PS4: i grandi giochi in esclusiva più sottovalutati

Oltre ai grandi successi come God of War o The Last of Us Parte 2, PlayStation 4 ci ha proposto anche esclusive che avrebbero meritato più attenzione.

PlayStation 4: i giochi più sottovalutati
Speciale: PlayStation 4
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Quando si pensa alla passata console Sony, la mente corre subito a Uncharted 4, Horizon Zero Dawn, God of War e The Last of Us Part 2, giochi che grazie alla loro qualità sono riusciti ad imporsi come simboli e sinonimi del marchio PlayStation, dei perfetti biglietti da visita per la console più venduta della scorsa generazione (per riscoprire uno dei più grandi capolavori della old gen, leggete la nostra recensione di The Last of Us Parte 2). Nel corso dei suoi sette anni di vita, tuttavia, PS4 ci ha permesso di vivere una moltitudine di esperienze di altissimo livello, talmente tante che alcune di esse sono passate in secondo piano o, semplicemente, sono state scoperte da un numero di videogiocatori inferiore a quello che avrebbero meritato. Con PlayStation 5 divenuta realtà e la promessa di tante altre produzioni indimenticabili in arrivo (qui troverete le esclusive PlayStation più attese del 2021 per PS4 e PS5), ci siamo fermati un attimo e abbiamo rivolto lo sguardo al recente passato, dedicando la nostra attenzione ad alcuni dei giochi più sottovalutati della scorsa generazione di console.

Driveclub

Nonostante sia uno dei migliori videogiochi di guida arcade della scorsa decade, Driveclub non sempre viene ricordato in quanto tale. Parte della colpa è senza dubbio imputabile al disastroso lancio avvenuto nell'ottobre del 2014, provocato ad un'impalcatura online totalmente inefficiente che non ha retto all'elevata affluenza di giocatori del day-one.

Un peccato capitale per un titolo che aveva fatto delle funzionalità social il suo cavallo di battaglia per l'intera durata della campagna marketing. Nei mesi e negli anni successivi, fermamente decisi a riacquisire la credibilità perduta, i ragazzi di Evolution Studios si sono resi protagonisti, a suon di patch ed espansioni, di uno dei comeback più memorabili della storia dei videogiochi, rimettendo in sesto l'impalcatura di rete e producendo un quantitativo spropositato di contenuti che hanno arricchito il gioco con una miriade di auto, eventi, tracciati e location extra, oltre a numerose funzionalità aggiuntive quali il meteo dinamico e un'opzione per un modello di guida simulativo.

Driveclub rimarrà per sempre nel cuore degli appassionati che lo hanno visto crescere ed evolversi sotto i propri polpastrelli, mentre rimanevano incantati dinanzi all'aurora boreale, rincorrevano lo scatto perfetto nella portentosa Modalità Fotografica e tentavano di limare fino all'ultimo millesimo un tempo che li avrebbe spediti in cima alle classifiche mondiali. Non dimenticheranno mai un modello di guida tanto immediato quanto appagante e difficile da padroneggiare, e nemmeno la prima volta che hanno visto il cielo farsi tempestoso e riversare fulmini e pioggia sui panorami mozzafiato della Scozia, con una resa visiva ancora oggi ineguagliata nel genere, nonostante i Teraflop e i milioni di pixel aggiuntivi.

Purtroppo, la storia non sempre premia i meritevoli: Driveclub non è mai riuscito ad imporsi in maniera decisa, nemmeno con un'edizione ridotta offerta senza costi aggiuntivi a tutti gli abbonati a PlayStation Plus e un'espansione a tema motociclistico.

Nel marzo del 2016 Sony ha chiuso Evolution Studios, mettendo fine ad una storia lunga 17 anni e dando il via all'esodo che avrebbe poi condotto molti dei dipendenti tra le fila di Codemasters. Nel 2019 il gioco è stato rimosso dal PlayStation Store, mentre l'anno scorso i server sono stati spenti definitivamente.

Le produzioni di Housemarque

Ben pochi studi sono in grado di creare esperienze arcade frenetiche, appaganti, toste e visivamente sbalorditive come i ragazzi finlandesi di Housemarque. Negli ultimi anni hanno più e più volte legato il loro nome in maniera esclusiva al marchio PlayStation - lo faranno nuovamente tra due mesi con Returnal per PS5 - dando vita a produzioni memorabili, che purtroppo sono sempre finite per passare in secondo piano, soverchiate da esclusive più blasonate e con una presa ben più salda sul grande pubblico.

