RAGE 2: lo stile da B-Movie e le citazioni, i motivi che lo rendono unico

Il nuovo shooter di Bethesda è un gioco dotato di alti e bassi, ma caratterizzato da una forte ricercatezza stilistica.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La progenie furiosa e schizofrenica, nata dal connubio tra id Software ed Avalanche, è giunta sul mercato da poco tempo, accaparrandosi da un lato le simpatie di chi vede in lei una parente stretta di DOOM, e dall'altro l'astio di chi invece non apprezza le debolezze contenutistiche del suo open world. Come evidenziato nella nostra recensione di RAGE 2, noi di Everyeye.it ci situiamo nel mezzo tra i due estremi: pur con le sue palesi mancanze, questo shooter rabbioso e potente risulta comunque dotato di una sua tagliente personalità, forte di una serie di ispirazioni eterogenee, che pescano a piene mani dalla cultura pop e videoludica.

    Il centrifugato prodotto da Bethesda, a suo modo, è uno sparatutto unico, il cui carisma si palesa a suon di proiettili, onde d'urto e creste multicolore. Per evidenziare più nel dettaglio quali sono gli elementi artistici e ludici maggiormente distintivi della produzione, abbiamo pensato di prepararvi un breve elenco che potete leggere di seguito, mentre lucidate il vostro caricatore virtuale ed iniziate a riempirlo di munizioni prima di tornare a massacrare orridi mutanti e stupidi predoni.

    Uno spassoso B-Movie interattivo

    "Questo posto puzza più della fossa biologica di una caserma" - Walker dopo aver ripulito una tana di mutanti.

    Sono in moltissimi ad associale l'estetica punk apocalittica di RAGE 2 all'immaginario che George Miller ha edificato negli anni con la serie Mad Max, e non senza una ragione valida. Ciononostante, al di là della direzione artistica, nel neonato di casa id Software scorre il DNA di un B-Movie, sia per i toni del racconto, sia per il piglio smargiasso delle fasi shooter.

    La vicinanza di RAGE 2 ad un film di seconda categoria non dev'essere necessariamente interpretato come sinonimo di scarsa qualità: d'altronde, un po' come ha fatto Robert Rodriguez con il suo Machete, si avverte a chiare lettere un tentativo da parte degli sviluppatori di recuperare volontariamente quello stile a metà tra il gore, il buffonesco e l'esagerazione a briglie sciolte.

    Si potrebbe definire, in un certo qual senso, un B-Movie d'autore. Basti volgere la mente al ricordo di pellicole cult del genere (come la serie Feast) per comprendere quale tipo di "poetica" è perseguita dal team: esasperazione dei contenuti, splatter a gogo, personaggi fuori di testa, decapitazioni, mutilazioni, sangue a profusione ed uno spiccato gusto per abomini ripugnanti ed improbabili esoscheletri.

    Il tutto condito da una cornice futuristica, tra materiale alieno e poteri devastanti, capace di ammantare la storyline ed il gameplay di RAGE 2 con quell'aria di tamarra leggerezza che non fa mai male. Senza contare, infine, la propensione - specialmente nella prima parte dell'avventura - ad un linguaggio spinto, volgare e spavaldo tipico degli eroi più cazzuti.

    Uno sparatutto rabbioso

    RAGE 2 segue i precetti della bibbia del proiettile di id Software: obbedisce, in sostanza, a tutta quella serie di regole e comandamenti che gli potrebbero garantire un posto nel Paradiso degli shooter. Intraprendendo lo stesso pellegrinaggio del primo capitolo e del reboot di DOOM, l'epopea del ranger Walker nelle Wastlands è caratterizzata da un'adrenalinica fame omicida, dove si avverte la forza dirompente di ogni bossolo scagliato contro i bersagli.

    RAGE 2 è uno sparatutto veloce, dinamico e a tratti esaltante, un concentrato di violenza e delirio di onnipotenza: brandendo un vastissimo arsenale, potremo sfogare il nostro amore per gli FPS vecchia scuola attaccando a testa bassa qualunque cosa si muova a schermo, dai semplici fuorilegge ai mostri deformi, passando per creature colossali.

    La scarsa empatia che si prova nei confronti del protagonista e della sua missione permette al sentimento di vendetta di essere sostituito dal puro divertimento fraggatorio: ne consegue che ogni avamposto sparso sulla mappa incarnerà la scusa ideale per interrompere la pigra esplorazione dell'open world di Avalanche e tuffarsi così a capofitto nel marasma del piombo e delle urla nemiche.

