PS5 vs Xbox Series X: niente giochi? Come siamo messi a tre anni dal lancio

Le due console Microsoft e Sony hanno superato la prima fase di vita: come se la cavano rispetto a PlayStation 4 e Xbox One nello stesso lasso di tempo?

PS5 vs Xbox Series X/S: meglio prima?
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Col debutto nel novembre 2020 di PS5 e Xbox Series S/X ci troviamo alla chiusura del terzo anno dell'attuale generazione. Le macchine di Sony e Microsoft hanno ancora molto da dare e dimostrare, eppure in un segmento idealmente tripartito una prima porzione del loro ciclo vitale si è conclusa. Ci sembra lecito quindi fare delle considerazioni sull'andamento di questa nona era delle console, rifacendoci anche ai primi tre anni dell'ottava generazione.

È giusto che i giocatori muovano lecite critiche a Sony, Microsoft e in generale ai grandi attori dell'industry, lo abbiamo fatto di recente anche noi nel nostro speciale sulla comunicazione in casa PlayStation, ma basta volgere lo sguardo al recente passato per comprendere che sì, tutto sommato questo è un ottimo momento per essere appassionati di videogiochi.

PlayStation 5: poche esclusive da Sony?

Guardando al software first e second party nei primi tre anni di PlayStation 4, ci sono diverse cose da dire. In primis, il salto generazionale in ambito grafico rispetto a PS3 è stato ben evidente dai primi trailer di gameplay di giochi come Killzone Shadow Fall e Infamous Second Son, che tra scenari, modelli poligonali ed effettistica hanno saputo mettere sin da subito in risalto le potenzialità della piattaforma.

È poi toccato alle competizioni sotto la pioggia di Driveclub il compito di meravigliarci, almeno fino a quando i nostri occhi non si sono posati su The Order 1886, capace ancora oggi di far cadere le mascelle, e su sua maestà Uncharted 4, rivelatosi al tempo un'esperienza "di nuova generazione" a 360 gradi. Passando al triennio di PS5 i giochi dal sapore "next-gen" in ambito visivo sono certamente Demon's Souls Remake, Ratchet & Clank Rift Apart e, in numerosi aspetti, anche la versione PS5 dell'Horizon Forbidden West di Guerrilla Games.

Non vogliamo sminuire lo sfoggio del Ray Tracing degli Spider-Man di Insomniac o l'ottimo impatto generale di The Last of Us Parte 1, eppure parliamo di produzioni realizzate con soluzioni tecnologiche in più evidente continuità con produzioni precedenti. Anche tenendo in considerazione il leggendario BloodBorne di From Software e The Last Guardian, però, dobbiamo spezzare una lancia a favore del primo triennio di PS5: in media, in questa finestra temporale abbiamo giocato a prodotti di qualità più elevata rispetto a quanto accaduto su PS4.

Il merito è in larga parte di nuove iterazioni di IP già note, pensiamo a Spider-Man 2, God of War Ragnarok, Horizon Forbidden West e Gran Turismo 7, ma la concretezza del risultato resta. Complici gli accordi con le realtà di terze parti Sony ha avuto successo nel "tappare" determinate finestre temporali, si pensi anche solo all'estate di quest'anno e a Final Fantasy XVI. Anche senza tirare in ballo le spesso criticate remaster e Director's Cut ci è stato proposto un flusso costante di produzioni e anche la lineup di lancio di PlayStation 5 si è dimostrata solida. A scanso di equivoci, ciascun giocatore potrebbe dire "per me Uncharted 4 vale più di x titoli messi assieme" e non avremmo nulla in contrario: il nostro è un discorso in linea generale, che prende in considerazione la media qualitativa dei prodotti in esclusiva usciti nei lassi di tempo a cui ci stiamo riferendo. Un punto su cui non si può proprio discutere riguarda i servizi: il catalogo dei giochi disponibile per gli abbonati ai livelli più elevati di PlayStation Plus consente a un nuovo possessore di PS5 di divertirsi sin da subito con produzioni d'ogni genere e dimensione, tra prime e terze parti.

Per molti è insomma una vera ancora di salvezza, un modo per avvicinarsi a prodotti di pregio come Demon's Souls e Horizon Forbidden West senza ulteriori esborsi "importanti". La selezione dei classici PS1 e PS2 è ancora piuttosto scarna, l'emulazione dei prodotti PlayStation 3 manca del tutto (bisogna ancora affidarsi allo streaming per riscoprire le leggende di questa generazione) e le aggiunte mensili al catalogo variano in qualità.

