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Quattro motivi per cui Metro Exodus è un punto di svolta nella serie

Dalla natura open world alle tante migliorie al gameplay e alla narrazione, ecco perchè Metro Exodus cambierà per sempre la saga.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il nuovo Metro Exodus è il degno epilogo di una trilogia trascinante e totalizzante, pregna di atmosfere oscure, intrecciate per creare un mondo post apocalittico brutale e violento. 4A Games ha reso rispettosamente onore ai romanzi di Gluchovskij, dando corpo al mondo di carta ideato dallo scrittore russo attraverso scorci di grande impatto, e un gameplay standardizzato su un ritmo paziente, in grado di accelerare nei momenti giusti. Exodus tuttavia segna anche una svolta nella serie, manifestando la volontà del team di osare qualcosa in più, nel tentativo di conquistarsi un solido futuro. Dopo aver scongiurato le preoccupazioni sulle cospicue novità introdotte in questo terzo episodio, oggi vogliamo andare più in profondità, elencando i quattro punti che rendono Exodus la giusta evoluzione della serie. Caricate la vostra torcia elettrica e ripulite il filtro della maschera antigas, non si sa mai cosa troverete in fondo al tunnel.

    Open World (con parsimonia)

    Ad aprire la nostra lista troviamo, per forza di cose, l'incognita più grande di Exodus: le sue influenze da open world. Ai tempi dell'annuncio queste caratteristiche avevano destato qualche dubbio, e il timore era quello di ritrovarsi davanti a un clone di titoli più imponenti, una sorta di copia carbone impoverita dei suoi tratti caratteristici. Lo spauracchio di una progressione annacquata e un ritmo troppo blando rispetto al passato era dietro l'angolo, ma tutte le incertezze si sono fortunatamente dissolte una volta testato il titolo con mano.

    Gli sviluppatori sono riusciti nell'impresa di aggiungere varietà alla loro ricetta senza snaturarla, trovando il giusto equilibrio tra linearità e libertà. Per farlo, hanno scelto di inserire poche macro-aree a "misura d'Artyom", contrapponendo queste zone a missioni più lineari e guidate. Se un domani 4A Games dovesse dare un seguito al mondo di Metro, le influenze da simil open world rappresenterebbero quindi una linea di non ritorno: un'aggiunta che non vorremmo veder tolta, sebbene non si tratti di uno dei più grandi punti di forza della produzione.

    Bye Bye Mosca

    Un grande segno di rottura con i capitoli precedenti di Metro è rappresentato dal continuo cambio di setting: a seguito di una rocambolesca fuga, Artyom ed i suoi compagni sono costretti ad allontanarsi precipitosamente da Mosca sfruttando il treno corazzato Aurora. Il minuto gruppo di ranger durante la campagna visita diverse location sparse per la Russia post-apocalittica, in un viaggio che insegue il passare delle stagioni. Per la prima volta è possibile vedere location diurne, desertiche, valli rigogliose di vegetazione incontrollata, e questo inconsueto mix riesce effettivamente a portare una ventata d'aria fresca nella serie.
    L'occasione di costruire un racconto on the road, poi, ha permesso a 4A Games di rendere più riconoscibili i soliti "anonimi" comprimari.

    Un'operazione non sempre riuscita, ma sicuramente un significativo passo avanti rispetto agli episodi precedenti. Ribadiamo anche in questo caso come l'esperienza non risulti snaturata rispetto ai suoi canoni classici, che ritornano violentemente nella corsa attraverso bunker, depositi sotterranei abbandonati e rovine polverose cariche di minacce. Esattamente come la sua nuova anima da "finto" open world, Exodus si fa più complesso e variegato, ingannandoci con un impatto visivo più sfaccettato, ma che alla fine non tradisce il cuore pulsante del suo gameplay.

    Sopravvissuti e sopravviventi

    Nei precedenti Metro, soprattutto alle difficoltà maggiori, non era raro trovarsi a corto di munizioni. Tra una visita nelle colonie di Mosca e la ricerca di ogni armadietto durante i momenti più calmi, era comunque possibile rimpinguare le proprie scorte. In alternativa, la salvezza era rappresentata dall'approccio furtivo, onde evitare inutili sprechi di pallottole e sparatorie dispendiose di risorse. In Exodus però l'anima survival della serie segna un decisivo strappo, investendo il crafting del ruolo di meccanica essenziale e vitale al prosieguo dell'avventura. Dimenticate i medikit pronti da raccogliere e le decine di pallottole strappate dal corpo di una qualche sentinella: in questo capitolo sarà tutto nelle vostre mani, o meglio, nel vostro zaino.

    Artyom è in grado di creare solo pochi oggetti e le munizioni per il fucile ad aria compressa, mentre la costruzione di cartucce per pistole e shotgun è possibile solo attraverso dei tavoli da lavoro. Queste nuove meccaniche esaltano l'anima survival del brand, portandolo a livelli mai visti e aumentando anche il senso generale di sfida. Un'altra funzione fondamentale di queste fucine, rinvenibili sul treno o in alcuni rifugi, è quella di mantenere le armi sempre ben oliate e funzionanti, per non incorrere nel rischio di avere un fucile che si inceppa durante l'attacco di un famelico mutante.

    Karma Chameleon

    Più che una svolta vera e propria, sarebbe più lecito parlare di evoluzione. Il concetto di karma nei Metro è sempre stato piuttosto subdolo: il giocatore riceveva infatti pochi indizi sul suo operato, ad eccezione di un piccolo flash dopo aver preso una decisione fondamentale. Pensate a chi, ai tempi del primo capitolo, si ritrovava davanti al finale peggiore per la propria avventura senza comprenderne le ragioni (ironia della sorte, quello canonico).

    In Exodus tutto ciò non cambia, ma il sistema è sicuramente più raffinato: i nostri compagni ci redarguiscono continuamente su cosa è meglio evitare, e indagando nelle aree aperte è possibile anticipare alcuni trabocchetti narrativi messi in giro dagli sviluppatori. Ne è un esempio l'interazione con un innocuo schiavo che per puro caso si ritrova ferito durante uno scontro con dei banditi e, agonizzante, ci ricopre di insulti istigandoci a una reazione violenta.

    L'aspetto interessante di Exodus, tuttavia, sta nel fatto che prima dell'epilogo saranno le stesse tappe dell'Aurora a darci un sentore del cammino che abbiamo intrapreso. C'è una gran differenza tra il congedarsi con una stretta di mano, e il fuggire mentre delle frecce fendono l'aria puntando alla nostra schiena. In definitiva un altro passo in avanti, che a differenza degli altri casi non rappresenta una virata decisa verso il nuovo, ma che tuttavia altera in maniera consistente le caratteristiche della produzione, creando un piacevole effetto di sorpresa.

    Metro Exodus Metro Exodus guarda al traguardo del successo commerciale, diramando le nebbie di scie tossiche e dubbi. Una nota di merito va sicuramente a 4A Games, riuscita nell’arduo compito di “cambiare tutto per non cambiare nulla”, introducendo diverse novità che hanno differenziato il suo gameplay storico, abbracciando nel contempo vecchi e nuovi fan.

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