Parliamo innanzitutto di Resogun, che forse è anche il prodotto made in Housemarque più noto della passata generazione: accompagnando il lancio di PS4 e finendo fin da subito nel PlayStation Plus, ha avuto l'opportunità di farsi conoscere anche da giocatori che mai avrebbero acquistato un titolo del genere, uno sparatutto a scorrimento laterale in cui l'incessante caccia al punteggio perfetto è animata da esplosioni di voxel multicolori.

Qualche anno dopo Housemarque ha cambiato registro, senza tuttavia perdere la voglia di appagare in egual misura vista e polpastrelli. Da Resogun, Alienation ha ereditato la passione per le esplosioni e per il ritmo, calandola in un contesto ludico più vicino ad una versione iperaccelerata di Dead Nation, e arricchendola con una progressione del personaggio sfaccettata e un endgame assuefacente: il Diablo dei Twin Stick Shooter, come abbiamo scritto nella nostra recensione di Alienation.

Nel giro di poco tempo i finlandesi sono tornati alla carica mescolando di nuovo le carte in tavola con Matterfall, forse il meno riuscito dei tre, ma ugualmente meritevole d'attenzione. Un bullet hell con un gameplay calibrato al millimetro, un trionfo di suoni e colori che perde smalto solamente in alcune fasi platform piuttosto grezze. L'intera produzione di Housemarque è un bene da preservare per sempre.

Gravity Rush 2

La saga creata dal Team Siren di Keiichiro Toyama non si è mai distinta per un successo commerciale clamoroso, nonostante l'originalità e gli inequivocabili pregi: nata su PlayStation Vita, una piattaforma già sfortunata di per sé, è poi arrivata su PS4 con un secondo episodio che ha migliorato ed espanso a dismisura la formula ludica, chiudendo il cerchio narrativo senza tradire le proprie origini.

Gravity Rush 2 non ha mai occupato le posizioni più alte delle classifiche ed è passato inosservato al pubblico generalista, ma gli appassionati che si sono immersi nel suo immaginario surreale e sgargiante conserveranno per sempre il ricordo di Kat, una ragazza semplice e inconsapevole della propria bellezza, che con una grande forza d'animo e un dono che le consente di piegare la gravità al proprio volere, si muove in un mondo dilaniato da tempeste gravitazionali senza controllo.

Prima di pubblicare Gravity Rush 2 su PlayStation 4, Sony ha concesso a tutti i giocatori della propria ammiraglia l'opportunità di fare la conoscenza di Kat con la rimasterizzazione del primo capitolo. Se volete avvicinarvi alla serie, potete farlo da qui, scendendo a patti con una telecamera ballerina e un sistema di combattimento buono, ma non perfetto.

Una volta rapiti e conquistati dall'originale mondo gioco, sentirete il bisogno di acquistare Gravity Rush 2, un action adventure strabordante di contenuti, con un sistema di combattimento finalmente maturo forte di nuovi poteri gravitazionali, e un riuscito plot che si muove con agilità tra pathos e ironia, come sanno fare solamente le migliori produzioni giapponesi. A questo link trovate la nostra recensione di Gravity Rush 2.

Tearaway Unfolded

Dopo aver regalato a PlayStation una delle sue inconfondibili mascotte, il Sackboy di LittleBigPlanet, i talentuosi ragazzi di Media Molecule hanno consegnato le chiavi del loro "piccolo grande mondo" nella mani di Sumo Digital e hanno cominciato a plasmarne un altro tutto fatto di carta colorata, che nel 2013 ha messo in risalto le caratteristiche distintive di PlayStation Vita.

Tearaway, tuttavia, aveva ancora molto da dire, e lo ha fatto con Unfolded, una riedizione per PS4 ricca di contenuti e novità, figlia di un grande sforzo produttivo che ha ridisegnato gran parte del coloratissimo platform - dagli ambienti agli enigmi - per adattarlo al contesto di una console casalinga.

Alcune delle brillanti trovate delle edizione portatile sono andate perdute nel passaggio al grande schermo, ma in compenso molti puzzle e situazioni di gioco hanno potuto godere di un respiro più ampio. Nonostante il bacino d'utenza ben più esteso, Tearaway Unfolded non è riuscito a raggiungere il successo commerciale che avrebbe indubbiamente meritato.

