PS4 dopo PS5: rendiamo omaggio alla console Sony, tra successi ed esclusive

Celebriamo il mito di PlayStation 4 con uno speciale che ripercorre la storia della console Sony e i segreti della sua fortuna.

PlayStation 4: rendiamo omaggio alla console Sony
Speciale: PlayStation 4
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Nonostante l'arrivo di una next-gen tanto attesa quanto per molti virtualmente introvabile e a dispetto dei sette intensissimi anni di onorata attività, PlayStation 4 non sembra affatto pronta ad andare in pensione. Anzi, al contrario, dall'alto dei suoi 114 milioni di unità vendute la fortunata console Sony appare ancora dannatamente in forma, forte di un'annata trionfale che ha visto la pubblicazione di pesi massimi quali Final Fantasy VII Remake, Ghost of Tsushima e The Last of Us Part 2 (per approfondire, qui trovate la nostra recensione di The Last of Us Part 2).

Un successo duraturo e strepitoso, per una cavalcata che, dopo una generazione piuttosto combattuta come quella di PS3 e Xbox 360, si è dimostrata in grado di riportare Sony alla gloria dei suoi giorni migliori. E forse proprio in quest'ottica si possono interpretare le recenti dichiarazioni di Jim Ryan sul futuro di PS4.

Una fortuna con radici ben piantate

Uno dei segreti dell'innegabile riscontro di PlayStation 4 va senza dubbio ricercato nella sua architettura hardware. Messe da parte le velleità dell'approccio fortemente distintivo del Cell - il famigerato e costoso processore di PS3 fortemente voluto all'epoca dall'ex Presidente Ken Kutaragi - Mark Cerny ha invece optato per una soluzione ben più familiare e più aperta agli sviluppatori, con un sistema in tutto e per tutto simile a un PC. Una scelta che ha di certo contribuito a rendere PS4 uno standard, data la facilità di sviluppo e la compatibilità con gli altri sistemi. Il tutto senza ad ogni modo rinunciare alla potenza bruta, con in particolare team interni come Sony Santa Monica e Naughty Dog capaci ancora una volta di fare la differenza sia grazie loro talento sia per merito della console stessa.

Sempre in termini di hardware, meritano una menzione particolare il controller e almeno un paio di periferiche. Pur inserendosi fieramente in una tradizione che è andata avanti dal 1997 (a proposito, eccovi uno speciale sulla storia dei controller PlayStation), il DualShock 4 ha saputo comunque distinguersi grazie a una serie di feature da non sottovalutare. Se le linee base, seppur ammorbidite, hanno continuato a richiamare l'inconfondibile DNA dei controller PlayStation, il touchpad, l'altoparlante e la barra luminosa hanno introdotto delle novità sperimentali più o meno sfruttate nel tempo in termini ludici.

L'effetto gimmick in questi casi è spesso e volentieri dietro l'angolo, e a ben vedere poche volte siamo stati testimoni di un'applicazione delle stesse davvero memorabile. La chitarra di The Last of Us Part 2 e quel gioiellino di ASTRO BOT: Rescue Mission vanno però annoverati fra le eccezioni degne di nota (per saperne di più, la recensione di ASTRO BOT: Rescue Mission è a un click da voi). Senza contare che queste trovate non banali hanno gettato le basi per l'approccio "sensoriale" visto di recente proprio con l'avveniristico DualSense, un joypad che come abbiamo visto potrebbe rivelarsi un importante asso nella manica per PS5.

PlayStation 4 è stata anche la console della Realtà Virtuale sdoganata alle masse, senza bisogno di costosi PC o di richieste esose in termini di spazio. Con PlayStation VR Sony ha dimostrato di credere nella tecnologia, e se da un lato è oggettivamente mancata la cosiddetta killer application ad altissimo budget capace di convincere i più, dall'altro il supporto alla piattaforma è stato comunque continuo e incoraggiante per il futuro. Certo, il recupero dei vecchi PlayStation Move come controller di movimento ha un po' limitato alcune applicazioni, ma è anche vero che la già citata barra luminosa sul DualShock 4 ha comunque permesso per quanto possibile di ovviare ai limiti di un hardware datato.

Quando il sotware fa la differenza

Al di là di tutto però, PlayStation 4 verrà ricordata come la console delle esclusive capaci di spostare senza se e senza ma l'ago della bilancia. Un percorso cominciato in realtà un po' in salita, con una line-up di lancio non certo esorbitante in termini puramente qualitativi. Tra il più che discreto ma anche un po' insipido Killzone: Shadow Fall e il rivedibile Knack, a spuntarla il 29 novembre 2013 è stato infatti un indie come Resogun di Housemarque, con PS4 che ha impiegato in generale un po' più del previsto a carburare. Una volta entrato a regime però il diesel della console Sony non si è più fermato.

A prescindere da Infamous: Second Son, DriveClub e dal controverso The Order 1886, è stata senza dubbio Bloodborne la prima grande esclusiva in grado di far cambiare marcia a PlayStation 4. Un'avventura oscura e memorabile che ha catalizzato l'attenzione di milioni di fan, consacrando definitivamente From Software - qui con lo zampino di Sony Japan Studios - nell'Olimpo dei grandissimi. E non è certo un caso se, a distanza di anni, il richiamo di Yharnam sia ancora palpitante e a malapena celato sotto la superficie.

Da lì in poi, la cavalcata di PS4 si è fatta sempre più memorabile. Uncharted 4: la fine di un Ladro, Horizon: Zero Dawn, Marvel's Spider-Man, God of War, il remake di Shadow of the Colossus, Persona 5 e Death Stranding sono soltanto la punta di un iceberg che ci ha condotti al 2020 che stiamo per lasciarci alle spalle. Senza contare produzioni magari leggermente di secondo piano ma comunque più che solide e apprezzabili quali Detroit: Become Human, Days Gone, Until Dawn, Medievil o il più recente e coraggioso Dreams.

Insomma, il consenso planetario di PS4 non è affatto un caso: se è vero che sono i giochi a fare la fortuna delle console, non può e non deve stupire il successo di una generazione così contraddistinta da uscite di prim'ordine. E allora grazie PlayStation 4: in alto i calici, brindiamo a te e a chissà quante altre centinaia di ore di gioco in tua compagnia!