PS5 vs Xbox Series X: design a confronto! Qual è il migliore?

Le prossime console Sony e Microsoft nascono con due concezioni di estetica diametralmente opposte: approfondiamo insieme la guerra degli chassis.

PlayStation 5 vs Xbox Series X: Design
Speciale: Multi
Articolo a cura di

Restano ancora parecchi i dettagli da svelare in merito alla prossima, attesissima generazione di console - a cominciare da fattori tutt'altro che secondari come date di lancio e prezzi ufficiali - eppure la bagarre tra Sony e Microsoft continua a imperversare senza esclusione di colpi, con due macchine presentate con strategie di comunicazione molto diverse, figlie di filosofie di pensiero per certi versi addirittura agli antipodi. E così, dopo lo scontro tra il silenzio prolungato della compagnia giapponese e la voglia di sbottonarsi a più riprese del colosso americano, o ancora la diatriba tra la voglia di credere nel concetto di generazione rivendicata con orgoglio da Sony e l'inclusività di una Microsoft che non ha nessuna intenzione di abbandonare dall'oggi al domani la famiglia Xbox One, ecco che la disputa è pronta a spostarsi su un piano tutto nuovo: quello del design.

Dall'inizio di giugno abbiamo infatti scoperto il sorprendente form factor di PS5, e ancora una volta il sentiero scelto dalla multinazionale nipponica è diametralmente opposto all'impostazione per cui ha invece optato il team di Redmond: due punti di partenza diversi e lontanissimi tra loro, che inevitabilmente hanno condotto a prodotti antitetici nell'aspetto e nelle sensazioni. Una vera e propria battaglia concettuale che si combatte prima di tutto sul piano delle idee e dell'approccio, e poi su quello dei materiali, delle forme, delle finiture e non ultima dell'usabilità, suscitando già a una prima occhiata emozioni differenti.

Il design di Xbox Series X: il trionfo della sostanza

Partiamo da Xbox Series X: una piattaforma che, se da un lato ambisce a lasciare il segno con un hardware avveniristico (non a caso il claim "la console più veloce e potente di sempre" viene sbandierato spesso e volentieri da parte di Microsoft), in termini di estetica abbraccia in tutto e per tutto il minimalismo, l'essenzialità, il rigore.

Series X rappresenta il trionfo assoluto della sostanza, con l'elegante purezza delle sue linee squadrate e senza fronzoli: Microsoft ha scelto un parallelepipedo di colore scuro, per una console contenuta nelle dimensioni che si distingue per il peculiare volume - l'ingombro è sorprendentemente a base quadrata - e per la magistrale sobrietà del design.

A livello di feeling la prossima Xbox è una sofisticata espressione di tecnologia che si iscrive all'interno del percorso già tracciato in precedenza da Xbox One X e, perché no, per certi versi pure dalla stessa PlayStation 2: uno ieratico monolite nero con zero orpelli al di là dello stretto necessario, che si concede giusto un marginale guizzo di frivolezza nella parte superiore della console, con una superficie leggermente concava e traforata che oltre a favorire la ventilazione lascia intravedere un fondo convesso colorato di verde.

Una strizzatina d'occhio alla tonalità che da sempre contraddistingue la comunicazione del brand di casa Microsoft, che pure non altera di un millimetro la mirabile compostezza generale della forma: quello di Series X è un design maturo e neutrale, nato con l'intenzione di coniugare performance, compattezza e silenziosità senza tuttavia mai accentrare su di sé l'attenzione. Come tanti moderni prodotti di tecnologia premium, Series X non ambisce infatti a catturare l'occhio in maniera troppo diretta ed esplicita, ma al contrario punta ad ambientarsi con discrezione all'interno di qualsiasi tipo di scenario, confondendosi fino quasi a sparire. Con la naturalezza, la discrezione e il gusto per l'understatement tipico di un minimalismo attualissimo ma soprattutto senza tempo, destinato a non invecchiare mai.