Eppure, rimane una delle perle più luccicanti dell'enorme ludoteca di PlayStation 4, meritevole di essere apprezzato da tutti gli amanti del genere e rivalutato da tutti coloro che in passato hanno colpevolmente offerto a Iota, agli strampalati personaggi e al loro variopinto mondo fatto di strisce di carta e trucioli di cartone solo un fugace sguardo di passaggio, distratti com'erano dai blockbuster del momento. Se volete saperne di più, vi rimandiamo alla nostra recensione di Tearaway Unfolded.

13 Sentinels: Aegis Rim

Pressoché sconosciuti agli occhi del grande pubblico, le poche decine di sviluppatori di Vannillaware possiedono un estro e una genialità invidiata dai più, che consente loro di superarsi opera dopo opera. Dopo aver partorito action RPG d'alto livello come Muramasa: The Demon Blade, Odin Sphere e Dragon's Crown, sul finire del 2020, non senza numerosi problemi produttivi, hanno dato alle stampe l'eccezionale 13 Sentinels: Aegis Rim, un ibrido tra gioco di ruolo strategico e avventura a scorrimento che ci ha conquistati senza riserve.

La bizzarra storia di 13 Sentinels: Aegis Rim ci catapulta avanti e indietro nel tempo, in una forbice temporale che fa dal 1945 a 2065, raccontandoci dell'improvvisa comparsa degli inarrestabili kaiju. I 13 adolescenti che danno il nome al titolo, ognuno ben caratterizzato da una storia unica e affascinante, provengono da epoche differenti e afferiscono al Progetto Egida, il cui scopo è quello di liberare l'umanità dalla gigantesca piaga. Attorno a loro è stato costruito un sistema di combattimento a turni con una ricca e sfaccettata componente strategica, spiazzante all'inizio ma incredibilmente appagante sulla lunga distanza, tra i più grandi vanti della produzione assieme ad una presentazione grafica che assume i connotati di un armonioso dipinto in movimento.

13 Sentinels: Aegis Rim è un titolo eccezionale, ma non per tutti. Per questo motivo è passato pressoché inosservato agli occhi della stragrande maggioranza dei giocatori, che a fine 2020 erano puntati sulle grandi produzioni autunnali e sulle console di nuova generazione. Per riscoprire le qualità di questa preziosa esclusiva, vi invitiamo a leggere la nostra recensione di 13 Sentinels: Aegis Rim.

Bonus: i giochi del catalogo PlayStation VR

La tecnologia VR non è ancora esplosa in maniera definitiva ed è ancora ben lungi dal trovarsi nelle case di tutti i videogiocatori, ma continua a maturare senza sosta diffondendosi in un bacino d'utenza sempre più ampio. Seppur non poderosi, gli sforzi di Sony in tal senso sono stati encomiabili: oltre ad aver creato un visore dal prezzo tutto sommato contenuto, nel corso degli anni ha dotato il suo PlayStation VR di una nutrita schiera di prodotti d'alta qualità, che hanno saputo valorizzare al meglio la dimensione aggiuntiva offerta dalla Realtà Virtuale abbracciando generi molto differenti tra loro, e che avrebbero senza dubbio meritato di esseri scoperti da un pubblico ancora più vasto.

Il nostro pensiero vola anzitutto verso Astro Bot Rescue Mission, il platform che meglio ha saputo adattarsi alle meraviglie della VR (d'altronde la capacità di sfruttare al meglio la piattaforma su cui gira sembra essere una prerogativa del simpatico robottino, visto gli eccellenti risultati conseguiti anche con Astro's Playroom, un vero parco giochi a misura di DualSense per PS5).

Pensiamo a Blood & Truth, un'esperienza mozzafiato con i connotati di una grande produzione hollywoodiana, oppure al recente Marvel's Iron Man VR, immersivo e frenetico gioco di supereroi, e allo sparatutto tattico Firewall Zero Hour.

La lista, che potrebbe continuare ancora per un bel po', ci rende estremamente ottimisti e speranzosi nei confronti del futuro, in attesa della prossima mossa di Sony nel mondo della Realtà Virtuale, e nella speranza che PlayStation VR 2 per PS5 possa concretizzarsi presto.