    Una volta appresi i poteri sovrumani riusciremo inoltre a dar vita a combo decisamente pirotecniche, alternando una scarica di pallottole ad un vortice in grado di risucchiare gli avversari. Il piacere di imbracciare le armi è tale che preferiremo far cantare il nostro fucile a pompa persino nelle occasioni in cui ci basterebbe spappolare i predoni semplicemente generando un'onda d'urto travolgente. Tra schivate fulminee, sospensioni gravitazionali e detonazioni che si attivano con l'ormai celebre "schiocco" di Thanos, in RAGE 2 sarà tanto esilarante quanto semplice (forse anche troppo...) mettere in scena uno sterminio coi fiocchi.

    Uno stile multicolore

    Lungo le distese post apocalittiche di RAGE 2 si respira aria di contaminazione artistica. È vero che buona parte dell'ispirazione è estrapolata da tanti altri prodotti ambientati a seguito di un cataclisma, ma a fare la differenza nell'open world di Avalanche è soprattutto il tratto cromatico: in mezzo al pulviscolo ed alla desolazione fa sempre capolino una nota di colore acceso che dona al paesaggio una nuova energia, e lo dipinge con pennellate vivaci, fresche, piene di vita.

    La dimensione "punk" di RAGE 2 è sì figlia della poetica istrionica di cui abbiamo già parlato, ma è anche il modo che ha il mondo post apocalittico di reagire al grigiore della morte. Nelle aree iniziali della mappa il giallo del terriccio e il rosso del fuoco sono i colori principali, a cui si mescolano il blu elettrico delle creste dei predoni e l'esibizionismo multi cromatico, sfacciato e decadente dei superstiti più abbienti.

    Avanzando nelle zone più a nord si nota invece il rifiorire della natura: ecco che a spiccare è il verde delle foglie e l'arcobaleno di fiori, come esplicito simbolo di una rinascita che, poco alla volta, si fa strada tra la vuotezza e la distruzione.

    In questa dicotomia c'è un'oncia di poesia, immediatamente controbilanciata dalla stravaganza del character design, sempre in bilico sull'orlo di una ricercata follia.

    Un crogiolo di cultura pop: le citazioni

    Abbiamo già ribadito che RAGE 2 è a suo modo un pot-pourri di suggestioni pop: ne è emblematico l'ampio inserimento di citazioni ed easter egg presenti all'interno della produzione. Alcuni riferimenti sono piuttosto palesi (come il già citato schiocco di Thanos), mentre altri più sottili e ben nascosti.

    Quelli maggiormente evidenti sono i richiami al precedente capitolo, tra cui la foto di Dan Hagar, padre di Loosum, posta nell'ufficio della sindaca di Wellspring, ed un'immagine dell'edificio Ray's Oasis (una delle prime zone raggiunte all'inizio della scorsa avventura). Ulteriori easter egg auto referenziali si riscontrano nei modelli dei personaggi: è stato infatti scoperto un NPC chiamato Wimothy Tillits, le cui fattezze sono modellate su quelle di Tim Willits, studio director di id Software.

    Non mancano poi altri comprimari dotati di un nome che scimmiotta quello di wrestler professionisti: nella città di Gunbarrel, infatti, potremmo imbatterci in Steph Rollins (un riferimento a Seth Rollins), oppure in Ronda Raynes, una combinazione di Ronda Rousey e Roman Reigns, oppure ancora in Bridget Hart che ricorda il grande Bret Hart, e così via.

    Al novero si aggiungono citazioni ad Elon Musk, alla serie The Legend of Zelda ed a quella dei Pokémon, quest'ultima in particolare nella forma di un simpatico messaggio di errore che cita "There's a time and place for everything, but not now": si tratta della medesima frase pronunciata dal Prof. Oak nei primi giochi della saga sui mostriciattoli Nintendo.

    Vale la pena chiudere l'elenco con altri due rimandi: il primo è un trofeo che si ottiene dopo aver guidato per più di novemila metri, e che si intitola Over 9.000, un palese richiamo alla celeberrima espressione del doppiaggio inglese di Vegeta, proferita quando percepisce il potere di Goku a seguito del suo allenamento sul pianeta del re Kaio del Nord. Il secondo è invece un omaggio a DOOM, che assume le sembianze della leggendaria arma BFG 9000, purtroppo disponibile soltanto per chi ha acquistato l'edizione Deluxe: in sua compagnia, le scampagnate nelle terre di RAGE 2 acquisiscono un piacevolissimo sapore nostalgico e citazionista.

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