Al netto dei suoi difetti però questa dimensione dell'esperienza PlayStation ha continuato ad acquisire peso e valore. In aggiunta agli sforzi di Sony in ambito cloud gaming, negli ultimi anni è iniziato un processo che nel primo triennio di PS4 sarebbe stato ritenuto impossibile: parliamo dell'arrivo dei giochi first party su PC, tra Horizon, The Last of Us Parte 1, Marvel's Spider-Man e Uncharted 4.

Non si tratta quindi di debutti in simultanea su console e Steam - Sony vuole assicurarsi di tenere al primo posto il suo hardware in questo senso - ma ad ogni modo anche questa apertura di PlayStation è importante. I possessori di PlayStation VR2 sono ancora in attesa di novità sul futuro della sua lineup e, più in generale, molto c'è da sapere sui piani di Sony per i Game as a Service (qui trovate lo speciale sui GaaS di PlayStation) e per le sue produzioni in esclusiva. Resta però difficile non riconoscere i giusti meriti a questi tre anni di gaming sulla macchina del colosso nipponico.

Xbox Series X/S: tanti giochi ma...

Meno performante della concorrenza e portatrice di un Kinect poi rivelatosi un buco nell'acqua: per molti versi il debutto di Xbox One non è stato dei migliori, complice anche una comunicazione che, per stessa ammissione di Phil Spencer nel 2019, ha finito col confondere i consumatori. Non che in valore assoluto le siano mancati i giochi nei primi anni sul mercato: Ryse Son of Rome, Halo 5 Guardians, Gears of War 4 e Quantum Break avevano meriti differenti, in ambito visivo, ludico e di pura sperimentazione, ma allo stesso tempo, per motivi diversi, non sono quasi mai riusciti ad accontentare del tutto le rispettive platee di appassionati.

Non abbiamo dimenticato le vette qualitative raggiunte dai corsistici di Microsoft in quel periodo, né il debutto di gioielli come Ori and the Blind Forest o di prodotti peculiari come Sunset Ovedrive. Purtroppo però è in quel lasso di tempo che si è aperto un periodo complesso e difficile per la divisione gaming di Xbox, tra l'amara cancellazione di progetti molto attesi come Scalebound, e i piani fumosi per il futuro di One.

Sarebbe riduttivo attribuire i meriti della rinascita di Xbox al solo Phil Spencer, ma mettere in dubbio il valore del suo operato - anche qui, al netto di alcuni inciampi lungo la strada - è semplicemente impossibile. Xbox ha dato il via alla nona generazione con un gioiello di ingegneria che risponde al nome di Series X, non mancando d'offrire all'utenza un'ampia libertà di punti d'accesso all'offerta gaming di Microsoft e persino una seconda soluzione hardware più economica come Series S.

In aggiunta, il servizio Xbox Game Pass è diventato un colosso, uno strumento dal valore inestimabile per qualsiasi videogiocatore. Con esso, non importa se in cloud, da PC o console, è possibile giocare ai grandi titoli targati Microsoft, come pure scoprire un ampio ventaglio di produzioni più piccine ma di valore. Collettivi di dimensioni ridotte sono riusciti a crescere e a prosperare grazie a Game Pass e a programmi appositi (qui il nostro speciale sul programma ID@Xbox), a testimonianza dell'impegno di Microsoft in tal senso. In materia di produzioni interne, l'offerta di Series X/S è stata discontinua, tra prodotti attesi annunciati sin troppo in anticipo - pensiamo in primis a Senua's Saga Hellblade 2 - e veri periodi di magra (qualcuno ha detto 2022?). Al contempo, nel momento in cui stiamo scrivendo questo articolo basta accedere a Game Pass per poter scaricare il nuovo Forza Motorsport, Starfield (qui la recensione di Starfield), quella perla di Hi-Fi Rush, senza contare il numero importante di produzioni di terze parti che continua a debuttare al day one sul servizio, come ben dimostra Like a Dragon Gaiden (la recensione di Like a Dragon Gaiden è a portata di click).

Ma il dato forse più importante di tutti rispetto al primo triennio di One è uno: gli odierni utenti Xbox possono permettersi di sperare in un futuro ricco di sorprese. Se i primi frutti dell'acquisizione di Bethesda sono già ben visibili, gli appassionati attendono di scoprire i tanti possibili benefici legati all'arrivo in famiglia dell'universo Activision Blizzard King, ben oltre il solo Call of Duty (vi proponiamo qui lo speciale sulla BlizzCon 2023).

Publisher in ripresa e il 2023

Prima di proseguire, una doverosa premessa: chi vi scrive è ben conscio del fatto che il 2023 sia stato un anno agrodolce per il mondo del gaming. Da un lato i videogiocatori hanno conosciuto periodi di splendore, dall'altro purtroppo negli ultimi mesi è avvenuta un'ondata di licenziamenti di notevoli dimensioni, e non parliamo solo dei 900 impiegati di Embracer Group ma anche di collettivi di Sony, Microsoft e via dicendo.

