I punti di forza di Armored Core: difficoltà, scontri e personalizzazione

Narrazione, personalizzazione, difficoltà, boss fight e multiplayer: scopriamo nel dettaglio tutti gli aspetti della saga di Armored Core.

Perché Armored Core è così speciale
Speciale: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
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  • L'attesa è stata davvero lunga, ma dopo un intero decennio di assenza dalla scena ludica, la serie di Armored Core si appresta a tornare su console e ad approdare per la prima volta su PC. L'attesissimo Armored Core VI: Fires of Rubicon verrà infatti pubblicato in tutto il globo il 25 agosto 2023, e come spiegato dai vertici di FromSoftware rappresenterà una sorta di nuovo inizio per il brand e per coloro che vi si avvicineranno per la prima volta. Al fine di aiutare i neofiti a capire cosa renda tanto interessante questa storica saga, ne abbiamo individuato le caratteristiche fondamentale e ve le illustriamo di seguito, invitandovi anche a leggere la nostra prova di Armored Core 6.

    Narrativa complessa

    Considerando che questa comprende ormai una ventina di episodi, tra capitoli principali e spin-off, negli anni la serie di Armored Core ha continuato a espandere a dismisura il proprio universo, stabilendo addirittura tre linee temporali diverse, ma comunque accomunate da un'ambientazione post-apocalittica che costringeva gli esseri umani ad affidarsi agli Armored Core.

    Esplorata nei primi due episodi numerati del franchise e nei loro tre spin-off, la timeline originale raccontava ad esempio le conseguenze di una guerra catastrofica anche nota come "la grande distruzione", che appunto aveva sterminato la maggior parte della popolazione terrestre. Dopo essere stati costretti a rifugiarsi nel sottosuolo per la bellezza di cinquant'anni, i superstiti avevano assistito alla smisurata crescita di due multinazionali rivali, Chrome e Murakumo Millennium, che dopo essere diventate persino più potenti dei vari governi avevano cominciato a servirsi degli Armored Core per compiere diversi lavori sporchi. In quella che non fatichiamo a definire una realtà distopica, il giocatore impersonava uno dei cosiddetti Ravens, vale a dire dei piloti mercenari, la cui esistenza non era però legata alle suddette società. Tra progetti per terraformare Marte, piani per ricollocare sulla superficie terrestre tutti gli abitanti delle città sotterranee, senza dimenticare i disperati tentativi del governo di tenere sotto controllo le corporazioni, nei cinque titoli della timeline originale l'utente andava incontro a un canovaccio narrativo sempre affascinante e intrigante, che in diverse occasioni lo spingeva a compiere azioni eroiche come affrontare mercenari ribelli e salvare la popolazione del pianeta rosso.

    Non meno interessanti si sono rivelate le timeline successive, che tuttavia presentavano premesse narrative molto simili. Avviata con l'uscita di Armored Core 3 e approfondita con gli innumerevoli episodi secondari pubblicati nei tre anni successivi, anche la seconda linea temporale era ambientata in un futuro post-apocalittico in cui una catastrofica guerra nucleare esplosa in superficie aveva obbligato la razza umana a vivere nelle profondità del pianeta Terra.

    Radunatisi attorno alla "Layered", società sotterranea controllata da un'intelligenza artificiale, i pochi superstiti erano ormai dominati dal cosiddetto "The Controller", almeno fino alla comparsa di un crescente gruppo di ribelli intenzionato a rovesciarlo. Calatosi di nuovo nei panni di un Raven, il giocatore impersonava un mercenario affiliato all'organizzazione neutrale Global Cortex e poteva addirittura scegliere quale fazione supportare, prima di ribellarsi alla diabolica intelligenza artificiale che teneva sotto scacco l'intero genere umano.

    Pubblicato nel 2006, Armored Core 4 ha sancito l'inizio di una terza linea temporale, dove le corporazioni avevano sottomesso i vari organi di governo e stabilito un nuovo ordine mondiale chiamato "Pax Economica". Una realtà invero distopica tanto quanto le precedenti, se consideriamo che i cittadini, già sconvolti dai crescenti disordini e dalle risorse in costante diminuzione, erano costretti con la forza a lavorare nelle colonie. Le loro condizioni sarebbero cambiate solo in seguito alla guerra scoppiata tra le corporazioni membri di Pax Economica, che dopo aver assunto dei piloti professionisti meglio conosciuti come Lynxes avrebbero cercato di distruggersi a vicenda.

    Ambientato sul remoto pianeta Rubicon 3, Armored Core VI andrà incontro ai neofiti e stabilità a sua volta una nuova timeline del tutto scollegata dalle precedenti, ma non priva dei soliti problemi.

