguna Seca, nel tentativo di affrontare il celebre Cavatappi a bordo di una fiammante Indycar d’annata.

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