Molto semplicemente, quello che stiamo portando avanti in questo momento è un discorso strettamente legato al software, da qui i toni positivi del discorso. Detto questo, negli ultimi tempi alcuni publisher hanno continuato o iniziato a trasmettere segnali di ripresa più o meno evidenti. Nel primo triennio di PS4 e Xbox One Capcom era in affanno: Dead Rising era al tramonto, Resident Evil stava vivendo un periodo di incertezza e persino Street Fighter stava attraversando un momento delicato. Poco tempo dopo la "rivoluzione RE Engine" ha cominciato a dare i suoi frutti, e negli ultimi tre anni il publisher nipponico ha meravigliato l'utenza, dimostrando ancora una volta di trovarsi in un periodo luminoso.

Nel 2021, Resident Evil Village ci ha regalato un'enciclopedia dell'orrore in forma giocabile e Monster Hunter Rise ha spinto i possessori di Switch a tuffarsi in memorabili sessioni di caccia. Quest'anno poi Capcom partecipa ai Game Awards con due pezzi da novanta: l'acclamato rifacimento di Resident Evil 4 e sua maestà Street Fighter VI, col primo che addirittura ha trovato posto tra le produzioni in corsa per l'ambito Game of the Year. Non contento, il publisher ha di recente annunciato il REX Engine, il nuovo motore grafico alla base delle sue prossime produzioni.

Sempre in ottica di futuro, Ubisoft si trova ancora in una posizione non facile, ma se non altro sembra star ottenendo risultati incoraggianti con Assassin's Creed Mirage e si sta preparando a lanciare un titolo potenzialmente interessante: Avatar Frontiers of Pandora (qui la nostra prova di Avatar Frontiers of Pandora).

Nei piani della compagnia continuano a esserci le avventure degli assassini, a partire da Codename Red ed Hexe, ma non mancano altre produzioni da tener d'occhio come Prince of Persia The Lost Crown e soprattutto l'ambizioso Star Wars Outlaws. Tornando al primo triennio della scorsa generazione, a seguito della pubblicazione di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain e della (dolorosa) cancellazione di Silent Hills, Konami è sostanzialmente sparita dai radar dei giocatori. Silent Hill 2 Remake di Bloober Team e Metal Gear Solid Delta Snake Eater devono ancora uscire, quindi è bene trattenere ogni tipo d'entusiasmo in tal senso, ma almeno il publisher sembra essere tornato in pista.

Vadano come vadano i due progetti summenzionati, con Metal Gear Solid Master Collection Vol 1 - a cui dovrebbe seguire l'attesa seconda parte con dentro il mai dimenticato MGS 4 - dei titoli fondamentali della storia videoludica sono diventati ben più semplici da recuperare rispetto a prima, e per quanto ci riguarda questa è una vittoria. In chiusura, non possiamo evitare di spendere qualche parola sull'anno videoludico che sta giungendo al termine: sono talmente tante le produzioni di valore a essere uscite negli ultimi 12 mesi, su tutte le piattaforme, che alcune sono rimaste escluse da nomination importanti ai Game Awards. Il 2023 si è aperto col delizioso Hi-Fi Rush e con Dead Space, remake ben ancorato al materiale originale, ma non privo di interventi e accortezze da non sottovalutare, anche sul piano narrativo. Come dicevamo nella recensione di Resident Evil 4, Capcom ci ha regalato un capolavoro, lanciato in un periodo rivelatosi fitto di uscite di valore.

Al netto dei suoi spigoli, Hogwarts Legacy ha portato i fan del Wizarding World tra le mura del castello, mentre Star Wars Jedi Survivor ci ha fatto vivere un'altra spettacolare avventura di Cal Kestis. E poi Diablo IV, Street Fighter VI, Pikmin IV, Final Fantasy XVI: praticamente ogni mese ha saputo darci un buon motivo per videogiocare, soprattutto con The Legend of Zelda Tears of The Kingdom, Marvel's Spider-Man 2, Super Mario Wonder, Starfield e il mai troppo lodato Baldur's Gate 3.

Assolutamente da citare poi è Alan Wake 2 (la nostra recensione di Alan Wake 2 vi aspetta), un'esperienza fortemente autoriale che ogni appassionato di videogiochi dovrebbe vivere. Piccole perle come Cocoon, Dredge e Sea of Stars - per nominarne alcune - chiudono il sipario di un'annata da ricordare, una perfetta conclusione di questo primo triennio di nona generazione. A questo punto ci sembra doveroso lasciarvi la parola: che cosa ne pensate voi di questi primi anni di PS5 e Xbox Series X? Ditecelo nei commenti!