    Dopo aver scoperto l'esistenza del Coral, fonte di energia capace di incrementare drasticamente il progresso tecnologico, l'umanità ha provocato un disastro naturale senza precedenti, e come risultato l'intero sistema di Rubicon 3 è stato avvolto dalle fiamme. Ancora intenzionato a prendere il controllo della portentosa sostanza aliena, cinquant'anni più tardi l'uomo è tornato sull'abbandonato Rubicon 3, scatenando tuttavia una guerra tra mega-corporazioni, terroristi e gruppi di mercenari. Impersonando l'umano potenziato C4-621 "Raven", a questo giro l'utente potrà lavorare per il migliore offerente e influenzare la storia con le proprie azioni, anche perché, come già confermato da FromSoftware, l'impianto narrativo di Armored Core VI: Fires of Rubicon presenterà diverse ramificazioni che si sfoceranno in finali multipli. Stando così le cose, non è fatto esagerato asserire che il destino di Rubicon 3 sarà letteralmente nelle nostre mani.

    Personalizzazione estrema

    Uno degli aspetti più interessanti di Armored Core va senza dubbio individuato nel doppio ruolo assegnato al giocatore, che oltre a fungere dal pilota è persino chiamato a costruire il proprio mecha. Va infatti sottolineato che, sebbene serie come Gundam Breaker e altri prodotti legati all'universo dei Mobile Suit consentano di creare unità personalizzate (a proposito, qui trovate la recensione di New Gundam Breaker), nessuna di queste pone così tanta enfasi sulla customizzazione.

    Mentre la maggior parte dei congeneri mira infatti a puntare sull'aspetto estetico, in Armored Core la cura per l'equipaggiamento e la scelta dei vari componenti impattano parecchio sulle prestazioni del mecha e sul funzionamento sinergico delle sue parti. Tenendo infatti presente la diversa natura delle missioni, non è nemmeno raro che il giocatore debba di volta in volta cambiare qualche pezzo del proprio Armored Core per poter soddisfare i requisiti di un incarico e riuscire a completarlo. Del resto, i componenti disponibili influenzano diverse funzioni del mecha, incrementando ad esempio la velocità o la gittata delle armi, riducendo i tempi di surriscaldamento, o donandogli la capacità di saltare.

    Multiplayer

    Sin dai primissimi episodi pubblicati su PlayStation, che al tempo dovettero servirsi di espedienti tutt'altro che comodi come lo split screen o il PlayStation link, il brand di Armored Core ha sempre prestato molta attenzione alla componente multiplayer. Chiunque abbia una certa familiarità con la saga ricorderà infatti che, i titoli per PS1 e PS2, presentavano delle arene PvP in cui due amici potevano affrontarsi e dar vita a scontri che nulla avevano da invidiare alle boss fight.

    I titoli per console un tantino più recenti, invece, hanno abbracciato il multiplayer online, proponendo ad esempio la modalità Death Match di Armored Core 4, che gettava in mischia fino a otto giocatori, o la modalità a squadre di Armored Core V, che permetteva a due gruppi composti da cinque persone ciascuno di competere su una mappa comune e completare obiettivi specifici. Sfortunatamente FromSoftware non ha ancora illustrato le funzioni multigiocatore che il prossimo mese troveremo in Fires of Rubicon, ma in compenso il director Masaru Yamamura ha già confermato il ritorno della modalità versus.

    Difficoltà e boss fight epiche

    Avendo FromSoftware dato vita al sottogenere dei souls, quando si parla delle caratteristiche tipiche dei suoi prodotti si tende a pensare immediatamente alla difficoltà, che tuttavia ha contraddistinto i titoli dello sviluppatore nipponico sin da prima che questo realizzasse Demon's Souls.

    Nemmeno la saga di Armored Core fa eccezione alla regola, anche perché questa, esattamente come le più recenti creature di FromSoftware, incarica l'utente di creare delle vere e proprie build: se la difficoltà nei souls va ricercata nella necessità di reagire in tempo, al fine di contrastare i pattern di attacco dell'avversario, in Armored Core occorre invece conoscere perfettamente la propria build e saperla adattare al volo alle diverse situazioni, allo scopo di non cedere sotto i colpi di mecha più veloci ed equilibrati. Particolarmente impegnativi possono risultare gli scontri che vedono l'Armored Core del giocatore contro boss colossali e dotati di equipaggiamenti speciali, come torrette mobili corazzatissime, esplosivi di ogni forma e dimensione, e così via. Tra elicotteri da combattimento e macchinari programmati per annientare qualsiasi intruso, Armored Core VI: Fires of Rubicon presenterà parecchi boss in grado di mettere a dura prova le capacità dell'utente, incoraggiandolo magari a rivedere e perfezionare la propria build.

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