L'aspetto di PS5: il nuovo che avanza

Una concezione che PlayStation 5 sembra invece rigettare con forza: che sia per le dimensioni particolarmente generose o per l'attitudine sopra le righe, PS5 non ha davvero nessuna intenzione di passare inosservata. Ed è con il temperamento da primadonna, con gli svolazzi di una protagonista innata, che la nuova generazione marchiata Sony ha deciso di calcare il palcoscenico: mostrandosi e facendosi desiderare senza mai finire in disparte, al punto da diventare addirittura ingombrante nella sua incontenibile presenza scenica.

PlayStation 5 vuole porsi come il nuovo che avanza, come uno slancio poderoso verso il futuro, come la fantascienza che ti si accomoda in salotto a costo di fare un po' a pugni con tutto il resto: con un'attitudine del genere era chiaro che il form factor si sarebbe distanziato di prepotenza dallo stile di Serie X, e il risultato è quantomeno spiazzante, divisivo.

PS5 ha abbandonato infatti la sobrietà delle forme semplici della tradizione PlayStation, per abbracciare suggestioni organiche che richiamano a un'idea di tecnologia avvolgente, morbida e in una sola parola... viva. Una concezione di futuro asettico, orgogliosamente lussuoso e contraddistinto da superfici candide irrorate da LED bluastri che sì fa molto high-tech, ma con un'idea di fantascienza forse più attuale negli ultimi anni che non oggi (o addirittura domani...).

Basti pensare a certi dettagli di Minority Report, a concept car come la Vision AVTR di Mercedes-Benz o al personaggio di EVE in Wall•E: nelle sue linee sinuose e nel dinamismo della sua scocca PS5 vorrebbe idealmente sedurre e sbalordire, anche se l'effetto finale è appunto più controverso del previsto. Da una parte c'è senza dubbio un fattore psicologico: quando qualcosa esce dagli schemi, tagliando i ponti col passato e abbandonando la tradizione, lo shock può confondere e quasi stordire. Dall'altra però i designer Sony sembrano effettivamente aver osato tanto, forse persino troppo, partendo da un principio coraggioso per approdare a un risultato che come minimo impiega un po' ad arrivare a destinazione - ammesso che lo faccia mai davvero in toto. A causa della sua caparbia bicromia, delle forme complesse, della superfici diverse anche in termini di finiture, PlayStation 5 è un oggetto meno immediato e più complesso da metabolizzare, in particolar modo nella versione munita di lettore ottico, con lo slot per inserire i Blu-Ray Ultra HD che finisce per compromettere la naturale simmetria della macchina. Una console addirittura non semplice da presentare, vista la maniera in cui cambia radicalmente faccia a seconda delle diverse prospettive, a maggior ragione se posizionata in orizzontale.

Le curve morbide, i dettagli barocchi come le prese d'aria interne che ricordano quasi delle branchie e la forte smussatura su un angolo potrebbero allora servire come una sorta di gioco di specchi atto a catturare l'attenzione ma anche a distrarre dalla corposa voluminosità dell'insieme: un'avanguardia un po' scomposta che nei suoi contrasti mai particolarmente bilanciati (su tutti il posizionamento sfacciato delle porte USB, il supporto asimmetrico o i tasti frontali poco distinguibili fra loro...) finisce per assomigliare più a certe soluzioni al limite del cheap o ad arzigogolii modello Alienware che non alla conturbante leggiadria dell'architettura di Zaha Hadid - un ideale di bellezza rivoluzionaria a cui PS5 vorrebbe di certo ambire.

Insomma, il confronto tra Sony e Microsoft sembra essere più che mai vivace, sfaccettato e acceso: nell'attesa di sapere tutto quel che resta da scoprire riguardo a PlayStation 5 e Xbox Series X è comunque piacevole discutere del look di due console che senza dubbio hanno saputo osare e stupire, prendendosi dei rischi rispetto al canonico concetto di macchina da gioco.